L’uguaglianza in Italia fa (purtroppo) notizia

razzismo

Era ottobre, ero di ritorno da una corsa podistica che avevo presentato, funestata da una furiosa polemica che riguardava le premiazioni.
I vincitori nordafricani di quella gara, secondo il regolamento della federazione italiana di atletica leggera, non avevano diritto ai premi perché la competizione era a carattere provinciale, in cui i premi sono previsti soltanto per gli atelti italiani. Regola palesemente discriminatoria.
Quegli stranieri, i giudici della federazione, non li avevano esclusi dai partenti nonostante i loro nomi fossero nell’elenco degli iscritti già  dalla sera prima. Avrebbero potuto evitare la loro partecipazione intimando all’organizzatore di non consegnargli i pettorali di gara. Invece quegli stranieri erano partiti, avevano gareggiato e avevano vinto.

Alle premiazioni l’organizzatore della gara aveva premiato i vincitori disobbedendo ai giudici, che nel frattempo avevano preteso la loro squalifica dalla classifica. Le premiazioni erano state un teatro di liti e insulti provocati da alcuni italiani (uno in particolare, tal Tito Tiberti) che reclamava le sue ragioni per il rispetto della regola discriminatoria.

Il mio resoconto pubblicato dal sito podisti.net, in cui parlavo di norme razziste, aveva sollevato un polverone di polemiche e di critiche rivolte alla mia persona perché difendevo l’uguaglianza dei partecipanti, come si evince dal primo articolo dello Statuto federale.
In seguito agli attacchi subiti avevo scritto un secondo pezzo in cui tentavo di fare chiarezza. Ma, salvo poche eccezioni, dai commenti sulla questione la maggioranza dei lettori di quel sito ha preferito continuare a puntare il dito piuttosto che la luna.

In un terzo articolo, con qualche mia inesattezza sui nomi dei parlamentari iscritti, avevo approfittato della maratona di New York per verificare la coerenza dei princìpi di quegli italiani che corrono, spesso all’insegna della solidarietà  e in manifestazioni denominate di “pace”. Inutilmente.

Recentemente, sempre su podisti.net, un lettore ha segnalato la bozza delle nuove norme della Fidal in vigore dal 2010, peraltro non ancora approvata: nelle gare provinciali continueranno ad essere esclusi gli atleti tesserati fuori regione ma tutti. Non soltanto gli stranieri.
La distinzione razziale sarà  con tutta probabilità  tolta. I criteri di differenziazione del tipo di gara fra provinciale regionale nazionale e internazionale, che dipende soltanto dall’importo della tassa che gli organizzatori sono disposti a pagare, é un altro capitolo che esula dal nocciolo della questione che importa.

Alla luce di questa novità , qualche giorno fa ho inviato un quarto articolo a podisti.net, in cui ho fatto notare che alla fine quel polverone sollevato sulla discriminazione qualcosa ha smosso.
Questa volta l’articolo non é stato pubblicato. Lo riporto qui sul blog, giusto per chiudere (per ora) il cerchio della vicenda.

GARE PROVNICIALI, LA FIDAL TOGLIE LA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Scopro anch’io in seguito alla segnalazione del signor Roberto Cella, che la Fidal ha cambiato la regola sulle manifestazioni provinciali e regionali: potranno correre tutti gli atleti tesserati in regione. Bianchi, gialli, rossi o neri. Il comma 3 dell’articolo 5 del regolamento delle corse su strada 2010 parla di atleti italiani e stranieri. Senza distinzioni di colore e di razza. In un paese ridicolo come il nostro, scusate, questo cambiamento fa notizia. Come all’epoca del fascio.

Al contrario della pur rispettabile meraviglia del signor Cella sui possibili effetti che la norma provocherà , va detto che ora é tutto molto più normale e soprattutto non si discrimina più lo status di straniero in quanto tale. La precedente regola, per chi non ricordasse, escludeva dalle classifiche delle corse provinciali e regionali i tesserati fuori regione soltanto se stranieri. Svizzeri compresi.
Riportare gli uomini in canotta e pantaloncini tutti uguali, stana la cocciuta malafede di tutti quei falsi perbenisti che nelle scorse settimane mi hanno attaccato per aver denunciato l’incredibile squalifica dei vincitori marocchini alla provinciale Marengo marathon. Che evidentemente in Fidal ha fatto scuola.

I campioni inorriditi e dediti all’annuncio della sterile querela, non hanno più il filo d’erba camuffato da regola dietro cui nascondersi. I fatti e un pizzico di umana logica li sbugiardano. Le sedi opportune, una volta tanto, hanno ribaltato l’inopportuno.

Ora potremmo parlare di tasse, di doping e di tutto ciò che si vuole. Peccato si debba sconfinare nella politica, che ai lettori di questo sito dà  molto prurito.

Intanto, per coerenza, nel 2010 potrò tornare a speakerare manifestazioni provinciali per annunciare i vincitori tesserati in regione senza patemi.

Per chiudere il cerchio delle cattiverie anonime dei lettori di questo sito, il cachet degli speaker oscilla fra i 150 e i 400 euro lordi a gara. Un po’ pochini per vendere l’anima a difesa tout court degli organizzatori. A dimostrazione che sgolarsi ai traguardi non ci si campa. E’ solo un’umile passione che a volte ti fa mangiare il fegato.
Ah dimenticavo! attendo con ansia querele nelle “sedi opportune”.

D.M.

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11 Commenti a “L’uguaglianza in Italia fa (purtroppo) notizia”

  1. Marco Zorzi ha detto:

    Non esiste razzismo quando si parla di STRANIERI! Se la legge avesse previsto l’esclusione dei NEGRI, allora si che ci sarebbe stato razzismo. Ma qui si parlava di stranieri, e la cosa é DEL TUTTO LEGITTIMA, in astratto, una comunità  può benissimo riservare determinate cose ai soli italiani, per l’ennesima volta si parla di razzismo completamente a sproposito.
    Resta comunque il fatto che effettivamente se sono stati ammessi alla gara dei partecipanti, non gli si può poi togliere il diritto al premio, questa é una palese ingiustizia, ovviamente.
    http://www.facebook.com/group.php?gid=68264075585

  2. Daniele Giglio ha detto:

    @ Publio Valerio Publicola.
    Beh, la sua é una cosa riportata (e di cui lui dovrebbe fornire le motivazioni), la mia é una testimonianza diretta. Prova a visitare il sito di AddioPizzo, e poi dimmi se ce li vedi a prestarsi ad una simile pagliacciata. Poi niente di strano che si fosse già  lì all’arrivo di Nicchi, l’arresto é avvenuto poco dopo le due e le volanti sono entrate in questura oltre un’ora dopo, c’era tutto il tempo, anche nel traffico palermitano. E non é neanche la prima volta che si fa baldoria lì sotto, in occasione di Raccuglia é stato fatto lo stesso. No, é decisamente troppo essere spacciati per pupazzi a disposizione della propaganda del nano.

  3. Publio Valerio Publicola ha detto:

    x Daniele.

    si tratta pur sempre della parola tua contro quella di chi ha informato Genchi.

    Genchi quindi non mente, semmai riporta una notizia non verificata. Come la tua.

  4. Daniele Giglio ha detto:

    Ancora su Genchi: il gruppo di “esultanti” altri non sono che gli attivisti di AddioPizzo, un’associazione che da circa cinque anni cerca di sensibilizzare i cittadini di Palermo a ribellarsi al racket delle estorsioni. Vi lascio immaginare lo sconcerto provato dopo le dichiarazioni di G., persona che peraltro fino ad ora aveva riscosso notevole stima. Al momento ci attendiamo quanto meno una rettifica. Sia ben chiaro, non sto contestando la curiosa coincidenza tra gli arresti, le dichiarazioni di Spatuzza e il No-B day, anch’io ho qualche perplessità . Questo é tutto un altro discorso, ma é comunque scorretto avvalorare le proprie tesi raccontando episodi avulsi dalla realtà .

  5. Raffaele ha detto:

    Se Genchi ha detto questa castroneria, beh…perde molti punti.

  6. Publio Valerio Publicola ha detto:

    Daniele, ho letto i commenti ai tuoi articoli su podisti.net…. che cazzo di gentaccia razzista!

    Incredibile! il modo come riescono a camuffare il loro razzismo, velatamente, con argomenti giustificatori (bisogna rispettare le regole).

    Io su una regola razzista, anche solo velatamente razzista, o su cui vi é un flebile sospetto di razzismo, ci piscio sopra. Altro che rispetto!!!

  7. freeman ha detto:

    mi pare strano che genchi dica cose non vere… cmq la cattura dei mafiosi si deve ai magistrati e alle forze dell’ordine, mentre il governo del corruttore infame continua…

  8. Daniele Giglio ha detto:

    Non so perché Genchi abbia fatto questa dichiarazione, ma di una cosa sono certo, nessun pullman ha trasportato chicchessia. Come faccio ad esserne certo? Perché io ero lì e ho visto come si sono svolti i fatti.

  9. liliana ha detto:

    Sentite cosa dice Genchi sull’arresto di questi giorni dei boss mafiosi:

    http://www.youtube.com/watch?v=DosKzyboIWk&feature=autofbM


    SAREBBE UNA MONTATURA!!!

  10. Raffaele ha detto:

    Questa notizia non può che farmi piacere. L’art. 1 del regolamento parla chiaro, ma aver specificato che possono partecipare a gare su strada atleti “italiani e stranieri” non dà  più giustificazioni ai discriminatori camuffati di perbenismo. Qui in Campania ci sono una decina di atleti africani, e sono tutti accettati e rispettati.
    Vorrei donare un po’ di buon cuore e tolleranza napoletana (una delle poche qualità  ancora rimaste – sic!) a queste persone che infangano il nostro spirito democratico!

  11. Marco da Napoli ha detto:

    http://www.youtube.com/watch?v=DosKzyboIWk

    Gioacchino Genchi: “I veri poliziotti che hanno fatto quella cattura si sono vergognati e se ne sono andati e mi hanno telefonato, mi hanno detto qui stanno facendo uno schifo, perché hanno organizzato una messinscena davanti alla questura, portando le persone loro, con i pullmann, per organizzare quell’apparente solidarietà  alla polizia. Ma vi rendete conto di cos’é l’Italia? Che livello di bassezza abbiamo toccato? Che livello di mistificazione?”

    Cervignano del Friuli, 6 dicembre 2009.

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