Controllo sociale con un calcio alla Costituzione

Leggi incostituzionali a colpi di maggioranza, boutade, annunci e manganellate. Quelle vere!
Il quadro italiano, in tema di diritti civili, negli ultimi anni si é sempre più distaccato non solo dai dettami della Costituzione, ma anche dagli altri paesi europei.

Fra interessi di alcune oligarchie ed esigenze di conflitti di interesse, rappresentate in primis dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il controllo sociale delle masse é divenuto uno strumento indispensabile.
Leggi e ordinanze che limitano la libertà  personale in barba alla costituzione, sono diventate ormai norma, passivamente accettata, anche là  dove meno te l’aspetti. Come in occasione di manifestazioni sportive tipo le partite di calcio.

Sull’onda di eventi a forte impatto emotivo, come fu per la morte del poliziotto Filippo Raciti all’esterno dello stadio di Catania, i governi hanno emanato una serie di norme restrittive e coercitive che non hanno diminuito il rischio di episodi violenti e delittuosi durante le partite di calcio, ma anzi, hanno provocato l’allontanamento dei padri e dei figli dagli stadi, che si sono trasformati in telespettatori paganti che accendonio la tivù per vedersi la partita.

Lanciare un petardo in zona stadio la domenica della partita si rischiano tre anni di carcere. Lanciarlo dal balcone di casa si rischia un mese.
La diffida dallo stadio comporta recarsi per almeno tre volte in caserma per firmare, nella giornata in cui nel comune di residenza del diffidato si svolge la partita. Provvedimento che emana la questura, organo di Polizia, non la magistratura come dovrebbe accadere.

Questi sono solo alcuni esempi citati nell’intervista da Mario Staderini, avvocato e responsabile del settore telecomunicazioni e televisione del partito Radicale, che parla di repressione violenta della libertà  applicata alle masse di gente, “laboratori di sperimentazione per il controllo sociale”.
Ebbene, incredibile ma vero, il prossimo 14 novembre, a Roma si terrà  una manifestazione pacifica organizzata dagli ultras, per chiedere che si ritorni a norme costituzionali e meno repressive. Ovviamente sono attesi anche padri e figli.

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9 Commenti a “Controllo sociale con un calcio alla Costituzione”

  1. freeman ha detto:

    ma nei paesi normali la legge é uguale per tutti…

  2. Ella ha detto:

    vero, il regime dovrebbe scomparire.
    ma le leggi antipetardi esistono anche nei paesi civili.

  3. freeman ha detto:

    sarebbe molto meglio finirla con questo regime di merda…

  4. Ella ha detto:

    @freeman

    ah, ora ho capito la differenza.
    Dipende da dove lo si lancia, il petardo, non dalle conseguenze dell’azione (benche’ penso che lanciare un petardo allo stadio possa essere piu’ facilmente interpretato come “atto provocatorio con l’intento di scatenare una sommossa”).
    E se lo lanci dalla Torre di Pisa, che non e’ stadio ne’ abitazione ma monumento nazionale, che succede?
    Un mio parente abita al sesto piano di un palazzo attaccato a uno stadio, infatti lui si vede le partite da casa.
    Cosa gli succederebbe se lanciasse un petardo dal balcone?
    (Ovviamente non mi aspetto che nessuno risponda a queste domande).
    Forse e’ meglio finirla con ‘sti ca**i di petardi.

  5. freeman ha detto:

    “Lanciare un petardo in zona stadio la domenica della partita si rischiano tre anni di carcere. Lanciarlo dal balcone di casa si rischia un mese.”
    due pene “leggermente” diverse…alla faccia della giustizia.

  6. Ella ha detto:

    Non so, forse leggo male, ma non ci trovo niente di sbagliato a punire chi lancia petardi in direzione di altre persone, o a costringere chi e’ stato diffidato a firmare un registro in questura.

    Che poi questi provvedimenti avrebbero dovuto essere emanati localmente piuttosto che con leggi governative, questo e’ un altro paio di maniche che pero’ non intacca la validita’ del provvedimenti stessi.

    certo che gli ultras, o le folle arrabbiate che creano scompigli durante le partite di calcio, se invece di dare sfogo a inclinazioni tribali e frustrazioni quotidiane durante un evento sportivo dirigessero la loro rabbia verso i veri responsabili del malcontento (che serpeggia ovunque, ambiente calcistico incluso), sarebbe molto, ma molto meglio per tutti.

  7. freeman ha detto:

    >repressione violenta della libertà  applicata alle masse di gente, “laboratori di sperimentazione per il controllo sociale”.
    e il regime di merda continua…

  8. Fabrizio ha detto:

    Secondo il mio modesto parere, ed in virtù dei gravi avvenimenti che hanno sconvolto il mondo del calcio italiano sopratutto negli ultimi 10 – 15 anni, vedasi ad esempio il calcio scommesse, i giocatori di vecchia data, talvolta ”appesantiti” fuori e dentro il campo da gioco, perché demotivati da compensi esageratamente alti già  incassati e, naturalmente l’estrema violenza negli stadi, quindi caro Daniele, sono felicissimo che vi siano delle qualsivoglia azioni di repressione, anzi per quanto mi riguarda, si dovrebbe alla prima occasione, tentare un ulteriore incremento di tali azioni, attraverso ad esempio, la sospensione di un intera stagione calcistica; attraverso il congelamento dei profitti di settore.((MAGARIIII)) Ribadisco: solo in presenza di gravi disordini oppure morti anche solo nei dintorni dello stadio, compreso gli eventuali ingenti danni alle infrastrutture pubbliche.
    Insomma , mi sembra che sia chiaro a tutti, che il mondo del calcio italiano soffre di inciviltà  cronica, quindi non vedo perché preoccuparsi dei diritti di pochi, per non colpire i più, pertanto avanti tutta, finché gli stadi non torneranno davvero in mano alle famiglie per bene.

    Per Daniele :
    Ti ricordo che sono un tuo estimatore. Ti ho già  versato un contributo. ciao

  9. fansss ha detto:

    ma é lapalissiano che l’italia faccia parte del continente africano e non di quello europeo…

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