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	Commenti a: A Marsala c&#8217;é &#8220;largo dittatura garibaldina&#8221;	</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		Di: Alba		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:11:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Controrisorgimento â€“ Il movimento filoestense apuano e lunigianese  

Sono trascorsi 150 anni (1859-2009) dai moti risorgimentali apuani e lunigianesi, solitamente narrati e ricostruiti come moti collettivi filounitari, che portarono i territori corrispondenti allâ€™attuale provincia di Massa Carrara allâ€™annessione al Regno Sabaudo. A molti anni da quegli eventi sono ancora poche le ricerche storiche che si basano su fonti di archivio e scritti dellâ€™epoca. Molte ricostruzioni si sono, infatti, inserite allâ€™interno dei due filoni nazionali di studi risorgimentali, quello crociano e gramsciano, senza prendere in esame i tanti documenti presenti allâ€™archivio di Stato di Massa. Non a caso Nicola Guerra, lâ€™autore di questo minuzioso studio sul Risorgimento apuano-lunigianese, ricorda la sorpresa provata nel constatare che i faldoni dellâ€™Archivio di Massa inerenti i rapporti di Pubblica Sicurezza di quegli anni risultassero ancora impolverati e con molte pagine che il tempo e la mancata consultazione presentavano incollate una sopra lâ€™altra. 
Nicola Guerra ci presenta, in questo interessantissimo studio, un quadro storico complesso ed articolato che evidenzia una situazione sociale e politica ben lontana dalla collettiva sollevazione popolare filounitaria spesso narrata.
Seguendo la ricostruzione storica e sociale dello studioso apuano si intraprende un percorso, piacevole anche dal punto di vista narrativo, che presenta con chiarezza come nel comprensorio rispondente alla attuale provincia di Massa Carrara si verifichi una reazione filoestense, determinata da scelte e comportamenti individuali e collettivi, che assume i tratti tipici di un movimento di resistenza e di un fenomeno di volontariato militare.
Lâ€™autore, oltre a presentare una ricostruzione accurata e intrigante, affronta lâ€™inquadramento di tali eventi allâ€™interno del dibattito storiografico nazionale che lo porta a formulare e rispondere ad un chiaro interrogativo: il Risorgimento fu moto di unificazione nazionale, rivoluzione mancata o guerra civile?
Controrisorgimento â€“ Il movimento filoestense apuano e lunigianese, questo il titolo dello studio pubblicato dalla Eclettica edizioni,  riesamina il fenomeno risorgimentale non come evento a se stante, e dopo lâ€™inquadramento nel contesto storiografico, guida il lettore in importanti considerazioni che affrontano una tematica attuale come quella della nascita dellâ€™identità  nazionale. 
Nicola Guerra, percorrendo tramite fonti di archivio inedite la storia locale di un momento cruciale del nostro Paese, porta alla luce dettagli curiosi, a volte anche tragici, di uomini e donne che diedero vita al fenomeno che lâ€™autore definisce come Controrisorgimento. Gli eventi locali trattati non restano scollegati dal contesto nazionale, come troppo spesso accade agli studi di â€œstoria localeâ€, ed in questa ricerca rappresentano una importante componente di quel insieme di â€œstorieâ€ che costituiscono e rappresentano il Risorgimento italiano ed il processo di unificazione.
Nicola Guerra, dopo aver contribuito alla ricostruzione del fenomeno migratorio apuano e lunigianese ed al suo inquadramento nella grande storia dellâ€™emigrazione nazionale (Partir Bisogna. Storie e momenti dellâ€™emigrazione apuana e lunigianese, 2001), ci offre ora lâ€™opportunità  di comprendere meglio la nascita dellâ€™identità  nazionale, il risorgimento ed il controrisorgimento, nel nostro territorio e nel nostro Paese.
Non resta che augurarci che questo importante studio, pubblicato dalla giovane e promettente casa editrice Eclettica, avvii un dibattito e favorisca nuove ricerche su una tematica tanto importante non solo a livello storico ma anche socio-politico in una Italia ed in una Europa che vedono la forte rinascita di identità  locali che talvolta si integrano ed altre volte confligono con le identità  nazionali.

Nicola Guerra

Nato a Massa (Ms) nel 1969, laureato in Economia e Commercio presso lâ€™Università  di Pisa con una tesi sullâ€™emigrazione italiana, ha pubblicato una importante monografia (Partir Bisogna. Storie e momenti dellâ€™emigrazione apuana e lunigianese, 2001) e numerosi articoli sul fenomeno migratorio nazionale e locale. 
Attualmente é dottorando di ricerca presso lâ€™Università  di Turku (Finlandia) dove si occupa di studi sul volontariato militare italiano.

Indirizzo per ordinare lo studio: info@ecletticaedizioni.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Controrisorgimento â€“ Il movimento filoestense apuano e lunigianese  </p>
<p>Sono trascorsi 150 anni (1859-2009) dai moti risorgimentali apuani e lunigianesi, solitamente narrati e ricostruiti come moti collettivi filounitari, che portarono i territori corrispondenti allâ€™attuale provincia di Massa Carrara allâ€™annessione al Regno Sabaudo. A molti anni da quegli eventi sono ancora poche le ricerche storiche che si basano su fonti di archivio e scritti dellâ€™epoca. Molte ricostruzioni si sono, infatti, inserite allâ€™interno dei due filoni nazionali di studi risorgimentali, quello crociano e gramsciano, senza prendere in esame i tanti documenti presenti allâ€™archivio di Stato di Massa. Non a caso Nicola Guerra, lâ€™autore di questo minuzioso studio sul Risorgimento apuano-lunigianese, ricorda la sorpresa provata nel constatare che i faldoni dellâ€™Archivio di Massa inerenti i rapporti di Pubblica Sicurezza di quegli anni risultassero ancora impolverati e con molte pagine che il tempo e la mancata consultazione presentavano incollate una sopra lâ€™altra.<br />
Nicola Guerra ci presenta, in questo interessantissimo studio, un quadro storico complesso ed articolato che evidenzia una situazione sociale e politica ben lontana dalla collettiva sollevazione popolare filounitaria spesso narrata.<br />
Seguendo la ricostruzione storica e sociale dello studioso apuano si intraprende un percorso, piacevole anche dal punto di vista narrativo, che presenta con chiarezza come nel comprensorio rispondente alla attuale provincia di Massa Carrara si verifichi una reazione filoestense, determinata da scelte e comportamenti individuali e collettivi, che assume i tratti tipici di un movimento di resistenza e di un fenomeno di volontariato militare.<br />
Lâ€™autore, oltre a presentare una ricostruzione accurata e intrigante, affronta lâ€™inquadramento di tali eventi allâ€™interno del dibattito storiografico nazionale che lo porta a formulare e rispondere ad un chiaro interrogativo: il Risorgimento fu moto di unificazione nazionale, rivoluzione mancata o guerra civile?<br />
Controrisorgimento â€“ Il movimento filoestense apuano e lunigianese, questo il titolo dello studio pubblicato dalla Eclettica edizioni,  riesamina il fenomeno risorgimentale non come evento a se stante, e dopo lâ€™inquadramento nel contesto storiografico, guida il lettore in importanti considerazioni che affrontano una tematica attuale come quella della nascita dellâ€™identità  nazionale.<br />
Nicola Guerra, percorrendo tramite fonti di archivio inedite la storia locale di un momento cruciale del nostro Paese, porta alla luce dettagli curiosi, a volte anche tragici, di uomini e donne che diedero vita al fenomeno che lâ€™autore definisce come Controrisorgimento. Gli eventi locali trattati non restano scollegati dal contesto nazionale, come troppo spesso accade agli studi di â€œstoria localeâ€, ed in questa ricerca rappresentano una importante componente di quel insieme di â€œstorieâ€ che costituiscono e rappresentano il Risorgimento italiano ed il processo di unificazione.<br />
Nicola Guerra, dopo aver contribuito alla ricostruzione del fenomeno migratorio apuano e lunigianese ed al suo inquadramento nella grande storia dellâ€™emigrazione nazionale (Partir Bisogna. Storie e momenti dellâ€™emigrazione apuana e lunigianese, 2001), ci offre ora lâ€™opportunità  di comprendere meglio la nascita dellâ€™identità  nazionale, il risorgimento ed il controrisorgimento, nel nostro territorio e nel nostro Paese.<br />
Non resta che augurarci che questo importante studio, pubblicato dalla giovane e promettente casa editrice Eclettica, avvii un dibattito e favorisca nuove ricerche su una tematica tanto importante non solo a livello storico ma anche socio-politico in una Italia ed in una Europa che vedono la forte rinascita di identità  locali che talvolta si integrano ed altre volte confligono con le identità  nazionali.</p>
<p>Nicola Guerra</p>
<p>Nato a Massa (Ms) nel 1969, laureato in Economia e Commercio presso lâ€™Università  di Pisa con una tesi sullâ€™emigrazione italiana, ha pubblicato una importante monografia (Partir Bisogna. Storie e momenti dellâ€™emigrazione apuana e lunigianese, 2001) e numerosi articoli sul fenomeno migratorio nazionale e locale.<br />
Attualmente é dottorando di ricerca presso lâ€™Università  di Turku (Finlandia) dove si occupa di studi sul volontariato militare italiano.</p>
<p>Indirizzo per ordinare lo studio: <a href="mailto:info@ecletticaedizioni.com">info@ecletticaedizioni.com</a></p>
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		<title>
		Di: freeman		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16855</link>

		<dc:creator><![CDATA[freeman]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 19:56:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e se gli italioti non cambiano, peggio per loro...]]></description>
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		Di: Pike		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pike]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 19:03:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo. Lo pensarono anche i siciliani che aprirono le porte ai Savoia e a Garibaldi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo. Lo pensarono anche i siciliani che aprirono le porte ai Savoia e a Garibaldi.</p>
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		Di: freeman		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[freeman]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 05:25:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#062;Lâ€™Italia non cambierà  mai.
se le masse italiote continuano a dare il voto a gente infame l&#039;italia starà  sempre peggio... il vero problema di questo paese mafioso sono proprio gli italioti, sono loro che devono cambiare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;Lâ€™Italia non cambierà  mai.<br />
se le masse italiote continuano a dare il voto a gente infame l&#8217;italia starà  sempre peggio&#8230; il vero problema di questo paese mafioso sono proprio gli italioti, sono loro che devono cambiare&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Pike		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pike]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 18:45:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In Sicilia, la massoneria e gli inglesi hanno &quot;esportato la democrazia&quot; usando come manovalanza i garibaldini .

Ora diciamocelo francamente  ; l&#039;unità  d&#039; Italia e la resistenza passano per essere dei moti di popolo , ma ambedue gli episodi storici sono stati messi in atto da minoranze, spesso (ma non sempre) di estrazione borghese.  

Viceversa brigantaggio ( contro i &quot;liberatori&quot; notate bene  ) fascismo, prima guerra mondiale hanno avuto una partecipazione di massa, realmente popolare.

Trasliamo tutto nell&#039;oggi : minoranze borghesi ululano alla luna della dittatura mediatica , mentre Silvio Berlusconi, con i suoi molti difetti , ha una reale e concreta popolarità  tra le cosidette &quot;masse &quot;.

L&#039;Italia non cambierà  mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Sicilia, la massoneria e gli inglesi hanno &#8220;esportato la democrazia&#8221; usando come manovalanza i garibaldini .</p>
<p>Ora diciamocelo francamente  ; l&#8217;unità  d&#8217; Italia e la resistenza passano per essere dei moti di popolo , ma ambedue gli episodi storici sono stati messi in atto da minoranze, spesso (ma non sempre) di estrazione borghese.  </p>
<p>Viceversa brigantaggio ( contro i &#8220;liberatori&#8221; notate bene  ) fascismo, prima guerra mondiale hanno avuto una partecipazione di massa, realmente popolare.</p>
<p>Trasliamo tutto nell&#8217;oggi : minoranze borghesi ululano alla luna della dittatura mediatica , mentre Silvio Berlusconi, con i suoi molti difetti , ha una reale e concreta popolarità  tra le cosidette &#8220;masse &#8220;.</p>
<p>L&#8217;Italia non cambierà  mai.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Marco da Napoli		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16782</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco da Napoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 18:12:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[DAL TIMES

Eâ€™ con il giornale britannico lâ€™unica intervista rilasciata finora dalla 18enne Letizia
Smentito ogni rapporto di parentela col premier. â€œMio papà  é Benedettoâ€
Noemi si concede al Times
â€œBerlusconi non é mio padreâ€
Il genitore della ragazza: â€œSiamo amici da tempo perché é un leader che ama la gente
Lo porterò sempre nel mio cuore, non capisco qual é il problemaâ€¦â€

Lâ€™intervista a Noemi
sullâ€™edizione online
di The Times
LONDRA - La prima, e finora lâ€™unica intervista che Noemi Letizia ha deciso di accettare, lâ€™ha concessa al Times di Londra. Il volto della ragazza bionda, la cui festa per il 18esimo compleanno é stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso nel menage Lario-Berlusconi, varca i confini e si fa conoscere anche in Gran Bretagna. Dove lâ€™interesse, a quanto pare, si concentra su un elemento già  oggetto di curiosità  in patria. Ovvero, lâ€™eventualità  che il presidente del Consiglio, che lei chiama affettuosamente â€œpapiâ€, possa essere suo padre. Ipotesi, comâ€™é naturale, seccamente smentita dalla giovane. E anche dal padre Benedetto, 50 anni, presente allâ€™incontro con Lucy Bannerman, la giornalista inviata a Portici dal quotidiano britannico. Per raccontare quello che viene definito â€œthe scandal that has rocked Italyâ€. 

â€œNo. Assolutamente no. Mio padre é questo quiâ€. Risponde così Noemi al giornale, che in un lungo articolo ricostruisce gli eventi degli ultimi giorni e ricorda che â€œle circostanze misteriose della conoscenza tra Benedetto Letizia e Berlusconi e la lunga, inspiegata storia nella politica locale, dove nessuno sembra ricordarsi della sua presenza, hanno portato la stampa italiana a definire questo dipendente comunale finora sconosciuto come â€˜Signor nessunoâ€™â€. 

Da qui, la domanda. Come é possibile che un uomo come lui conosca Berlusconi? â€œInvertiamo le cose - replica papà  Letizia - come é mai possibile che Berlusconi conosca un uomo come me? Perché non mi chiedete questo?â€.
Da qui, la domanda. Come é possibile che un uomo come lui conosca Berlusconi? â€œInvertiamo le cose - replica papà  Letizia - come é mai possibile che Berlusconi conosca un uomo come me? Perché non mi chiedete questo?â€. Riformulata la domanda, il padre di Noemi, che â€œsi porta la mano al petto a dimostrare la sua intimità  con lâ€™uomo più ricco del Paeseâ€, rivendica: â€œAbbiamo un buon rapporto, un rapporto di cuoreâ€. E la sua conoscenza con il premier é semplicemente una prova di quanto Berlusconi sappia essere â€œalla manoâ€. 

â€œIl nostro leader é un uomo del popolo - dice Letizia - cosa é un leader se non prende un caffé con la gente comune, se non parla con il macellaio o con il negoziante? Berlusconi é vicino alla gente.
Altrimenti, da dove verrebbero fuori i voti?â€. 

E poi, alla giornalista che gli chiede se ogni elettore di Forza Italia abbia il privilegio della presenza del premier a una festa di compleanno della figlia, il padre di Noemi sorride e replica: â€œEâ€™ un buon rapporto, o no? Lo porterò sempre nel mio cuore, non capisco quale sia il problema. Nel suo Paese, i leader non interagiscono con la gente?â€. 

Benedetto Letizia, scrive la giornalista, â€œchiaramente non é a libro paga del premier. Nel 2005 ha dichiarato un reddito, modesto, di 12.376 euro, grazie alla profumeria e alla rivendita di giornali della moglieâ€. 

Poi, unâ€™indagine fra i vicini di casa, lungo una strada - scrive Bannerman - â€œcon negozi di meccanici, parrucchieri, alimentari, scooter che sfrecciano rumorosi e clacson di automobilisti impazientiâ€. E Villa Santa Chiara, luogo della festa di compleanno, â€œun mix piuttosto kitsch di fontane e luci al neonâ€. 

â€œSono suo amico da anni - dice Giorgio Boccia, proprietario di una pizzeria vicino allâ€™abitazione dei Letizia - ma fino alla settimana scorsa non ho mai saputo che conoscesse Berlusconi. Quando mi hanno raccontato della festa non ci potevo credere. Poi, ho visto i giornaliâ€¦â€. Mentre Giuseppe Fornino, manager d 

Mentre Giuseppe Fornino, manager di â€œVillageglobaleâ€, ex agenzia di modelle della zona presso la quale Noemi avrebbe realizzato il suo primo book, si mostra perplesso: â€œEâ€™ una ragazza carina, ma una fra tante. E quante ragazze carine hanno quel tipo di accesso a Berlusconi? Non é che gli suoni al citofono, e lui risponde. Non funziona esattamente cosìâ€¦â€. 

(9 maggio 2009)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DAL TIMES</p>
<p>Eâ€™ con il giornale britannico lâ€™unica intervista rilasciata finora dalla 18enne Letizia<br />
Smentito ogni rapporto di parentela col premier. â€œMio papà  é Benedettoâ€<br />
Noemi si concede al Times<br />
â€œBerlusconi non é mio padreâ€<br />
Il genitore della ragazza: â€œSiamo amici da tempo perché é un leader che ama la gente<br />
Lo porterò sempre nel mio cuore, non capisco qual é il problemaâ€¦â€</p>
<p>Lâ€™intervista a Noemi<br />
sullâ€™edizione online<br />
di The Times<br />
LONDRA &#8211; La prima, e finora lâ€™unica intervista che Noemi Letizia ha deciso di accettare, lâ€™ha concessa al Times di Londra. Il volto della ragazza bionda, la cui festa per il 18esimo compleanno é stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso nel menage Lario-Berlusconi, varca i confini e si fa conoscere anche in Gran Bretagna. Dove lâ€™interesse, a quanto pare, si concentra su un elemento già  oggetto di curiosità  in patria. Ovvero, lâ€™eventualità  che il presidente del Consiglio, che lei chiama affettuosamente â€œpapiâ€, possa essere suo padre. Ipotesi, comâ€™é naturale, seccamente smentita dalla giovane. E anche dal padre Benedetto, 50 anni, presente allâ€™incontro con Lucy Bannerman, la giornalista inviata a Portici dal quotidiano britannico. Per raccontare quello che viene definito â€œthe scandal that has rocked Italyâ€. </p>
<p>â€œNo. Assolutamente no. Mio padre é questo quiâ€. Risponde così Noemi al giornale, che in un lungo articolo ricostruisce gli eventi degli ultimi giorni e ricorda che â€œle circostanze misteriose della conoscenza tra Benedetto Letizia e Berlusconi e la lunga, inspiegata storia nella politica locale, dove nessuno sembra ricordarsi della sua presenza, hanno portato la stampa italiana a definire questo dipendente comunale finora sconosciuto come â€˜Signor nessunoâ€™â€. </p>
<p>Da qui, la domanda. Come é possibile che un uomo come lui conosca Berlusconi? â€œInvertiamo le cose &#8211; replica papà  Letizia &#8211; come é mai possibile che Berlusconi conosca un uomo come me? Perché non mi chiedete questo?â€.<br />
Da qui, la domanda. Come é possibile che un uomo come lui conosca Berlusconi? â€œInvertiamo le cose &#8211; replica papà  Letizia &#8211; come é mai possibile che Berlusconi conosca un uomo come me? Perché non mi chiedete questo?â€. Riformulata la domanda, il padre di Noemi, che â€œsi porta la mano al petto a dimostrare la sua intimità  con lâ€™uomo più ricco del Paeseâ€, rivendica: â€œAbbiamo un buon rapporto, un rapporto di cuoreâ€. E la sua conoscenza con il premier é semplicemente una prova di quanto Berlusconi sappia essere â€œalla manoâ€. </p>
<p>â€œIl nostro leader é un uomo del popolo &#8211; dice Letizia &#8211; cosa é un leader se non prende un caffé con la gente comune, se non parla con il macellaio o con il negoziante? Berlusconi é vicino alla gente.<br />
Altrimenti, da dove verrebbero fuori i voti?â€. </p>
<p>E poi, alla giornalista che gli chiede se ogni elettore di Forza Italia abbia il privilegio della presenza del premier a una festa di compleanno della figlia, il padre di Noemi sorride e replica: â€œEâ€™ un buon rapporto, o no? Lo porterò sempre nel mio cuore, non capisco quale sia il problema. Nel suo Paese, i leader non interagiscono con la gente?â€. </p>
<p>Benedetto Letizia, scrive la giornalista, â€œchiaramente non é a libro paga del premier. Nel 2005 ha dichiarato un reddito, modesto, di 12.376 euro, grazie alla profumeria e alla rivendita di giornali della moglieâ€. </p>
<p>Poi, unâ€™indagine fra i vicini di casa, lungo una strada &#8211; scrive Bannerman &#8211; â€œcon negozi di meccanici, parrucchieri, alimentari, scooter che sfrecciano rumorosi e clacson di automobilisti impazientiâ€. E Villa Santa Chiara, luogo della festa di compleanno, â€œun mix piuttosto kitsch di fontane e luci al neonâ€. </p>
<p>â€œSono suo amico da anni &#8211; dice Giorgio Boccia, proprietario di una pizzeria vicino allâ€™abitazione dei Letizia &#8211; ma fino alla settimana scorsa non ho mai saputo che conoscesse Berlusconi. Quando mi hanno raccontato della festa non ci potevo credere. Poi, ho visto i giornaliâ€¦â€. Mentre Giuseppe Fornino, manager d </p>
<p>Mentre Giuseppe Fornino, manager di â€œVillageglobaleâ€, ex agenzia di modelle della zona presso la quale Noemi avrebbe realizzato il suo primo book, si mostra perplesso: â€œEâ€™ una ragazza carina, ma una fra tante. E quante ragazze carine hanno quel tipo di accesso a Berlusconi? Non é che gli suoni al citofono, e lui risponde. Non funziona esattamente cosìâ€¦â€. </p>
<p>(9 maggio 2009)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco da Napoli		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16781</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco da Napoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 18:10:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mentre Giuseppe Fornino, manager di &quot;Villageglobale&quot;, ex agenzia di modelle della zona presso la quale Noemi avrebbe realizzato il suo primo book, si mostra perplesso: &quot;E&#039; una ragazza carina, ma una fra tante. E quante ragazze carine hanno quel tipo di accesso a Berlusconi? Non é che gli suoni al citofono, e lui risponde. Non funziona esattamente così...&quot;. 

(9 maggio 2009)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Giuseppe Fornino, manager di &#8220;Villageglobale&#8221;, ex agenzia di modelle della zona presso la quale Noemi avrebbe realizzato il suo primo book, si mostra perplesso: &#8220;E&#8217; una ragazza carina, ma una fra tante. E quante ragazze carine hanno quel tipo di accesso a Berlusconi? Non é che gli suoni al citofono, e lui risponde. Non funziona esattamente così&#8230;&#8221;. </p>
<p>(9 maggio 2009)</p>
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		<title>
		Di: alina		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16780</link>

		<dc:creator><![CDATA[alina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 16:54:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno a tutti

  Nel romanzo &quot;Il Gattopardo&quot; di Tomasi di Lampedusa,all&#039;indomani dell&#039;annessione della Sicilia al regno di Sardegna, un emissario della prefettura di Torino si reca dal principe Fabrizio Salina,il protagonista, per proporgli di diventare senatore a rappresentanza dei Siciliani.
Egli risponde così:&quot;Noi siciliani siamo stati avvezzi da una lunghissima egemonia di governanti che non erano della nostra religione,che non parlavano la nostra lingua,a spaccare il capello in quattro.Se non si faceva così non si sfuggiva agli esattori bizantini,agli emiri berberi e ai viceré spagnoli.Adesso la piega é presa,siamo fatti così......da quando il vostro Garibaldi ha posto piede a Marsala,troppe cose sono state fatte senza consultarci perché adesso si possa chiedere ad un vecchio membro della classe dirigente di svilupparle e portarle a compimento....
In Sicilia non importa far male o far bene:il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai é semplicemente quello di &quot;fare&quot;.Siamo vecchi,vecchissimi.Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà  eterogenee,tutte venute da fuori già  complete e perfezionate,nessuna germogliata da noi stessi,nessuna a cui abbiamo dato il &quot;la&quot;....da duemilacinquecento anni siamo colonia.Non lo dico per lagnarmi :é in gran parte colpa nostra;ma siamo stanchi e svuotati lo stesso.
Saluti,Daniele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti</p>
<p>  Nel romanzo &#8220;Il Gattopardo&#8221; di Tomasi di Lampedusa,all&#8217;indomani dell&#8217;annessione della Sicilia al regno di Sardegna, un emissario della prefettura di Torino si reca dal principe Fabrizio Salina,il protagonista, per proporgli di diventare senatore a rappresentanza dei Siciliani.<br />
Egli risponde così:&#8221;Noi siciliani siamo stati avvezzi da una lunghissima egemonia di governanti che non erano della nostra religione,che non parlavano la nostra lingua,a spaccare il capello in quattro.Se non si faceva così non si sfuggiva agli esattori bizantini,agli emiri berberi e ai viceré spagnoli.Adesso la piega é presa,siamo fatti così&#8230;&#8230;da quando il vostro Garibaldi ha posto piede a Marsala,troppe cose sono state fatte senza consultarci perché adesso si possa chiedere ad un vecchio membro della classe dirigente di svilupparle e portarle a compimento&#8230;.<br />
In Sicilia non importa far male o far bene:il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai é semplicemente quello di &#8220;fare&#8221;.Siamo vecchi,vecchissimi.Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà  eterogenee,tutte venute da fuori già  complete e perfezionate,nessuna germogliata da noi stessi,nessuna a cui abbiamo dato il &#8220;la&#8221;&#8230;.da duemilacinquecento anni siamo colonia.Non lo dico per lagnarmi :é in gran parte colpa nostra;ma siamo stanchi e svuotati lo stesso.<br />
Saluti,Daniele</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco da Napoli		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16779</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco da Napoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 15:19:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=Sf-U4bf9avI

RISSA TRA PAOLO GUZZANTI E SGARBI SU DIVORZIO DEL NANO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Sf-U4bf9avI" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=Sf-U4bf9avI</a></p>
<p>RISSA TRA PAOLO GUZZANTI E SGARBI SU DIVORZIO DEL NANO</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paolo papillo		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16778</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo papillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 13:43:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=2107#comment-16778</guid>

					<description><![CDATA[IO CI SARO

MOLTO SPESSO HO SENTITO INVOCARE IN QUESTO BLOG LA PIAZZA E INCITARE LA GENTE A SCENDERVI E LO STESSO BEPPE GRILLO A ORGANIZZARE LA COSA.

ECCO E&#039; GIUNTO IL MOMENTO.....

NON CI DEVONO ESSERE SCUSANTI;
LA FAMIGLIA ,IL LAVORO PER UN GIORNO CHE NON ANDATE NON CI SARA&#039; IL LICENZIAMENTO...
CHI NON PARTECIPERA&#039; SENZA MOTIVAZIONI VALIDISSIME MI DOMANDO POI COME POTRA&#039; PIU&#039; &quot;URLARE&quot; QUI&#039; DENTRO .

IO CI SARO&#039; E SE DALLA TOSCANA QUALCUNO SI VUOLE AGGREGARE PER DIVIDERE LE SPESE O HO 2 POSTI LIBERI IN AUTO GPL.

CELL 3771447634]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IO CI SARO</p>
<p>MOLTO SPESSO HO SENTITO INVOCARE IN QUESTO BLOG LA PIAZZA E INCITARE LA GENTE A SCENDERVI E LO STESSO BEPPE GRILLO A ORGANIZZARE LA COSA.</p>
<p>ECCO E&#8217; GIUNTO IL MOMENTO&#8230;..</p>
<p>NON CI DEVONO ESSERE SCUSANTI;<br />
LA FAMIGLIA ,IL LAVORO PER UN GIORNO CHE NON ANDATE NON CI SARA&#8217; IL LICENZIAMENTO&#8230;<br />
CHI NON PARTECIPERA&#8217; SENZA MOTIVAZIONI VALIDISSIME MI DOMANDO POI COME POTRA&#8217; PIU&#8217; &#8220;URLARE&#8221; QUI&#8217; DENTRO .</p>
<p>IO CI SARO&#8217; E SE DALLA TOSCANA QUALCUNO SI VUOLE AGGREGARE PER DIVIDERE LE SPESE O HO 2 POSTI LIBERI IN AUTO GPL.</p>
<p>CELL 3771447634</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16777</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 12:10:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=2107#comment-16777</guid>

					<description><![CDATA[Daniele, non so se la tua fosse una critica... se pensi veramente che non siamo organizzati per un evento ti sbagli di grosso. Non siamo organizzati neanche a vivere.
Questa é la sicilia, é ovunque così e se l&#039;hai scoperto solo adesso dovresti vergognarti di essere un giornalista. La nostra situazione é tragica, ecco perché venendo al nord ci sembra il paradiso... ecco perché una strada sistemata regala migliaia di voti ai politici... la sicilia é una merda ma per la mafia e la politica che nessuno combatte in Italia...
Vi sembrava che la mafia fosse una cosa che si tocca? una persona? 4 conti in banca? la mafia é questo, la mafia é il degrado, é rendere tutto invivibile...

benvenuto in sicilia, non dimenticarti di noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Daniele, non so se la tua fosse una critica&#8230; se pensi veramente che non siamo organizzati per un evento ti sbagli di grosso. Non siamo organizzati neanche a vivere.<br />
Questa é la sicilia, é ovunque così e se l&#8217;hai scoperto solo adesso dovresti vergognarti di essere un giornalista. La nostra situazione é tragica, ecco perché venendo al nord ci sembra il paradiso&#8230; ecco perché una strada sistemata regala migliaia di voti ai politici&#8230; la sicilia é una merda ma per la mafia e la politica che nessuno combatte in Italia&#8230;<br />
Vi sembrava che la mafia fosse una cosa che si tocca? una persona? 4 conti in banca? la mafia é questo, la mafia é il degrado, é rendere tutto invivibile&#8230;</p>
<p>benvenuto in sicilia, non dimenticarti di noi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Poulain		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16776</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Poulain]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 10:47:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=2107#comment-16776</guid>

					<description><![CDATA[ti stanno proprio sulle balle i terroni eh..ahaha a parte gli scherzi secondo me é meglio se si svolgono al sud certe cose dai..cé bisogno di sensibilità ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ti stanno proprio sulle balle i terroni eh..ahaha a parte gli scherzi secondo me é meglio se si svolgono al sud certe cose dai..cé bisogno di sensibilità ..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Clio		</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/05/09/a-marsala-ce-largo-dittatura-garibaldina/comment-page-1/#comment-16775</link>

		<dc:creator><![CDATA[Clio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 10:44:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=2107#comment-16775</guid>

					<description><![CDATA[Ho visto il tuo video sul monumento alla nave di Garibaldi. Che dire... il sud non si smentisce mai, da qualsiasi angolazione lo guardi. Ma voglio spezzare una lancia in favore dei marsalesi. Forse non amano troppo Giuseppe Garibaldi, così come non lo amano molte persone meridionali.
Se Garibaldi si fosse fatto gli affari suoi, invece di consegnare il pur fiorente Regno delle due Sicilie in mano ai Savoia, forse le cose sarebbero andate diversamente. Non credi?
C&#039;é sempre un rompiscatole che mette le mani dove non dovrebbe e contribuisce a cambiare il corso della Storia. Purtroppo.
Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto il tuo video sul monumento alla nave di Garibaldi. Che dire&#8230; il sud non si smentisce mai, da qualsiasi angolazione lo guardi. Ma voglio spezzare una lancia in favore dei marsalesi. Forse non amano troppo Giuseppe Garibaldi, così come non lo amano molte persone meridionali.<br />
Se Garibaldi si fosse fatto gli affari suoi, invece di consegnare il pur fiorente Regno delle due Sicilie in mano ai Savoia, forse le cose sarebbero andate diversamente. Non credi?<br />
C&#8217;é sempre un rompiscatole che mette le mani dove non dovrebbe e contribuisce a cambiare il corso della Storia. Purtroppo.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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