Pier Ferdinando Casini: buffone!

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Aiuto! Al centro dell’orgia mediatica appare Pier Ferdinando Casini che si fa riprendere e fotografare lampadato per proporre un governo di transizione guidato da Franco Marini (attuale presidente del senato) o dal governatore di Bankitalia Mario Draghi per realizzare la riforma elettorale.
Pier Ferdinando in cerca di visibilità , non sa che c…o dire, se ne esce con questa ennesima bufala pur di farsi figo!
Accontentiamolo con la nuda verità  della sua situazione: già  leader dell’Udc (Unione dei condannati e/o concubini) setta ciellina collocata nel centrodestra ligia a predicare la dottrina cattolica e a razzolare promiscuità  di ogni tipo, Casini stesso, alla faccia della cristianità , ha convissuto per anni da separato con Azzurra Caltagirone, figlia del magnate delle tv romane Francesco che ha recentemente sposato a Siena con rito civile!
Presidente della camera del governo Berlusconi, da cui ha ereditato il metodo della solidarietà  a collusi, corrotti, mafiosi e condannati, ha espresso profonda stima a Marcello Dell’Utri dopo la sentenza di condanna a 9 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa (Repubblica, 1 dicembre 2004).
Colpevole morale di concorso in omicidio colposo, ha galoppato la bugia dell’attacco mai esistito a Marco Biagi sul palco del V-day di Beppe Grillo bollandola mistificante e vergognosa e ha definito vergognosi i politici che hanno aderito all’iniziativa popolare del comico (il Messaggero, 10 settembre 2007).
Al convegno del suo partito di delinquenti del febbraio 2006 definì Antonio Di Pietro vergogna della magistratura e della politica (tg1).
A differenza di Berlusconi che quando solidarizza coi delinquenti e condanna i magistrati sorride, Casini assume un’espressione da lavandaia acida.
Sarà  che del suo partito inginocchiato al papa fanno parte (dal basso della Sicilia) Salvatore Cuffaro, governatore regionale per il quale l’accusa ha chiesto 8 anni di carcere per concorso  esterno in associazione mafiosa, rinvio a giudizio per favoreggimento mafioso al consiglere Antonio Borzachelli e condanna per abuso d’ufficio in cambio di favori elettorali per il senatore Calogero Sodano.
Tra i lindi, casti e puri come madre chiesa insegna agli udicini ricordo Lorenzo Cesa, promosso deputato per essersi distinto negli anni ’90 in qualità  di pony-express di valigette piene di soldi, provento di tangenti che spartiva con l’ex ministro asfaltatore Gianni PrEndini. Un umile servitore che, una volta rinchiuso in galera confessò ai magistrati che intendeva vuotare il sacco! Per questo motivo Don Pier Ferdinando l’ha assolto da ogni peccato elevandolo a rango di eroe sacrificato all’onta di deputato invece che di europarlamentare.
Infatti i 15mila euro al mese per quella dannata e faticosa poltrona se li cucca tuttora Aldo Patriciello, altro udicino che fà  il paio con Cesa non solo per la tessera di partito ma anche per il prestigio politico: é stato condannato per finanziamento illecito!
Esattamente come l’altro udicino Vito Bonsignore (il cognome non é d’arte é proprio il suo) condannato a 2 anni per tentata corruzione per l’appalto dell’ospedale di Asti e coinvolto nello scandalo di Antonveneta.
Da non dimenticare poi il talentscout di Casini, Arnaldo Forlani condannato per finanziamento illecito in Mani pulite (qualcuno ricorderà  la bava che gli contornava la bocca sotto interrogatorio).
Tra gli udicini puritani non dimentichiamo Cosimo Mele, il maritino tutto casa chiesa e bordello, dimessosi dopo essere finito nei guai per un’orgia di sesso e pere di cocaina in cui quasi ci lasciava le penne una sua amante prostituta.
Insomma, nell’Udc delle Mele e delle pere Pier Ferdinando é implicato pure in svendopoli per aver acquistato a prezzo di saldo per poco più di un milione di euro un intero palazzo in via Clitunno a Roma, nel quartiere Trieste ex patrimonio Ina-Assitalia dopo aver pagato un affitto da invalido civile a canone irrisorio e aver sfrattato alcuni vicini in un modo furbesco.
Che dire, dopo questa prestigiosa rassegna politica udicina non ricordo un Casini autore di una buona azione o di una buona legge utile al popolo italiano!
E allora se in un paese normale, lui e la sua setta di sacrestia mascherata da partito sarebbero già  finiti a fare i lavavetri, nell’Italia dei burattini e dei corrotti Pier Ferdinando Casini si forgia per merito e tradizione ganglo marcio di un sistema da ribaltare che non rappresenta nessun onesto elettore!
Mi chiedo con quale diritto Casini tenta di usurpare l’attuale governo per una transizione che non serve.
Mi chiedo con quale altra faccia potrebbe esporsi questo leader di fondi di galera se non con quella di un potente buffone!

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4 Commenti a “Pier Ferdinando Casini: buffone!”

  1. LUCINA ha detto:

    SONO D’ACCORDO SU QUANTO DITE DI CASINI, BERLUSCONI, CUFFARO MA PRODI DOVE LO METTETE. SAPETE CHE PRODI A MODENA E DITORNI E’ PADRONE, NON LUI OVVIAMENTE, HA GIA’ PASSATO L’EREDITA’ AI FAMILIARI, DI PARECCHIE INDUSTRIE. HA VILLE MERAVIGLIOSE A MARETTIMO NELLE EGADI, E POI FA VEDERE CHE PER PROPAGANDA ELETTORALE, VA IN ALBERGO A SCIARE. OPPURE DA POVERINO VA IN BICICLETTA. PER LUI E’ SEMPLICE ED INSIEME, SI INSIEME AI SUOI MILIARDI. SIATE OBIETTIVI E TIRATE FUORI TUTTO ANCHE DA PRODI, DELLE COOP NON PARLA MAI NESSUNO EPPURE SONO UNA POTENZA IN ITALIA ALTROCHE’ LE PROPRIETA’ DI BERLUSCONI.

  2. Leonardo Facco ha detto:

    Caro Daniele tanti auguri di buone feste e continua così, che il tuo garbo e la tua pervicacia fanno sempre bene all’informazione.
    Leonardo

  3. Erre ha detto:

    Caro Martinelli,
    lei si chiede con quale faccia questo leader, che in Europa non sarebbe chiamato neppure a gestire una farmacia comunale, si possa esporre.
    La risposta non può che essere una, si espone grazie alla faccia del sistema televisivo a reti unificate, a quella dei giornalai di partito sempre pronti a glissare le domande scomode in virtù del “politicamente corrotto” che tanto piace alla destra come alla sinistra.
    Non a caso l’informazione in Italia, quella vera intendo, é affidata a qualche giornalista dissidente o dannato che dir si voglia come Santoro e la Gabanelli. Il primo rientrato nel servizio pubblico grazie ad una sentenza e non certo per la magnanimità  del centrosinistra e la seconda invece relegata a competere con programmi kulturali di ben altro spessore come: La domenica sportiva o Controcampo.
    Casini e con lui tutti gli altri della casta debbono la loro fortuna ad un sistema bloccato che non tollera quelli che si esprimono sopra le righe.
    Se l’italiano medio, quello che non frequenta la rete, fosse accuratamente informato sulle origini delle proprie miserie troverebbe la forza di reagire. E’ per questo che in Italia non ci potrà  mai essere alcuna riforma se prima non verrà  scardinato il concetto di informazione di proprietà .
    Le riforme si possono fare soltanto sulla spinta pressante di un’opinione pubblica accuratamente informata sui FATTI, non a caso é bastata la pubblicazione di un libro come La Casta per sortire una reazione che ha portato i nostri politicanti a riparare in difesa pur con non poche reticenze. Mi ricordo ancora il buon Fausto in un intervista uscita subito dopo la pubblicazione del libro “La Casta” scendere in campo in difesa dei privilegi acquisiti dai parlamentari giudicando i loro emolumenti normali e del tutto giustificati se paragonati a quelli dei top manager.
    Insomma, se tutti “rubano” uno stipendio sono autorizzato a afre altrettanto anch’io.
    Se Bertinotti che male o bene dovrebbe rappresentare la sinistra ragiona in questi termini, cosa ti vuoi aspettare da un Casini, un Cesa o un Loiero? Non vedo spiragli per una ripresa democratica.
    Siamo destinati al collasso così com’é avvenuto per l’Argentina e c’é soltanto da augurarsi che il “patatrak” arrivi in fretta e sia il meno doloroso possibile. Tutto il resto é soltanto un prolungarsi di un’agonia senza possibilità  di ritorno.

    Le faccio gli auguri di buon natale con la speranza che in futuro ci possano essere sempre più Martinelli con la schiena dritta ad informarci sui Fatti che attraversano questa repubblica dei cocchi.

  4. Marco B. ha detto:

    Caro Daniele,
    Casini é un altro dei TANTI della CASTA .. uno di quelli che prima di morire voglio vedere APPESO per il COLLO!!! Una volta a Bologna l’ho incontrato nel centro storico di Bologna sotto un portico vicino alla Questura. Era sera ed ero appena uscito da un locale(messicano)dopo una cena con amici. Il PIERCASINANDO esce con tanto di scorta da un portone di un palazzo, allegro(forse aveva pure bevuto)e si mette a disquisire con gli agenti di scorta della serata e si domanda che macchina gli avrebbero portato per caricarlo e portarlo in aeroporto(probabilmente aveva un volo per Roma essendo al tempo presidente della Camera dei Deputati). Arriva un Porsche Cayenne Turbo, nera con i finestrini oscurati e dietro una BMW per la scorta. Casini esordisce:” Oh, finalmente .. una auto DEGNA di ME!”.
    Salgono sui mezzi e se ne vanno via come missili terra-terra. Io e i miei amici restiamo ESTERREFATTI!! Poi ci riprendiamo e commentiamo .. il commento più bello é stato:”sai che differenza ci passa tra LUI e NOI? Che LUI é uno STRONZO proprio come NOI .. però a LUI lo vengono a prendendere col CAYENNE!!”. E IO PAGO ..
    QUI ci vuole la GENTE in PIAZZA con i FORCONI caro Daniele sennò é solo un LAMENTARSI e BASTA! Io ci sono .. e VOI?!

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