Moratoria Onu: Italia in mora di verità 

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Anche oggi si ricorre alle bugie e alla confusione in un patetico tentativo di difendere la causa persa di un governo in agonia.
E’ stupefacente leggere sui giornali il modo col quale viene attribuito all’Italia, e a D’Alema in particolare, il merito dell’approvazione Onu della moratoria per le esecuzioni capitali votata da 104 nazioni favorevoli e 54 contrarie.
Tutti a celebrare il falso in pompa magna con titoli ad effetto per far credere che la pena di morte sia stata messa fuorilegge da tutti gli stati del mondo per merito dell’Italia.
Repubblica scrive che la grande vittoria dell’Europa, e dell’Italia in partiolare, la si deve al prescritto per tangenti “Massimo D’Alema che a New York ha svolto un’efficacissima azione diplomatica”.
Cosa ha fatto in realtà ? Nulla di diverso dai ministri degli esteri degli altri 103 paesi favorevoli alla moratoria, ossia evitare lo scontro diretto con i sostenitori di quei paesi in cui vige ancora il boia per appellarsi ai loro moderati.
Come dire: se il vicino di casa violento ci disturba perché grida a squarciagola giorno e notte, ci rivolgeremo al suo familiare affinché lo richiami a contenersi, all’amministratore del condominio o alle forze dell’ordine come ultima spiaggia, prima di affrontare petto-petto proprio l’energumeno!
Il tentativo di mediazione porta all’obiettivo sperato soltanto se l’energumeno ci mette la volontà  di correggersi.
Proprio come la risoluzione sulla moratoria apporovata ieri, che infatti non obbliga la sospensione delle esecuzioni capitali e non abroga le leggi che le regolano.
La risoluzione di ieri ha solo un valore simbolico!
La pena di morte continuerà  a rimanere esattamente come prima con la differenza che ora, i moderati dei paesi boia, avranno un appiglio in più avallato dall’Onu (organo non governativo) che potranno usare come scudo perché nella sua sede é stata votata la moratoria.
Il merito é della maggioranza dei 104 paesi che l’anno votata, non esclusivamente di D’Alema e dell’Italia!
Del resto quali meriti può avere il ministro di una nazione che ha come segretario della camera Sergio D’Elia, ex terrorista condannato a 25 anni di carcere per banda armata e concorso in omicidio, oltre agli altri 24 condannati in via definitiva e almeno 80 disonorevoli inquisiti?
Quali meriti può avere il ministro di una nazione nella quale muoiono migliaia di cittadini vittime delle esecuzioni capitali di mafia, camorra, ‘ndragheta e sacra corona unita aziende leader in Italia?
Quali meriti può avere la stampa di un paese di regime come l’Italia che vende fumo e nasconde l’arrosto delle vicende che contano?
Chiediamolo a Sonia Alfano, figlia di Beppe, un giornalista ucciso dalla mafia perché scriveva un po’ di verità  su truffe e affari!
Ancora oggi, a distanza di 20 anni, Sonia é in cerca dei mandanti dell’omicidio di suo padre proprio dentro il parlamento!
Non ce n’é abbastanza per aprire coi titoloni sui giornali?

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3 Commenti a “Moratoria Onu: Italia in mora di verità ”

  1. Maurizio Nastro ha detto:

    Nessun merito a questo Paese.

  2. Stefano Castellani ha detto:

    Quali meriti puo prendersi un Paese dove un cittadino (non so se cplpevole o meno, ma questo non fa differenza) viene ucciso in carcere dai suoi custodi? E dove la stampa continua ad ignorare la notizia, anche se, per esempio, non ci lesina di trapanarci i maroni ogni giorno con un altro delitto avvenuato casualmente nella stessa citta’?

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