Bugie

riotta.bmp 

Dovremmo aver capito da tempo che l’informazione televisiva di stato é manomessa al servizio dei politici.
Il fatto che in tutta la Rai gli unici programmi di informazione che sopravvivono siano Report di Milena Gabanelli e Annozero di Michele Santoro la dice lunga su come si é ridotta la “casta” dei giornalisti.
Dovrebbe preoccuparci il fatto che due colleghi fortunati che esercitano la professione in Rai col piglio dell’approfondimento vengano osannati ed elevati al rango di grandi. Essere giornalisti così dovrebbe essere normale amministrazione!
Tuttavia col v-day di Beppe Grillo i politici e i loro scribacchini si sono accorti delle potenzialità  di internet.
La rete con la sua pluralità  sottrae ogni giorno telespettatori sudditi dei tg che aprono con le dichiarazioni a panino, fanno cronaca parlando di caldo freddo piogge e temporali, enfatizzano vicende lontane come quelle della Birmania e chiudono con un po’ di gossip.
Tra quei sudditi ci sono gli abbonati Rai, gli sfiduciati precari che fanno gli straordinari per 1.200 euro al mese, coloro che respirano le polveri sottili, i rapinati dai rom e gli uccisi dagli indultati, i multati dall’autovelox, i forzati del mutuo, i gabbati dai bond, quelli che non sopportano più la casta dei politici e che si sono resi finalmente conto che la tv é menzogna.
Del resto lo aveva detto anche Antonio Ricci che la tv é finzione, perciò credo che per una rivoluzione popolare sia solo questione di tempo.
Il ruolo dei giornalisti e dell’Ordine che non ha saputo imporsi come organo giuridico a garanzia dell’indipendenza della professione stanno pagando dazio in termini di credibilità .
Non a caso la categoria é in crisi, gli editori non rinnovano il contratto da oltre due anni e sempre più spesso si lavora per la gloria.
Oggi un giovane giornalista guadagna di più se vince una causa contro chi gli da lavoro piuttosto che scrivere articoli o confezionare servizi.
Del resto basta girare qualunque redazione per imbattersi in stagisti che fanno il lavoro di caporedattori, giornalisti interni che escono a far servizi con i propri mezzi senza assicurazione, lavoratori a contratto capestro “Aeranti Corallo” costretti a turni impossibili con stipendi da fame e magari sottoposti a qualche collega che fa pure del mobbing.
Ve lo dice uno che queste cose le ha vissute sulla propria pelle. Quando lavoravo a Primarete Lombardia (2003) era vietato parlare di ripetitori di telefonini e intervistare chi difendeva gli spinelli.
La mia ex caporedattrice, Micol Baronio figlia ventenne di uno degli editori, non sapeva chi fosse Sandro Pertini e riteneva che la sigla PG stesse per Poggia (alias Foggia) piuttosto che Perugia e si incavolava ostinata nel dire che il pendolino fosse il treno dei pendolari!
Me ne andai per disperazione e con una causa vinta.
Per il fatto di aver prestato la mia voce a fianco di telecronisti Rai in servizi sportivi, non solo non ho mai ricevuto una lira, ma mi son pure dovuto sorbire gli sputtanamenti di Franco Bragagna che quando commentava gare prodotte da me si permetteva di criticare aspramente la qualità  del montaggio senza averne titolo tramite l’amplificatore del canale pubblico senza contradditorio del sottoscritto. Questo giornalista foraggiato dal canone si preoccupava anche di telefonare ai vari organizzatori in giro per l’Italia per screditare la mia persona e il mio lavoro!
Qualche danno nei primi anni 2000 me lo fece ma poi il tempo mi ha dato ragione perché ho ripreso a lavorare più di prima, fedele alla correttezza e alla qualità  del mio lavoro alla faccia di Bragagna pedina mantenuta dal nostro canone.
Allora, tornando all’inizio, é normale che Sabina Guzzanti venga distorta da Riotta come dice nel video pubblicato sul blog di Beppe Grillo.
Del resto i giornalisti paraculi in quota partitica in quell’ambiente avvelenato dalla smania di potere e di successo, non possono fare altro se vogliono rimanere su quelle poltrone.
Fanno danni, é vero, ma per fortuna con internet ci si può cominciare a difendere.
La rivoluzione che provocherà  la rete dovrà  azzerare tutto a cominciare dalla separazione dei partiti dai media e da chi fa informazione.
E’ solo questione di tempo e di riotte! Pardon, di rivolte!

Condividi!

You can leave a response, or trackback from your own site.

2 Commenti a “Bugie”

  1. Micol ha detto:

    Interessanti i commenti… se non sbaglio l’ignorantella all’esame é passata, qualche d’un altro é stato ripetutamente bocciato…. Forse la preparazione culturale delle serate Pervert non é suff. per un esame di stato. Comunque complimenti, la fantasia non manca mai!!!!! Solo che non é la base del giornalismo!!!!!!!

  2. Massimo ha detto:

    Beh … hanno gia’ messo le mani avanti tempo fa’. Quel genio di pisanu e il suo decreto antiterrorismo applicato al riconoscimento degli utenti che si collegano a internet e ai dati dei siti visitati, un salto nel medioevo. Lasciamoli fare e internet ce lo oscureranno. Se pisanu ha fatto quel geniale decreto due anni fa’ che ancora internet non li spaventava, ora che comincia a fargli paura cosa faranno ?

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.