Gian Carlo Caselli: magistrato “fuori legge”

Gian Carlo Caselli é l’unico magistrato italiano che può “vantare” un parlamento che gli ha cucito addosso una legge per impedirgli di concorrere a diventare procuratore nazionale antimafia.
La sua colpa é probabilmente quella di essersi occupato di imputati eccellenti in nome della Legge italiana, non solo dei reati di terrorismo delle Brigate rosse e di Prima linea ma soprattutto quelli che hanno riguardato Giulio Andreotti, Marcello Dell’Utri e i loro rapporti con esponenti di spicco della mafia siciliana.
Vittorio Sgarbi, quand’era servo del plurimputato Silvio Berlusconi, durante una puntata di “Sgarbi quotidiani” su Canale 5 aveva diffamato Caselli definendolo “la vergogna della magistratura in pieno fascismo: magistrato che si comporta come un colonnello greco. I suoi atti giudiziari han portato alla morte”.
Ma nell’intervista il procuratore generale presso il Tribunale di Torino fa la sua amara considerazione sul peso negativo che la mafia infligge all’economia italiana e l’attualissima connivenza, ancora imperante, fra la mafia e le istituzioni
Infine si augura che la decisione di Mastella di trasferire un magistrato dalla procura di Catanzaro non sia dettata dal dubbio che quel magistrato abbia imboccato un filone di illegalità  che porta fino allo stesso attuale ministro della giustizia.

Ecco l’intervista

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