Il V-day sui giornali

Oggi ho ripreso le dirette de L’Espresso sui teleschermi di Studio1 e Quadrifoglio tv Piemonte, mezz’ora in cui spaziare su argomenti di attualità .
Ho scelto di parlare del V-day e del comportamento dei media, ossia come i giornali ne hanno parlato.
I politici della casta hanno bollato l’iniziativa come azione smaccatamente politica, definizione falsa perché Beppe Grillo non ha nessuna intenzione di fondare partiti.
Il nocciolo della questione rimangono i 25 deputati in carica che in qualche caso arrivano ad avere anche 10 condanne passate in giudicato, strapagati alle poltrone a rappresentare non si sa chi.
Il Giornale di Paolo Berlusconi dice che Grillo manda aff.. Prodi, L’unità  (nel mirino del partito democratico) etichetta la folla come gente del “partito” di Grillo.
Secondo Fassino i cittadini che firmano per chidere una legge che tolga dal parlamento i deputati condannati in via definitiva segnano un’onda antipolitica.
Secondo Casini Grillo si dovrebbe vergognare perché a suo dire avrebbe attaccato il giuslavorista Marco Biagi, autore di quell’omonima legge madre di tutti i contratti di lavoro precari e a progetto. Un telespettatore ha telefonato in trasmissione per chiedere come può fare per firmare; a Torino non ci é riuscito perché i moduli vidimati erano finiti.
Prima dei saluti ho fatto in tempo a leggere i primi della lista dei condannati disonorevoli in ordine alfabetico, a partire dai berlusconiani Massimo Berruti e Alfredo Biondi.
Di seguito il video di sintesi

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