<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il blog di Daniele Martinelli &#187; berlusconi</title>
	<atom:link href="http://www.danielemartinelli.it/tag/berlusconi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.danielemartinelli.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 19:41:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>Berlusconi? &#8220;come un mafioso&#8221;</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2011/11/09/berlusconi-come-un-mafioso/</link>
		<comments>http://www.danielemartinelli.it/2011/11/09/berlusconi-come-un-mafioso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[nouriel roubini]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=8167</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;I metodi di questo governo in dirittura d&#8217;arrivo sembrano rispondere alle regole di Cosa Nostra. Guardate la reazione di Berlusconi: &#8216;Andrò a stanare e punire uno per uno tutti i traditori&#8217;. Parla da boss, e agisce allo stesso modo.&#8221; Nouriel Roudini, economista della Nyu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>I metodi di questo governo in dirittura d&#8217;arrivo sembrano rispondere alle regole di Cosa Nostra. Guardate la reazione di Berlusconi: &#8216;Andrò a stanare e punire uno per uno tutti i traditori&#8217;. Parla da boss, e agisce allo stesso modo</em>.&#8221; Nouriel Roudini, economista della Nyu.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danielemartinelli.it/2011/11/09/berlusconi-come-un-mafioso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il papello, il fantoccio e i suoi fili</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2011/10/26/il-papello-il-fantoccio-e-i-suoi-fili/</link>
		<comments>http://www.danielemartinelli.it/2011/10/26/il-papello-il-fantoccio-e-i-suoi-fili/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 21:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[loggia p4]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=8084</guid>
		<description><![CDATA[Berlusconi a Bruxelles col papello a fare la marionetta della massoneria capeggiata dal venerabile latitante Valter Lavitola, che se la ride a Panama con la complicità del Grande Oriente d&#8217;Italia. I piquattristi Papa e Bisignani &#8220;stralciati&#8221; in aula ma già assolti dai giornali. L&#8217;alluvione delle Cinque terre che trasfigura la fine di questo governo sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="480" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/VtyM0gLLuOU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Berlusconi a Bruxelles col papello a fare la marionetta della massoneria capeggiata dal venerabile latitante Valter Lavitola, che se la ride a Panama con la complicità del Grande Oriente d&#8217;Italia.<br />
I piquattristi Papa e Bisignani &#8220;stralciati&#8221; in aula ma già assolti dai giornali.<br />
L&#8217;alluvione delle Cinque terre che trasfigura la fine di questo governo sulle tivù imputate di stalking ai danni di Youreporter, cui hanno scippato a ritmo di loop la solita sequenza di immagini sul budello urbano di Riomaggiore trasformato in torrente di fango. Tivù che radiografano i visi pallidi al corteo funebre di Max Simoncelli, che sputano falsi scoop sulla faida Misseri di Avetrana e che chiudono in tragedia sulla faccia di Pierluigi Diaco in veste di critico da strapazzo.<br />
Morale: se sui giornali, Papa e Bisignani vengono dopo i gossip, in tivù non esistono proprio. Risultano dispersi come il gelataio di Vernazza che dicono aver visto aggrappato all&#8217;insegna del suo chiosco prima di scomparire nel fango limaccioso diretto nel mar Ligure. Papa e Bisignani, invece, aggrappati ai patteggiamenti e ai giudizi immediati, continueranno a sperarlo, il fango. Serve da maquillage alla già efficace macchina della disinformatia di regime che vede Gianni Letta sotto i riflettori della presidenza di un governo tecnico di transizione. Di transfigurazione. Di facciata. Di merda. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danielemartinelli.it/2011/10/26/il-papello-il-fantoccio-e-i-suoi-fili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meno province uguali costi?</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2011/08/13/meno-province-uguali-costi/</link>
		<comments>http://www.danielemartinelli.it/2011/08/13/meno-province-uguali-costi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 12:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>
		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=7501</guid>
		<description><![CDATA[Dunque, varati (per ora a parole) i tagli degli assegni di accompagnamento per gli anziani, i fondi ai Comuni e poco nulla alla casta che si aumenterà  il pranzo al Senato da 2 a 4 euro, merita un&#8217;analisi semiseria il previsto taglio delle 38 province entro i 300 mila abitanti. Se saranno eliminate davvero da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, varati (per ora a parole) i tagli degli assegni di accompagnamento per gli anziani, i fondi ai Comuni e poco nulla alla casta che si aumenterà  il pranzo al Senato da 2 a 4 euro, merita un&#8217;analisi semiseria il previsto <strong>taglio delle 38 province</strong> entro i 300 mila abitanti. Se saranno eliminate davvero da 109, <strong>diventeranno 71</strong> distribuite su un territorio disomogeneo che accentuerà  le disuguaglianze anziché uniformare il Paese a una direttiva che applicata in toto comporterebbe un risparmio certo di almeno <strong>17 miliardi di euro annui</strong>. Senza province, potremmo per esempio pagare il 12,5% in meno la polizza di assicurazione auto a loro destinate. Potremmo abolire un ente scudo per scarica barile di responsabilità  di scelte politiche solitamente competenti ai comuni e alle regioni. Le province, istituite nel 1861 all&#8217;unificazione dell&#8217;Italia, erano inizialmente meno di 50 ed erano concepite col criterio che non occorresse oltre un giorno intero a cavallo per raggiungere il capoluogo. Roba che ai tempi di autoblu a trazione integrale, fa sorridere constatare l&#8217;esistenza di capoluoghi provinciali come Pescara e Chieti, Livorno e Pisa o Firenze e Prato distanti non più di 10 chilometri l&#8217;uno dall&#8217;altro.</p>
<p>Ma siccome in Italia le cose si fanno poco e male, ecco, dunque, <strong>gli effetti del taglio</strong> delle province che, volenti o nolenti, sottratte col solo criterio degli abitanti residenti, <strong>aumenteranno i disagi</strong> per coloro che si troveranno accorpati a capoluoghi lontani coi quali non c&#8217;é nessun legame col territorio ricaduto per effetto dello spostamento dei confini. L&#8217;esempio più lampante é <strong>la provincia di Sondrio</strong>: la più estesa della Lombardia, ma la meno popolata. Ipotizzando un toto-confini con la sua sottrazione, la Val Chiavenna passerebbe in provincia di Lecco con tutta la Valtellina occidentale, magari fino ad Albosaggia e Sondrio stessa, che dal capoluogo che ha dato i natali a Formigoni disterebbe 100 chilometri. Sempreché questa fetta di territorio non passerà  alla provincia di <strong>Bergamo,</strong> ancora più lontana da raggiungere ma che estenderebbe i suoi confini dalle risorgive cremasche fino ai crinali svizzeri che sovrastano Santa Caterina Valfurva. E la Valtellina orientale? non avrebbe altra scelta che essere assorbita dalla provincia di <strong>Brescia</strong>, con Livigno e Bormio distanti quasi 4 ore di auto dal capoluogo provinciale che a Sud abbracccia comuni fino a Ostiano, tra Cremona e Mantova, zone a tutto mais e zanzare. A dispetto della provincia di <strong>Monza</strong>, che a soli 10 chilometri da Milano rimarrà  l&#8217;emblema di un gioco di voti di scambio più che un ente utile al mezzo milione di abitanti del suo ridotto territorio. Nessuno stravolgimento di confini, invece, per la sottrazione della provincia <strong>Lodi</strong>, che tornerà  in toto nella fu provincia di Milano.</p>
<p>Quanto ad <strong>Aosta</strong> e alla sua valle, senza provincia, non avrà  alcun senso ipotizzarla ancora Regione a Statuto Speciale. Ecco che il destino più logico sarà  il suo definitivo assorbimento con lungo e laborioso Decreto Legge al <strong>Piemonte</strong>, ed inglobata alla già  estesa provincia di <strong>Novara</strong>, che col taglio previsto si vedrà  &#8220;restituito&#8221; tutto il Verbano, la Val d&#8217;Ossola, assieme alla provincia di <strong>Vercelli</strong> che si dissolverà  a sua volta assieme alla giovane provincia di <strong>Biella</strong>: imbocco naturale alla Valle francofona attraverso Pont Saint Martin che di novarese non ha proprio nulla esattamente come La Thuille, Chamonix o l&#8217;altissimo Monte Bianco, vetta da cui si potrà  vedere l&#8217;altro capo del territorio provinciale di Novara soltanto con un buon telescopio puntato sulle &#8220;comuni&#8221; risaie appiccicate alla lombarda Lomellina. <strong>Asti</strong> assorbita per intero dalla provincia di Alessandria (visto che <strong>Torino</strong> coi suoi 315 comuni già  capeggia la classifica italiana) avrebbe comunque un&#8217;estensione inferiore rispetto all&#8217;attuale provincia di <strong>Cuneo</strong>, un tempo la più grande d&#8217;Italia. Curiosa la sorte delle <strong>province liguri</strong>, che dalla Spezia fino a Imperia, secondo l&#8217;assetto degli abitanti, saranno tutte assorbite da <strong>Genova</strong>. Da Ventimiglia a Marinella di Sarzana le auto saranno targate (GE) sempreché la scajolana provincia di <strong>Imperia</strong> non si lascerà  assorbire dalla seconda provincia ligure di <strong>Savona</strong>, per il modico risparmio di 40 chilometri di strada in caso ci fosse bisogno della questura, della Prefettura o dell&#8217;ente vero e proprio. (Spostare il capoluogo a Sanremo? andrebbe chiesto agli abitanti di Celle Ligure, Varazze e di Piana Crixia).</p>
<p><strong> In Veneto</strong> la perdita della provincia di Belluno con i suoi 35 mila abitanti, resa popolare dal suo illustre cittadino avvocato-deputato Paniz strenuo difensore delle leggi porcata salva-premier, si tradurrebbe in solo guadagno, giacché la parte dolomitica della sua provincia con <strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong> ha già  da tempo espresso con referendum di voler passare in provincia altoatesina di <strong>Bolzano</strong>. Che col nuovo assetto del dopo-tagli contenderebbe a Sassari e a Cagliari il palmares di provincia più estesa d&#8217;Italia. Già , perché in <strong>Sardegna</strong> il dissolvimento della sterminata provincia di <strong>Nuoro</strong> assieme alla cancellazione di <strong>Oristano</strong> (istituita nel &#8217;74), oltre alle recentissime Olbia Tempio, Ogliastra, Iglesias e Medio Campidano, avremmo un&#8217;isola con i due soli capoluoghi degni di essere definiti &#8220;città &#8221;. Sempreché <strong>Olbia</strong>, forte del suo aeroporto internazionale e della sua vocazione turistica, non riesca a riorganizzarsi in terza provincia sarda accollandosi una buona fetta dell&#8217;attuale territorio nuorese fino a oltrepassare la soglia dei 300 mila abitanti. Limite minimo che oltrepassa di un soffio la provincia di <strong>Pordenone</strong> (35 mila abitanti), in un Friuli dove sopravviverà  anche la provincia <strong>Udine</strong> che allargherà  il suo già  vastissimo territorio assorbendo le minuscole province di Gorizia e di <strong>Trieste</strong> coi suoi 6 comuni. Che rimarrebbe unico capoluogo di regione italiano senza provincia.</p>
<p>Quanto all<strong>&#8216;Emilia</strong>, immaginare di trasformare in pavese l&#8217;attuale porzione occidentale della provincia di Piacenza destinata al taglio, significherebbe allargare l&#8217;attuale Oltrepo&#8217; e stringere l&#8217;estensione dell&#8217;Emilia stessa. <strong>Piacenza</strong> é lombarda per aspetto, storia e contiguità  al basso lodigiano, ma se il Po continuerà  a segnare il naturale confine regionale non le rimarrà  che spartirsi qualche competenza provinciale con <strong>Parma</strong>, tornando alle vecchie dimensioni del famoso Ducato preunitario. Per paradosso, in <strong>Romagna</strong> si salva la giovane provincia di <strong>Rimini</strong> che conurbata a Riccione, Cattolica e l&#8217;entroterra del Sangiovese costituisce area metropolitana sufficiente per numero di abitanti a mantenersi autonoma dalla provincia di Forlì-Cesena. Situazione simile vale per <strong>la sesta provincia pugliese</strong> BAT (Bisceglie, Andria, Trani) che messe assieme totalizzano 200 mila abitanti come Brescia. Una provincia capriccio voluta da Milly Carlucci (sindaco di Margherita di Savoia FG) che si contrappone al taglio delle province di Isernia (20 mila ab. istituita nel &#8217;70) e Campobasso (50 mila): ossia l&#8217;intero <strong>Molise</strong> staccatosi dall&#8217;Abruzzo nel &#8217;63 sotto la cui giurisdizione, ora, dovrebbe tornare diviso tra le province di <strong>Chieti e L&#8217;Aquila</strong>. Ma qui, numeri alla mano, Campobasso può ambire a rimanere provincia con tutti i suoi 320 mila abitanti molisani (lì é eletto in consiglio Cristiano Di Pietro).</p>
<p><strong>In Umbria</strong> rimarrà  soltanto la provincia di Perugia sempreché col solito lungo iter del decreto legge per modificare i confini regionali, non si vorranno fondere in un unico territorio laziale le &#8220;tagliate&#8221; province di <strong>Terni</strong> (Umbria) e <strong>Rieti</strong> (35 mila abitanti). <strong>In Toscana</strong> la storica provincia di Pistoia potrebbe essere interamente assorbita dallla giovane provincia di <strong>Prato</strong> (160 mila ab.) che con soli 7 comuni (uno in più di Trieste) del suo minuscolo territorio oltrepassa autonomamente i 300 mila abitanti (per buona parte cinesi). A dispetto delle gigantesche province di <strong>Siena e Grosseto</strong>, destinate a fondersi in un&#8217;unica provincia grande metà  dell&#8217;intero territorio regionale dalle propagini aretine fino ad Ansedonia.</p>
<p>In <strong>Campania</strong>, con la sottrazione della provincia di Benevento scomparirà  il feudo della famiglia Mastella, e allora Ceppaloni diventerà  con tutta probabilità  provincia di Avellino. Anche l&#8217;intera <strong>Basilicata</strong> (regione creata a tavolino) rimarrà  alla sola provincia di Potenza. Contenderà  a Bolzano, Sassari e Cagliari il podio di provincia più estesa, sempreché parte dell&#8217;attuale territorio della provincia di Matera non sarà  assorbito dalla contigua provincia di Bari. Anche lì andrebbero modificati i confini regionali con &#8220;l&#8217;allargamento&#8221; della Puglia. In <strong>Sicilia</strong> le province di Enna e Caltanissetta potranno solo fondersi in un&#8217;unica realtà  se non vorranno essere assorbite rispettivamente da Catania e Agrigento. In <strong>Calabria</strong> la sottrazione delle province di Vibo Valentia e Crotone riconsegnerebbe la suddivisione provinciale storica coi soli capoluoghi a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Con un totale di <strong>38 province tagliate</strong> (dicevamo) sulla carta. Perché a conti fatti, se dessimo retta al presidente dell&#8217;Unione province italiane (Upi) <strong>Giuseppe Castiglione</strong> (Pdl), pare che  &#8220;<em>non é questa la strada per fare cassa perché i dipendenti delle province cancellate andranno ricollocati</em>&#8220;. E allora dove sarebbe il risparmio?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danielemartinelli.it/2011/08/13/meno-province-uguali-costi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Feltri Boffo Berlusconi: quale privacy?</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2009/08/31/feltri-boffo-berlusconi-quale-privacy/</link>
		<comments>http://www.danielemartinelli.it/2009/08/31/feltri-boffo-berlusconi-quale-privacy/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[dino boffo]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio feltri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=2848</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bk4qzLtr0zs&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bk4qzLtr0zs&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="340"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danielemartinelli.it/2009/08/31/feltri-boffo-berlusconi-quale-privacy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>35</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>G8, Vespa attende Di Pietro e il corruttore a porta a porta</title>
		<link>http://www.danielemartinelli.it/2009/07/08/g8-vespa-attende-di-pietro-e-il-corruttore-a-porta-a-porta/</link>
		<comments>http://www.danielemartinelli.it/2009/07/08/g8-vespa-attende-di-pietro-e-il-corruttore-a-porta-a-porta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 13:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[bruno vespa]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danielemartinelli.it/?p=2509</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;Aquila é cominciato il G8. I presidenti degli stati membri sono giunti alla caserma di Coppito in elicottero. Sono cominciate anche le visite alle zone del terremoto. Stamane il corruttore ha accompagnato Angela Merkel a Onna per mostrarle il paese distrutto dal sisma. Solo per poco non ho fatto in tempo ad arrivare sul posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/VGiCsefX-_4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VGiCsefX-_4&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>All&#8217;Aquila é cominciato il G8. I presidenti degli stati membri sono giunti alla caserma di Coppito in elicottero.<br />
Sono cominciate anche le visite alle zone del terremoto. Stamane il corruttore ha accompagnato Angela Merkel a Onna per mostrarle il paese distrutto dal sisma. Solo per poco non ho fatto in tempo ad arrivare sul posto per rubare qualche immagine. In compenso ho colto al volo <strong>Bruno Vespa</strong>, che probabilmente stava organizzando una diretta sul posto dal titolo &#8220;adesso crollo io&#8221;.<br />
Gli ho chiesto a quando <strong>un confronto a Porta a porta</strong> fra il corruttore e Antonio Di Pietro. Mi ha risposto più che é probabile ricostruire le case di Onna con la bacchetta magica prima che ciò accada perché lui &#8220;<em>conosce i suoi polli</em>&#8220;.<br />
L&#8217;argomento lo ha ovviamente spinto a dileguarsi con solerzia, dovendo imbarazzato, ammettere di attendere a Porta a porta il corruttore e Di Pietro.<br />
Ecco, é più facile che venga nominato direttore del Tg1 io.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danielemartinelli.it/2009/07/08/g8-vespa-attende-di-pietro-e-il-corruttore-a-porta-a-porta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>40</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

