22 feb 2010, a Telenova si discute di mazzette e intercettazioni
La legge elettorale prevede(va) un termine entro il quale depositare in tribunale le firme per la presentazione delle liste. In Lazio le firme sono state portate fuori tempo massimo. In Lombardia non raggiungevano il numero legale perché molte erano fasulle. Se ne è accorta la Corte d’Appello di Milano da una prima passata e da una seconda passata su ricorso di Cappato e Lipparini della lista Bonino-Pannella. Le firme valide non erano sufficienti a presentare la lista di Formigoni. Dunque, fuori dai giochi Pdl e Lega. I giornali del Pdl hanno invocato violenza in piazza. A cominciare dal fascistoide Pansa. Nessun Minzolini indignato per il gruppo di Facebook “Mitraglia contro i magistrati“.
Il corruttore ha detto di voler rinviare le elezioni e si è appellato a Giorgio Napolitano, per concordare un decreto interpretativo da abbozzare in un consiglio dei ministri organizzato a casa sua da fargli firmare in seduta stante. Intanto Formigoni è apparso su tutti i giornali e le tivù locali senza confronti per dire che denuncerà i radicali e i giudici perché secondo lui non potevano spulciare le firme.
Intanto il decreto è passato e il Tar ha riammesso Formigoni. Non perché le firme erano valide ma perché la Corte d’Appello avrebbe dovuto accorgersi da sola delle firme irregolari. “Senza interventi terzi”. Provo a “interpretare”: se non mandiamo leghisti e berlusconiani alle urne torniamo agli attentati fascisti degli anni ‘70. Se confermiamo le sentenze della corte d’Appello smentiremmo Napolitano. Lasciamoli correre. Allo sfacelo…
Lunedì 8 marzo, a partire dalle 21, sarò in diretta qui sul blog per aggiornarvi sulla campagna elettorale e per rispondere alle vostre domande.
Oggi, domenica, alle 18, conferenza stampa di presentazione dei candidati in Lombardia a Bergamo presso l’hotel Cristal Palace con Antonio Di Pietro.
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Le firme false del partito dei puttanieri e dei corrotti sono state legalizzate. Con la complicità di Giorgio Napolitano che ha firmato il decreto legge “interpretativo” nel giro di 20 minuti, Pdl e Lega potranno correre alle regionali in Lombardia. I partiti e i movimenti che hanno rispettato le regole sono stati beffati. Disattesi per fare l’ennesimo favore al clan formigoniano, che ha le mani in pasta nella sanità lombarda ma anche nelle infrastrutture.
Aderirò alla protesta di piazza prevista sabato prossimo indetta da Antonio Di Pietro. Ora mi reco in piazza Dante a Milano al presidio di protesta previsto a partire dalle 17.
PS Domani, domenica, Antonio di Pietro presenterà i candidati del collegio di Bergamo alla regione Lombardia presso l’hotel Cristal Palace, in via Betty Ambiveri. Sarebbe una bella occasione per i lettori del blog della Lombardia di incontrarci tutti di persona e di conoscerci. Per proporre, suggerire, e se proprio non ne potrete fare a meno, anche di criticare. Vi aspettiamo numerosi.
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Corruzione ed etica i temi di “Botta e risposta” Antenna 3 - 26 feb 2010
“Sabotaggio” “Rapina in corso” “Attentato di giudici e sinistra alle elezioni” “Non stupiamoci se scoppierà la violenza” “Se punite gli elettori si va in piazza” “La Russa scalda la piazza: pronti a tutto”.
Sono soltanto alcuni dei titoli che i giornali del partito dell’amore stanno dispacciando in questi giorni. Pizzini con gerenza che fagocitano violenza in perfetto stile fascista dopo l’esclusione del Pdl dalle elezioni in Lombardia. Stimolano cattiveria, odio e tutto il peggio possibile senza analizzare la verità. Pdl e Lega sono partiti gerarchizzati da una classe di incompetenti che non sanno cosa sia il rispetto delle regole. Scendessero a protestare nel cortile di Villa Certosa! Unico luogo adatto allo sfogo delle loro paranoie intestine. Evitino di fare altre pulci a quelle firme fasulle che hanno presentato. Rischierebbero di farsene invalidare ancora di più.
PS - Ho appreso delle terribili parole di Vincenzo De Luca nei confronti di Marco Travaglio al quale va tutta la mia solidarietà. Mi sembra scontato e ovvio dissociarmi ufficialmente dal personaggio. Chiedo ai lettori di non imputare a me le decisioni di altri. Io lavoro mettendo in gioco la mia credibilità a fin di bene. Perciò non intendo più esprimermi su De Luca fino a dopo le elezioni ed eventualmente dopo la sentenza. Se volete, rivolgetevi direttamente a lui. Nel pomeriggio sarà in videochat sul sito del Corriere.
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Comunque andrà, sono cotti. Veline, puttanieri e paraculi non sono politici. Con la legge non si scherza. La raccolta firme per la presentazione delle liste politiche (o pulitiche) è una cosa seria. E’ regolata da leggi che non concedono sconti. Nemmeno ai grandi partiti del plebiscito a parole. In Lazio per un ritardo, in Lombardia per timbri, luoghi e autenticatori, i tribunali hanno dato la loro sentenza. Pdl e Lega in Lombardia non correranno per l’elezione del nuovo consiglio e della nuova giunta. Salvo clamorosi stravolgimenti da parte del Tar, ed eventualmente del Consiglio di Stato.
Comunque andrà, avranno fatto la figura dei coglioni. Strafottenza e arroganza hanno svelato la loro vera faccia. Incapaci e incompetenti di presentarsi nelle due metropoli traino dell’Italia: Roma, e soprattutto Milano. Figuriamoci cosa accadrebbe a dargli altri anni di governo.
Auguro loro di venirne fuori. Per quanto mi riguarda non ho paura del confronto. Anzi, una campagna elettorale in competizione sarebbe stata più stimolante. Le proposte politiche per una Lombardia migliore le ho comunque. Le abbiamo comunque. A cominciare dal federalismo fiscale, che Italia dei valori ha votato assieme alla Lega, ma che si potrebbe attuare senza moltiplicare le poltrone come vorrebbe il Carroccio.
Comunque andrà, tutti utili nessuno necessario. Le parole di Gianfranco Fini “non mi piace questo Pdl” sono chiare. Dopo questa ennesima tegola, ha voglia di togliere la sua fiducia per far cadere il governo piduista di Berlusconi. Ignazio La Russa si è detto “pronto a tutto” pur di correre alle regionali. Se un ministro della difesa contraddice così la magistratura, cos’altro potrebbe pensare se non ad un golpe che ci precipiti nel fascismo?
L’Italia, fino a prova contraria e per Costituzione, è una democrazia. In Lombardia si profila una classe dirigente tutta nuova. Possibilmente senza fattucchieri, veline e puttanieri. Una botta di salubre sanità…
I prossimi appuntamenti in tivù:
martedì 9 marzo alle 12:00 su Italia 7 gold, ospite in “Aria pulita”
giovedì 11 marzo alle 13:00 su Antenna 3, ospite in “Orario continuato”
Sostienimi in campagna elettorale
Nel Consiglio regionale della Lombardia, per i prossimi 5 anni, c’è necessità di mandare delle persone competenti, capaci, per bene, e che possano fare da sentinelle rispetto a certi comportamenti anomali, a certe lobby di potere, a certi utilizzi della funzione pubblica, per interessi privati.
C’è bisogno di mandare in consiglio regionale in Lombardia, delle persone che della trasparenza, della legalità, hanno fatto una battaglia. Una battaglia di informazione soprattutto. Perchè in Lombardia c’è una lobby della disinformazione sui tanti soldi che si sprecano in temi fondamentali come la sanità, come i rifiuti, come il nucleare addirittura che vogliono fare ora.
Ebbene io mi sono rivolto a Daniele Martinelli. Daniele Martinelli voi della rete lo conoscete, è una persona della società civile, è una persona che non fa parte di questa o di quella lobby, ma che ha sempre impegnato tutto se stesso per informare direttamente i cittadini. Prima attraverso le televisioni private, poi attraverso la rete direttamente. Oggi facendosi paladino di alcune battaglie di legalità. Voglio ricordare che è grazie a lui che voi potete seguire in rete processi importanti che neanche la televisione di Stato vi fa ascoltare. Mi riferisco a Dell’Utri e non solo. Mi riferisco a Cuffaro e non solo.
Bene, io credo che sia necessario che nel Consiglio regionale della Lombardia ci sia il vostro occhio, le vostre orecchie. Ci sia qualcuno che per voi ascolti, riferisca, denunci, controlli, e dia un rapporto diretto fra cittadini e amministratori. Per questo noi dell’Italia dei Valori abbiamo scelto Daniele Martinelli. Per “essere la vostra voce, il vostro riferimento. La società civile nelle istituzioni per controllare e per rendere tutto più trasparente”.
Antonio Di Pietro

Mattinata piovosa tra amici a Caravaggio
Torino, Piero Ricca e la coscienza dei carabinieri
La campagna elettorale per le elezioni regionali è cominciata. In questi giorni si sono moltiplicati i consigli sugli slogan da adottare, le strategie ad effetto, le proposte di aziende che gestiscono l’immagine del candidato e che appiccicano i manifesti sui muri. Sono aumentati gli impegni e le ore lontano dal pc perché, come sapete, ho cominciato a tastare il territorio nei mercati rionali della provincia di Bergamo. Sono stato a Caravaggio, Lovere, Treviglio e in qualche altro centro.
I mercati sono frequentati sopratttutto da casalinghe e pensionati. Un target di elettorato che non sa affatto cosa sia internet. Infatti, la differenza tra loro e i giovani informati, si vede fin dallo sguardo. Quel target, a parte rari casi, è costituito maggiormente da persone che votano il partito del loro sindaco perché ha abbellito il giardino pubblico, li ha accontentati con qualche pratica edilizia oppure perché così gli hanno detto di fare. Lo capisco dalle battute che talvolta riesco a scambiare mentre gli “allungo” il santino.
In giro per i mercati c’è una ristretta minoranza di elettori attenti alla politica ma intortati dai giornali e da ciò che gli raccontano i sindacati fin dai tempi di quando erano ancora lavoratori. Elettori disposti a capire ma troppo convinti che la politica debba essere fatta coi linguaggi da interpretare. Sono elettori che ancora analizzano le paturnie verbali di carrozzoni come D’Alema o Berlusconi, spesso consci degli inciuci. Ma adattati.
Ai margini delle bancarelle c’è gente che non ti fila soltanto per il logo che esponi. Su Di Pietro e Italia dei valori c’è tanta disinformazione e tanto pressapochismo. Lo ammetto: è un divertimento lasciarli sfogare, il problema è che molti di quelli che credono a Feltri e a Belpietro difficilmente sono disposti a scambiare due battute. Una volta che ti hanno riversato addosso una serie di falsità sgangherate, tendono ad andarsene, prigionieri del plagio che gli ha tolto capacità di analisi e di rispondere a semplici domande su quello che ti hanno appena detto. Per non entrare in crisi di identità preferiscono tenersi il loro parere.
In giro per i mercati c’è gente che non distingue un candidato in politica da un conduttore televisivo. “Ti ho rivisto in tivù e vedo che sei sempre attivo in queste cose…” mi sono sentito dire. C’è gente che ignora le elezioni regionali e altri che non hanno idea di chi e come si vota. Ce ne sono tanti che ci bollano “tutti ladri uguali“. C’è tanta gente sfiduciata che ha problemi di bilancio. Tante donne che si lamentano della pensione. C’è tanta indifferenza e tanta frustrazione in giro per i mercati. Alimentata da senso di impotenza.
Gli arresti per corruzione nell’ambito di Fastweb, protezione civile e sentenza Mills, inducono tanta, troppa gente a ritenere che dei politici non c’è proprio da fidarsi. In tutto ciò, Italia dei valori e i suoi militanti pagano dazio al calderone.
Siamo in una mafiocrazia piduista fondata sull’ignoranza e sul ricatto. C’è tanto da fare per rendere la nostra società un po’ più consapevole dei propri mezzi. Non credo sia più il tempo degli slogan a effetto. Per tanti elettori sarebbe sufficiente un’informazione corretta piuttosto che corrotta. Wi-fi libero e gratuto per tutti sarebbe il primo passo per accelerare la rivoluzione. E’ uno degli impegni che mi prendo a cuore se sarò eletto consigliere regionale.
Soluzioni alternative alle centrali nucleari, aiuti economici ai piccoli imprenditori per indurli a cambiare il mezzo di lavoro diesel con uno meno inquinante. Ce ne sono fin che volete di proposte per migliorare. A patto che in Lombardia si cominci a cambiare il governo e si mandi Formigoni a casa. Votare la sua coalizone per eleggerlo non conviene , visto che sono già pronti diversi ricorsi contro la sua quarta candidatura.
A Formigoni non importa nulla di un ventenne. In 15 anni di governo ha trasformato la sanità lombarda con tutta la sua cricca in un pozzo di affari in cui pagano dazio i cittadini. Gli ospedali pubblici di tutta la Lombardia sono stati depotenziati con dirigenti raccomandati che ne hanno abbassato gli standard della qualità. Dirigenti targati Compagnia delle Opere. Un progetto piduista che è servito ad indirizzare molti lombardi nelle cliniche convenzionate, e al San Raffaele di Don Verzè.
Alle elezioni regionali mancano 4 settimane. Il blog è già uno spazio di comunicazione, di proposte e di idee. L’aiuto che chiedo a voi lettori di tutto il globo è di indurre qualche vostro parente o amico che vive a Bergamo e provincia a visitarmi. Sono il candidato in Lombardia più popolare della rete, col maggior numero di visite e di lettori. Sono l’osservato speciale che potrebbe arrivare in regione grazie ai voti della rete. Non ho bisogno di slogan. Siete voi la forza del cambiamento. Diffondiamoci…
PS martedì a mezzogiorno sarò ospite a Telelombardia. Al mattino sarò al mercato di Trescore Balneario, domattina (lunedì) sarò a Bergamo zona Malpensata. Sempre martedì sarà pronta la macchina a vela che utilizzerò in giro per la provnicia col mio manifesto. Pubblicherò l’immagine e le spese aggiornate.
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L’Italia è un sultanato fondato sulla libera corruzione e sulla pubblica menzogna. Ogni messaggio di governo che ci giunge via radio, giornali o televisione è sempre da interpretare, e quando va bene è da ribaltare. Viviamo in una società gelatinosa in cui le istituzioni, anche le più piccole, sono cricche ammorbate da “berlus inclini” e berluscloni, in cui il metodo prevalente col quale il cittadino medio sa di doversi sporcare le mani sono disonestà, campanilismo, scorrettezze, furberie e ricatti. Non solo nelle istituzioni, ma anche nel privato. L’italiano medio sa che se vorrà una visita in tempi ragionevoli dovrà pagare. Sa che se vorrà una delibera per ristrutturare casa dovrà pagare. Che il dentista sarà conveniente soltanto senza fattura, che la spesa sarà discount soltanto senza scontrino, e che se vorrà acquistare l’auto si dovrà inoltrare in una giungla di prezzi in cui la sana concorrenza tra le singole aziende sarà soltanto apparente.
Ogni cittadino cosciente, sano e con diritto di voto, nel momento in cui soccombe al sistema si rende involontariamente complice di quel metodo. Direte: bè ma senz’auto chi ci sta? se denuncio il dentista quando avrò giustizia? Tutto vero. Il problema è che se Maometto non va alla montagna, è la montagna che può cominciare a muoversi verso Maometto con piccole azioni che ognuno di noi può iniziare a fare nel proprio quotidiano. La scusa che “tanto niente cambia” è spesso una motivazione di comodo. Reagire da cittadini consapevoli è già politica attiva. Purtroppo con la politica, tutti ci dobbiamo sporcare le mani. Anche da anarchici. Se non ci rendiamo partecipi e se non ci assumiamo qualche rischiosa responsabilità, rimarremo una minoranza frustrata che si gongolerà nella propria mediocrità perché troverà più comodo additare le colpe sempre a qualcun altro.
Io, nel mio piccolo, ci sto mettendo la faccia. Sto mettendo in gioco la mia credibilità di giornalista per tentare di entrare in una istituzione come la regione Lombardia, perché se sarò eletto credo fermamente di poter contribuire a cambiare. Mentre la Lega scippa i voti alla plebe disinformata con un semplice e falso “padroni a casa nostra” io cercherò di essere veritiero fin da subito con un semplice “basta cricche!“.
Ho preso questa decisione assumendomi le responsabilità di tutti i rischi che una scelta come questa impone. Ho scelto Italia dei valori perché è l’unico partito presente nelle istituzioni in cerca di persone per bene che si mettano in gioco: dalle circoscrizioni ai comuni. Dalle province alle regioni.
Se oggi mi ritrovo nel partito che in Campania appoggia il condannato in primo grado Vincenzo De Luca, è perché la mia presenza di cittadino incensurato che si è ricavato un proprio spazio di credibilità nella rete, deve rappresentare un segnale opposto. Non solo per me. Anche per magistrati come Lorenzo Nicastro, candidato in Puglia da quell’Antonio Di Pietro che si è circondato di persone per bene come Luigi De Magistris e Sonia Alfano. Permettete che possa sentirmi orgoglioso di far parte di una squadra così? Posso permettermi di chiedere fiducia agli elettori almeno una volta nella vita? Posso permettermi di rispondere responsabilmente delle mie azioni senza dover rendere conto delle pesanti scelte che riguardano altri? Posso credere che voi che mi leggete da anni, e che conoscete il mio percorso, non siete tanti avatar ma tante persone con la testa sulle spalle che potreste riflettere e assumervi un pochino di vostre responsabilità mettendovi in gioco a vostra volta?
Non è necessario che vi proponiate come consiglieri comunali o assessori. Sarebbe troppo bello. Nella libertà delle vostre scelte personali, potreste sfruttare questa occasione delle elezioni regionali per aiutarci. In tutta Italia. Potreste aiutare anche me. Come? ve lo dico subito: servono rappresentanti di lista nei seggi dei comuni, perché durante lo spoglio dei voti accade spesso che i partiti meno votati e senza rappresentanti, siano i più penalizzati dalle schede facilmente annullate con la complicità di certi presidenti di seggio non proprio terzi. A Palermo, tanto per fare un esempio, ne hanno condannati due per aver falsificato le schede che hanno eletto sindaco (non si sa con quanta maggioranza) il berlusconiano Cammarata.
Io che sono candidato in Lombardia nel collegio di Bergamo, sarei felice se in ognuno del migliaio di seggi sparsi per la provincia ammorbati di leghisti di basso profilo e berlusconiani moralmente corrotti, ci fosse almeno un rappresentante di Italia dei valori a vigilare lo spoglio del voto. Scheda per scheda. La correttezza delle procedure e dell’interpretazione dell’errore che determina l’annullamento di un voto da parte di un presidente di seggio, dipende anche dall’insistenza e dalla buona fede del rappresentante di lista. Italia dei valori non dev’essere soltanto un partito della piazza e della rete indignata. E’ ora che entri nelle stanze in cui si decide. E’ ora che tanti di voi che mi leggete, che ci leggete, vi assumiate le vostre responsabilità assieme a noi. Assieme a me. Da liberi cittadini.
Ricoprire il ruolo di rappresentante di Italia dei valori per mezza giornata dentro un seggio, potrebbe contribuire a cambiare davvero gli equilibri di potere di un’isitituzione come una regione, rappresentando un’occasione irripetibile che potrebbe influire sulla qualità della nostra vita per i prossimi 5 anni. Vi chiedo di rivolgervi già in questi giorni ai vostri comuni di residenza. Soltanto a Bergamo ce ne sono 244. Per garantire spogli in condizioni di completa legalità senza sprecare nemmeno un voto ci vorrebbe un rappresentante di Italia dei valori in ogni seggio. Nella sola Bergamo e provincia ce ne vorrebbero un migliaio. Almeno 5 mila in tutta la Lombardia. Forza! Proponetevi. Coinvolgete persone di cui vi fidate. Bastano poche ore per sperare di avviare la trasformazione di una paraculocrazia corrotta in una democrazia un po’ più libera. Dipende solo dalla nostra forza di cittadini consapevoli armati con l’arma migliore: la rete.
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Ecco gli ultimi donatori che ringrazio: Giuseppe di Angolo terme (BS) € 20, Ernesto di Lainate (MI) €100, Dante di Siziano (PV) €10, Alessandro di Bologna €5, Fabio di Fontanafredda (Pn) €5, Francesco di Trieste €2, Roberto di Castelvetro di Modena €20, Carmelo di Agrigento €10, Filippo di Roma €15, Giulia di Benevento €25, Corrado di Bastiglia (MO) €15, Alessandro di Palazzo Canavese (TO) €30, Renato di Corsano (LE) €10, Fabio di Roma €50, Marco di Ravenna €10, Fabio di Ferrara €50, Nicola di Vigarano Pieve (FE) €20,00, Alberto di Ravenna €10,00, Corrado di Bastiglia (MO) €10,00, Francesco di Reggio Emilia €15,00, Fabrizio di Belvedere Ostrense (AN) €10,00, Fabio di Lugo (RA) €50,
Totale parziale: € 482
Totale €1.482
PS Manca l’elenco di alcune donazioni giunte su conto corrente. Saranno disponibili a breve.
Il mio intervento al convegno Libero web in libero Stato
L’uomo del fare i cazzi propri inaugura la campagna elettorale con: “Nel Pdl via chi commette reati“. Fosse vero sarebbe un’epurazione nazionale! dalle circoscrizioni cittadine fino al parlamento. A cominciare dal ministro Fitto passando per Matteoli, Dell’utri, Aracu e una fila infinita di onorevoli indagati, inquisiti e condannati. Compreso Nicola Cosentino, che ha scampato l’arresto in quei pochi minuti in cui risultava dimesso da tutte le cariche subito rifiutate dal noto corruttore amico di Vittorio Mangano.
Martedì al tribunale di Milano la corte di cassazione pronuncerà la sentenza Mills, già condannato sia in primo grado che in appello a 4 anni e mezzo di galera per essere stato corrotto dal corruttore che rifiuta i suoi simili soltanto a parole. Evidentemente geloso della sua leadership di plurimputato.
Il ddl del fantoccio Alfano che doveva inasprire le pene della corruzione tranne che a lui, è già stato cassato assieme alle dimissioni di Cosentino. L’inchiesta fiorentina sui bertoladri della protezione civile spa (società per amplessi) dilaga fra tangenti e prostitute nell’attesa di qualche norma salvaladri.
Ministri e parlamentari sono in perenne emergenza. La protezione incivile se la fanno coi ddl in salsa comunista, affinché davvero i magistrati possano “vergognarsi” di un esecutivo così alleato con la malavita organizzata.
Il privato corruttore se ne sta nascosto e riparato dalla cricca gelatinosa di disonorevoli alleati che spacciano politica per antipolitica. Quella dei cittadini sovrani delle strade e della rete di cui sto cercando di farmi portavoce e testimone. Temono di essere travolti al voto delle regionali. Non sanno a che santo votarsi. Cercano di corromperne qualcuno con “più soldi alle scuole cattoliche“. Li vorrebbero al tavolo dei loro appetiti.
La casta criminale edulcora ogni mossa per mantenere nell’inganno i suoi elettori, a cominciare dai leghisti. Gli uomini del fare devono prima di tutto continuare a dire. Minchiate. Lontani da tutto e da tutti. Anche dal tubo catodico, visto che in questi giorni di bertoladri e Ciancimino nelle trasmissioni non ci stanno andando. Soprattutto se in studio c’è qualche cittadino informato.
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