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febbraio 15th, 2010 attualità 15 Comments

A Milano un ragazzo egiziano di 19 anni muore accoltellato per strada, in via Padova. Il movente “piedi pestati“. Bande di nordafricani e sudamericani vengono alla rissa. Vetri che volano, auto che si cappottano. “Far west” secondo il collezionista di incarichi Riccardo De Corato, vice della Moratti che viene accolto in via Padova tra gli insulti. Roba da centinaia di citazioni in tribunale che non farà mai. “Dove sono le telecamere che ci avevate promesso?” urla una donna dalla folla trattenuta a stento dai poliziotti. “Dove sono i controlli?” urla un altro ragazzo.

La calma apparente viene squarciata dalle sirene spiegate delle ambulanze. Via Padova è transennata, il corpo del ragazzo giace a terra. Viene fotografato per i rilievi utili al magistrato di turno da un cronista perché pare che in tribunale non ci siano fotografi disponibili. Li hanno tagliati assieme ai fondi per la giustizia. Le forze dell’ordine devono ricorrere ai cronisti più fortunati e svelti.

Omicidio e rissa di via Padova, a due passi dagli studi Mediaset, sono oro per giornali e televisioni. Prime pagine a tutta larghezza e telegiornali che dimenticano il nocciolo del problema: meno soldi a giudici, polizia e carabinieri significano maggiore impunità. Come piace al governo piduista.

L’odio tribale per i piedi pestati è l’essenza di una degenerazione sociale che trova nell’inefficienza della giustizia il suo principale movente. Il controllo del mercato della droga e delle prostitute è l’economia portante di decine di delinquenti, stranieri e italiani, che hanno trasformato interi quartieri in loro feudi.

Sudamericani e nordafricani, con la complicità di molti italiani, difendono il loro mercato nero. Ben consci che quelle fette d’Italia sono terra di nessuno su cui la Lega nord coltiva i suoi soliti slogan da 15 anni. Esulta ed esalta il morto che casca a fagiolo. La campagna elettorale del Carroccio dà voce alle minchiate di Salvini che fanno eco nel tubo catodico. Bossi finge di contraddirlo. Quel che rimane è la certezza di un paese allo sbando senza regole e senza certezze. I governi berluscoidi sono i responsabili di questo degrado. I dibattiti televisivi sembrano voler spiegare tutto e il contrario di tutto. Tutti al capezzale dell’egiziano alla ricerca di voti nelle banlieue lombarde col solito tormentone: quale informazione d’Egitto?

PS domani, martedì, dalle 12 alle 13 sarò ospite a Orario continuato su Antenna 3.

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gennaio 19th, 2010 attualità 7 Comments

E’ arrivato il giorno del decennale della morte di bottino craxi. Un delinquente ladro corrotto colluso con la P2, morto latitante con un paio di condanne definitive legate alle tangenti. Craxi amava estorcere miliardi per sé stesso evadendo il fisco. Li nascondeva all’estero, i miliardi. Diverse decine esentasse glieli regalò in gran segreto il corruttore Silvio Berlusconi, che oggi assieme ad alcuni parlamentari corrotti nell’animo hanno commemorato il leader del socialismo riforNista. Definito statista.

Emblema della malavita istituzionale, simbolo del degrado della classe dirigente e pessimo esempio sociale, bottino craxi è stato commemorato al Senato proprio nel giorno in cui il giudice Paolo Borsellino avrebbe compiuto 70 anni. Ma, come sappiamo, in una mafiocrazia non c’è spazio per il sangue degli eroi che hanno pagato con la vita il loro servizio allo Stato. Borsellino non scappò come invece fece Craxi davanti alle sue responsabilità.

Ebbene, in piazza Navona, a due passi dal Senato festaiolo, una delegazione del Popolo viola con l’Italia dei valori hanno manifestato con volantini e megafoni il diniego e lo scandalo di una tale iniziativa istituzionale.
Hanno rinfrescato la memoria senza revisionismo alla gente che in piazza Navona ci passava.
E’ stato ricordato chi era Bettino e come fu scaricato all’epoca proprio da quel Berlusconi che oggi non ha avuto il coraggio di prendere parola durante la commemorazione.

I manifestanti hanno brandito le famose monetine e hanno improvvisato un corteo fino all’hotel Raphael. Senza vergogna e senza remore. Perché la memoria non si cancella.
Ed ora, chi ha modo di passare in via Craxi, abbia il coraggio di scrivere con un pennarello sotto alla targa “morto da condannato latitante” e ci invii una foto in rete. La divulgheremo giusto perché la rete non bara la memoria. I revisionisti mafiosi sì.


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gennaio 15th, 2010 attualità 9 Comments

Il governo censura la rete ma noi già sappiamo che non ci censurerà nessuno. Anzi, le nostre idee per diffondere informazione libera continuano imperterrite, comprese novità che spero di potervi svelare fra pochi giorni. In ogni caso io disobbedirò a ogni veto e divieto governativo. Continuerò il mio modesto lavoro di produzione di video corti, lunghi o in diretta alla faccia di Minzolini, parassita mantenuto dal canone per il mezzo televisivo senza futuro. Come senza  futuro è questa classe politica, Italia dei valori e Movimento 5 stelle a parte.

Le briglie alla libertà di espressione della rete col timbro del governo piduista non si contano più. Non sanno più cosa inventare. Gli è rimasto di riempire i soliti house organ di calunnie e di notizie inesistenti. I Feltri e i Sallusti si sono venduti a caro prezzo. I loro epitaffi schizzati con la saliva sulle natiche di Berlusconi, vengono cucinati nei loculi a forma di redazioni protette da squadre di forze dell’ordine che ne presidiano gli ingressi. Soltanto a quella stregua possono permettersi di mandare alle rotative bestemmie con titoli tipo “Perché servono leggi ad personam” con un’accozzaglia di scemenze da non poter leggere.

L’esecutivo completamente succube dei capricci del privato corruttore che legifera porcherie dai nomi innocui fanno star male davvero. Ieri Emma Bonino, presidente di turno al Senato, ha avuto un malore durante la consultazione del processo breve. E’ dovuta uscire a sboccare in infermeria. Del resto è risaputo che non ci sono più margini per legiferare nei limiti della legalità. Il parlamento è una polveriera in cui i tiratori non scelti giocano alla roulette russa col popolo. Sparano alla cieca per colpire cittadini inermi nei loro diritti e nei loro interessi.

In un quadro così legalità significa disobbedienza. La rete è il mezzo di libertà per eccellenza, impermeabile agli sputi dei Bondi e dei Cicchitto. Noi dobbiamo soltanto tenere duro diffondendo sempre di più la pratica alla connessione, per permettere ad ogni cittadino di scegliere come informarsi. Ognuno di noi può fare qualcosa contagiando il vicino o il parente ad approfittare di questa libertà. E’ un diritto dovere di tutti diffonderla, e vedrete che saremo sempre più numerosi a saper distinguere uno sguattero alla Minzolini da un uomo libero.

Martedì prossimo, giorno del decennale dalla morte di bottino craxi, a partire dalle 10 del mattino si terrà un presidio in piazza Navona a Roma nell’ambito del no Craxi day organizzato da Italia dei valori. Non ci sarà un palco, ma ci saranno i megafoni per parlare in libertà. Io ci sarò. Spero anche voi.

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gennaio 10th, 2010 attualità 13 Comments

I bimbi italiani fino ai 3 anni sono 560 mila. Potenziali telespettatori che hanno indotto il presidente dell’Autorità per le cominicazioni Corrado Calabrò a stilare una bozza di regole per la tutela della loro fragilità, in cui si vieta pubblicità seduttiva e si obbligano i canali ad avvisare i genitori con delle scritte i rischi che i bambini corrono esposti alla tivù.

Tuttavia l’Autorità francese ha scritto che “il consumo di immagini televisive mette a rischio lo sviluppo dei processi di pensiero e di immaginazione dei bimbi“, mentre favorisce “la passività e il ritardo nel linguaggio, il turbamento del sonno e della concentrazione“. Pericolo condiviso anche da Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza, secondo cui “colori pupazzi e dolci suoni apparentemente innocui, nascondono pericolose insidie che portano i bambini ad affezionarsi al televisore come fosse l’orsacchiotto. E’ la prima tappa di una teledipendenza che li accompagnerà per la vita“.

Secondo i dati Istat del 2009 il 96% dei bambini italiani in età prescolare guarda la tivù e il 91% lo fa tutti i giorni, in tutti gli orari. Pure davanti ai reality. Insomma, la tivù ha sostituito i genitori di una volta che leggevano le ben più educative favole ai loro pargoli. La disaffezione al contatto e al colloquio con i propri piccoli è l’anticamera all’incomunicabilità adolescenziale e alla reciproca incomprensione che porta spesso a dolorosi conflitti fra generazioni.

Il tubo catodico è un’insidia domestica ben più pericolosa dei coltelli. Non mi risulta che qualche documentario televisivo o qualche telegiornale lo abbia spiegato, se non con dei blandi spot come quello postato in video.


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gennaio 8th, 2010 attualità 16 Comments

Altro che abbassare le tasse! Il governo le tasse le alza e là dove non ci sono le introduce. L’ultimo attacco al diritto dei cittadini di rivalersi sulla giustizia è l’introduzione di una tassa di 38 euro per coloro che intendono ricorrere al giudice di pace contro multe e sanzioni stradali. La novità, mentre il ministro Treconti sta pensando di alzare l’Iva sui beni al consumo di prima necessità, è in vigore dall’inizio del nuovo anno.
L’unica soluzione per non pagare la gabella è ricorrere nelle prefetture, che ora saranno inondate di ricorsi a loro volta. Come racconta nel video Alessandro Cavallaro del sito ricorsi.net .


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gennaio 7th, 2010 attualità 6 Comments

Nel 2009 nel mondo sono stati uccisi 91 giornalisti (57 soltanto in Iraq) e 157 sono stati costretti all’esilio per intimidazioni e minacce. Il record negativo è stato superato soltanto nel 2006 e 2007. Ai dati appena forniti vanno aggiiunti altri 33 giornalisti rapiti , 1.456 aggrediti fisicamente, 151 blooger arrestati e altri 61 aggrediti fisicamente in 60 paesi colpiti dalla censura on-line dove si è registrato l’oscuramento di 570 media.

I dati sono riportati nel rapporto annuale di Reportes sans frontieres, secondo cui nel 2009 si è verificato il più grande massacro commesso in un solo giorno con l’uccisione di 30 giornalisti da parte della milizia privata di un governatore a sud delle Filippine. Ma il 2009 registra anche un’ondata senza precedenti di arresti di bloggers in Iran dopo la contestatissima rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad.
Secondo il rapporto gli altri paesi ad alto rischio sono la Somalia con 9 giornalisti uccisi, il Pakistan e la Russia con 5 reporter rispettivi.

Per quanto concerne l’Italia mi limito a riportare una sola frase del procuratore antimafia Piero Grasso pronunciata di recente: “Bisogna bloccare chi vuole controllare giornalisti e magistrati, io ho dovuto scrivere un libro e tanti giornalisti oggi si ritrovano a doverne scrivere perché le loro idee non trovano ospitalità nei giornali. Questo è un grave problema“.


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dicembre 21st, 2009 attualità 12 Comments


Treni in ritardo a Milano (video tratto da Youreporter)

Ci sono stati disagi, in alcuni casi anche pesanti ma nel complesso non è andata male, al Centro-Nord è stato fatto molto lavoro per scongiurare la paralisi“.
Parola di Guido Bertolaso, capo paraculo della Protezione civile, che sull’onda della risonanza che ha avuto la notizia del blocco degli Eurostar sotto la Manica, ha subito approfittato per raccontare balle. La mole di ritardi a Milano documentata oggi dalle immagini fa impressione.

E’ bastata un po’ di neve che le ferrovie italiane sono andate in tilt. Nessun responsabile, nessun rimborso per i ritardi accumulati e nessuna conseguenza per Trenitalia in caso di convogli cancellati. Quel “niet” per i diritti dei viaggiatori non ha subito ritardi. Mauro Moretti è stato puntualissimo a fare lo scarica barile. Sicuro che questa ennesima vagonata di calci in culo ai viaggiatori passerà indenne a parte i soliti brontolii degli italiani consapevoli di vivere in un paese senza certezza del diritto.

Anche In Francia nevica, in Germania si sono toccati i meno 33 gradi, ma la circolazione dei treni non è particolarmente penalizzata. I ritardi sono assai più contenuti rispetto all’Italia. Del resto in quei paesi la responsabilità ha ancora un senso. In quelle democrazie la giustizia funziona. Qui, invece, il freddo assieme ai treni paralizza anche i processi. Come quello del crac Parmalat, fermato per un guasto all’impianto di riscaldamento dell’aula di Parma. La corsa verso la prescrizione invece non si congela. Corre verso l’impunità quasi garantita per ladri e corrotti. Buona fortuna a voi che andate in bianco.


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dicembre 18th, 2009 attualità 7 Comments

Salvatore Usala è affetto da SLA, una malattia degenerativa del sistema nervoso che porta alla completa paralisi. Salvatore è immobilizzato nel letto da ormai un paio di anni, comunica col mondo grazie a una piccola telecamera che legge i movimenti dei suoi occhi.

Salvatore ha inviato alcune lettere al neoministro della salute Ferruccio Fazio, in cui chiede che tutti i malati di SLA abbiano assistenza domiciliare per 24 ore e che dispongano della sua stessa tecnologia per comunicare.
Per farsi ascoltare dal ministro, Salvatore assieme a decine di malati e a centinaia di persone, ha fatto due scioperi della fame. In un’occasione hanno partecipato per 19 giorni anche i deputati radicali Maurizio Turco e Maria Antonietta Coscioni.

E’ grazie alla mobilitazione di questi ultimi se oggi, il ministro Fazio si è impegnato a soddisfare le richieste dei malati di SLA in febbraio. Lo ha scritto in una lettera di risposta inviata a Salvatore.
Sarà di parola?

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