L’ignoranza dei neogrillini barattata per “lapsus”


L’eurodeputato grillino Marco Valli quale volgare taroccatore di lauree. La senatrice Barbara Lezzi convinta che i cittadini vanno informati a 370 gradi. L’inesistente tunnel del Brennero narrato dal ministro – peraltro dei Trasporti – Danilo Toninelli. Il vicepremier Luigi Di Maio che in Cina parla del presidente «Ping» quando si chiama Xi Jinping (forse pensava al ping-pong). Ieri l’ultima chicca: il senatore grillino Agostino Santillo pomposo in Aula per rinfacciare a Renzi di avere nominato Mario Monti senatore a vita. Eppure anche al liceo sanno che i senatori a vita li nomina il capo dello Stato. Mica un premier. Peraltro, Monti fu nominato da Napolitano quando Renzi era ancora un rampante sindaco di Firenze, e premier era Berlusconi. Ecco, questa generazione di “politici cittadini” che in pochi giorni fa una collezione così vasta di gaffe, è quella che ha smascherato la finta uguaglianza dello “uno vale uno”. I loro lapsus di ignoranza lo dimostrano. Del resto un ignorante non può valere quanto uno preparato. La politica è una cosa seria. Questi qui contribuiscono a banalizzarne il ruolo sociale, benché si professino come il nuovo che avanza e si guardan bene dal curare selezioni serie dei candidati. E quegli applausi attorno a Santillo in aula mentre diceva quelle bestialità, sono l’emblema che di onorevoli neogrillini zoticoni ce ne so più di quanto si possa sospettare. Alla faccia delle selezioni. Il grillismo di vertice è proprio una lotteria.


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