Migranti, l’equivoco uguaglianza-tolleranza della sinistra

La sinistra è sempre più invisa dai cittadini perché professa uguaglianza senza averla fatta applicare quando governava. Uguaglianza significa parità di condizioni. Tolleranza significa (anche) offrire un’opportunità. Cinesi, cingalesi e nordafricani sono tollerati da anni con attività commerciali (tipo i parrucchieri e i kebab), svolte in Italia in condizioni proibite agli italiani in tema di norme di igiene, sicurezza e tasse. Dunque disuguali. Idem per ciò che riguarda la condizione di un imprenditore italiano rispetto a uno straniero. Uguali solo in apparenza, disuguali nei fatti grazie alla politica (nazionale e locale), che con la tolleranza diventata lassismo, ha contribuito a generare un senso di ingiustizia tra gli italiani e a danneggiare la nostra economia in favore di quella spesso sommersa degli stranieri. Non solo per le attività commerciali, ma anche per le attività artigianali (basti pensare ai muratori e agli imbianchini tutti “di loro” grazie alla concorrenza sleale).

Dunque, se in Italia si stanno verificando preoccupanti episodi di violenza ai danni di immigrati, la colpa non è del “clima politico” di Salvini e dei Cinque Stelle strillato da giornali come Repubblica. La colpa è proprio della disuguaglianza di condizioni tra italiani e stranieri creata dagli ultimi governi. Non solo di sinistra, ma anche di destra, quella che ha governato con Berlusconi (Lega compresa).

Perciò mentre la sinistra continua a perdere punti con figure come Emma Bonino che straparla di solidarietà e tolleranza dei migranti, la Lega di Salvini s’intesta la chiusura dei porti e il sovranismo coronando il senso della sua esistenza: contrastare gli invasori “parassiti” dell’economia nostrana che la Lega stessa ha tollerato e assecondato per lustri quando governava con Berlusconi. Col sorprendente risultato di riscuotere consensi e crescere nei sondaggi.

Ora, mettere in ordine uguaglianza e tolleranza significa applicare regole certe per tutti. Bene, dunque, che questo governo giallo-verde difenda i confini nazionali e contrasti le disuguaglianze. Si creino le condizioni affinché tutti possano operare e contribuire all’economia alle stesse condizioni. Così quando l’uguaglianza sarà papabile e tangibile, anche la tolleranza potrà tornare ad essere un tema politico per le opposizioni.

Ora no. Ora, ogni volta che la sinistra apre bocca perde solo punti.


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