Lega-5 stelle, quell’intesa lunga una legislatura

A proposito di Lega-Cinque stelle e la possibilità che insieme possano formare un governo sui punti da qui ai prossimi due-tre anni, va ricordato che durante l’ultima legislatura c’è stata molta più affinità tra Grillo e Salvini che non tra i cinque stelle e il Pd. Ciononostante i 5 stelle abbiano fagocitato i voti della sinistra. Eppure sono Salvini e Grillo ad essere considerati i populisti benché Travaglio (diventato da tempo il Feltri dei grillini), spinga questi ultimi ad allearsi col Pd (senza Renzi) e Leu di Pietro Grasso. Intanto, dopo le elezioni politiche, Grillo e Di Maio concordano: «Salvini? Credibile, quando dice una cosa la mantiene». Anche se non si capisce cos’abbia mantenuto fino ad oggi Salvini, aldilà del comune impallinamento di Paolo Romani alla nomina di presidente del Senato, questa frase apparentemente spiazzante è il suggello di alcuni fatti e significativi segnali di affinità politica accaduti negli ultimi anni. Ecco i più rilevanti.

Dicembre 2013: Grillo invita a boicottare il discorso di fine anno di Napolitano. Salvini: “io guarderò Peppa pig“. Un anno dopo Grillo, Salvini e Di Battista “brindano” all’ultimo discorso di Re Giorgio.

Febbraio 2014: Napolitano convoca i partiti per le consultazioni che serviranno a nominare premier Renzi. Lega e 5 stelle non si presentano.

Marzo 2014: Grillo sul blog scrive che l’italia unita è «un’arlecchinata di popoli» e ipotizza il ritorno alle due Sicilie e alla Serenissima Repubblica a causa di uno «Stato ignobile raccoglitore di interessi privati, gestito dalle maitresse dei partiti». Dunque, «È ormai chiaro che l’Italia non può essere gestita da Roma…». Plaudono Salvini e anche Maroni, concordi con Grillo «se domani veneti, friuliani, triestini, siciliani, sardi lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa». Salvini propizia un’inedita alleanza tra padani e pentastellati. Con frecciatina finale: «Non vorrei che, essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega».

Aprile 2014: varato il decreto svuota carceri del Pd con annessa eliminazione del reato di clandestinità (penale). Voti contrari e proteste di Lega e cinque stelle. Negli stessi giorni in Europa i grillini, l’Ukip, Le Pen e la Lega vengono descritti dalla stampa internazionale come i quattro guastatori di Bruxelles, oltre che pericolosi populisti.

Luglio 2014: Grillo invoca l’Unione europea di non dare soldi all’Italia. Salvini gli fa eco su Facebook: “O si disfa l’Europa o si muore“.

Agosto 2014: Sul blog di Grillo si legge che Bossi «È stato il più grande statista degli ultimi 50 anni, ha denunciato le storture romane e stava con la gente, in mezzo alla gente, ma poi ha fatto società con Roma ladrona». Va da sé che qualche anno prima la Lega voleva candidare il comico a sindaco di Genova e Funari a sindaco di Milano (entrambi rifiutarono).

E’ del Dicembre 2014 l’unica frecciata tra i 2 leader: se per Salvini “Il referendum sull’euro di Grillo è una presa in giro, una perdita di tempo“, secondo Grillo “Salvini è funzionale a Renzi, l’avversario che gli serve“. E accusa: “Hanno rubato anche loro della Lega Nord, sono stati 8 anni al governo. Maroni ha finanziato con 32 milioni di euro i campi nomadi“. E’ il momento in cui Grillo “stanchino”, inizia a defilarsi dal Movimento lasciando spazio a Luigi Di Maio in vista della sua consacrazione a capo politico del partito. Lo scontro tra Carroccio e 5 stelle rientra con un rassicurante riallineamento sul presidente della Repubblica.

Poco prima del Natale 2014, secondo Grillo Napolitano dovrebbe costituirsi per aver tra le altre cose avallato la Legge Fornero. Divenuto poi cavallo di battaglia della Lega di Salvini. Ristabilita l’intesa, Grillo ricuce ulteriormente con la sua prima apertura ufficiale a Salvini: “La Lega ha fatto una campagna sull’euro. Alleanze non ne prevediamo ma se ci sono cose che possono portare dei risultati, andiamo avanti“.

Gennaio 2015: chiusura del semestre europeo di Renzi. Grillo e Salvini in coro sbeffeggiano il premier del Pd.

Marzo 2015: Grillo, intervistato dal Corriere, a proposito della Lega di Salvini che secondo i sondaggi potrebbe sottrarre voti al Movimento dichiara «Sinceramente non so dove Salvini possa arrivare. Decideranno gli elettori. Io non ho niente contro Salvini, se decideranno di seguirlo terranno presente anche che la storia della Lega è diversa dalla nostra». E qui accusa La Lega dei tempi di Bossi in cui «è stata al governo artefice del patto di Dublino e ha investito fondi in Tanzania».

Aprile 2016, Salvini scarica Bertolaso (oltre che i vari Alfano e Lupi ormai da tempo). Brutto segnale per l’alleato (presunto) Berlusconi.

Maggio 2016: secondo Grillo, Salvini che apre ai cinque stelle in vista di un futuro governo «Rappresenta un passato fermo, immobile. Ha sostituito quelli del Sud coi migranti. Tra noi non c’è alcuna attinenza, la nostra storia è molto diversa. Noi non facciamo questi giochi». Ma stavolta è Salvini che non coglie (volutamente) la provocazione del comico, e a giugno 2016 dichiara: “Voterei per Raggi a Roma e per Appendino a Torino“.

Novembre 2016: In vista del referendum costituzionale che Renzi perderà, Grillo e Salvini fanno a gara per contendersi il premier a un confronto tv (che non ci sarà).

Natale 2016: Grillo fa asse con Salvini: “rimpatriare tutti gli immigrati, rivedere Schengen, così l’Italia è un colabrodo“.

Gennaio 2017: L’europarlamentare Marco Zanni lascia i cinque stelle e aderisce all’Enf insieme a Matteo Salvini e Marine Le Pen.

Gennaio 2017: Salvini e Grillo in coro difendono la vittoria di Trump negli Usa e condannano l’embargo alla Russia di Putin. Insorge l’attuale neo presidente della Camera Fico: «Né salviniani né trumpiani, Dio ce ne scampi». Fico non è il solo a criticare Salvini. Tra i cosiddetti big pentastellati si distinguono Buccarella e Toninelli, contrari ad alcune frasi sugli immigrati pronunciate da Salvini nel periodo della finta emergenza Ebola.

Come detto, i segnali di intesa Lega-Cinque Stelle sono in effetti molti nonostante qualche frecciatina. Riscontro che non c’è affatto col Partito democratico. E’ pur vero che ad oggi il Movimento di Di Maio si è “europeizzato” in stile Tsipras sul tema dell’euro e delle politiche dell’austerity. Ma è la strada imboccata anche da Salvini come ricordato prima sul referendum per la permanenza nella moneta unica. Volenti o nolenti, in effetti, un accordo di governo Lega-cinque stelle non sarebbe poi così fuori logica.


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