Brumotti, livido kamikaze della non informazione

Il biker Brumotti, bravo com’è a pedalare sugli strapiombi e a reggersi in equilibrio sui cornicioni, non capisco perché si sia buttato nel mestiere di kamikaze per conto di Striscia la Notizia. Sarà che non guadagna abbastanza? Eccolo allora nel ruolo di provocatore a buon mercato. A Palermo, mentre cercava di usare il suo megafono in un quartiere dedito allo spaccio di droga, è stato preso a sassate e addirittura a fucilate da alcuni residenti. Ne è uscito (di nuovo) indenne perché lui e il suo operatore di ripresa hanno ultimato il servizio facendosi scortare dai carabinieri. Che ora indagano sul proiettile che ha centrato l’auto degli inviati di Canale 5.

La stampa accomuna Brumotti ai paladini della cosiddetta “informazione” presa di mira. Posto che Brumotti non è un giornalista ma piuttosto un pacioso masochista che ama esibire i suoi lividi su Facebook, rimane da capire dove sia l’informazione fatta in quel modo. Che cosa ti aspetti da un covo di spacciatori che si vedono inquadrati e derisi con un megafono? Tutto tranne che risposte utili a raccontare e risolvere la piaga sociale che vuoi trattare. Piuttosto, per completare l’opera, Brumotti potrebbe usare quel megafono all’esterno delle caserme delle forze dell’ordine. Quelle deputate all’ordine e al controllo della legalità. Oppure potrebbe appostarsi al Viminale per chiedere come mai in giro per l’Italia è tutto possibile senza un adeguato presidio dei luoghi a rischio.

Ecco, l’informazione più utile di Striscia forse sarebbe questa. Non le provocazioni spacciate per atti eroici. Di questo passo Brumotti lo faranno fuori.


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