Monnezza grillina, romani bastardi

Cari romani, la sindaca Virginia Raggi in 18 mesi di governo della città, non è ancora riuscita ad eliminare i cassonetti della monnezza dalle strade (anche per negligenza della Regione Lazio governata dal Pd). La raccolta dei rifiuti differenziata e ordinata a Roma, è ancora un miraggio in parte perché il Campidoglio è in difficoltà a gestire la raccolta, in parte perché molti di voi, cari cittadini, siete semplicemente degli incivili. Non avete la volontà e nemmeno la sensibilità di capire che ogni rifiuto abbandonato in strada o lasciato indifferenziato, finirà in un inceneritore che produrrà nanoparticelle cancerogene per voi e per i vostri figli (pure i nostri), oppure finirà in una discarica tipo Malagrotta che continuerete a respirare e a ritrovarvi nel piatto in tavola con gli alimenti contaminati. Dovrebbero chimarvi “Bastardi della differenziata”, esattamente come l’azienda ambientale di Napoli (Asia), sta facendo con la sua quota di abitanti zozzoni.

Vaneggiate tanto il paragone con Milano e col Nord, ma nessuno – nemmeno i 5 stelle – vi dice che per la maggiore siete sostanzialmente degli incalliti arretrati. Anzi, i 5 stelle ora si ritrovano a fare i conti col sindaco Federico Pizzarotti, isolato e poi mobbizzato dal Movimento per il famigerato inceneritore di Parma, spina nel fianco di Grillo e Casaleggio. Ecco, oggi quell’inceneritore farebbe comodo alla Roma che soffoca nella monnezza, ma i 5 stelle, per ragioni di spot da campagna elettorale, non vogliono che la sindaca simbolo del grillismo ricorra al sindaco mobbizzato per far fronte a un’emergenza incivile da quarto mondo. Senza contare che anche il governatore emiliano Stefano Bonaccini “scarica” sui 5 stelle il dietrofront a un accordo già preso col governatore omologo del Pd Zingaretti.

Dunque, i rifiuti a Roma rimangono una grana per voi romani che avreste bisogno di tornare sui banchi di scuola per imparare l’A-B-C del vivere civile. E sono una grana per i grillini che hanno bisogno sia dei vostri voti, che di quelli dell’Emilia Romagna per andare al governo, possibilmente senza ricorrere a Pizzarotti e al Pd per smaltire la monnezza che puzza e ingombra. Meglio la soluzione di infilarla sotto “il tappeto” dell’Abruzzo, molto montuoso e fuori dall’asse portante economico nazionale. Così pare si voglia rimediare in campagna elettorale. Ma che bel partito. E che bel Paese!


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