Lombardia, no dei grillini alla parità uomo-donna


Dario Violi

Con 61 voti a favore, la Regione Lombardia ha approvato la modifica della Legge elettorale regionale che impone pari numero di candidati tra uomini e donne, e l’obbligo di esprimere almeno due preferenze, una per genere. La legge giaceva al Pirellone da quasi 10 anni su proposta della Pd Sara Valmaggi. E’ stata votata in extremis prima della fine del mandato del governatore Roberto Maroni. Astenuti gli 8 consiglieri grillini (contrari nella pratica), che si sono vendicati per essersi visti bocciare la loro proposta di dimezzare il numero delle firme necessarie alla presentazione delle liste elettorali. Il Pd proponeva il taglio di un terzo. Morale: i grillini si sono opposti ad una legge giusta (parità di genere) sostituendo l’utilità collettiva della suddetta legge a ragioni squisitamente di partito. Insomma, hanno gettato il bimbo con l’acqua sporca. Un po’ banalotta la scusa del candidato-governatore dei 5 stelle Dario Violi: «Ancora una volta la casta si chiude nel palazzo e ostacola l’accesso ai giovani e a chi vuole fare davvero politica». Fake news da campagna elettorale.


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