Consip in tv, Renzi si difende senza domande


Lilli Gruber e Matteo Renzi, come se una foto così fosse normale
tra il cosiddetto giornalista cane da guardia e il politico

La giornata delle inchieste sugli appalti Consip si conclude male in tema di risposte per Matteo Renzi e il Pd. Intanto perché l’ex premier va a rispondere a Lilli Gruber sul canale privato e commerciale La7, anziché su una qualunque rete Rai pagata dai cittadini. Segno che in Rai i cosiddetti colleghi hanno qualche problema a far domane al capo del partito di potere che li ha Lotti-zzati. Inoltre perché le pezze che ha tentato di mettere nelle sue risposte, sono risultate peggiori del buco.

Ecco le principali:

Renzi premette che babbo “cardiopatico”, se fosse colpevole meriterebbe una pena doppia come si direbbe per un bimbo imberbe, ben sapendo che le pene dei giudici non sono mai doppie e – anche se arrivassero – sarebbero sempre molto lievi per un incensurato.

Nessuna domanda-risposta su sua madre, Laura Bovoli, detentrice della password del conto corrente online della società sulla quale insistono anche gli interessi del faccendiere-facilitatatore Carlo Russo, e che secondo le intercettazioni telefoniche su quel conto dovevano passare le “mance” (chiamiamole così) di Alfredo Romeo intento a ottenere appalti.

Nessuna risposta nemmeno sul fatto che era mamma Lalla a gestire gli appuntamenti più “delicati” del consorte Tiziano papà dell’ex premier.

Fa ridere che per Renzi le vicende citate nelle carte dell’inchiesta Consip siano “robe vecchie di tre mesi“, guardacaso proprio quando la cricca Romeo-Russo-Tiziano puntava tutto sulla vittoria del “Sì” al referendum costituzionale che avrebbe rafforzato lo stesso Matteo Renzi al governo. Infatti è stata proprio la vittoria del “No” che ha spinto Luigi Marroni di nomina renziana a fare rivelazioni che danno il “disegno ad hoc“, o meglio il mosaico Consip, che fino ad allora era parziale con le intercettazioni interrotte dalle cimici sparite dagli uffici Consip. Parliamo dunque di “robe freschissime” e ancora in corso d’opera.

Renzi fa ridere quando giura sull’onestà del ministro dello Sport Luca Lotti. Infatti, Luca Lotti è indagato di favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio assieme a Filippo Vannoni, al generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, e al presidente Consip Luigi Ferrara, citati dal Marroni. E’ vero che un’indagine non è una condanna. Ma un’indagine di questo tipo, guardacaso riscontrata dalle intercettazioni azzoppate grazie alle cimici sparite, dovrebbe indurre le immediate dimissioni di questo ministro almeno fintanto che non ne sarà scagionato. Che c’entra l’onestà!? Anche la “privata” Gruber su questo fronte non ha insistito con le domande.

Renzi crede di fare breccia quando paragona gli scandali del Pd al Movimento 5 stelle “fondato da un pregiudicato“. Ma dirada anche quei pochi punti che gli sono rimasti, perché poi quando lo si tocca su Denis Verdini, sua stampella vitale in parlamento, ecco come risponde il non “manettaro” Matteo: «La sua è stata una condanna molto pesante che, se confermata, cambierà molto il suo destino politico e personale». Tuttavia, «senza Ala non avremmo fatto delle riforme importanti».

Le riforme di Renzi sono ovviamente sotto gli occhi di tutti. L’ultima è la restituzione degli 80 euro pretesi dallo Stato. Dopo una giornata così, con una comparsata televisiva ridicola scevra da domande ficcanti, direi che Renzi e il renzismo possano essere ospitati direttamente da Crozza. Così almeno si ride sapendeo di andare a ridere.


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