Mps, la banca salvata a debito dei cittadini

Se un imprenditore sbaglia investimenti fallisce. La sua azienda si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che “onora” i creditori con quel che rimane di esigibile in proporzione alle priorità. L’imprenditore non potrà più per almento 5 anni aprire altre attività, in quanto “incapace”, secondo la logica giuridica, e quindi “deleterio” o “pericoloso” per il mercato.

Se un “manager” di banca sbaglia investimenti finanziando con milioni di euro amici correntisti massoni senza coperture di garanzia, la sua banca – a differenza dell’azienda dell’imprenditore – non si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che dovrebbe “onorare” i creditori (piccoli azionisti) spolpando le ricchezze del manager (ville, soldi all’estero etc.). Bensì, arriva il Ministro dell’Economia e il governo, che “risorge” la banca ripianando le delinquenze (sbagli) dei manager bancari con l’innesto di soldi pubblici, col conseguente indebitamento dei cittadini. Come il caso di queste ore che sta riguardando il salvataggio pubblico del Monte dei Paschi di Siena (del Pd).

L’operazione è sotto copertura perché giornali e tivù la spiegano con un linguaggio edulcorato (sofferenze, bond, cessione crediti, vaccino di Stato etc.), nella certezza assoluta che i cittadini non capiranno granché di tutto ciò, e intanto continueranno a rimanere poveri, ignoranti e dominati.
Oggi, di nuovo, il governo Gentiloni, ce lo sancisce ufficialmente: le banche devono comandare, la massoneria deve continuare a dominare ricca il popolo che dovrà continuare a rimanere schiavo.

Insomma, siamo inseriti in un sistema che griderebbe vendetta stile Isis.


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