Profughi in tutti i Comuni, decide Alfano

migranti

Il governo Renzi lo chiama “Piano nazionale di accoglienza”. In realtà estende l’obbligo ai piccoli comuni di ospitare e dare alloggio ai profughi che attraversano il Mediterraneo con i barconi. Gente non censita, senza documenti, in qualche caso malata di patologie che in Italia e in Europa avevamo debellato da decenni come la tubercolosi. Con questa bozza che i Comuni dovranno firmare presto, il governo Renzi si arrende del tutto all’invasione dei poveri del mondo dando colpa all’Europa e alle norme che ne accompagnano i Trattati in tema di diritti umanitari. In soldoni, significa che dalle sole città metropolitane finora ospitanti, si aggiungono due gruppi di Comuni che dovranno mettere a disposizione palestre, scuole o altri edifici pubblici (e magari privati): quelli fino a 2 mila abitanti e quelli con oltre 2 mila abitanti. Cinque profughi ogni mille abitanti per i primi, 2,5 profughi ogni mille abitanti per i secondi perché le metropoli ne hanno già tanti, (ospiteranno 1,5 profughi ogni mille abitanti).

Il “premio” messo in palio dal ministro Alfano per i Comuni ospitanti (obbligati) è “da urlo”: deroga al blocco delle assunzioni, accesso all’ambitissimo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo gestito dal Viminale con annesso permesso di sforare il patto di stabilità, e la bellezza di mezzo euro al giorno di sostegno per ogni profugo. Sai che spasso! Li chiamano “incentivi”. Alfano ha deciso tutto assieme al presidente dell’Anci Piero Fassino, al capo della Polizia Franco Gabrielli e al capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione Mario Morcone in risposta alla lettera che il sindaco di Milano Beppe Sala ha scritto a Repubblica, in cui parla di città al collasso e chiede «un’equa distribuzione sul territorio dei profughi».

Fino a ieri, nel solo 2016, sulle nostre coste sono sbarcati oltre 130 mila profughi e appena due scafisti arrestati. Nei lager chiamati “centri di accoglienza” ci sono 160 mila profughi, (erano 103 mila a inizio anno). Ventimiglia è da tempo diventata la Lampedusa della Liguria e nelle città è ormai normale imbattersi in gruppi di stranieri che bivaccano nei parchi e sotto i ponti.

Di contro, non ci sono piani a lungo termine come i rimpatri di massa, caccia capillare agli scafisti, e soprattutto non sono previsti blocchi al commercio di armi con l’Africa. La cosiddetta “contaminazione” culturale a cui siamo sottoposti è una silente invasione di poveri con la complicità di uno Stato sotto scacco dei banchieri tedeschi e degli Stati Uniti. Un governo di buffoni che col pretesto dell’accoglienza alimenta l’abbassamento dello standard della qualità della nostra vita, ci espone a maggiori rischi di disoccupazione, ci toglie sicurezza, benessere e ci espone pure alle malattie. Lo chiamano “Piano nazionale di accoglienza”, si traduce con “Piano nazionale di macelleria sociale”.


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