Lombardia, manette al leghista Rizzi, ora Maroni a CASA

fabio rizzi

Fabio Rizzi, già senatore del governo Berlusconi IV, e contemporaneamente incompatibile sindaco di Besozzo (Va), secondo il quale «Larva è Grillo e chi lo segue», è stato arrestato con altre 20 persone su mandato della procura di Monza per associazione a delinquere e corruzione. E’ accusato di aver riscosso 50 mila euro in contanti e di essersi fatto finanziare la campagna elettorale per il Pirellone “inducendo i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonché gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili a Maria Paola Canegrati» , amministratrice della ragnatela di società che negli anni si sarebbe procurata «attraverso turbative d’asta, la corruzione di Mario Longo», (arrestato insieme a Rizzi) almeno due gare da 45 milioni di euro agli Istituti Clinici di Perfezionamento, e un appalto di altri 10 milioni all’ospedale di Busto Arsizio.

Rizzi è approdato in Regione Lombardia nel 2013 da consigliere eletto nella circoscrizione di Varese, con la Lega Nord, nominato da Maroni presidente della Commissione Sanità. Da quando ricopre l’incarico si è segnalato per una mozione che consentisse ai pediatri di «stilare liste di proscrizione per denunciare i bambini irregolari alle autorità». Poi, durante i mesi di discussione della riforma sanitaria regionale in perfetto stile formigoniano, di cui Rizzi è stato relatore, si ricorda, nel maggio 2014, la vicenda dei soldi finiti nelle casse della Lega da parte di manager della sanità vicini al Carroccio, che Rizzi minimizzava «Non c’è nulla di illegale» – oggi capiamo forse il perché – e liquidati dallo stesso Maroni come una sciocchezza.

Maroni era quello della ramazza che in campagna elettorale garantiva discontinuità in Regione. Salvo poi rivelarsi la fotocopia di Formigoni in tema di arresti e di trasparenza negli appalti della sanità. Il clamoroso arresto di Fabio Rizzi, segue quello dell’ex asssessore Mario Mantovani (corruzione) alla faccia della «esigenza di meritocrazia». Per ora è arrivata la magistratura a scardinare la rete di funzionari corrotti e gare truccate negli appalti dell’odontoiatria, che hanno reso la “Odontoquality” di Arcore la dominus incontrastata degli affari milionari nel settore controllato dalla Lega di Salvini, quello della “magistratura che fa schifo“. E pensare che Rizzi era quello che nel 2015, con la sua riforma della sanità, voleva più controlli e sanzioni per i manager indagati ahah… Una riforma nel segno del formigonismo più cocciuto: quello di una sanità sempre più privatizzata ed esente da controlli indipendenti.

Maroni la smetta di fare il buffone in Regione. Si dimetta e se ne vada a casa con tutta la sua giunta che è ora.


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