Fiorillo bestiale

WCENTER 0JKLBEPNAF                14/11/2010 Roma, trasmissione In mezz'ora in onda su Rai Tre, nella foto Annamaria Fiorillo magistrato minorile

Bestiale. Non trovo altri termini per giudicare provvedimento a carico di Martina Levato, la madre condannata in primo grado a 14 anni di carcere per l’aggressione con l’acido al suo ex, a cui la magistratura ha sottratto il figlioletto appena nato. Bestiali le motivazioni della pm dei minori Annamaria Fiorillo, che a differenza di Ruby protetta da Berlusconi, ha potuto sottrarre il bebè a una mamma senza santi e politici in paradiso. Più che per la Levato, lo psichiatra ci vorrebbe per la magistrata dei minori di Milano, che ha dato colorite motivazioni al distacco. Intanto, la Fiorillo si preoccupa di aver «individuato come causa di gravissimo pregiudizio per il futuro del bambino il clamore mediatico che sta accompagnando questa vicenda che rischia di segnare anche la sua crescita», a causa del «dibattito che si è già aperto in questi giorni con commenti sui quotidiani, possa proseguire anche su talk show».

Già da qui la Fiorillo manifesta qualche problema, visto che dà al clamore mediatico più importanza del calore di una madre. Poi pare delirare del tutto quando dichiara che il bebè non va dato ai genitori per «irreversibile incapacità a svolgere funzioni genitoriali», benché Martina e il suo amante non hanno altri figli. La Fiorillo non ha dubbi sulla «diabolica coppia», giudicata da un team di psichiatri: il bimbo va tolto perché “concepito per vendetta”. Tutti gli altri bimbi del mondo sono invece nati solo per cieco amore. Mi riferisco ai figli di tossicodipendenti, di prostitute, o quelli concepiti da madri che sono riuscite a infinocchiare i padri ricchi o benestanti. Senza contare le madri assassine come Anna Maria Franzoni, condannata per aver ucciso uno dei suoi tre figli. Nessun giudice ha tolto alla donna la patria potestà agli altri figli. A Martina e Alexander, invece, sì.

Tanto che le procedure di adottabilità del bebè sono già state tecnicamente avviate nonostante il Riesame abbia consentito a Martina di abbracciare il bimbo dopo quattro giorni dalla nascita. Una madre detenuta, come tante, ma che lo Stato non aiuta, benché i motivi “abbietti” delle aggressioni agli ex amanti erano finalizzati ad essere madre. «Quando ho pensato di essere madre, dovevo liberarmi da esperienze corporee negative, che non avevo condiviso, ero contaminata, adesso il mio corpo si è liberato». Motivazioni pazze o meno, qui non c’è violenza infantile, non c’è crudeltà genitoriale. C’è solo un modo un po’ esagerato di “ripulirsi” da relazioni umane finite. Martina ha preso 14 anni di carcere perché il povero Paolo Barbini ha riportato lesioni gravi al viso per via dell’acido. Se per maggior fortuna non avesse riportato quelle lesioni, Martina non avrebbe mai preso 14 anni. I 14 anni sono gravati dall’esito dell’aggressione, non dall’aggressione in sé. E se di anni di condanna ne bastano 5 per essere esautorati dalla genitorialità, ciò non toglie che c’è un qualcosa di sbagliato nella legge. Sbagliato privare una madre di un figlio (eppure le strutture protette per madri detenute ci sono). Sbagliato soprattutto in questo caso di una detenuta condannata per aggressione, che con l’esperienza di un figlio potrebbe pentirsi e rimpiangere a vita di aver rovinato i figli di altre madri. Per Martina Levato e Alexander Boettcher, in settembre s’avvierà un altro processo per altre due aggressioni sempre con l’acido. Non è necessario che Martina si penta oggi di quel che ha fatto. Al fatto, ormai, non c’è più rimedio.

Ma un magistrato non dovrebbe decidere di strappare un bebè innocente alla madre. Per un bimbo potrebbe essere un trauma paragonabile all’acido muriatico in faccia. «L’interesse da perseguire del minore che rischia di iniziare la sua vita con pesantissime ipoteche» che ritiene la Fiorillo, non è importante per il bimbo. Al bimbo interessa la madre così com’è. Tantomeno importa «il pesantissimo fardello dell’infamante reputazione» dei genitori. Qui c’è da far visitare la Fiorillo. Qualche clinica di salute mentale adotti la Fiorillo.


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