Quel vescovo che sdogana l’eutanasia

giovanni innocenzo martinelli 2

Decapitatemi pure” invoca il vescovo di Tripoli Giovanni Innocenzo Martinelli nei giorni tormentati della Libia assediata dall’Is. “Da qui io non me ne vado“, promette il prelato. “Atto eroico“, sussurrano i benpensanti dall’Italia. “Martirio” scrivono alcune lingue umide alla bisogna. Eppure dovremmo chiederci dove sia finita la coerenza della chiesa sull’importanza della vita come valore non negoziabile al quale ci ha abituato. Quale valore dà alla propria vita il cristiano don Martinelli, se sceglie di rimanere in Libia rivendicando a suo modo il diritto all’eutanasia? Per eutanasia, tanto per dirla alla Rocco Buttiglione, s’intende tutto «ciò che pone alla vita un termine artificiale, che fa morire una persona prima che la vita sia giunta al suo termine naturale». Dunque, se per un cristiano la vita è un valore non negoziabile, con quale pretesto si ammanta di “martirio” la volontà di un prelato di morire per cocciutaggine, rispetto al “bene indisponibile” se la vita in questione è quella sofferente di un cittadino comune che non ha scelto i voti? Strano che nessuno parli di vescovo blasfemo, contrario ai princìpi inviolabili della vita. Perché altrimenti non si capisce il motivo della totale mancanza di pietà nei confronti di Eluana Englaro, costretta a “vivere” da vegetale attaccata alle cannette per 17 anni nonostante la strtenua battaglia in tribubale del padre Beppino. Come non si capisce la beatificazione preventiva riservata alla buonanima del cardinal Carlo Maria Martini, affetto dal morbo di Parkinson e passato a miglior vita perché “ha potuto rifiutare l’accanimento terapeutico, se n’è andato sereno“. In Italia sopravvive senza mai morire questa insopportabile ipocrisia.

Del resto, la classe politica italiana, appecoronata ai luoghi comuni del cattolicesimo più becero e dannoso, non ha mai regolamentato e nemmeno legalizzato l’eutanasia. Tutto quello che il legislatore ha finora partorito (siamo nel 2015!), è stato un testamento biologico, che in tema di scelta di fine vita non permette nessuna forma di morte volontaria. Nemmeno quando il soggetto in coma irreversibile viene tenuto in vita con le cannette. Il tutto per compiacere le gerarchie cattoliche del Vaticano, le sole in possesso di una tacita patene di moralità che la politica riconosce senza metterci becco. Eppure in Europa l’eutanasia esiste: basta andare in Germania, in Francia o anche in Svizzera, Paese che proprio il libico Gheddafi voleva distruggere per questo motivo. Senza contare il Belgio, dove il governo sta addirittura tentando di regolamentare l’eutanasia per i bambini incurabili.

Insomma, in Italia continuiamo a portarci dietro il fardello di un legislatore e di un’autorità religiosa usi ai due pesi e alle due misure. Per il cittadino laico la vita continua a rimanere indisponibile, mentre per il prete è eroico martirio. Non si odono strilli sconci dei vari Buttiglione-Pollastrini-Roccella-Casini-Allam-Giovanardi-Sacconi e Binetti, tutti indignati per la partecipazione di Mina Welby e Beppino Englaro a “Vieni via con me” in una puntata sull’eutanasia. Fortunatamente per noi, loro sono già stati tutti avviati all’eutanasia politica. Per il resto, trascorsi ormai due giorni dalla dichiarazione di don Martinelli, non vola mosca. Niente richiami o condanne ufficiali da parte del Vaticano per quella scelta di mettere in gioco la propria vita. Vescovi cardinali e papi non condannano. Nemmeno papa Francesco, sempre così solerte con la striglia sul rispetto delle regole dei suoi pastori. Pare ieri quando nei primi giorni di pontificato promise testualmente “Basta interventismo sulla politica“. Amen, se poi ha invitato i medici a fare obiezione contro l’aborto e l’eutanasia senza “falsa compassione“. Tutta questa ipocrisia ci fa quasi rimpiangere l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in tema di eutanasia, ancora l’estate scorsa, lamentava il “troppo silenzio in parlamento“. Alla fine chissà che il “gesto eroico” in Libia di Martinelli serva a smuovere qualcosa sul tema dell’eutanasia. Speriamo senza che si arrivi a decapitarlo.


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