Il terremoto e l’opportunismo sciacallo

Ci risiamo. Dopo che la catastrofe del terremoto è successa, ecco arrivare i santoni e gli incompresi della serie “l’avevo detto io“. Il  Giampaolo Giuliani della situazione che piange al telefono sul blog di Grillo, è solo un esempio di come a volte l’opportunismo superi la decenza. Per carità, rispetto le sue opinioni in tema di prevedibilità dei terremoti e dell’utilizzo del radon come precursore sismico, ma trovo forzato che questo signore polemizzi coi politici sulla prevenzione, in un Paese di centri storici di argilla come l’Italia in cui per decenni si è costruito male, spesso abusivamente, e col solo obiettivo del profitto supportato dalla complicità degli acquirenti. Avvertire, come dice Giuliani, la popolazione del rischio terremoti rispetto al livello (zero) di conoscenza attuale sulla loro prevedibilità, sarebbe come pretendere che qualcuno, ogni giorno, ci mobilitasse al pericolo incidenti che corriamo quando ci mettiamo in strada. Cioè, dare retta ai Giuliani di turno, significherebbe chiederci a tutti di dormire all’aria aperta lontano da costruzioni e cornicioni. Vale a dire un’utiopia.

Le due scosse di terremoto della provincia di Modena, di poco inferiori al sesto grado della scala Ritcher, hanno distrutto o danneggiato principalmente case vecchie e palazzi storici in piedi da secoli. Le costruzioni recenti, a cominciare dalle abitazioni, sono sostanzialmente rimaste su, in qualche caso con danni seri ma non tali da compromtterne la stabilità. Insomma, le case recenti di quella zona dell’Emilia, più o meno degli ultimi vent’anni, sono state costruite con buoni criteri antisismici al contrario dell’Aquila, dove oltre al centro storico e a quel dormitorio semiabusivo in cui rimasero seppelliti dalle macerie 8 studenti nel terremoto dell’aprile 2009, ci furono danni irreparabili anche a molti palazzi nuovi e seminuovi, ospedale compreso. Quanto a quei capannoni dell’Emilia caduti addosso agli operai, è evidente che non erano stati costruiti con gli stessi criteri di antisismicità delle case abitate. Del resto si sa che tutte le zone artigianali dei paesi del nord Italia cresciute come funghi a cavallo tra gli anni 80 e 90, sono state costruite col compromesso qualità-prezzo. Si è preferito investire più sulle metrature piuttosto che sulla qualità delle strutture.

Purtroppo va detto che i terremoti, benché le scuole di sismologia e di geologia si sforzino di fare passi avanti, rimangono eventi totalmente imprevedibili perché il livello attuale di conoscenza dei movimenti del sottosuolo è praticamente nullo. Niente si sa dei movimenti sotterranei. L’unica scusa che va bene a tutte le ore è dire che i terremoti che scuotono l’Italia sono provocati dalla placca africana che spinge sulle Alpi. Niente più. Se aggiungiamo che l’unico criterio considerato per assegnare il grado di rischio di sismicità di un luogo è la sua storia sismica, possiamo smettere di dormire sonni tranquilli. Del resto fa quasi tenerezza sentire i cosiddetti esperti dire che dopo queste scosse del modenese devono essere aggiornate le mappe di rischio sismicità in pianura padana. Con uscite come queste, gli studiosi in questione dimostrano di navigare a vista di naso e di non essere in grado di dare indicazioni più precise e attendibili di quelle che si sforzano di dare. Fanno i capaci come in realtà lo siamo tutti, di fare considerazioni a disastri avvenuti.

Bisognerebbe invece dire che i terremoti, come gli tsunami e gli uragani, sono fenomeni più grandi di noi ma coi quali dobbiamo conviverci perché fanno parte del nostro ambiente naturale. Spiace certamente perdere sotto i colpi dei terremoti campanili e chiese medievali o rinascimentali, piuttosto che vedere sbriciolarsi porzioni di castelli come quello estense di Ferrara. Ma dobbiamo mettere in conto che quei monumenti storici, per quanto unici, non potranno essere eterni. Prima o poi andranno giù perché sono troppo vecchi e perché gli interventi di restauro, potranno soltanto allungare la loro vecchiezza. Gli edifici storici non potranno mai essere a prova di sisma giapponese. Per salvarli abbiamo solo un modo: quello di fotografarli, filmarli e mapparli in tutti i loro angoli da conservare in rete per i posteri. La rete è l’unico luogo in cui l’architettura storica potrà sopravvivere finché ci sarà mondo. La tecnologia è la nostra vera fortuna e l’unico veicolo che ci consente di storicizzare il nostro tempo con le sue testimonianze.

Pensare di prevedere i terremoti sempre, con esattezza e ritenere che un Paese come l’Italia sia tutto antisismico come il Giappone, è un’utopia da opportunisti che va lasciata ai Giuliani di turno che dicono di aver avvertito anomalie lontane dai loro apparecchi, senza tuttavia spiaccicare uno straccio di previsione attendibile e precisa. La realtà ci dice che il terremoto, esattamente come un qualunque altro fenomeno naturale, è un evento legato al fato contro il quale non si può nulla. Si può solo sperare che non ci coinvolga nel suo manifestarsi. Il resto avanza.


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3 Commenti a “Il terremoto e l’opportunismo sciacallo”

  1. […] Curiosamente l’altro delegato alla comunicazione del M5S, Daniele Martinelli, ha una visione diametralmente opposta del caso Giuliani, e nel 2012 scriveva queste parole: […]

  2. d.tower ha detto:

    Ti seguo da anni sul blog.

    Concordo con il fatto che bisogna rivedere le leggi sulle costruzioni in zona sismica.

    Tutta l’Italia è zona sismica, per cui forse si farebbe prima a dichiarare che tutte le costruzioni devono essere costruite per resistere al peggior terremoto prevedibile per questa zona del mondo.
    Non siamo certo il Giappone.. comunque tra il 7° e 8° ci possiamo arrivare.
    Evitare le costruzioni sulle coste (per non dire sulle spiagge) che sono esposte a maremoti…

    Non parliamo di incentivi per sistemare il costruito privato, visto il brutto momento economico e la quantità infinita di edifici, ma accontentiamoci di farlo davvero per gli edifici pubblici, in primis scuole ed ospedali.

    Non concordo con te sul parlare male di persone senza conoscerne la storia.

    Lasciamo o meglio, mandiamo i veri sciacalli al loro posto, cioè possibilmente e presto in galera, potenti o no che siano.

    Senza offesa, Daniele, fai un giretto su internet e verifica prima di parlare male degli altri.

    Grazie.
    Saluti
    Diego Torre

  3. […] Il blog di Daniele Martinelli Pubblicato: 31 maggio 2012 Autore: aggregatore Sezione: Politica e Attualità […]

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