Zinni: “A piazza Fontana agì la P2”

Intervista a Fortunato Zinni, sindaco di Bresso e autore di “Piazza Fontana nessuno é Stato” in cui racconta la sua testimonianza di sopravvissuto alla strage di piazza Fontana che provocò 17 morti e 90 feriti.

Testo dell’intervista

Blog: Fortunato Zinni sindaco di Bresso vicino a Milano e testimone oculare, vivente della strage di Piazza Fontana. Dopo 41 anni lei esce con un libro che ha per titolo “Piazza Fontana nessuno é Stato” cosa racconta?

F.Z. “Racconta la mia storia personale di funzionario della Banca dell’Agricoltura che quel giorno era in mezzo al salone ad assistere gli agricoltori e si é ritrovato nel bel mezzo di una terribile tragedia che ha segnato la storia di questo Paese e in cui morirono anche i due agricoltori ai quali avevo appena sancito la fine del loro contratto sciogliendo la loro stretta di mano, quando fui chiamato da due colleghi della commissione interna per andare a firmare il comunicato perché la sera precedente in quella sala avevamo fatto un’assemblea dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo del contratto dei bancari che era stata raggiunta dopo 79 ore di scioperi. Racconto le mie impressioni, quello che ho vissuto, quello a cui ho assistito per 40 anni, e cioé al fallimento della giustizia non dovuto alla impossibilità  umana di raggiungere la verità , ma un fallimento voluto da corpi separati dello Stato che hanno voluto non si accertasse la verità . Ecco perché il libro é intitolato ‘Piazza Fontana nessuno é Stato’ con la esse maiuscola.

Blog: una tragedia della quale ancora dopo 41 anni non si parla. Si parla molto di Cogne e Garlasco perché?

F.Z. “perché gli operatori della comunicazione per 41 anni hanno finito sempre per pubblicare le veline delle verità  ufficiali, perché non c’é stata la giusta e rabbiosa reazione dell’opinione pubblica. Il processo é stato spostato a 1.350 chilometri di distanza (Caltanissetta, ndr) offendendo la coscienza civile della città  di Milano. Processi che sono iniziati 10 anni dopo, si sono conclusi 36 anni dopo qui a Milano con l’assoluzione per insufficienza di prove dei colpevoli e con la condanna ai familiari delle vittime che si erano costituite parte civile nel pagamento delle spese processuali. Non c’é una verità  giudiziaria, c’é una verità  politica che é contenuta nella sentenza della Corte di Cassazione in cui si dice che la matrice della strage é fascista e che i mandanti sono Freda e Ventura assieme ai servizi segreti.
Prima dell’accompagnamento di Freda in Costa Rica e di Ventura in Argentina, i servizi segreti avevano accompagnato a Madrid Marco Pozzan che era un uomo di Freda, bidello in un istituto per ciechi di Padova che aveva partecipato ad una riunione in cui aveva raccontato come era stata preparata la strage, e la spia Giannettini che era stata accompagnata sempre dai servizi segreti a Parigi in un albergo a 5 stelle a spese dei conntribuenti italiani. Ora i 4 principali imputati italiani che poi nel ’79 in prima istanza furono condannati all’ergastolo, prima della loro condanna furono portati all’estero dai servizi segreti perché non parlassero.

Blog: secondo lei il potere attuale é in qualche modo collegato a quelle persone?

F.Z. “Sì, intanto ad esempio é ancora vivo il vicecapo del Sid generale Gianadelio Maletti che ha rilasciato una lunga intervista a 3 giovanissimi freelance raccontando la sua verità …

blog: iscritto alla P2

F.Z. “esatto, iscritto alla P2 come alla P2 sappiamo che erano iscritti ministri e principali uomini politici attuali, e soprattutto c’é Licio Gelli che 3 anni fa ha dichiarato che il progetto di rinascita democratica é stato attuato in 49 su 51 punti. Gelli chiedeva ‘quasi quasi chiedo il pagamento dei diritti d’autore’.

Blog: la chiameranno a Mediaset per parlare di questo libro?

F.Z. “Non credo proprio! ho parlato su La7, qualche volta nella Rai nazionale partecipando a trasmissioni come quelle di Lucarelli o come quelle di Zavoli o come quelle di Stajano che sono trasmissioni epocali su piazza Fontana, ma insomma non ho trovato nessun interesse da parte dei principali conduttori devo dire di destra e di sinistra o di centro se vogliamo, sulla verità  di Piazza Fontana mentre apprezzo di cuore questo coraggioso tentativo del produttore Riccardo Tozzi di fare un film con la regia di Marco Tullio Giordana sul racconto di una strage. E’ la prima volta che la nostra cinematografia si occupa di uno dei principali e più inquietanti episodi della nostra storia giudiziaria.
Nelle università  nei licei nelle scuole e nei circoli culturali continuo a raccontare l’insensibilità  e l’indifferenza di questo Paese su una strage ha ancora tutto il diritto di essere raccontata e io rivendico con forza che ci sono documenti come l’intervista di Maletti e il ritrovamento di alcuni documenti che erano rimasti nelle cantine del tribunale di Catanzaro, rivendico che su Piazza Fontana si possano riaprire le indagini. I delitti di strage sono inprescrittibili, se ogni frammento di verità  va ricercata, questi frammenti sono venuti fuori, chiedo alla procura di Milano di riaprire le indagini.
Non sto raccontando la storia della repubblica delle banane, sto raccontando la storia del nostro dopoguerra e delle pesanti responsabilità  della suprema Corte, della stampa, dell’opinione pubblica e soprattutto dei potenti di turno, in qualche modo di quelli che poi ritroviamo a capo della P2.

Blog: del governo attuale

F.Z. “Eh sì, é proprio così.


You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.