Piazza Fontana, Schifani senza vergogna


Piazza Fontana, fischi e insulti per la Moratti e Podestà 

Al grido dai megafoni di “vergogna, vergogna” diretto al sindaco di Milano Letizia Moratti e del “fascista, non ti vogliamo, vattene” urlato al presidente della Provincia Guido Podestà , é andata in scena l’ennesima protesta alla cerimonia per la celebrazione del 41esimo anniversario della strage di piazza Fontana, durante la quale i 2 politici berlusconiani hanno depositato 2 corone ai piedi della banca dove avvenne l’esplosione.

Tra gli striscioni appesi agli alberi della piazza, il più significativo scandiva “41 anni di segreti di stato e 16 anni di Berlusconi. Non restiamo a guardare“.
Il presidente dell’Associazione familiari vittime di piazza Fontana, Carlo Arnoldi, dopo la lettura dell’elenco delle vittime che quest’anno ha annoverato pure Giuseppe Pinelli, ha chiesto “la pubblicazione e l’accesso a tutti i documenti delle varie inchieste ancora coperti da segreto” senza dimenticare la recente sentenza sulla strage di piazza della Loggia a Brescia per “una giustizia che non ha voluto la verità  giudiziaria, ci resta solo quella storica.

A margine di tutto ciò sono stupefacenti le parole del presidente del Senato Renato Schifani rivolte ai contestatori di piazza Fontana: “La violenza eversiva costituisce sempre una minaccia per lo Stato e ne mortifica la dignità . Ricercare la verità  resta un preciso dovere da compiere con onestà  intellettuale con tenacia, senza pregiudizi.” Parola di un avvocato civilista che ha difeso boss mafiosi a Palermo e uomo di Silvio Berlusconi tessera Loggia p2 1816. Chi, meglio di lui con la sua carica, potrebbe chiedere di togliere il segreto di stato anziché fare la figura dell’ipocrita con patetiche  fesserie?


Parola alle vittime, zitti i politici


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