Pdl-Lega: no a Saviano sì a Craxi

Propongo uno stralcio del dibattito cui ho partecipato ad Aria pulita su 7 Gold in merito alle parole di Roberto Saviano dette a “Vieni via con me”. “La ‘Ndrangheta cerca la politica per scalare il proprio potere… in Lombardia interloquisce con la Lega“. La foto attenzionata dalla Dia che ritrae il consigliere regionale leghista Angelo Ciocca incontrarsi col presunto boss calabrese Pino Neri (arrestato) durante la campagna elettorale per le regionali é inequivocabile. Anche se Ciocca non é indagato.
I leghisti in Lombardia sono espressione di potere. Hanno centinaia di sindaci, guidano decine di cda, regioni e molte province. Ovvio che la malavita cerchi di farseli amici. Saviano non ha detto che la Lega fa affari con la ‘Ndrangheta. Ha detto che é quest’ultima ad agganciarla. Il ministro Maroni non dovrebbe prendersela. Anzi, se avesse la coscienza pulita con tutto il suo partito dovrebbe prenderne atto e incaricare tutti i leghisti operanti in Lombardia ad aprire bene gli occhi affinché smettano di far finta di nulla e anzi, facciano qualcosa contro la penetrazione delle ‘ndrine negli appalti padani. Cominciando magari a fornire gli strumenti a forze dell’ordine e magistratura e a relazionare i prefetti sullo stato di commistioni e collusioni di amministrazioni locali com’é già  accaduto nell’estremo ponente ligure.

Di questo abbiamo discusso in tivù ieri, alla vigilia della notizia dell’arresto del boss dei casalesi Antonio Iovine. Impresa che mi lascia perplesso per la tempistica nei confronti di un latitante che da 15 anni, non risulta abbia vagato tra Antigua, la Savana i poli o in Pakistan, ma é stato acciuffato nella sua Casal di Principe, in provincia di Caserta, che non é grande come Los Angeles. Lo hanno preso proprio ieri nella terra di quel Saviano divenuto famoso grazie a un libro in cui racconta la Camorra di quelle terre, e all’indomani delle dichiarazioni rese a “Vieni via con me” davanti a milioni di telespettatori. Voglio sperare non si sia ripetuta la saga già  vista per Bernardo Provenzano, protetto dallo Stato fin che é servito. Perché se l’arresto di Iovine fosse servito a tentare di dare prestigio al ministro Maroni, e quindi al governo Berlusconi, c’é da sperare che ogni settimana Saviano faccia il botto in tivù.

Invece Pdl e Lega non solo si indignano ma fanno peggio. In trasmissione il vicecoordinatore del Pdl Marco Osnato ha annunciato la richiesta di revoca della cittadinanza onoraria a Saviano ventilata a Milano, confermando di preferire l’intitolazione di una via a Bottino Craxi. Mentre per il sottosegretario leghista lombardo Alessandro Zanello, Saviano non sa niente e dice il falso. Tutto ciò accade in un Paese in cui le grandi stragi avvenute in pieno periodo Loggia P2 (anni ’70) non hanno colpevoli. All’indomani delle 5 assoluzioni per la strage di piazza della Loggia a Brescia, i vigili sono piombati ad identificare Roberto Cucchini, un ex operaio rimasto ferito dalla bomba del ’74, che ha inscenato una protesta sul luogo della strage nonostante l’indifferenza degli studenti in corteo, passati di lì per lo sciopero delle scuole. Istituzioni in cui la storia contemporanea e recente di questo nostro disgraziato Paese non viene insegnata.


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