Terzigno: discarica Italia

I violenti scontri di Terzigno per l’apertura di una seconda discarica accanto a quella già  piena rasa di rifiuti nel parco del Vesuvio, sono stati la causa più “commeciale” sia per la strumentalizzazione politica che per i media. Le immagini dell’intifada tra i cittadini e le forze dell’ordine degna delle cronache dalla striscia di Gaza, sono finite in copertina senza che nessuno abbia avuto il coraggio di spiegare perché si é arrivati a quel punto.

Pianura prima, Chiaiano prima (e anche ora), Terzigno ora. Il comune denominatore delle enormi discariche sono la mancata raccolta differenziata, il mancato impegno dei comuni a partire da Napoli di costringere i cittadini a differenziare i rifiuti, la mancata organizzazione della raccolta appaltata ad Impregilo con oltre 200 milioni di euro di fondi governativi (perciò molti suoi padrini a partire da Romiti sono imputati di truffa aggravata nel maxi processo sui rifiuti in corso a Napoli, il più censurato di tutti visto che non si possono nemmeno registrare le udienze), oltre al mancato corretto utilizzo degli inceneritori che a forza di ingoiare e bruciare di tutto si sono rovinati senza fornire il cosiddetto prodotto utile all’energia e, anzi, restituendo materiale inutilizzabile da sversare di nuovo in discarica.

Con la prescrizione che solo in Italia non si ferma a processo cominciato, il maxi processo sui rifiuti in cui é imputato anche Antonio Bassolino di abuso d’ufficio andrà  in prescrizione tra un anno senza nemmeno giungere a sentenza di primo grado. Per la felicità  di tutti gli imputati e dei clan camorristi che hanno “costretto” Impregilo ad affidargli buona parte del lavoro incompiuto fin dai primi anni 2000.
Con l’impunità  garantita la storia si ripete. Il governo Berlusconi costringe per legge a riempire enormi buche di rifiuti senza fornire alla giustizia gli strumenti per funzionare e disincentivare manager affaristi e politici invischiati con la camorra ad arricchirsi alle spalle della collettività  (coi fondi di governo) e della salute di chi quelle discariche deve ospitare (Terzigno, Chiaiano, Pianura).

Sindaci, assessori, consiglieri, faccendieri, affaristi, camorristi, cittadini inermi e anche menefreghisti assieme a Impregilo. E’ loro la colpa se oggi la sola città  di Napoli assieme a un gruppo di comuni della sua provincia, oltre che del casertano, manda la propria monnezza indifferenziata a Terzigno che mette a repentaglio la salute di migliaia di cittadini oltre che del parco coltivato. E sì che in Campania sono molti i comuni del salernitano, del beneventano e dell’avellinese in cui la raccolta differenziata funziona! Com’é possibile? Passino la loro ricetta anche ai vicini. Non c’é scampo all’assunzione di responsabilità  di tutti a livello locale per risolvere il problema rifiuti a Napoli.

Del resto un paese governato dalla P2 che persegue l’impunità  come unico obiettivo di governo non potrà  che aumentare la sua corsa verso il caos. Terzigno é soltanto l’ultimo focolaio distrattivo che propone la guerra tra i cittadini e le forze dell’ordine coordinate da Maroni. Il ministro della Lega che col suo verde diarrea ha dato il via libera a questo andazzo.

I violenti scontri di Terzigno per l’apertura di una seconda discarica accanto a quella già  piena rasa di rifiuti dentro il parco del Vesuvio, sono stati la causa più “commeciale” sia per la strumentalizzazione politica che per i media. Le immagini dell’intifada tra i cittadini e le forze dell’ordine degna delle cronache della striscia di Gaza, sono finite in copertina senza che nessuno abbia avuto il coraggio di dare risposte concrete sul perché si sia arrivati a quel punto.

Pianura prima, Chiaiano prima (e anche ora), Trezigno ora. Il comune denominatore delle enormi discariche sono la mancata raccolta differenziata, il mancato impegno dei comuni a partire da Napoli di costringere i cittadini a differenziare i rifiuti, la mancata organizzazione della raccolta appaltata ad Impregilo con oltre 200 milioni di euro di fondi governativi (perciò molti suoi padrini a partire dai Romiti sono imputati di truffa aggravata nel maxi processo sui rifiuti in corso a Napoli, il più censurato di tutti visto che non si possono nemmeno registrare le udienze), oltre al mancato corretto utilizzo degli inceneritori che a forza di ingoiare e bruciare di tutto si sono rovinati senza fornire il cosiddetto prodotto utile all’energia.

Con la prescrizione che solo in Italia non si ferma a processo cominciato, il maxi processo sui rifiuti in cui é imputato anche Antonio Bassolino di abuso d’ufficio andrà  in prescrizione tra un anno senza nemmeno giungere a sentenza di primo grado. Per la felicità  di tutti gli imputati e dei clan camorristi che hanno “costretto” Impregilo ad affidargli buona parte del lavoro incompiuto fin dai primi anni 2000.
Con l’impunità  garantita la storia si ripete. Il governo Berlusconi costringe per legge a riempire enormi buche di rifiuti senza fornire alla giustizia gli strumenti per funzionare e disincentivare manager, affaristi, politici invischiati con la camorra ad arricchirsi alle spalle della collettività  (coi fondi di governo) e della salute di chi quelle discariche deve ospitarle (Terzigno, Chiaiano, Pianura).

Sindaci, assessori, consiglieri, faccendieri, affaristi, camorristi, cittadini inermi e anche menefreghisti assieme a Impregilo. E’ loro la colpa se oggi la sola città  di Napoli assieme a un gruppo di comuni della sua provincia, oltre che del casertano, manda la propria monnezza indifferenziata a Terzigno mettendo a repentaglio la salute di migliaia di cittadini. E sì che in Campania sono molti i comuni del salernitano, del beneventano e dell’avellinese in cui la raccolta differenziata funziona!
Tuttavia un paese governato dalla P2 che persegue l’impunità  come unico obiettivo di governo non può che andare verso il caos. Terzigno é soltanto l’ultimo focolaio distrattivo che propone la guerra tra i cittadini e le forze dell’ordine coordinate da Maroni. Il ministro della Lega che col suo verde diarrea ha dato il via libera a questo andazzo.


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