La (c)ricca massoneria sull’altare di CL


Formigoni su religione e politica

Non lontano da casa mia c’é una strada intitolata a Felice Cavallotti, fondatore del partito Radicale. La sua frase più celebre é “Non é vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho mai conosciuto un delinquente che non fosse anche massone“. Poco male se poi il massone Cavallotti morì ucciso da un confratello in un duello alla sciabola. Quando (di rado) ci passo e leggo quella targa, penso alla massoneria e al suo significato di associazione segreta di persone, più o meno economicamente influenti, che tesse e persegue i propri privati obiettivi utilizzando le istituzioni a svantaggio della collettività .
La Loggia P2 di Berlusconi e Cicchitto é l’unica nella storia repubblicana che é stata riconosciuta eversiva e fuorilegge, tanto da far cadere ben 2 governi nel 1981 (anno della sua scoperta) nonostante il suo Piano di rinascita democratica abbia ormai perseguito uno dei suoi obiettivi, quello dell’uniformazione del pensiero che ha spostato la percezione dei fatti tramite l’utilizzo del potente mezzo televisivo controllato dal piduista Berlusconi.
La P2 col suo trionfo, non solo tiene attualissimo il ruolo della massoneria sopravvissuta a tutti i cataclismi e alle pestilenze umane, ma ne ha pure rivoluzionato il significato nella sua componente “segreta”.

Il Grande Oriente d’Italia é una loggia fiera di esistere e di palesarsi con tanto di sito internet. Il suo gran Maestro Massimo Bianchi si é intromesso nell’inchiesta che coinvolge il coordinatore del Pdl Denis Verdini dicendo che alla massoneria ufficiale il “democristiano di merda” (U. Bossi) non é mai stato iscritto. La dichiarazione di Bianchi dimostra la bontà  delle indagini del procuratore di Roma Capaldo nei confronti di Verdini e dei “4 vecchi sfigati“: ossia per un’associazione segreta nuova, che tra le altre cose cercava di interferire nel ruolo dei giudici della Consulta.
Marcello Dell’Utri qualche mese fa disse che persino i Rotary possono essere considerate logge, e io sono d’accordo con lui perché le logge massoniche moderne, a differenza dell’antica rituaità  dell’affiliazione e dell’utilizzo dei cappucci, oggi si palesano e si autocelebrano sotto l’egida della cultura e della conoscenza. Sono logge di potere che fanno breccia in un discreto numero di elettori che da quella Loggia traggono profitti diretti o indiretti.

Comunione e Liberazione della buonanima di Don Giussani é una di esse. E’ una setta di piduisti sorridenti che brandiscono il crocifisso. E’ la più potente, da 30 anni si apre al mondo profano organizzando il proprio meeting a Rimini. Coinvolge esponenti di destra e di sinistra: dal leader del Pd Bersani fino all’ex tesoriere del Pci Ugo Sposetti, secondo cui “Le Feste dell’Unità  ormai dovrebbero imparare da CL“.
Comunione e Liberazione ha le mani nelle ostie della sanità  e negli appalti. Professa valori di umanità  e carità  per voce di ricchi e autoreferenziali politici spesso corruttori, corrotti, bancarottieri, mafiosi, prescritti, patteggiatori, tangentari, abusatori di ufficio e in qualche caso anche di bimbi/e.

Comunione e Liberazione ha un suo codice di prestigio e una sua scala di valori che con la carità  e il merito fa a pugni. Un peccato che reitera spavalda pur di mantenere vivi e – poco caritatevoli – i propri affari, che hanno incancrenito di interessi privati settori strategici di stretta osservanza pubblica (senza utili) come gli ospedali. Svuotati della loro funzione in favore delle cliniche private degli affiliati di CL nonostante in Lombardia la sanità  pubblica costi la bellezza di 16 miliardi l’anno spesi senza controlli adeguati e nonostante non ci sia clinica privata lombarda che non sia finita sotto incniesta.
Dalla predica domenicale alla razzola settimanale i ciellini fanno i froci col culo di Gesù. Le loro icone sono i prescritti per mafia come Giulio Andreotti (riferimento trentennale della setta), presunti bancarottieri come Cesare Geronzi, affaristi da rifiuto come Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche fresco di benedizione a San Vittore e patteggiato con l’area di Santa Giulia grazie a una corposa “bonifica” in soldoni, affaristi a nero di truffatori come Giancarlo Abelli, rampante ex consulente lanciato verso l’assessorato alla sanità  formigoniana da Poggi Longostrevi, nonché marito di Rosanna Gariboldi, appena uscita di galera dopo aver restituito un maltolto da 1,2 milioni di euro nell’affaire Grossi.

Amici di CL sono guru della sanità  come i direttori dell’Asl di Monza e di Pavia, che spediva mail con scritto “votate Abelli“, entrambi coinvolti nella maxi inchiesta dei 300 arresti per infiltrazioni di ‘Ndrangheta. Trattavano centinaia di milioni di appalti col capoclan Pino Neri, sostenitore del solito ciellino Abelli. Del resto i ciellini sono maestri in fatto di lottizzazione. Pullulano di imprenditori che incassano convenzioni tanto che Bossi, nel 2005, incaricò inutilmente l’ex assessore alla sanità  lombarda Alessandro Cé di opporsi all’andazzo. Cé fu sfiduciato da Formigoni perché giudicava il sistema di potentato sanitario formigoniano un orrore.
Altri amici di CL sono ex direttori di ospedali come Carlo Lucchina, per il quale il pm Gittardi ha chiesto 3 anni e 4 mesi per truffa e abuso d’ufficio per aver appaltato lavori a Varese alla ditta Russello di Gela (indagata per mafia e a un prezzo superiore) senza fornire alla Prefettura la certificazione antimafia. Lucchina é stato promosso direttore generale dell’assessorato alla sanità  lombarda dalla fattucchiera Roberto Formigoni, che lo ha benedetto di fiducia e stima. Gliela ribadirà  anche in questi giorni al meeting ciellino di Rimini, che Formigoni ha finanziato con 234 mila euro di tutti i lombardi (anche quelli atei) di cui 168mila della direzione relazioni esterne che fa capo a Formigoni, 50mila della direzione della Famiglia di suo cognato Giulio Boscagli, e 16.200 della direzione delle Infrastrutture che dipende dall’assessore regionale ciellino Raffaele Cattaneo.

Del resto se Formigoni vorrà  conquistarsi l’andreottiana leadership trentennale nel mondo dei Maurizio “Lupi” di CL, dovrà  almeno dimostrarsi fedele scroccone della collettività ! L’autorità  per le comunicazioni ha da poco condannato il Pirellone per aver utilizzato l’agenzia regionale “Lombardia notizie” a favore della campagna elettorale di Formigoni. Quello che telefonava ad Arcangelo Martino della P3 per invocargli intercessioni dell’amico Lombardi e per chiedere “passeggiatine” degli ispettori al tribunale di Milano, che gli aveva bocciato la Lista Formigoni” presentata con le firme false.
Comunione e Liberazione nel paradiso delle ricchezze ha già  assolto Formigoni. Anzi, Formigoni é uno dei suoi eroi. Un eroe della nuova massoneria ricca, palese e sorridente. Mi ritorna in mente la frase di Cavallotti…


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