![]()
Caro Pietro Taricone, io non l’ho mai conosciuta di persona. Mi ricordavo di lei perché la associavo vagamente ai reality. Da una breve ricerca su internet ho saputo che lei fu il primo vincitore del Grande fratello edito dalla Endemol dell’allora presidente Marco Bassetti, nonché marito di Stefania Craxi nonché figlia di Bettino, valoroso ladro arricchito di tangenti e morto da latitante in Tunisia protetto dal premier Ben Alì, il grande amico di Silvio Berlusconi che in tutta la Tunisia ha oscurato Youtube.
Mi spiace che nonostante lei abbia scelto di non farsi macinare dal vacuo spoils system televisivo pomeridiano, sia diventato suo malgrado il protagonista del piccolo schermo della settimana. Mi spiace perché la sua patetica sovraesposizione mediatica ha colmato il vuoto catodico imposto dall’uscita di scena della nazionale italiana di calcio dai mondiali, in una settimana cruciale per il governo piduista che pensava di uscire indenne da alcune porcate ben più volgari del suo indimenticabile amplesso televisivo assieme a Cristina Pievani. Il governo ha anticipato al 29 luglio il voto alla camera del decreto intercettazioni, e giusto mercoledì é arrivata la condanna in appello a 7 anni per mafia a Marcello Dell’Utri, senatore del partito della Endemol, tra i fondatori e pionieri della tivù salottiera di cui lei rimarrà indimenticato protagonista.
Pensi, caro Taricone, che proprio questa settimana noi giornalisti blogger assieme a tanti cittadini, siamo scesi in piazza per protestare contro la legge bavaglio che vieterà ai magistrati di indagare, ai giornalisti di raccontare e ai cittadini di sapere. Alla manifestazione ha aderito persino la Fnsi, pappa e ciccia con l’Ordine dei giornalisti al quale io sono iscritto assieme a gente moralmente corrotta come Augusto Minchiolini ed Umilio Fede, che l’Ordine ha avuto il coraggio di premiare per i suoi 50 anni di attività linguista-giornalistica. Un pornografico insulto ai giornalisti degni di tale nome, schifati di comparire in un elenco assieme ad un arricchito ciambellano come Fede che ha passato la sua vita consumando la lingua sulle natiche del puttaniere piduista eversore Silvio Berlusconi, il finanziatore tangentista del genero del presidente di “Endemol Grande fardello” Bettino, protagonista della politica italiana degli ultimi 15 anni grazie ai quali ha evitato la galera subordinando le istituzioni ridotte a ”uffici leggi su misura“ coperte dal controllo di stampa e tivù.
Pensi, caro Taricone, che Berlusconi ha scaricato senza appello l’ex ministro Scajola, nemmeno indagato, soltanto perché si é fatto regalare mezzo appartamento da un imprenditore finito in galera per corruzione, e non ha proferito parola per Marcello Dell’Utri, che non pago della condanna ha reiterato l’acclamazione del pluriergastolano e pluriomicida Vittorio Mangano.
Il chiassoso silenzio per questa vergognosa sentenza che sancisce il patto Berlusconi-Mafia tramite le tangenti che la “Fininvest-Grande fardello” pagava ai boss siciliani strangolatori di bambini, non sbiadisce l’onta del disonore e dello sdegno da parte dei cittadini pensanti. La lontananza fisica dall’Italia di quell’omuncolo corruttore che ha scelto di passare la settimana nel lontano sud-America, non ha per nulla sbiadito la bassezza morale di questo governo che ha tentato di far sembrare Renato Brunetta un vatusso.
Ad oggi, che la settimana é ormai finita, nessun giornalista italiano ha incalzato il premier sulla questione Dell’Utri-Mafia. Sa perché caro Taricone? perché i giornalisti in Italia sono quasi tutti cagnolini da salotto che non fanno domande. Al contrario, le cagne da salotto stile Barbara D’Urso, hanno sacrificato l’informazione televisiva per dedicarle interi pomeriggi replicanti a mo’ di loop, con la sua fine da uomo vizioso e irresponsabile scambiata per gesto eroico solo perché “Taricone é Taricone“.
Il 57enne Armando Iannetta era un tecnico ferroviario che morì investito dall’Espresso 1940 Palermo – Torino nel dicembre scorso entre stava lavorando lungo la linea Roma-Cassino. In quello stesso giorno a Chilivani (SS) tra i rottami del treno deragliato morì anche un macchinista dopo essersi schiantato contro alcuni massi caduti sui binari. I due fanno parte dello sterminato elenco di morti sul lavoro senza cagne da salotto al seguito, costretti a lavorare per sbarcare il lunario. La particolarità é che quei due lavoratori sono morti di sabato, che per molti é giorno di festa. Mentre Iannetta e il macchinista non hanno avuto la visibilità che ha avuto lei, caro Taricone, nessuno ha notato che lei é morto di lunedì, durante un pomeriggio di svago per la disgraziata idea di azzardare una mossa col paracadute che nessuno le ha imposto, se non il suo scarso senso di responsabilità nei confronti di sua figlia: una bimba di 6 anni che probabilmente, un giorno, si renderà conto di che padre fatuo ha avuto.
Caro Taricone, queste considerazioni le avrei fatte anche se lei si fosse salvato, come sarebbe stato meglio. Per me non fa differenza vita e morte. Un valido pirla da vivo rimane valido pirla anche da morto. Pure qui, in questa penisola di falsi miti, di luoghi comuni e di non luogo a procedere, ammorbata da un esercito di tele-deficienti dediti all’applauso e al vacuo piagnisteo.
La sua rovinosa caduta, caro Taricone, rimarrà purtroppo la miglior trasposizione dell’Italia berlusconiana e post ideologica che andiamo vivendo. Pur non avendola mai conosciuta, caro Taricone, le posso dire che quello schianto a terra diffuso a reti unificate é stato il milgior reality italiano che lei poteva offrire alla platea. Una fine silenziosa, degna di citazione eroica pure da parte di Dell’Utri, che assieme all’esercito di inguaribili tele-consumatori la ricorderà nel suo essere “Taricone“: un effimera icona di un popolo senza anticorpi plagiato dal piano di rinascita piduista, che fa del silenzio dell’informazione l’antidoto al fingere di non sapere. Mi sa che Vittorio Mangano fu davvero un eroe…
Sostieni l’informazione libera
Related posts:


Posted in
Tags: 





Sigr Martinelli,
lei non é tanto diverso dallo stesso giornalista Fede e altri che lei critica…non é vero che gli italiani non piangono i morti sul lavoro o sugli incidenti sulle autostrade…e potrei portare tanti esempi…ma semplicemente di tutti questi citati piangeranno i rispettivi parenti amici e conoscenti…quando un morto sul lavoro é un mio conoscente magari io i suoi parenti e conoscenti piangeremo…voi giornalisti magari non li degnerete di un rigo sui vs blog o giornali…proprio perché voi non li conoscete…Taricone semplicemente apparendo in tv e seguendolo come personaggio ….e magari immedesimandosi in quello che é riuscito a fare…viene conosciuto a livello televisivo ma diventa quasi un amico …e quindi non potete chiedere di non dispiacersi per la morte di un ragazzo giovane, non essere triste o provare compassione per una bimba di 6 anni rimasta senza padre…quello che ha detto é disumano..la morte di un padre é uguale per tutti gli esseri umani…cosa penserebbe lei se morisse suo padre e gli italiani sul vs blog scriverebbero ….l’italia non ha perso niente…visto ciò che quella persona ha messo al mondo: un giornalista disumano e forse sotto sotto invidioso …perché lei la popolarità di Taricone non l’avrà mai!!
questa dissertazioneé una delle peggiori iniziative mai lette…
Per quanto tratti temi sui quali sono anche d\’accordo la pregherei di usare i vivi e non i morti per le sue polemiche.
Quantomeno in rispetto ai familiari di Pietro Tarricone.
P.S. Tarricone non credo abbia mai vinto il grande fratello
ma perche’ cari talebano o paulkersey,pensate davvero che la rovina dell’italia e degli italiani possa essere conoscere il nome di taricone o dispiacersi per la rispettiva morte?un uomo(o donna) di intelletto e cultura puo’ guardare in tv tutto cio’ che vuole perche’ ha capacita’ intellettive tali da poter elaborare nel giusto modo e quindi dare il giusto valore a tutto cio’ che gli scorre davanti…quindi pensate che una come me,donna e mamma di 28 anni,spazia da programmi di puro divertimento e che non fanno male a nessuno come “UOMINI E DONNE” o lo scandaloso “GRANDE FRATELLO” a quelli tipo “MATRIX” o “ANNOZERO” cercando pero’ di carpire informazioni utili ed elaborarle con la mia testa perche’ quelli si che possono far male!!!nonostante tutto signor martinelli sono capace di dispiacermi,e anche tanto,per la morte di un uomo,di un padre,di un figlio,di un essere umano…n on e’ morto da eroe,e’ morto da appassionato di paracadutismo…questo puo’ alleviare il dolore di chi lo ama?ma credo che uno come lei,che invita una figlia quasi a rallegrarsi di aver perso un padre cosi’,si sia perso molto dei valori della vita per rincorrere un’integrita’ politica e morale che l’hanno portata verso il cinismo…Poi da italiana avrei molti altri disagi piu’ vicini a me di cui preoccuparmi…ma non ho voglia di esporli ad una persona cinica e pesante come lei.
Forse é vero che piangiamo più Pietro Taricone che i morti sul lavoro, le donne violentate, i bambini che muoiono… ma quelli non li conosciamo!
C’é qualcuno che piange per qualcuno che non conosce? Si può commuovere come ci si commuove per gli alpinisti morti di recente e via di seguito.
Molti lo hanno pianto e continuano a ricordarlo perché lo avevano seguito anche dopo l’uscita dal grande fratello. A me é successo di commuovermi perché, oltre che per le considerazioni sopra riportate, era un abruzzese e non lo sapevo perché leggo poco le riviste. Dopo il terremoto del 2009 ogni abruzzese che ci lascia impedisce alla ferita aperta di rimarginarsi.
Alla bambina farà bene pensare che a suo padre volevano tutti bene (in buonissima parte é così) e questo, forse, l’aiuterà a superare la perdita.
Â
Una persona é morta. Punto.
Di cio’ che ne fanno della sua morte, non si puo’ certo condannare la persona defunta. ….. e tu , secondo il mio piccolo parere, non ti differenzi dai  giornalisti o dalle reti mediaset, o da Berlusconi, da Barbara d’Urso e via e via: anche tu per far leggere quello che avevi da dire, hai usato Taricone..
quindi, dov’é che sei migliore degli altri?
Manuela ho moloto apprezzato quello che hai scritto…… NON SONO SOLO TELERINCOGLIONITI QUELLI CHE HANNO PROVATO COMPASSIONE PER LA MORTE DI UN GIOVANE PADRE. LA MORTE DI UN PADRE, FAMOSO O MENO, E’ UN DOLORE INIMMAGINABILE PER UN BIMBA,CAMBIA LA SQUALLIDA SPECULAZIONE CHE NASCE INTORNO ALL’EVENTO. GLI SCIACALLI, TUTTI,COMPRESO IL SIG. MARTINELLI, HANNO BANCHETTATO ,CIASCUNO A MODO PROPRIO. NON C’E’ RISPETTO PER NULLA, IN QUESTO PAESE, FIGURARSI PER CHI NON PUO’ REPLICARE…… RESTA IL DOLORE DEI FAMILIARI E DI CHI LO CONDIVIDE DISINTERESSATAMENTE, A GLI ALTRI DOVREBBE TOCCARE UN RISPETTOSA INDIFFERENZA,INVECE…….Â
…pur pensando ed affermando di continuo lo squallore del piccolo mondo della televisione, pur riconoscendo che il mondo vero, la vita vera sono un’altra cosa, non condivido i toni. Non é così che si invitano le menti assopite al risveglio, certe affermazione creano indignazione, perché la morte é sempre brutta e fa paura anche quando cercata. Non credo sia necessario scagliarsi contro un personaggio famoso che purtroppo non ha pensato al potere sovraumano della morte, così come non credo sia giusto mitizzare qualcuno solo perché ha lasciato questo mondo troppo presto. Io sono indignata con chi ha usato Pietro (posso chiamarlo così perché l’ho conosciuto) per celare magheggi e infamie, con loro mi arrabbio, con i giornalisti che non hanno il coraggio, e molto spesso la cultura adatta, per parlare di cose serie, che preferiscono il gossip perché arriva a tutti ed é da tutti comprensibile, perché paga soldoni, con loro mi arrabbio. Ma sono un insegnante e credo nella curiosità delle persone, credo che come voi che avete commentato l’articolo ci siamo milioni di persone che quel giorno pur condividendo il dispiacere per la morte di un giovane padre, si sono informati su altro. La vita va avanti, sempre e cmq, nessuno di noi é necessario, utile magari, ma non necessario. Ma vi prego non infierite su chi soffre la morte di un caro, per loro é stato caro veramente, per loro é stato un eroe, per loro vivrà per sempre.
Sono d’accordo in linea di principio con il fatto che come al solito si esagera a dismisura ogni volta che c’é un morto famoso (indipendentemente da come lo é). Se ne decantano le lodi senza capire bene cosa abbia fatto di così lodevole solo per riempire palinsesti e suscitare una specie di competizione a chi é più bono, tanto che se tu fai notare che ci sono altri morti tutti i giorni per portare il pane a casa ti additano come polemico anche se il morto se l’é cercata e non aveva certo bisogno di buttarsi da un aereo per portare a casa il pane.
Ma sinceramente la lettera del Dr. Martinelli ha un certo tono polemico, si sente nelle parole che é arrabbiato di questo modo di fare  una rabbia che sembra far ricadere addosso ad un povero cristo, sembra che ce l’ha con lui (infatti non é facile non farsi distrarre dal tono e concentrarsi sul contenuto) Forse additato come il solito nulla facente in cerca di gloria. In realtà il Sig. Taricone (per chi l’ha sentito parlare nelle interviste) non era affatto questo tipo di persona (o almeno così non voleva apparire), era consapevole a che tipo di show ha partecipato e infatti appena uscito da quel reality ha sempre cercato di far emergere il suo saper fare, ha sempre sostenuto la dannosità dei reality per i giovani che vedono solo quello. Ha cercato (in parte riuscendoci) ad intraprendere una carriera recitativa partendo da sconosciuti teatri, facendo la gavetta insomma. Per chi l’ha un po’ seguito (ormai 3 anni orsono) era l’anti tronista colui che evitava l’apparizione che rifiutava il concetto di uomo figurina. Pur non pentendosi della strada presa cercava di migliorare e dare l’esempio soprattutto (parole sue) “per dare l’esempio ai ragazzi della sua terra” (la Calabria ndr) Ecco perché non tutti quelli che si sono rammaricati della sua morte l’hanno fatto perché boccaloni ma proprio perché dispiaciuti che un ragazzo positivo ed anti mito televisivo sia morto. Non sono iscritto a Faceboock pur essendo un trentenne ed internauta esperto (anzi forse proprio per quello non mi sono mai iscritto) e non so cosa dicano li. Fermo restando che il concetto espresso dal Dr. Martinelli sia giusto e sacrosanto forse é il modo in cui l’ha espresso che ha dato più fastidio perché alla fine  il Sig. Taricone era uno che lottava proprio contro quel sistema di cui si parla nell’articolo tanto da intervenire a difesa di Saviano (notizia riportata dallo stesso Saviano) quando Berlusconi l’ha attaccato ma in silenzio senza il clamore dei tg o della stampa patinata.
Più che giornalista, Coglione…
Caro Martinelli,
Come comprendo il suo attacco, dà il voltastomaco veder incensare qualsiasi falso mito costruito in laboratorio in questo paesucolo di piccoli ipocriti guardoni.
Basta apparire per qualche istante intervallato da spot pubblicitari sul teleschermo per diventare semidéi intoccabili e universalmente venerati dai nuovi tele-schiavi. Per carità , i morti si piangono tutti in famigla e nella cerchia di amici, ma per meritarsi l’attenzione della società bisogna aver fatto qualcosa di importante, e, possibilmente, di positivo.
Non basta essere un prodotto di marketing umano.
Detto ciò, fa bene a ricordare i morti sul lavoro: eroi, poiché sul lavoro si fonda la nostra Repubblica, non sul tubo catodico.
Â
Saluti.
La cosa più bella é che lo chiamano per NOME (!!!). Che dementi !!
Se pensate che su facebook il caro estinto é ritornato alla ribalta con tutti gli onori mi interrogo (ancora una volta) sul livello di intelligenza italiano e soprattutto mi rattristo perché non c’é via d’uscita.
L’italia é un paese di coglioni teleguidati.
Una mattina arrivo in ufficio e mi dicono:”lo sai che é morto Pietro Taricone?” e io gli faccior:”E chi c***o é?” “Quello del GF”… [risata]“Ma chisselo in**la!!” “Poverino é morto schiantandosi col paracadute” “Ma pensa che coglione!!!” Mi hanno dato dell’idiota, dell’insensibile, dello stronzo. E quando leggo i blog di politica (Beppegrillo.it, Ilfattoquotidiano.it, Danielemartinelli.it, Dagospia.it ecc.) mi danno del pazzo perché a 19 anni invece di andare su youporn vado sui blog e mi informo. Questa é l’italia. sono queste persone che vanno a votare e distruggono il paese. i lettori di novella2000, di Cioé e di altre cagate del genere. io faccio il receptionist per l’estate. l’altro giorno una signora si é lamentata che italia1 era criptata e non poteva vedere Studio Aperto… Studio Aperto!!! ho (a stento) frenato l’impulso di mandarla a cagare, lei, studio aperto, Toti, Italia1 e volevo metterci anche Maurizio Costanzo in un raptus rabbioso incoerente . invece le ho dovuto spiegare (io 19enne ad una signora di 40 anni)Â che studio aperto in realtà non é un telegiornale. che sarebbe come definire Panorama un settimanale sulla politica. a volte mi viene da pensare che ce la stiamo cercando e meritando tutta. proooprio tutta…
sapete quante persone muoiono al giorno…non di morte naturale, povero Taricone, pace all’anima sua…ma c’é qualcuno degli indignati che si ricorda del caso Welby…sanno quanti bambini crepano di cancro negli ospedali…quante donne crepano violentate in africa mentre vanno a cercare acqua per i loro figli…qualcuna delle indignate, invece di inumidirsi pensando ai muscoli del bel taricone mollemente adagiata sulla spiaggia, ogni tanto si domanda se può fare qualcosa di più che indignarsi per la morte irresponsabile di un padre incosciente…sapete cosa vuol dire essere figlio di un genitore suicida? ecco, care le mie Indignate lettrici di CHI o cos’altro, fatevi un giro nel mondo, quello vero, dove la gente sopravvive per non morire e non ha certo il tempo di ammazzarsi col paracadute… allora anche la vostra indignazione avrà un senso.
@ARCIBALDO MONOCOLAO
Questo conferma che Martinelli aveva ragione nello scrivere questo articolo e nel tono in cui lo ha redatto.
Leggo diverse persone chiamare Taricone per nome, Pietro, come se lo conoscessero davvero. Tale é il potere della televisione, farti diventare familiare uno che manco hai incontrato una volta in vita tua. Pazzesco, ma vero.
Italiani, dove siete lo avete scelto voi.