Intervista a Mauro Biuzzi, segretario del partito dell’amore (quello vero)
Con la giornata di oggi mando in archivio un 2009 interamente connesso, durante il quale ho pubblicato 360 post, ho prodotto 130 video di cui una cinquantina per il mio canale Studio1staff fra i più cliccati e popolari di Youtube Italia, altrettanti per il canale di Italia dei Valori in cui mi sono occupato soprattutto di cronaca giudiziaria, una ventina di video interviste per il blog di Beppe Grillo, e altrettanti per il canale web di Radio Radicale con la quale collaboro da settembre.
Con circa 3 milioni di click totali (soltanto nel 2009) alcuni di questi video hanno raggiunto popolarità tale da essere stati ripresi pure da giornali e televisioni di regime. Mi riferisco all’intervista realizzata a Beatrice Borromeo, l’intervista realizzata a Gioacchino Genchi lo scorso febbraio per il blog di Beppe, il processo Rasman di Trieste, l’udienza sul processo alle società di slot machine a Roma, ma anche i processi Dell’Utri a Palermo e Bassolino a Napoli per i siti dell’Italia dei valori.
Il blog, secondo Google analytics, nel 2009 ha avuto un milione e mezzo di visitatori singoli, esattamente il doppio rispetto al 2008. Numeri che non immaginavo su un diario scarno come questo, ma che la dicono lunga sulla potenzialità della rete e mi inorgogliscono perché posso dire di aver dato il mio modesto contributo all’informazione.
Ebbene il 2009 lo chiudo con un’intervista realizzata a Mauro Biuzzi, segretario del Partito dell’Amore, quello vero. L’ho incontrato nella sua sede sulle colline umbre, in una graziosa casa panoramica a tinte rosa che sembra quella di Barbie.
Biuzzi dice che se Berlusconi pretende di apporpriarsi del Partito dell’amore lui si sente in diritto di rifondare la vera Democrazia cristiana. Il suo legale sta cercando di capire se ci sono gli estremi del reato di plagio da parte del presidente del consiglio, dopo che ha manifestato l’intenzione di rinominare il Pdl col nome del partito che fu di Cicciolina prima, e di Moana Pozzi poi.
“Un vero partito dell’amore basato sui valori cristiani si deve riuscire a fare nei contenuti, non nelle forme col pretesto delle aggressioni di piazza - dice Biuzzi - e Berlusconi non ha i titoli per guidarlo perché è un capitalista.”
Secondo Biuzzi il partito dell’amore si è distinto per assenza di conflitto di interessi e per la sua autonomia, oltre che per essere uscito indenne dalla bufera di Mani pulite. Ma anche perché legato alla figura di Moana Pozzi, testimone immortale di onestà, spregiudicatezza, coraggio, indipendenza e nessuna relazione con i poteri costituiti. Qualità che secondo Biuzzi in Italia sono andate perse.
A questo punto gli auguri di un buon decennio, se permettete, li faccio io a tutti voi. Nonostante immaginiamo già il futuro nero che ci aspetta. Inutile sperare in una ripresa sociale immediata. Bisogna soltanto tenersi forte e sperare nel meno peggio. Buon 2010. (Daniele)
Molti italiani in crisi economica si attendono che la classe dirigente faccia qualcosa per la loro situazione difficile. Ma si illudono. La classe dirigente pensa soltanto a riabilitare Bottino Craxi con una gita sulla sua tomba il prossimo 19 gennaio ad Hammamet, dove sono attesi diversi ministri della Repubblica a spese del popolo indigente e senza anticorpi. I figli di Bottino, Bobo e Stefania, campano ancora oggi con una rendita da nababbi grazie alle tangenti che Berlusconi gli pagò sui conti svizzeri per ottenere le prime leggi su misura in materia di telecomunicazioni. Decine di miliardi di lire evasi al fisco e di provenienza probabilmente mafiosa, visto che l’attuale capo del governo di piduisti si è avvalso della facoltà di non rispondere ai magistrati che glie ne hanno chiesto conto.
Ma oggi zia Letizia biricchetto vuole dedicare al cinghialone prepotente, sprezzante e corrotto una via o un giardino a Milano, dopo che diverse giunte comunali italiane l’hanno già preceduta. Io, se proprio fosse opportuno, gli dedicherei una discarica o un carcere, come quello di San Vittore dove Bottino era destinato.
Del resto ci sarà stata una ragione se Bottino Craxi diceva dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini“Quello non mi può vedere.” Sandro Pertini era un socialista con la schienda diritta che parlava di libertà in condizioni di uguaglianza e di rispetto delle leggi, oltre che delle istituzioni. Non incassava tangenti esentasse per favorire alcuni amici mafiosi e corrotti. Ecco cosa è stato Bottino Craxi. Il peggior testimone della deriva di questa pseudo democrazia trascinata in un debito pubblico da cui non si è più ripresa.
Allora siccome la memoria non si revisiona bisogna usare gli strumenti della democrazia per difenderla. A Milano, il 19 gennaio prossimo, nel decennale della morte di Craxi, potrebbero esserci manifestazioni di solidarietà al cinghialone con l’intitolazione di qualche spazio pubblico. Io assieme a Piero Ricca e ad altri cittadini, siamo pronti a muoverci per organizzare una pacifica azione di protesta. Rimaniamo online per maggiori dettagli che pubblicheremo sui blog nei prossimi giorni.
Raccolgo con piacere da parte di Piero l’invito a partecipare al No D’alema day del prossimo 6 febbraio. Anche per questa iniziativa dovremo essere in tanti. Una nuova occasione per materializzare di umanità verace quella che i giornalisti pagati dal corruttore definiscono sui loro giornalacci “collettivizzazione dei cretini cybernetici“. Facciamoci vedere tutti fuori dai blog.

Il comune di Napoli ha indetto un bando per la nomina di direttore della web tv municipale. Ecco di seguito i requisiti richiesti:
essere giornalista professionista da almeno 20 anni; (iscritto all’elenco almeno dall’89!)
aver fatto parte per almeno 3 anni di una o più redazioni di periodici e/o quotidiani di rilievo nazionale; (come Maurizio Costanzo)
aver collaborato per almeno 5 anni con quotidiani di rilievo nazionale; (come Piero Ostellino)
aver collaborato per almeno 3 anni con quotidiani on line; (come Marco Pratellesi)
avere una comprovata esperienza nel campo della Comunicazione Istituzionale, con un’esperienza diretta in un Ente pubblico; (come Daniele Capezzone)
essere autore di reportages e servizi per testate nazionali; (come gli inviati della Gabanelli)
essere autore di programmi di inchiesta ed informazione del Servizio Pubblico; (come Giovanni Minoli)
avere svolto almeno un’esperienza come conduttore di programmi televisivi di approfondimento del servizio pubblico; (come Michele Santoro)
avere un’esperienza di conduzione di almeno 5 anni di notiziario televisivo del servizio pubblico; (come Lilli Gruber)
avere esperienze pluriennali di ideazione, redazione e conduzione di programmi televisivi e giornalistici nell’ambito della televisione pubblica e non commerciale; (come Michele Guardì)
avere svolto ampia, qualificata e comprovata attività quale formatore nel campo del giornalismo e della comunicazione; (per formazione al giornalismo come lo intendiamo in rete credo non ci sia nessuno in Italia)
avere una comprovata esperienza di direzione e formazioni di un team professionale nel campo della comunicazione. (come Mimun?).
Insomma, a Napoli cercano una sorta di Michele Santoro che sia stato anche Lilli Gruber col ruolo di Augusto Minzolini, con l’estro di Dario Argento, dotato di fluidità scritta come quella di Giorgio Bocca ma che nel frattempo sia stato anche docente in università, magari private, come Francesco Alberoni che nel frattempo aveva lasciato l’incarico preso da Daniele Capezzone dopo aver diretto l’ufficio stampa in qualche ministero.
Per dirigere una web tivù al comune di Napoli cercano un geniale, poliedrico (oltre che fortunato) vecchiotto nato giornalisticamente con le macchine dattilografiche, che abbia idea di cosa sia una diretta streaming su Internet. Al fantastico ingaggio di 20 mila euro per un anno, al pari di un dipendente di un’impresa di pulizie. Un bando che si bandisce da solo.
Il partito dell’amore per gli psicolabili ha scippato con due slogan il nome a due partiti veri. Il primo, quello dell’amore, al suo presidente Mauro Biuzzi, custode della memoria di Moana Pozzi. Il secondo è “Per il bene comune” di Stefano Montanari. Nessuno dei due leader politici risulta abbia riscosso i diritti dal puttaniere che si è appropriato del “partito dell’amore per il bene comune” (parole sue). Roba da psicoplagio per il capo di governo con il debole per tette culi e tangenti. Quindi psicoricattabile e da sempre psiconano. Il resto della comunicazione politica del partito dell’orrore è psicodramma di massa a dosi equine di balle.
Secondo il vocabolario lo psicolabile è colui che è predisposto a turbe emotive, instabilità psichica e mutevolezza del comportamento sul piano sentimentale, volitivo e operativo. In pratica siamo tutti un po’ psicolabili con la capacità dell’autocontrollo.
Tartaglia e Maiolo sono psicolabili disinibiti, quindi secondo la logica dell’opposto, sono psicoabili a compiere gesti plateali che li rendono diversi dall’esercito di psicotimorati, individui innocui senza più nemmeno l’indole della protesta.
Tartaglia e Maiolo sono finiti rispettivamente in isolamento e in manicomio. Gli sputi e i cazzotti volati in aula in più occasioni fra branchi di disonorevoli non hanno prodotto lo stesso effetto.
Violenti o nolenti nessuno ha mai messo in isolamento Emilio Fede quando sputò dall’alto ai ragazzi di QML dopo che gli diede degli imbecilli. Nemmeno le divise che hanno manganellato studenti e operai risultano in isolamento o in manicomio. Anzi, il loro capo cannibale di polpacci Roberto Maroni risulta promosso ministro dell’Interno, nonché “membro” del partito dell’amore. Che emana fetore di tormentone per l’ennesima, fritta forma di marchetting politico. Un’ossessione ripetuta dal puttaniere psicoricattabile alla corte di Don Pierino Gelmini, il presunto patito dell’amore non corrisposto da alcuni adolescenti che lo accusano di molestie e palpeggiamenti.
Nessun manicomio e nessuna campagna d’odio per Don Giorgio, il parroco di Vignola che prima di aggredire col coltello la famiglia di amici fraterni aveva liquidato i fedeli in chiesa con un laconico “la pace sia con voi”. Ce n’era abbastanza per rinchiuderlo. Bastava sapere che celebrava cinque messe al giorno. Infatti ha ucciso il suo migliore amico e squarciato la gola alla moglie. Che non si chiamavano né Berlusconi né Ratzinger. Se in questo caso non sono psicoimpressionabili i giornalisti, forse sono psicolabili pesi e misure.
Per gli psicocuriosi ecco di seguito uno stralcio delle dichiarazioni di Patrizia D’Addario e i gusti del leader dell’amore contenuti nel suo libro “Gradisca presidente”.
«Gli piacciono molto i preliminari». La serata con venti ragazze passa tra champagne e focaccine, ciondoli in regalo e i filmati del Cavaliere: «Siamo le donne a sua disposizione». Dal salone, una compagnia più ristretta si sposta in camera da letto: «Si aggiungono le due lesbiche che dal fondo gli accarezzano i piedi. ‘Silvio’, dicono, ‘questa settimana andiamo al centro benessere? Ce lo avevi promesso’. Lui si rivolge a me e all’altra ragazza: ‘Venite anche voi? Massaggi, relax, noi cinque tutti insieme, ci divertiremo un mondo’». Patrizia non si ferma e va via con due cassette registrate.
La notte dell’elezione di Obama, il 4 novembre 2008, a Palazzo Grazioli Berlusconi racconta barzellette e canta. E mi fissa. Mi accarezza, accarezza le altre e guarda me. Le ragazze lo accarezzano a loro volta, ma lui non ha occhi che per me. Non c’è competizione, lui mi ha già scelto. (…) Mentre il film scorre lui mi accarezza i capelli, le orecchie, il viso. Mi bacia, a lungo. Poi infila le mani tra le mie cosce, di nuovo «che bella pelle che hai». E di nuovo non si accorge che sono calze. Davanti a tutti. Sono sempre più imbarazzata. Mi alzo di scatto e vado alla toilette. Di nuovo per fare pipì, di nuovo per cambiare lato della cassetta.
La stanza buia e il pigiama bianco. Esco e me lo trovo davanti. Mi blocca, torna a baciarmi, mi toglie il respiro, mi dice: «Basta, ora mando via tutti, voglio restare solo con te». Chiama Gianpi e gli dice di portare via tutti. E aggiunge: «Lei è molto bella, può avere tutto dalla vita». «È per questo che l’ho portata qui» risponde prontamente Gianpi. «Penserò io al suo progetto» aggiunge il premier, «la sua vita cambierà, ha già sofferto tanto, ha bisogno di una mano, se lo merita».
La stanza è buia, lui ama il buio. Io ho finito prima la doccia e (…) mi invita a spogliarmi. Tolgo la sottoveste lunga e resto con quella corta. Insiste perché tolga pure quella, ma io resisto. Inizia una piccola lotta, di quelle fra innamorati, tenera, non violenta. Comincia a baciarmi con passione, le labbra, il collo, il seno. Mi aiuta a togliere la seconda sottoveste, mi slaccia il reggiseno, mi prende e mi infila sotto il piumone. Capisco che vuole condurre il gioco. Fino alle 8 del mattino.
Sono molto più giovane di lui,e diciamo anche abbastanza esperta. Ma a tratti temo di non farcela a reggere i suoi assalti. Prende qualcosa? Me lo hanno chiesto molte volte. Non lo so, non ne ho avuto prova. Fatto sta che più di una volta spero che si addormenti. Ma quando sembra che dorma, lì dove avete capito gli piace di più farlo, con la testa fra le mie cosce, si riprende, corre in bagno, si butta sotto la doccia fredda e riparte. Facciamo così tante docce che la mattina dopo sono senza voce. Il mattino dopo, quando squilla il telefono, lui mi dice di non muovermi dal letto, che deve parlare con alcuni giornalisti, ma che torna. “Voglio baciarti…”.
Ecco come reagisce un europeo al binomio Berlusconi-Alitalia
Titoloni sulle home page di giornali e agenzie non ne ho ancora visti, ma la notizia è di una gravità inaudita. Altro che il papa col culo all’aria!
La compagnia aerea Ryanair sospende tutti i voli interni all’Italia a partire dal 24 gennaio 2010 perché l’Enac pretende che la compagnia irlandese accetti al check-in tutti i documenti diversi dalla carta d’identità.
La pretesa “illegale” - come si legge nella nota ufficiale Ryanair - che l’ente italiano ha nei confronti della compagnia privata che svolge il proprio servizio in regime di libera concorrenza, produce l’effetto desiderato: la ritirata di un operatore scomodo per Alitalia alla vigilia del sorpasso ufficiale sul mercato italiano da parte della compagnia low cost nonostante il “niet” sulla golosa tratta Linate-Fiumicino, guardacaso in regime di monopolio ad Alitalia in spregio alle normative europee di antitrust.
E’ infatti il carrozzone a debito Alitalia che ci guadagnerà da tutta questa pantomima sui documenti pretesa dall’Enac, che usa la propria funzione istituzionale per ammazzare il libero mercato in favore di una compagnia morta che cammina, col pretesto di ficcare il naso nei metodi di operatività e sicurezza di una compagnia aerea straniera che ha sempre i voli pieni di gente. Una mafia tutta interna all’Italia per mettere il bastone nelle ruote a un vettore che propone voli a prezzi imbattibili servendosi di Internet per la prenotazione dei voli e per il check-in online.
La guerra a Ryanair da parte di Alitalia tramite i governi Berlusconi era cominciata già da quando sugli aerei della compagnia irlandese, nei primi anni 2000, si leggeva beffardamente “grazie Alitalia!“. Denunce, esposti e polemiche non erano servite nel corso degli anni a fermare l’ascesa di Ryanair nel mercato dei voli italiano. Fino ad oggi, col pretesto dei documenti da esibire al check-in. Così dal 24 gennaio niente più voli da e per Bergamo, Palermo, Venezia, Cagliari, Treviso, Brindisi, Lamezia Terme, Bari e soprattutto Roma Ciampino, quasi sempre puntuali ma soprattutto economici.
Di recente Ryanar aveva fatto sapere che avrebbe cancellato tutti i voli su Ciampino se l’aeroporto fosse stato spostato a Viterbo per soddisfare i capricci del sindaco di Viterbo, che è pure senatore incompatibile del Popolo dei ladri.
La notizia della ritirata di Ryanair dal mercato italiano l’ho saputa da una serie di mail che ho ricevuto, tutte con lo stesso oggetto: “Ryanair Flight Cancellation” riferite alla trentina di voli che avevo prenotato fino a fine febbraio con meno di 100 euro di spesa. Ora credo che mi saranno rimborsati. Ma giuro! per conto mio Alitalia non vedrà un solo centesimo. A costo di rimanere a casa.

In questi giorni di festa gli auguri li ricambio con i ringraziamenti che avevo promesso in settembre.
Pubblico l’elenco di (quasi) tutti i sostenitori per nome e città, che hanno contribuito a rendere questo blog uno spazio libero di informazione e di critica.
Le donazioni che avete fatto sono state il frutto di una vostra libera scelta. Senza costrizioni e senza obblighi.
Grazie davvero. Anche a coloro che ritengono il futuro dell’informazione in rete libera e gratuita. Io non ne sono così convinto.
Dunque grazie a Marcellino di Caserta, Daniele di Sermoneta (LT), Stefano di Mezzago (MI), Fabio di Gaibanella (FE), Alberto di Peschiera Borromeo (MI), Sergio di Manerbio (BS), Thomas di Provence-Alpes-Côte d’Azur (FRA), Ciro di Mariglianella (NA), Caterina di San Martino Siccomario (PV), Guido di Piano di Sorrento (NA), Giorgio di Piazzola sul Brenta (PD), Anna di Trieste, Giuseppe di Curno (BG), Roberta di Bankstown New South Wales (Australia), Anna di Sergnano (CR), Francesco di Reggio Emilia Luisa di Pisa, Marco di Ascoli Piceno, Monica di Firenze, Pierangela di Cuggiono (MI), Nicola di Vigarano Pieve (FE), Virna di Cremona, Giovanni di Messina, Luciano di Torino, Stefano di Saronno (VA), Lucia di Cesena, Riccardo della zona Ostiense (RM), Antonio di Castiglion fiorentino (FI), Maurizio di Forlimpopoli (FC), Nicola di Chioggia (VE), Giorgio di Pesaro, Emanuele di Roma, Andrea di Sovizzo (VI), Paola di Islington London (GBR), Denis di Bologna, Marco di Bologna, Silvano di San 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Sieve (FI), infine Mario, Orlando, Stefania e Valentina di Treviglio (BG).
Quest’anno, grazie alle vostre donazioni, ho raccolto 5 mila e 200 euro. Ne ho spesi circa 3 mila fra viaggi e attrezzature.
Siete in molte migliaia ogni giorno che mi visitate. Ringrazio anche l’esercito di lettori che non hanno donato. Molti di loro hanno contribuito a diffondere i contenuti del blog con l’ausilio di siti aggregatori, social network e link in altri blog. Un lavoro ammirevole che si è rivelato un aiuto a me, solo, a tenere le fila di questo spazio assieme a Luca, il ragazzo che mi dà una mano quando può.
Ormai questo blog è divenuto un lavoro e un dovere da quando è diventato (modestamente) uno dei più cliccati in Italia. Mi impegnerò anche in futuro per cercare di mantenerlo, visto che le mie collaborazioni con i canali tradizionali sono rade e difficoltose.
Del resto lo sapevo che il mio modo di fare giornalismo mi avrebbe compromesso ogni velleità di essere chiamato nelle televisioni e nei giornali. Infatti non me ne importa niente di andarci, a parte in quelli non finanziati dai contributi dell’editoria. Per il resto preferisco di gran lunga la rete in cui comunicare senza filtri e senza copioni.
Ho pronto anche un progetto editoriale ma finora le case editrici che ho contattato non mi hanno confermato la disponibilità a pubblicare un primo libro sul resoconto degli avvenimenti di questo 2009 tratti dai post del blog. In compenso lo ha fatto Dario Vergassola! (che in tivù bene o male ci va). Io, a differenza di altri, non sono un personaggio televisivo di impatto ma ripeto, non me ne importa niente. Odio la televisione e odio rincorrere i direttori dei quotidiani. Non l’ho mai fatto prima, men che meno oggi con l’esperienza che ho alle spalle. Sono felicissimo di non dover rendere conto a nessuno. Tranne a voi che mi leggete e che sostenete la libera informazione. Di nuovo grazie.
Ci sono auguri e auguri
In questa giornata prenatalizia tutti augurano di tutto a tutti. Blog, sms, spot e tivù sono forieri di auspici. Io sono ateo e gli auguri li farò soltanto per fine anno. Dovete perdonarmi ma sapete che non tollero l’incoerenza. Ringrazio quelli che me li hanno rivolti, gli auguri, nel bene e nel male, ben sapendo per chi mi conosce che non mi fanno alcun effetto sullo spirito.
Festeggio il Natale senza appuntamenti di lavoro perché così fan tutti, ben sapendo che per me il Natale non ha alcun valore morale tantomeno spirituale. Ha solo un valore convenzionale perché collocato in un periodo di vacanza per tanti italiani, che a riposo hanno più tempo per pensare e tirare le somme di un periodo. Ecco, mi piacerebbe che fra i regali di fine anno ci fosse una key o un modem per nuovi internauti. Che grazie alla rete possano iniziare a pensare con la propria testa dopo avere appreso le informazioni nel calderone della “colletivizzazione del cretino telematico” tanto per citare l’insulto odierno di Marco Gorra su Libero, che nel bene e nel male possiamo offrire gratis, o per offerta libera. A differenza di Libero, che si ciuccia oltre 7 milioni di euro l’anno di nostri soldi per pagare gentaglia come Mughini, Feltri e Gorra.
Il 2009 si sta chiudendo con l’attenzione sul solito piduista, che per un motivo o per l’altro dev’essere tirato in ballo anche se molti di noi non ne possono più. Del resto quel piduista comanda il governo, possiede il controllo di tutte le televisioni e di gran parte dei giornali, detiene una squadra di calcio e una cordata di aziende con le quali tutti noi, bene o male, ci sporchiamo le mani ogni giorno.
Lui, il corruttore del duomo sui denti, ha costretto tutti ad esprimergli solidarietà. Andrà probabilmente a Porta a Porta col muso gonfio a fare la vittima dicendo che “nonostante gli attacchi della sinistra io andrò avanti.”
Per il resto il duomo sui denti gli ha scombussolato i programmi: cena di Natale annullata assieme al Pdl milanese. L´appuntamento per ministri parlamentari assessori regionali provinciali comunali e militanti di partito, era prevista per venerdì scorso allo Spazio East and studio di via Mecenate a Milano, che da piazzale Loreto tanto temuto dal Fedele Confalonieri dista circa 7 chilometri. L’ingresso al “Grande evento cena 2009” costava 50 euro ad personam. Ministri e assessori avevano l’obbligo di garantire la prenotazione di almeno 5 tavoli da 10 simpatizzanti e militanti per un totale di 6 mila euro ciascuno. La cena doveva essere l´occasione per annunciare l’ingresso della Moratti nel Pdl, oltre che un affare economico.
Invece il duomo sui denti al corruttore di giudici ha trasformato la cena in una minestrina in ricordo del ministro Rotondi, che soltanto pochi giorni fa voleva abolire la pausa pranzo: “Un rito che blocca l’Italia e un danno per l’armonia della giornata, oltre che per la produttività.”
Niente antipasti a sfondo sessuale per il corruttore, come quest’estate a Tunisi quando disse “Cosa serve per una tv di successo? Un buon casting femminile. E su questo io ho una competenza incredibile.”
Il capo di un governo ridicolo a base di battute non dispone di altre strategie politiche. Per ridere o piangere non c’è Natale che tenga! Anzi, i seguaci approfittano per imitarlo con qualche dichiarazione strampalata, come nel caso di Sandra Lonardo Mastella. Che dal suo lussuoso carcere romano con l’alberello trova parole per autoassolversi dalle accuse che la riguardano. In rete, nel video che segue. Auguri a lei.
Secondo la Banca Mondiale il 2010 porterà 90 milioni di nuovi indigenti nel sud del mondo. Secondo i coordinatori di Sforza Italia bisogna “coniugare rigore e sviluppo perché l’economia si sta risvegliando“.
Secondo Giorgio Napolitano “la crisi non è terminata ed è destinata a portare profonde conseguenze sul mercato del lavoro nei prossimi mesi“. Secondo i coordinatori di Sforza Italia bisogna porre tetti pubblicitari a Sky per scongiurare il libero mercato che possa danneggiare il conflitto di interessi del piduista.
Secondo i dati del secondo semestre 2009 dell’Istat, ogni 100 euro guadagnati 46 vanno al fisco. Secondo i programmi politici di Casini è importante superare il bipolarismo perfetto.
Secondo i dati dell’Ismu la paga di colf e badanti è scesa negli ultimi 4 anni assestandosi attorno agli 800 euro mensili. Sempre secondo l’Ismu i più pagati sono gli specializzati della sanità con i loro 1.700 euro. Secondo il piano spese 2010 approvato da Montecitorio i deputati della Camera ci costeranno 95 milioni di sole indennità.
Secondo il presidente del centro commerciale “Vomero Arenella” Enzo Perrotta quest’anno a Napoli hanno chiuso 700 negozi. Secondo il famigerato piano di Montecitorio le spese complessive per la Camera ammonteranno a un miliardo e 97 milioni, lievitando di 15 milioni rispetto al 2009: record storico.
Secondo gli agricoltori quest’anno sono fallite 30 mila aziende e altre 100 mila faranno la stessa fine nel nuovo anno. Secondo il puttaniere è necessaria l’approvazione del ddl sul processo breve senza distinguo dei finiani. “E voglio proprio vedere, dopo quello che è successo a Milano chi ha la faccia di mettersi di traverso“. Infatti nel Pdl c’è soddisfazione per gli “effetti collaterali” dell’attentato di Milano perché “Di Pietro si è messo in un angolo da solo come un appestato.” Per la velina Mara Carfagna è importante che “Di Pietro venga isolato e che il Pd annunci che con l´Idv non farà mai alleanze.” Ma secondo Bersani è il cavaliere che “va mandato a casa.” E invece è finito soltanto in ospedale!
Secondo centinaia di operai della Fiom è stato opportuno irrompere con i fischietti nell’aula del consiglio comunale di Bologna. Secondo il corruttore qualcuno dovrebbe spiegare a quei lavoratori che lo Stato dà a chi perde il lavoro l’80% dello stipendio per “evitare che si arrampichino sui tetti. Una fatica inutile.”
Secondo Piero Ostellino se Berlusconi non fosse entrato in politica “la gioiosa macchina da guerra di Occhetto avrebbe vinto le elezioni. Un merito da poco visto che al governo ha gestito bene la spazzatura in Campania, il terremoto in Abruzzo e l’economia.” Infatti Napoli brulica di monnezza e un rapporto di Bankitalia dice che quest’anno gli assegni scoperti sono aumentati del 13%.
Secondo il corruttore il suo governo non ha gli 800 milioni necessari per la banda larga. Secondo il ministro Treconti i colleghi dei vari dicasteri che battono cassa “sono tutti ministri senza portafoglio.”
Secondo il puttaniere Massimo Tartaglia va perdonato. Parola di chi dice che il premier della Tunisia Ben Alì è un sincero democratico. Dove Youtube è censurato.
Secondo me non siamo più alla frutta, siamo al conto. Secondo voi?