Master in giornalismo, fabbriche di disoccupati


Tiziana Ferrario (Tg1) illusionista per aspiranti reporter

La presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Letizia Gonzales, in una lettera diffusa agli iscritti, annuncia che il 21 settembre 2009 riparte la “nuova” scuola di giornalismo, ossia il Master biennale previsto nelle aule del Polo di Comunicazione di Sesto San Giovanni.
30 i posti disponibili, riservati a laureati triennali in qualsiasi disciplina per un costo totale di 13 mila euro, 6.495 dei quali necessari per l’iscrizione.

Il Master che dà  accesso all’iscrizione all’Albo dei giornalisti professionisti, si svolgerà  con 1.000 ore di attività  formativa a tempo pieno e a frequenza obbligatoria.
Ma attenzione perché qualche dubbio sorge legittimo. A cominciare dalla convenzione citata nel comunicato, con l’Ifg Carlo De Martino di Milano, la storica scuola di formazione al giornalismo chiusa nel 2004 in seguito al taglio dei fondi da parte della regione Lombardia.

Al di là  del fondamento della convenzione trovo sia doveroso avvertire i giovani aspiranti giornalisti di pensarci bene prima di buttare soldi incautamente solo per nutrire illusioni.
Gli ultimi 2 bienni di quel master hanno fatto registrare un flop occupazionale senza precedenti: soltanto 15 allievi su 80 hanno trovato un posto di giornalista, in molti casi a termine.
Per il resto il quadro occupazionale dei giornalisti italiani é a dir poco fosco. I nuovi disoccupati licenziati da giornali e televisioni nazionali sono attualmente 2 mila, ma entro i prossimi 2 anni se ne prevedono altri 2.495 a fronte di un esercito di free lance in attività  di circa 25 mila unità .

In Italia vengono attivati 18 master universitari di giornalismo ogni anno. Fabbriche di disoccupati senza futuro e senza prospettive. Prima di buttare migliaia di euro, a meno che non vi avanzino, pensateci. Anzi, se qualche aspirante collega volesse cimentarsi con la professione organizzi una piccola inchiestina che faccia luce sui motivi di tanto silenzio da parte dell’Ordine nazionale dei giornalisti e della Fnsi sulla bufala di questi master. Far ammettere a un loro rappresentante che per i giovani aspiranti giornalisti, per un bel po’ di anni, non esistono speranze di lavoro e di guadagni sarebbe uno scoop.

Una volta realizzata l’inchiestina il giovane collega apra un blog e la metta in rete. Investirà  a costo quasi zero sulla sua credibilità  verso i fruitori della rete. Sarà  il primo e più verosimile passo verso gli agognati guadagni di questa dura professione, che la Rete ha totalmente stravolto nella sua vecchia concezione di poltronificio a stipendio a tempo indeterminato e su raccomandazione.
Altro consiglio agli aspiranti: imparate a scrivere e a parlare correttamente la lingua italiana. Poi é importante scrivere in inglese o in altre lingue. Avrete qualche possibilità  in più di aumentare il giro di collaborazioni. Inoltre portatevi sempre una fotocamera o una videocamera. Imparate le inquadrature e a montare i servizi di vostra creazione. Se ve la cantate e ve la suonate otterrette migliori risultati senza ricorrere ai master.

P.S. In risposta all’appello di Antonio che cerca volontari per distribuire un giornale di sua creazione, fatto con fogli in formato A3 su cui sono stampati gli articoli presi da vari blog, compreso questo, da distribuire negli esercizi pubblici, rispondo che nonostante l’iniziativa sia interessante si corre il rischio di incappare nel reato di stampa clandestina, poiché la complicata e vetusta legge sulla stampa, ancora in vigore, prevede che ogni giornale sia registrato in tribunale e che in un angolo di una pagina sia riportata la gerenza con tutti i riferimenti della proprietà  editoriale, il nome del direttore e del consiglio direttivo della testata.
Il barista potrebbe rifiutarsi di mettere sui tavoli del proprio locale un giornale di questo tipo proprio per non incorrere in multe o sanzioni. A mio avviso un buon modo per diffondere queste stampe rimane la distribuzione a mano nei mercati rionali.
Antonio ha lasciato il suo indirizzo mail per tutti gli interessati a iniziative di questo tipo:
antonio.scuola@alice.it

Aspiranti reporter mettono a frutto la teoria


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14 Commenti a “Master in giornalismo, fabbriche di disoccupati”

  1. Michele809 ha detto:

    Eppure guardando la realtà in modo più profondo è innegabile che il senso di sfiga trasmesso dall’articolo non corrisponda a verità.
    Basare l’idea che i master in giornalismo siano un flop e che vendano illusioni, prendendo come unica motivazione il fatto che solo il 20 % degli studenti faccia il giornalista a termine, non vuol dire nulla.
    Innanzitutto il concetto di “a termine”si trova ormai in tutte le professioni ed è raro vedersi proporre un contratto indeterminato al primo colpo (raro ma non impossibile).
    Inoltre guardando ii tg attuali in tv è innegabile accorgersi del grande numero di nuovi volti che quotidianamente vengono ripresi in servizi o presentazioni.
    Un tempo c’erano meno giornalisti e meno flessibilità.
    Questa è l’unica verità obiettiva.
    Ora il sistema è più competitivo. Ciò significa che se l’80 % dei corsisti del master non ha le giuste qualità non diventerà mai un giornalista. Il master fornisce competenze fondamentali ma é anche un biglietto da visita. È se una persona incostante, senza tenacia, senza forte personalità, senza un’immagine intelligente e curata consegua un master, che biglietto da visita potrebbe essere per questo tipo di persona?
    Provate a meditare su questo.
    Tolte le raccomandazioni, le conoscenze, cosa resta?
    Resta che ce la fa solo chi è veramente bravo. Dove per bravo non si intende aver fatto il master. Il master non garantisce nulla, se non è unito ad una personalità di valore.
    Una persona che non è tenace ed instancabile non riuscirà mai a farsi assumere nemmeno come operaio in una fabbrica.
    Il punto è che si ha la tendenza a concepire il master come porta di ingresso, invece non è così. Si dovrà superare un esame di stato piuttosto selettivo e duro.
    È dopo verrà la parte più difficile: raccogliere autostima e acume e contattare tutte le sedi delle redazioni di proprio interesse puntando ad ottenere un colloquio di persona. Il tipo di ingresso e le future evoluzioni dipenderanno da come verrà svolto quel/quei colloqui.
    Se uno è percepito in modo veramente positivo il gioco è fatto e le prospettive non sono tristi come per la maggior parte dei freelance. I quali per la maggiore non sono di certo iscritti all’alba dei professionisti.

    • Michele809 ha detto:

      Chiedo venia per gli errori ortografici: sono causati dalla scrittura automatica del mio geniale IPhone:)
      Da notare soprattutto “alba dei professionisti” al posto di “albo”. Notevole:)

  2. filippo ha detto:

    Vorrei rispondere a Marta. Io lavoro da due anni in una testata locale della Toscana, ho frequentato uno stage in Canada. Ho imparato moltissimo, mentre altri che hanno fatto master mi dicono che si impara molto poco. La verità  credo sia una: lavorare in un giornale, fare il giornale praticamente e non a parole, sapere bene le lingue, sviluppare esperienze all’estero. Credo poco nei master, che dal punto di vista culturale non discuto perché ne sto facendo uno anche io, ma non universitartio. Poi, ovviamente, in questo paese serve anche la botta di fortuna o la spintarella

  3. Marta ha detto:

    Ciao Daniele,

    io frequento una scuola di giornalismo e mi spiace contraddirti ma le cose non vanno proprio come tu le dipingi.
    A scuola si lavora ed anche tanto,si fanno in media tutti i giorni vari tipi di giornale:
    -radiogiornale
    -telegiornale
    -giornale online
    -giornale cartaceo
    detto questo,ci sono lezioni con eminenti rappresentanti del mondo del giornalismo ma anche docenti universitari,per prepararci al meglio all’esame professionale.
    Poi ci sono gli stage,tutti nelle principali testate italiane.
    Al giorno d’oggi,il lavoro non te lo da nessuno,men che mai quello del giornalista.
    Ma questo é l’unico sistema per imparare a padroneggiare tutti gli strumenti del giornalismo e tentare di diventare un vero professionista perché la prova,chiaramente,non é la scuola ma la redazione in cui lavorerai.

    Hai mai parlato con persone che frequentano scuole di giornalismo?

    Pensaci bene prima di scrivere certe cose 🙂
    con stima

  4. sofista ha detto:

    LA STORIA DI SANDRO VAGA-BONDI,FISCHIATO “GIUSTAMENTE” OGGI 2 AGOSTO A BOLOGNA.
    http://www.youtube.com/watch?v=o6BqTMlPFjg&feature=related

  5. Venom ha detto:

    L’idice di gradimento di questo Governo!!!
    Oggi 2/08/2009 a Bologna c’era il Ministro Bondi… guardate cosa é successo!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=quziDGbIbNM

  6. Alberto M ha detto:

    Giornalismo? In Italia? Esiste ancora? I veri giornalisti sono una razza in via d’estinzione…

  7. caterina ha detto:

    Buongiorno a tutti. Mi associo a Chicca nel plauso a questo blog e nei conseguenti ringraziamenti a Daniele e ai commentatori.

    Il giornalismo sarebbe una professione seria e impegnativa, a cui credo in molti abbiamo fatto un pensierino in alcuni momenti della nostra vita, scoraggiati poi dalle difficoltà  di entrare nelle scuole senza le sponde giuste e, personalmente, dal timore di non essere comunque all’altezza. Certo che il panorama odierno, con le solite, poche, eccezioni é quello di scribacchini che copiano un’Ansa o ripetono a pappagallo i comunicati dei vari portavoce – e questo credo che lo sapremmo fare tutti, volendo.
    E’ triste, il crollo verticale della qualità  del mestiere, perché al di là  delle convinzioni personali, che comunque si riflettono nel lavoro di chiunque, un giornalismo coscienzioso e non venduto sarebbe stato un argine potente al degrado della vita politica e civile di questa povera Italia.

  8. Antonio C. ha detto:

    “Se aggiungiamo che dopo…” invece di “Se aggiungiamo che se dopo…”.
    Scusate.

  9. Antonio C. ha detto:

    Se aggiungiamo che se dopo un master ci vuole una buona raccomandazione, la frittata é fatta. Oltre al danno (la spesa) anche la beffa (il vedersi scavalcare da qualcuno meno capace di noi).

  10. luca ha detto:

    queste fregature dei master ovviamente non riguardano solo i giovani giornalisti…in italia nel 90% dei casi ogni sforzo é vano, se non si hanno i giusti ganci e conoscenze é quasi sempre tempo perso. se proprio si vogliono fare investimenti sul proprio futuro si vada all’estero invece che restare ad ammuffire nel pantano italia. non é vero che tutto il mondo é uguale, é la nostra presunzione e superficialità  che ci rovina. l’italiano manca di umiltà , crede ancora che il suo paese sia il centro della civiltà  riesumando l’antica roma e il rinascimento….le cose sono un pochino cambiate!!! scappate finché siete in tempo!!!

  11. Venom ha detto:

    I MASTER non sono altro che un modo legale di rubare soldi ai neolaureati… Il giornalismo poi é un campo che di sogni ne offre tanti, soprattutto esempi. Mi chiedo perché mai i giovani si accingano a buttar via tanti soldi quando la via per il successo é chiaramente un’altra!!!

    L’Università  Italiana é morta con la riforma Mussi… é da allora che i MASTER si sono moltiplicati come funghi!!!

  12. CHICCA ha detto:

    buongiorno a tutti e buona domenica
    un fuori tema solo per dichiarare di essere felice di partecipare da ormai più di due anni a questo convivio dove incontro amici che, insieme a daniele, sono stati e sono importanti per la mia crescita sociale e politica. sto crescendo con voi e sto condividendo momenti belli e meno belli della mia vita. per questo motivo, pur non conoscendovi personalmente, mi siete cari tutti, un grazie speciale va a daniele che ha saputo tenere insieme tutti noi evitando l’inquinamento che noto sugli altri blog (davvero nauseante quello che sta accadendo su voglioscendere di travaglio, dove non ho mai commentato ma che prima leggevo con interesse vuoi per i temi proposti che per i commenti appropriati e intelligenti)
    di nuovo grazie a tutti per l’equilibrio e il rispetto che vi distingue

  13. Antonio C. ha detto:

    Caro Daniele
    grazie per le informazioni.
    Mi hai dato una pessima notizia… 🙁

    Ti va di scrivermi? Ti delucido al meglio e scopriamo magari una scappatoia legale… che ne dici?
    l’indirizzo ce l’hai…

    Grazie ancora

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