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gennaio 31st, 2009 politica 42 Comments

Ho appreso la notizia della morte di Giuseppe Gatì, il giovane contestatore di Vittorio Sgarbi ad Agrigento. E’ morto stamattina in un casolare nei pressi della sua Licata, fulminato da una scarica elettrica mentre era intento ad un rubinetto di un contenitore refrigerante di latte. Gestiva il blog “la mia terra la difendo”. Era diventato popolare in Rete proprio in seguito a quella contestazione che aveva trasmesso pure Striscia la notizia. Mi aveva scritto qualche settimana fa per ringraziarmi di aver linkato il suo video in cui difendeva il pool antimafia e il magistrato Giancarlo Caselli. Come ricorderete, fu spintonato fuori dalla biblioteca gremita di gente da un vigile urbano.
Non lo avevo ancora conosciuto di persona ma questa disgrazia mi lascia esterrefatto e senza parole. Se non quelle più tristi, di unirmi al dolore dei familiari di questo ragazzo di sani principi. Le mie più sentite condoglianze.

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gennaio 31st, 2009 informazione 11 Comments

Gianfranco Fini è il presidente della Camera dei deputati. Galoppa assieme a Silvio Berlusconi e alle sue leggi fascistoidi. L’ultima è quella di vietare i cortei perché tra un po’, quando ci saranno gli assalti ai centri commerciali, il governo dei Maroni potrà giustificare la legge marziale contro la gente inerme in cerca di cibo e viveri. Per ora la calma fra il popolo, anche soltanto apparente, viene imposta dal governo per prolungarla il più possibile. Tutti i modi vanno bene, meglio se prepotenti come quelli di identificare un giovane che dà del fascista a Gianfranco Fini, lo stesso che grazie al movimento sociale italiano prima e ad alleanza nazionale poi, ha scalato la casta regno dei piduisti.

Gli statisti onesti non girano con gli sciami di protettori. Se lo fanno significa che sono marci e hanno la coscienza sporca. Guarda caso, oggi, come ai tempi del fascismo, in Italia non si può più contestare anche se la Costituzione ne garantisce il diritto. In fascistocrazia quel diritto diventa il rovescio. Gianfranco Fini, da fascista in carriera, ha detto di rinnegare il fascismo ma lo fa da presidente della Camera di una fascistocrazia. Se nega 2 volte vuol dire che afferma. Quindi rimane un coerente fascista. Onore a quel giovane del video che gliel’ha ricordato in faccia.

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gennaio 30th, 2009 politica 40 Comments

Che la stampa del regime italiano avrebbe stravolto i fatti di piazza Farnese per sputtanare Antonio Di Pietro e Beppe Grillo non è certo una novità. Di contro, all’ex pm, tanta pubblicità non ha fatto che giovargli. Ma la compattezza della linea tenuta dai principali quotidiani cartacei, ieri, fa invidia alla stampa del regime comunista cinese. Tutti contro, tutti a fomentare che Di Pietro avrebbe dato indirettamente del mafioso a Giorgio Napolitano. Niente della verità. Niente della sostanza della giornata, ossia delle vittime della mafia. Di Stato. Quella mafia che ha ammorbato tutto: dalla Camera al Senato, dai consigli regionali a quelli provinciali, dai comuni agli imprenditori, dalla magistratura ai giornalisti. I filosofi del nulla si sono uniti tutti in coro a dare addosso ad un uomo solo: Antonio Di Pietro, simbolo di Mani pulite, prima inchiesta della storia della Repubblica italiana, che passerà alla storia col suo pool per aver portato alla luce il sistema putrefatto della politica invischiata col sommerso delle tangenti.

Tutti a scrivere che erano soltanto un migliaio in piazza, talmente pochi e innocui da indurre tutti i direttori servi della massoneria gentile a fare titoloni in prima pagina. Ecco alcuni titoli in rassegna apparsi ieri.
Corriere della sera: “Attacco al Colle, bufera su Di Pietro”, la nota del Quirinale “Espressioni offensive”, il premier: “gesto rozzo” e lo “sconcerto” del capo dello Stato.
Apertura in fotocopia per il Messaggero che completa l’occhiello con l’intervista a Violante “siamo ai limiti dell’eversione, alleato dannoso per il Pd”.
Repubblica: “Di Pietro attacca Napolitano. Il Quirinale: basta offese” con editoriale al seguito di Massimo Giannini dal titolo “Il bersaglio sbagliato del tribuno populista”.
Libero: “La mafia di Di Pietro”
Il giornale: “Questi hanno perso la testa” con le prime 4 pagine piene di foto e articoli denigratori sul nulla.
La Stampa: “Di Pietro e Quirinale ai ferri corti”
Il Sole 24 ore (titolino di lato): “Di Pietro attacca Napolitano, coro di solidarietà al Quirinale”.
Persino l’Unità di Marco Travaglio ha preferito scrivere di lato “Di Pietro attacca Napolitano è bufera, frasi gravi dell’ex pm Non è arbitro il silenzio è mafioso, il Colle: offensivo e pretestuoso” anziché dare spazio ad un lungo editoriale a firma dell’illustre collega su come sono andate le cose, visto che tra l’altro era presente.
Senza contare il Mattino, il Riformista e il tono degli editoriali come quello di Piero Ostellino, che sul Corriere si è talmente e chiaramente omologato da non essere più nemmeno viscido.
Tutti i giornali a coprire “il complice Napolitano” ma smemorati sui precedenti assai poco rispettosi nei confronti dei presidenti di Repubblica. Ecco qualche sopradico esempio.

Berlusconi che dà del comunista a Giorgio Napolitano
Berlusconi dice a Giorgio Napolitano che è uno di loro (sinistra)
Berlusconi: mai eletto un comunista al Quirinale.
Ecco che tipo di comunista è Giorgio Napolitano secondo Paolo Mieli
Quirinale irritato per gli attacchi di Berlusconi
Berlusconi: Napolitano presidente? Manco morto!
La Lega che insulta il presidente Oscar Luigi Scalfaro.
La Lega attacca Carlo Azeglio Ciampi.

Mafioso non è solo il silenzio, ma anche le balle sparse senza pudore e senza vergogna. Peccato che quest’ultima appartenga soltanto ai galantuomini.

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gennaio 29th, 2009 politica 49 Comments

Riporto qualche dichiarazione che ho raccolto da Beppe Grillo, Marco Travaglio e Carlo Vulpio, intervenuti ieri sul palco romano di piazza Farnese. La mattinata è filata via liscia con gli interventi di tutti: da Salvatore Borsellino all’organizzatrice Sonia Alfano passando per Antonio Di Pietro.
Tutti, da dietro le quinte, si aspettavano molta più gente di quella che si è presentata in piazza, ma certamente hanno influito il giorno feriale di mercoledì, non proprio congegnale, e l’organizzazione avvenuta in tempi troppo stretti.
Mi ha fatto piacere conoscere alcuni lettori del blog, tutte persone giovani, indignate e stimolate all’attivismo. Ognuno di loro mi ha chiesto post su specifici argomenti e mobilitazioni in massa. Mi piacerebbe contare sui numeri, ma temo che la stragrande maggioranza di chi si informa in Rete siano persone giovani che faticano ad andare avanti, di conseguenza con poco tempo e mezzi da investire per attivarsi ad accerchiare i palazzi per sbugiardare i politici. Ovviamente, chi si attiva mi segnali i video che non esiterò metterli in home page. Per quanto mi riguarda cercherò sempre di accontentarvi a patto di potervi dare notizie certe ed approfondite. Scusate se rispondo di rado alle mail, purtroppo sono sempre tante concentrate in poco tempo. Ma le leggo. Grazie a tutti voi di esistere.

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gennaio 28th, 2009 informazione 60 Comments

Oggi a Roma in piazza Farnese c’è l’iniziativa a sostegno del procuratore Luigi Apicella. Intervengono Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Sonia Alfano e i familiari dei morti nelle stragi di mafia.
Sulle principali testate nazionali, di questa iniziativa, oggi, non c’è una sola parola. Corriere e Repubblica hanno fatto di più: hanno steso il velo della censura persino sulle pagine locali di Roma!
Sulle prime pagine domina il negazionismo lefebvriano assieme a quello dell’informazione. I filoni nettamente separati fra la stampa allineata e la stampa libera della Rete fanno emergere 2 italie: una dopata e una acqua e sapone. Oggi se almeno 2 o 3 milioni di italiani sanno di piazza Farnese è soltanto grazie alla Rete. La peggior nemica della casta corrotta italiota che non sa più come fermarla. Non a caso la stessa casta non esita a sfornare provvedimenti comunisti che fanno a pugni con le direttive europee in materie di libertà, diritto degli utenti e concorrenza.

Loro ci provano e ci riprovano. L’ultima bozza di proposta di legge finita sui tavoli del governo, ufficialmente per combattere la pirateria digitale, se passerà, si tradurrà in censura del web a spese degli utenti ma anche di siti come YouTube a vantaggio di Mediaset. Partorita dal neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale,a bozza è pubblicata sul sito di Altroconsumo.
Protegge gli interessi dei soliti papponi che per intere generazioni hanno fatto il bello e il cattivo tempo nel mercato discografico, ma è contrario alle direttive europee in tema di interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.

I punti inquietanti della proposta sono la delega in bianco al governo che si fa “garante” della difesa del diritto d’autore per colpire gli utenti e i provider, che secondo il diritto comunitario recepito anche dall’Italia non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Ma per gli alleati del presidente del consiglio dei piduisti è vitale far vincere Mediaset contro Youtube, come già anticipato la scorsa estate dal deputato mantenuto Luca Barbareschi. Non solo. La bozza, così com’è comporterà misure di disconnessione coatta degli utenti da internet, apprezzata sia dalla Siae che dalla Fimi. Bocciata dal parlamento europeo, oltre che alla censura dell’informazione grazie alla attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell’ordine per la salvaguardia e il rispetto delle norme imperative dell’ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori”. Con tanti saluti alla libertà di informazione e di critica, per esempio, su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Tengo a precisare che questa forma di censura è già stata dichiarata incostituzionale negli Usa di Obama.

Dunque, Rete 4 può continuare a diffondere Emilio Fede senza concessione, Striscia la notizia potrà continuare a diffondere le immagini di Youtube assieme a Studio aperto, mentre Youtube dovrà pagare Mediaset. Dove sono gli italiani sovrani?
Ci vediamo a piazza Farnese.

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gennaio 27th, 2009 giustizia 73 Comments

La sentenza per David Mills si avvicina, l’imputazione, lo ricordo, è quella di corruzione in atti giudiziari in concorso con Silvio Berlusconi, che però non sarà giudicato perché si è fatto sfornare dalla sua maggioranza la porcata alfano, che l’ha reso impunibile per legge. Dal verdetto di primo grado, atteso con tutta probabilità il 17 febbraio prossimo, capiremo se i 600 mila dollari accreditati sul conto corrente di David Mills furono il ringraziamento del premier per aver testimoniato il falso (con scena muta al seguito) nei processi sui diritti Mediaset. Fra l’altro, per inciso, non ho capito perché il governatore dimissionario sardo Renato Soru butti tempo e soldi per querelare il premier bionico.

Tornando a Mills, la difesa di Berlusconi aveva ricusato il giudice Nicoletta Gandus per presunto “grave atteggiamento di inimicizia” nei confronti del presidente del consiglio imputato. Ebbene, dopo la Corte d’appello, anche la Cassazione ha respinto l’istanza. Nelle motivazioni del provvedimento si legge che “Nicoletta Gandus non ha manifestato inimicizia grave nei confronti di Silvio Berlusconi. Qualunque critica che la Gandus avesse manifestato nei suoi confronti fra il 2001 e il 2006, sarebbe comunque avvenuta in un’epoca antecedente al processo”.

La sentenza rimane in ogni caso simbolica nei confronti del presidente del consiglio degli impuniti perché anche se il lodo alfano scadesse domani mattina, Nicoletta Gandus non lo potrebbe più giudicare. Per Berlusconi questo processo ripartirebbe da zero con una nuova corte giudicante e con l’assoluta certezza della prescrizione.
Tanto per chiudere il cerchio ricordo che Nicoletta Gandus ha sempre vietato la ripresa delle udienze di questo processo, ed ora, mentre sto scrivendo, a quasi un mese dall’inoltro della richiesta di copia degli atti del pm Fabio De Pasquale (pubblici), non ho ancora avuto risposte.

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gennaio 26th, 2009 opinioni 34 Comments

Come promesso pubblico la risposta del comune di Treviglio nella persona dell’assessore Daniela Ciocca, in seguito alle domande che avevo posto nel post del 16 gennaio u.s.

Caro Martinelli, le chiedo di pubblicare queste mie considerazioni con la stessa evidenza del testo (16 gennaio)a cui fanno riferimento. Non so se ci siano sui blog regole di numero di battute. Nel caso, chiedo venia per la lunghezza del testo. Grazie.

Mi scuso innanzitutto per il ritardo con cui rispondo alle domande poste. Non capisco però perché le domande mi si pongano attraverso il blog. Daniele Martinelli sa benissimo come rintracciarmi e le risposte gliele avrei date subito: si faceva prima. Comunque le domande erano queste:

1. La prima: “L’assessore Ciocca faccia sapere alla collettività quanto guadagna il segretario comunale di Treviglio nostro dipendente”. Ecco la risposta. Guadagna 70.000 € annui lordi come segretario generale da quando ha assunto servizio (novembre 2006). Dal 19 novembre 2008 esercita anche le funzioni di Direttore generale con un compenso aggiuntivo annuo lordo di 30.000 €. Basta leggere i verbali del Consiglio comunale pubblicati sul sito del Comune (e magari seguire la cronaca locale che ne ha parlato) e un giornalista (che di mestiere accede alle fonti) lo sa comunque subito, quindi può dirlo anche ai propri lettori. Se lettore si può considerare anche la sottoscritta, chiedo a Martinelli di elencare i compensi, corrispondenti alle stesse funzioni, di altri segretari di Comuni della stessa dimensione di Treviglio e anche di comuni minori. Così uno si fa un’idea. Magari potrebbe pubblicare anche le retribuzioni dei dirigenti (personale dipendente) dei comuni, così uno se ne fa ancora delle altre di idee. Per inciso, il link predisposto da Martinelli sul commento che accompagnava l’intervista della sig.ra Sabyne rimandava alla situazione contrattuale di un segretario da 250.000€, … ma si trattava del segretario e direttore di tutt’altro comune.

2. La seconda, che in realtà è una serie di domande: “La stessa signora Daniela Ciocca che ricopre il ruolo di assessore continua ad essere anche addetta stampa comunale? Se così fosse siamo sicuri non ci sia nessuna incompatibilità? E lo stipendio? E’ doppio?”. Risposta: no. Ho ricoperto l’incarico di addetto stampa (lavoro retribuito) fino a giugno 2008 (fine del lavoro e fine della retribuzione). Quindi nessuno stipendio doppio. Anche questo è fatto noto: basta leggere i verbali del Consiglio comunale e basta anche fare una telefonata agli uffici comunali che si interessano del personale. Martinelli dovrebbe sapere che essere addetto stampa retribuito come dipendente ed esercitare una delega assessorile sono due cose incompatibili già per conto loro. Per legge.

Chiudo con un precisazione tra parentesi, perché ormai mi pare che l’argomento del contendere non sia neanche più questo: il problema della mancata ammissione al nido dei gemellini della sig.ra Sabyne non dipende dal fatto che i piccoli, ovviamente, sono 2, ma che non sono tutti e 2 lavoratori i loro genitori. E’ per questo che la sig.ra è rimasta fuori graduatoria, perché la precedenza – in base al regolamento dei Nidi comunali, che hanno poco più di 70 posti complessivi - è data a bambini con genitori entrambi lavoratori.
Tralascio le altre illazioni sul mio conto: non sono una “esperta in comunicazione”; sono banalmente un’insegnante fiera di esserlo stata per quasi quarant’anni, con un po’ di esperienza di editoria, che si interessa di comunicazione, che ha scritto come giornalista free lance molto free e quando non era un automatico titolo di merito, che ha ricevuto una delega per gestire un assessorato, che fa l’assessore dal 1° luglio scorso e dalla stessa data e nel tempo libero (si fa per dire) cerca di assicurare, per quanto può, agli Uffici comunali e alla Amministrazione – dato che non ci sono più per ora né un ufficio stampa né un addetto stampa - un servizio di comunicazione (gestione e aggiornamento del sito comunale, preparazione di conferenze stampa, avvisi pubblici, confezione del notiziario comunale, risposte a lettere sulla stampa, blog ecc.).
E lo faccio volentieri, con una curiosità e un interesse verso la gente che mi ha spinto a usare un pezzettino della mia domenica per invitarla, caro Martinelli, a leggere queste note. E a fare un bagno di umiltà. Io ogni tanto lo faccio (anzi, a volte mi ci hanno costretto): non è gradevole, ma le assicuro che fa un gran bene. A me ad esempio ha insegnato che la cosa migliore, quando si prende un abbaglio, è dire “Sorry, ho sbagliato”. E chiedere scusa. Non all’interlocutore diciamo politico, quindi non a me (chi fa l’amministratore pubblico lo sa che si espone a critiche, perlomeno chiamiamole così anche se alcuni commenti dei suoi lettori mi sembrano piuttosto insulti). Ma al personale comunale dei Servizi sociali, gente che fa il suo lavoro e lo fa con coscienza. Gente da rispettare.
Per questo ho scritto di ‘fango gratuito’ (mi scusi il vizio professionale, ma gratuito non significa solo ‘non costoso’ come ha capito lei, ma anche ‘ingiustificato’).
Questo è tutto.
Le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti
Daniela Ciocca

Gli atti dei guadagni del segretario comunale pubblicati sulle pagine del comune di Treviglio (come indicato dall’assessore) sono orfani di link. Io non li ho trovati. Non vado oltre sulle considerazioni personali legate all’umiltà mia personale visto che il blog ha ben altre funzioni. Se l’assessore Ciocca si sente umiliata mi segnali i commenti incriminati e non avrò alcun problema a cancellarli. Mi capirà, io che ho perso l’umiltà a forza di dare spazio a tutti quelli che mi attaccano mi son dovuto abituare a tralasciare il linguaggio “politically correct”.
Quanto alle indagini approfondite mi piacerebbe dedicarmi alle porcherie locali dei singoli comuni ma con 2 mani, 2 gambe e una testa, per ora, non riesco a fare altro che spendere il poco tempo libero dal resto per lavorare alla realizzazione di un libro sui fondi europei, che spero di pubblicare entro l’estate.

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gennaio 25th, 2009 politica 24 Comments

Lampedusa scoppia. I tunisini, con un sonoro vaff alla loro capitale sono usciti dal centro di accoglienza dell’isola per manifestare con i lampedusani al grido di libertà!. La politica di Roberto Maroni e dei suoi alleati piduisti fallisce sotto il peso della globalizzazione e della sua inefficienza. Alcuni degli stranieri in corteo hanno finito per ubriacarsi, altri sono entrati nelle abitazioni private per rovistare i frigoriferi.
I nodi di questo governo di pagliacci stanno venendo al pettine, uno ad uno. Hanno paura, vivono alla giornata nell’affanno di tamponare ciò che non possono fermare. La globalizzazione.

Berlusconi fa spallucce mentre a ragione dice che “le intercettazioni sono un enorme scandalo“. Infatti basta ascoltare le sue per rendersi conto di quanto faccia schifo lui, assieme ai suoi amici allo sbando. Mentre Roberto Calderoli non semplifica nessuna legge dannosa, inutile e incostituzionale, vengono usati gli stupri per fare annunci balordi sull’aumento a 30 mila guardie nelle città. Cosa c’entri non si sa. Ma l’importante è fare confusione dimostrando di non sapere cosa fare per contenere immigrazione, crisi economica e soprattutto censurare al popolo le leggi porcata che isolano questa classe dirigente dalla galera.

A dar man forte al governo piduista arriva il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che bastona a parole il gip che ha scarcerato lo stupratore di Fiumicino. Ha ammesso di aver agito sotto l’effetto di alcol e droga. Ma al padrino del lodo Angelino non interessa. Pur di fingere di farsi vedere interessato alla giustizia ha mandato gli ispettori al tribunale. Appena lo incrocerò per strada gli chiederò conto dello stupro della costituzione che il suo capo piduista gli ha fatto tenere a battesimo.

Intanto il flusso degli immigrati è raddoppiato, ma a Maroni basta negare, senza che nessun giornalista gli chieda come farà a far pagare ad ognuno di quei disperati, la multa di 10 mila euro come recita il decretino legge inutile partorito appena qualche giorno fa. A Lampedusa ci vorrebbe un ufficio esattoriale di riscossione multe. Il suo costo di costruzione verrebbe ammortizzato in 24 ore assieme al debito pubblico che graverebbe un po’ meno sul groppone degli italiani onesti.
Ma Maroni dribbla dicendo che “il 2009 sarà l’anno della svolta” in seguito agli accordi congiunti col tiranno libico Gheddafi di pattugliare il golfo della Sirte. Che buffonata Maroni! Ci reputa tutti cretini come quelli che gli credono.

Questi segnali ci dicono che governo e ministri sono disperati. Fanno leggine finte ogni giorno pur di far credere di fare. Ma stanno implodendo. Qualcuno ha detto a Maroni che non potrà più suonare il sax in pubblico perché potrebbe incappare nel reato di sua creazione per “assembramento di spettatori”?. Anche la banda musicale in chiesa è illegale!
Che genio Maroni! Quello del partito del federalismo che cerca di isolare le persone per disarticolare il dissenso informato. Il federalismo fiscale a vantaggio di regioni e cittadini è anni luce da quello approvato. Una porcata che ci costerà cara perché moltiplica i centri di spesa senza prevederne gli effetti. Ne riparlerò.

Intanto mercoledì a Roma ci sarò. Anche martedì.

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