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dicembre 31st, 2008 politica 67 Comments

Voglio chiudere questo 2008 con un video girato da alcuni cittadini al consiglio comunale di Caltanissetta, dove i vigili urbani hanno difeso la causa della casta locale per imporre la censura alla videocamera che immortalava gli interventi dei consiglieri comunali e degli assessori. Spero che queste immagini entrino a far parte della storia di un anno passato, vecchio, superato, e che allo stesso tempo rafforzino l’ostinazione di un numero sempre maggiore di ragazzi come questi.

Perciò mi auguro che il 2009 porti più coraggio, più autocritica, più giovani armati di videocamere che denuncino tutto e il più possibile. Per sperare tanto devo augurarmi un 2009 con più persone informate e consapevoli e meno sognatori che reputano la mia persona un’eccezione.
Mi auguro che il 2009 mandi in pensione per sempre i soldi e che questo contribuisca a premiare i migliori a scapito dei paraculi.

Mi auguro che il 2009 porti maggiore frustrazione ai figli di papà, schiacciati e oppressi da una massa di plebei informati e capaci di pensare con la propria testa. Soltanto con una maggioranza così potremo dare maggior proporzione alle differenze e restituire alla nostra civiltà una democrazia a misura europea.

Mi auguro che il 2009 porti tanti licenziamenti nel settore industriale e privato, affinché anche tanti dipendenti pubblici siano costretti a rimboccarsi le maniche per guadagnarsi da vivere, senza che il loro stipendio sia il prodotto dei contributi forzati dei lavoratori a partita iva, come il sottoscritto, che vedono sottratte le proprie ricchezze prodotte per mantenere un esercito di parassiti.

Mi auguro che il 2009 si porti via fette di mafia, omertà e paura, e che tanta indignazione frutto di consapevolezza possa restituire agli italiani una legge uguale per tutti.

Mi auguro che il 2009 porti più Rete e meno televisione, più fatti e meno religione, più facce toste e meno ipocriti.

Mi auguro che il 2009, sia per me come il 2008. Ricco di soddisfazioni e di tante piccole rivincite. Per questo devo ringraziare voi tutti, a migliaia, che venite a leggere e commentare questo blog ogni giorno. Un costo in termini economici, un guadagno in termini di orgoglio personale.

Nel 2008, dopo 15 anni di full time radiotelevisivo, mi sono dimesso da tutto, cominciando a lavorare solo su Internet per realizzare interviste e servizi per il blog di Beppe Grillo e per l’Italia dei valori. Non mi sono mai sentito così a mio agio nell’essere me stesso. Contento di essermi guadagnato la loro stima e la loro fiducia. Contento di condividere il lavoro con un team stimolante e qualificato come quello dei ragazzi della Casaleggio associati di Milano, a partire da Gianroberto, un “ragazzo” dotato di fiuto come pochi.  Altrettanto contento di essere inviso al resto dello star system ormai consumato, sia televisivo che cartaceo. Consapevole di poter dare il mio contributo a chi mi interpellerà per fare informazione televisiva o radiofonica, giusto per raggiungere quella fetta di italiani che internet non lo usa. Giusto per sentirmi meno in colpa quando mi capita di essere fermato per strada da persone anziane che mi dicono “Come mai non la vedo più in tv?” Devo confessare con onestà che, nonostante la fatica che comportava la quotidianità dell’andare in diretta, lo studio de L’Espresso mi manca un po’.

Comunque mi auguro che il 2009 porti tanti altri colleghi giornalisti a essere più liberi. Che la loro professionalità possa contribuire a svegliare dal coma “quizzologico” tanti italiani. Anche se so che molti di loro finiranno a fare i pasticceri o in qualche impresa di pulizie. Prigionieri della dipendenza editoriale, inconsapevoli delle potenzialità della Rete. Quando li incrocio li sento in un continuo lamento. Dicono cose che meriterebbero inchieste interne alle redazioni da cui provengono, ma tacciono e soccombono. Poveri loro.

Mi auguro che il 2009 continui a catapultarmi in giro per il mondo, dopo anni di segregazione nelle redazioni televisive e nei recinti di piccoli fattarelli di cronaca locale. Mi auguro di proporre tanti faccia a faccia con politici e politicanti di tutte le estrazioni, affinché la chiarezza sostituisca il politichese e rimuova la mentalità del “lei non sa chi sono io”. Preparatevi perché ne vedrete delle belle.

Mi auguro che il 2009 mi riporti alla maratona. Da quando mi sono iscritto a quella di Stoccolma, che si disputerà a fine maggio, ho ripreso a correre seriamente e con regolarità. Ho perso qualche chilo di troppo e ho ripreso lucidità mentale che la vita da blogger perennemente seduto mi stava annebbiando.
Mi auguro che anche molti di voi si abituino a corricchiare almeno un pochino ogni giorno, senza strafare come me. E’ la miglior medicina di vita che aiuta a pensare e a formare il carattere. La fatica che impone la corsa rafforza la salute, la personalità, il vigore fisico (in tutti i sensi) e ringiovanisce lo spirito.

Mi auguro che il 2009 continui a minare la mia inguaribile misantropia, perché grazie ai vostri commenti e alle vostre critiche scopro ogni giorno individui dotati di lunghezza d’onda, che trasmette piacevole presenza. Vi devo ringraziare perché spesso mi aiutate a ragionare e a considerare il problema dal lato che con inconscia presunzione credevo di aver valutato.

Mi auguro un 2009 tutto su questo blog, con voi, e vi lascio col video dei miei minuti più belli del 2008. L’intervento sul palco del V2-Day di Torino su invito a sorpresa di Beppe, davanti a centinaia di migliaia di persone. Un momento irripetibile che è valso molto più di qualunque Raiset.
Di seguito la versione mozzata disponibile su Youtube, QUI la versione integrale scaricabile grazie ad Arcoiris tv.
Da Bordighera, per oggi e per quest’anno, è davvero tutto. Un bacio.

Scarica il Calendario dei Santi Laici 2009

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dicembre 30th, 2008 informazione 18 Comments

Secondo l’ultimo rapporto di Reporters Snas Frontiers relativo alla libertà di stampa nel mondo, censura e repressione si spostano sul web.
Questo 2008 si sta chiudendo col bilancio di 60 giornalisti uccisi e 673 tra fermati e arrestati, a fronte degli 86 morti e 887 arrestati registrati nel 2007.
Tra i morti di quest’anno anche il primo giornalista blogger. Si tratta del cinese Wei Wenhua, ucciso a botte da un gruppo di agenti municipali lo scorso 7 gennaio a Tienanmen.

Episodi di repressione e censura in Rete sono stati registrati in altri 37 paesi, con picchi di 162 casi in Siria, 93 in Cina e 38 in Iran. “La rete - spiega il comunicato dell’ente - è diventata uno spazio di libertà per i cittadini critici e i giornalisti incensurati, e in quanto tale, rappresenta una minaccia per i centri di potere abituati a governare in tutta impunità”.

Io stesso, in seguito alla vicenda di Bitonto dell’agosto scorso, sono fra gli intimiditi che hanno ricevuto richieste di risarcimento danni, per aver denunciato omertà da parte di funzionari pubblici che si sono sottratti al dovere di spiegare i motivi che li hanno spinti a scelte discutibili, come quelle di piazzare capo dei vigili urbani un inquisito per peculato e truffa aggravata. Hanno tentato di imbavagliarmi ma non ci sono riusciti. Devo ringraziare il gruppo di “Arrestateci tutti” che tramite Antonio Di Pietro hanno preso le mie difese. Non mi sento un eroe, anzi, mi rattrista constatare come in Italia l’informazione sia totalmente deformata sia nella proposta che nei contenuti. Un’informazione talmente controllata da disinformare quotidianamente perché non libera. Perché composta da una maggioranza di giornalisti che hanno ceduto al ricatto.

Ottenere libertà significa cambiare le regole del gioco, che la quasi totalità della casta attuale non è disposta ad accettare. La Rete libera sgomita tra l’arroganza, l’ignoranza, la tracotanza e la prepotenza di chi ha inteso la cosa pubblica come proprietà privata.

La cronaca riporta sempre più spesso sequestri di blog, arresti di blogger e filtri nei motori di ricerca. Tuttavia sono convinto che fra qualche anno non avrà più senso stilare la classifica degli stati per libertà di stampa, perché la Rete sta mettendo a nudo tutte le contraddizioni di una puzzolente elite di oligarchi.
La rete cancella le frontiere, annulla gli stereotipi, irrompe nella vita di tutti, illumina con luce abbagliante le magagne dei regimi, è immediata e repereibile in ogni momento.

Le bugie avranno le gambe sempre più corte e questo porterà a cambiamenti talmente radicali da rendere difficili paragoni con la realtà attuale. Come difficile è pensare che in una democrazia, un giornalista possa morire ucciso da una carica di tritolo. Peppino Impastato fece quella fine nel 1978. Amava raccontare ciò che in un paese libero dovrebbero raccontare tutti. Il suo corpo disintegrato non ha potuto nemmeno subire degna sepoltura. Come racconta la sua anziana madre, intervistata recentemente e proposta nel video in cima al post.

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dicembre 29th, 2008 informazione 19 Comments

Navigando in Rete mi sono imbattuto in un video amatoriale girato a Civitanova Marche, che ritrae un carabiniere in divisa, irritato dall’essere ripreso con la videocamera da un cittadino, che lo sollecita a identificare un gruppo di vu cumprà che vende mercanzie contraffatte lungo un marciapiedi adiacente.
Il carabiniere in divisa, anziché raccogliere l’invito, si scaglia contro il videomaker che si qualifica come giornalista.
Pensiamo come potrebbe cambiare l’Italia se fossimo in milioni anziché in 4 gatti a riprendere, documentare e denunciare ciò che ci accade attorno.

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dicembre 28th, 2008 economia, politica 31 Comments

Giustizia ingiusta e intercettazioni telefoniche vietate sono le priorità assolute del governo per il terribile 2009 nelle mani di Silvio Berlusconi, che rivela le sue intenzioni alla comunità di Don Pierino Gelmini, rinviato a giudizio per reati sessuali. Che la posta in gioco per la contropartita di favori o di aiuto siano soldi o sesso con ragazzini, per il leader liberal comunista non cambia. Dopo la solidarietà espressa a gentaglia come Totò Cuffaro ed aver collaudato il teorema del deputato condannato, Berlusconi fa di più: promette al presunto corruttore di minorenni in tonaca sostegno economico e appoggio anche tramite Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, il cattolico tutto chiesa, salotti tv e galera per una cicca di spinello.

Il consenso dell’opposizione, per Berlusconi, è un optional. Ne fa comunque a meno, certo che Veltrusconi è suo fedele alleato. Al leghista Roberto Cota piace l’idea che un pm giri le dita tutto il giorno nell’attesa che qualche poliziotto, dipendente del ministero dell’interno, gli fornisca improbabili notizie di reato. Al porcaccione Roberto Calderoli frenare le indagini e bloccare l’informazione per legge “va benissimo!”. Aggiunge che “andrà a segno come sta andando a segno il federalismo con cui siamo già partiti”. Sì, di cervello.

Sfatiamo subito il mito del Berlusconi che se ne andrà dall’Italia. Non se ne è andato nemmeno dopo la telefonata più puttana che fece ad Agostino Saccà, figuriamoci se se ne va proprio ora che sta completando il piano piduista di Licio Gelli col bavaglio alla magistratura e all’informazione!
Berlusconi non se ne può andare, deve fare ancora un po’ di favori a cani e porci. Dovrà candidare fondi di galera e inquisiti per le europee e alle regionali della Sardegna. Del resto in quest’epoca “peggiore di Tangentopoli” come detto dal segretario dell’Anm Giuseppe Cascini, ci sguazza anche il pd di Walter Veltroni.

Che tanto per non smentirsi ha definito “gravissimo ciò che è avvenuto a Pescara” nell’intento di delegittimare la figura del gip Luca De Ninis, che ha scarcerato l’ormai ex sindaco e segretario regionale di partito Luciano D’Alfonso, costretto ai domiciliari.
Riepilogo: D’Alfonso si è dimesso da primo cittadino di Pescara proprio per uscire di galera, come prevede la procedura. Da sindaco dimesso non potrà inquinare le prove. Con la scarcerazione il gip ha soltanto rispettato le regole vigenti definendo “il quadro accusatorio confermato e addirittura rafforzato”.
E’ semmai la frase di Veltroni il fatto gravissimo, perché ormai dimostra di aver imparato la biforcuta lingua piduista, abile nel confondere le idee anche agli ultimi pidini rimasti a reggere con le mani la bandiera mentre pisciano contro vento.

I giornalisti della P2, come previsto, non hanno certo chiarito la stronzata sputata da Walter Veltrusconi. Avrebbero dovuto confermare le accuse di tangenti, corruzione, concussione, associazione per delinquere sottoforma di favori, regali e denaro intercorsi tra D’Alfonso, il patron di AirOne Carlo Toto e l’imprenditore Massimo De Cesaris (tutti inquisiti), nell’attesa di capire che razza di malcostume, illecito finanziamento ai partiti o tangenti si tratti.
Invece hanno preferito scrivere che “nel Pd si levano critiche ai magistrati per la scarcerazione lampo del sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso. Si insinuano dubbi sulla fondatezza dell’arresto”.

In perfetto stile piduista i magistrati delegittimati, un Penati presidente di provincia a Milano che riabilita e smentisce Carlo Tognoli e Bettino Craxi (tanto per rimanere anche sul locale) il pd prosegue la sua marcia funebre verso l’ossario della politica.
Per Luciano Violantenon sussistevano le ragioni per arrestare D’Alfonso se non quelle di far cadere una amministrazione”. In un paese normale si leverebbe un coro di “Violante a fanculo”. Purtroppo indifferenza e disinformazione metastasata amplificano indenni anche le cazzate di Tenaglia, ministro ombra perfetta di Angelino Inaffanno, che ha aggiunto: “Quando i magistrati prendono decisioni di questo tipo, devono agire con prudenza e rispetto delle procedure“. In un paese normale chiunque avrebbe rammentato a Tenaglia che il gip De Ninis le procedure le ha rispettate.

Ma nell’Italia del tutto fa tifo e brodo Walter Veltrusconi ha già rimpiazzato con un degno sostituto il segretario regionale abruzzese del pd: Massimo Brutti, che ha bollato il bavaglio alle intercettazioni tanto caro a Berlusconi ”una sorta di richiamo della foresta alla politica, anche se la privacy degli indagati va difesa”. Di quale privacy parli Brutti quando un gip si imbatte in un sindaco durante l’esercizio delle sue funzioni lo sa soltanto lui.

Mentre la stampa pagata dai finanziamenti all’editoria continua la confusione, noi che siamo informati rinnoviamo per la seconda volta un sonoro invito al vaffanculo per Angelo Panebianco, che sulla prima pagina del Corriere vuole farci credere che Veltrusconi soltanto da oggi “ha rotto col partito giustizialista” di Antonio Di Pietro, chiudendo l’editoriale a carico nostro meravigliato che molti giovani siano sensibili alla questione morale. “Sintomo di un problema ben più ampio, di un’intera generazione politicamente attiva mossa dagli eventi di Mani pulite. Generazione postideologica cresciuta credendo fermamente nei dogmi dell’Italia paese più corrotto del mondo, etica come metro di giudizio della politica contrapposto agli interessi personali di chi la fa. Ciò” - secondo Panebianco - “basta a spiegare perché tanti di questi giovani risultino poi sprovvisti degli strumenti necessari per pensare politicamente”.
Ergo: per pensare politicamente, in Italia, bisogna anteporre gli interessi privati a quelli di tutti. Che maestro di vita Panebianco.

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dicembre 27th, 2008 economia 31 Comments

Silvio Berlusconi è preoccupato della lotta all’evasione fiscale. Quella degli altri perché la sua è custodita in Svizzera esentasse e senza un solo giorno di galera. Il ministero del tesoro, scosso dopo le aste deserte degli ultimi giorni, fa sapere che “nel 2008 la riscossione triburaria ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro registrando un aumento del 46% rispetto allo stesso periodo del 2007“. Martedì e mercoledì scadranno 10 miliardi di euro in Titoli di Stato, Giulio Tremonti potrà valutare l’esito della domanda: tradotto, si sta cacando sotto per ciò che potrà accadere nel 2009, quando i titoli di Stato in scadenza saliranno ad oltre 220 miliardi di euro e il debito pubblico italiano sfonderà il 100% del Pil.
Meno male che per i giornali gli italiani non rinunciano comunque al piacere della buona tavola. Sono improvvisamente diventati tutti più polentoni, con meno caviale, meno ostriche, meno champagne e più bollito, più cappelletti in brodo e più pizze rustiche. L’indagine fra i tavoli, più invasiva e accurata delle intercettazioni telefoniche, dice che la paura “dell’anno da paura” annunciato dal presidente del consiglio dei piduisti ha aumentato i brindisi. I “bari della sinistra” che agita mister parrucchino, quelli più ininfluenti, li sta prosciugando appunto il tesoro con i militari molto lesti nel colpire le massaie delle 4 rosette e i loro panettieri, mentre i Valentino Rossi dei 120 milioni sparpagliati fra Lussemburgo e Montecarlo patteggiano pagandone solo 35.

La recessione dei proletari ha indotto a un risparmio di 2 miliardi di euro in regali rispetto all’anno scorso. Il lusso invece non conosce crisi, l’unico che possano permettersi i veri evasori fiscali amici di Berlusconi, ai quali ha fatto credere di dichiarare guerra ma facendola in realtà alla magistratura che la contrasta. Non a caso la riforma della giustizia in ingiustizia è il primo impegno del governo italiano nel 2009. Al presidente degli evasori interessa spianarsi il terreno per farla ancora franca. Niente sconti e saldi alla giustizia e all’uguaglianza, svendute già da un pezzo nei mercati pornografici di Montecarlo, St.Moritz e del parlamento, paradiso fiscale dei corrotti. Capaci di predicare che “pagare le tasse è un dovere civico” dimenticandosi di specificare che riguarda soltanto l’esercito di sfigati della seconda settimana. Cornuti, mazziati e impegnati a rimborsare con gli interessi l’Ici che i comuni recuperano a suon di multe contro le quali non ci sono modi per ricorrere. Più sono salate e sproporzionate al danno, più fanno rischiare il pignoramento delle mutande, ultimo baluardo di proprietà privata.

A loro (gli sfigati) sembra voler pensare San Massimo, patrono degli evasori fiscali, per intercessione del cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi. Che dalla cappella del prestigiatore ha materializzato come d’incanto un milione di euro. Una manna di tesoretto che per Giulio Tremonti “non esiste, se non in sottoforma ectoplasmatica“. Materia che compone dentiera e parrucchino del suo presidente del consiglio dei delinquenti, che da quando si è reimpossessato del governo con la sua banda di corrotti l’evasione è ripartita. Con questi conviene perché basta patteggiare come ha fatto Valentino. Ammetti di aver evaso e rimborsi qualcosa. 600 milioni di euro derivano proprio da questo sistema che l’evasione la incoraggia. Un’inezia rispetto a quanto denunciano i magistrati degli ammanchi fiscali. Un’infinità i 4 anni necessari al raggiungimento di una sentenza di primo grado nelle cause tributarie cui ricorrono molti evasori. Nel paese in cui la giustizia non deve funzionare queste cause sono diventate 600 mila. Troppe per qualunque democrazia degna di tale nome. Normali in Italia.

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dicembre 26th, 2008 politica 83 Comments

L’Italia va a rotoli, i telegiornali aprono con la neve in montagna seguita dall’identikit dello sciatore che ne ha investito un altro sui pendii dell’Alto Adige.
Intanto nella Milano del boom di aste e fallimenti aumentano gli italiani che si recano alle mense gratuite e ai dormitori per disadattati. Molti di loro hanno figli a carico e un divorzio alle spalle dovuto a rapporti guastati con le ex mogli, a causa di perdurante scarsità di soldi in tasca.

E mentre in molte città il psi e il pd augurano buone feste su gigantografie appese ai muri pagate coi nostri soldi, è salvo l’8 per mille alla chiesa cattolica. Salvi i rimborsi elettorali ai partiti che entro il 2011 avranno succhiato dalle nostre tasche 330 milioni di euro. Salva Rete4 abusiva grazie alla multa da 300 mila euro al giorno che inzieremo a pagare fra pochi giorni con effetto retroattivo all’editore di Europa7 Francesco Di Stefano. Dobbiamo ringraziare Silvio Berlusconi che ama pulirsi il culo con le sentenze della corte europea pur di continuare a stipendiare Emilio Fede. Uno della casta degli indenni da crisi e disoccupazione esattamente come le 106 province italiane.

Tutte salve! Compreso i 315 consiglieri siciliani che ci costano 8 milioni e 300 mila euro. Costoro ringraziano il mago dei sortilegi Raffaele Lombardo, che da perfetto antifederale ha mantenuto intatto ciò che nell’isola a statuto speciale doveva essere cancellato già dal 1946.
Ma siccome siamo un paese ribaltato quel titolo di capoluogo di provincia in Sicilia, oggi lo pretendono anche Caltagirone, Gela e i Monti Nebrodi. Il tutto mentre Umberto Bossi si dice disposto ad abolirle a patto che i dipendenti siano assorbiti dai comuni. Che federalista! Che garantista della casta!

Bassolino, Del Turco, e altri derelitti della democrazia che non c’è guardano fiduciosi le poltrone europee che rendono oro al portafogli.
Intanto la giustizia moltiplicherà le sue velocità. Con la stretta alle intercettazioni magistrati e giornalisti diventeranno dei fiuorilegge. Dovremo ringraziare per il nuovo bavaglio (a cui io disobbedirò) il voto favorevole di deputati pregiudicati, mafiosi, inquisiti, corrotti e col culo rotto.

Per una rivolta violenta oggi manca un giorno in meno rispetto a ieri. Cerchiamo di goderci questi ultimi scampoli di feste, apparentemente normali, in santa pace perché con la crisi che la farà da protagonista, tra qualche mese, vedere nero sarà soltanto un’ingenuità da ottimisti.

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dicembre 25th, 2008 opinioni 33 Comments

Si sta chiudendo un anno che probabilmente ricorderemo come l’ultimo della “belle epoque” tecnologica. Il futuro ci riserva una disastrosa crisi economica, un governo di piduisti presidenzialisti che si fa beffe degli italiani per assecondare il solito presenzialista, un dolo alfano che ha guastato i principi basilari di civile convivenza, una giustizia ingiusta che annienterà ciò che rimane del ceto medio e basso, ci terremo tutte le costose province e metteremo la sinistra fra i soprammobili di casa. La osserveremo nelle rughe rifatte di Alba SiParietti, che in vista della menopausa crede di fare un favore a Veltroni annunciando l’intenzione di candidarsi nel defunto partito democratico assieme alla stagionata Sabrina Ferilli, quest’ultima ospite del tg3 di Bianca Berlinguer per farsi presentare “orgogoliosa di stare a sinistra”. Entrambe a sponsorizzare Silvio Berlusconi preoccupato di non potersi più divertire con gli alleati calati nella parte di oppositori, ma di dover fare i conti con un un’opposizione vera.

Quella del partito di Antonio Di Pietro che non ha bisogno di infierire sul cadavere del Pd morto dissanguato. Finito con un colpo di questione morale che ha ucciso pure la sua sopravvivenza. Prova ne è la squallida disperazione di Mario Giordano e dei suoi sottoposti del Giornale della famiglia Berlusconi, traditi anche dall’ultima arma, quella della fantasia, che con lodevole talento hanno talmente fiaccato da non riservare più nemmeno uno straccio di sorpresa sotto l’albero.
Già, perché l’invenzione non sostituisce la realtà. In mancanza di qualcosa di penalmente rilevante sul conto dell’ex pm non rimane altro che morire nell’ossessione di ripetere il nulla, riempendo le pagine dell’house organ con fotografie fumose incorniciate da didascalie false e tendenziose.
La regia delle bugie e della confusione che hanno sfigurato il quotidiano di Indro Montanelli è curata da un gruppo di macellai travestiti da giornalisti, che stanno ingoiando di traverso il capitone natalizio attanagliati dal bisogno di fomentare idiozie. Ben consci di sparare con un caricatore vuoto.

Ben consci della realtà con la quale dovrà fare i conti il loro editore corruttore: crisi, disoccupazione, credibilità internazionale sotto i piedi e pericolo di tumulti popolari che potrebbero segnare la fine anticipata del suo regno. Forse in piazzale Loreto, travestito da Babbo Natale appeso per le caviglie.
Sarebbe un Natale diverso, degno di tanti auguri.

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dicembre 23rd, 2008 politica 48 Comments

Sui quotidiani di oggi si legge che nell’estate 2007 Mauro Mautone (ex provveditore alle Opere Pubbliche della Campania arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati) viene trasferito, il consigliere provinciale di Campobasso Cristiano Di Pietro (figlio dell’ex pm) non parla più con lui al telefono.
Dopo il trasferimento Mautone chiama gli amici, la moglie e con loro concorda la linea di ricattare il figlio del ministro. La moglie di Mautone rimprovera il marito
di essersi messo a disposizione “con quel cretino di Di Pietro con il figlio” e si chiede come mai questo non sia servito a niente! “Siccome il potere che tieni qua a Napoli non lo puoi tenere a Roma conviene buttarla sul ricatto del figlio. L’unico sistema“. E l’amico di Mautone Mauro Caiazza rincara la dose: “È importante tenere il ministro sotto”.

Non intendo dare sentenze prima del tempo, tuttavia queste poche righe mi sembra chiariscano il fallito tentativo di corrompere o coinvolgere i Di Pietro in manovre illecite.  Peccato che il dettaglio contrasta col tono dei titoli dei giornali dedicati alla vicenda sugli appalti truccati dalle tangenti in Campania.
Scorretti e disonesti, alla faccia della questione morale. A cominciare dal Corriere della sera che scrive: Romeo e la rete del fido Mautone Politici, funzionari e Di Pietro jr. Come se Cristiano Di Pietro c’azzeccasse con le tangenti per le quali è finito in galera l’imprenditore Romeo, accusato di essersi messo a proprio servizio politici di estrazione bipartisan a suon di mazzette.

Il Giornale di Paolo Berlusconi fa peggio. Apre in prima pagina con Le intercettazioni che inguaiano Di Pietro come a voler mettere sullo stesso piano il peso delle dichiarazioni del figlio Cristiano e la richiesta d’arresto di Italio Bocchino, deputato in carica affiliato al clan del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, fratello di Paolo, editore del Giornale (dettaglio che si ricava soltanto nella gerenza pubblicata ben nascosta).

Inguaiare Di Pietro è il vero scopo dell’armata mediatica generalista controllata dal berluscone, impegnata a denigrare Idv dopo gli strepitosi risultati ottenuti alle elezioni abruzzesi.
Sui giornali vengono accomunati favori, ricatti, raccomandazioni, legami con politici, contatti amicali con i vertici delle forze dell’ordine e i “rapporti controversi” di Mauro Mautone con la famiglia di Antonio Di Pietro, quando quest’ultimo era ministro delle Infrastrutture.
Cristiano Di Pietro ha chiesto a Mautone di sistemare un suo amico ingegnere a Bologna? E’ stato sistemato? E se ciò fosse sarà penalmente rilevante ai fini dell’inchiesta sulle tangenti? Lo stabilirà la magistratura. Una cosa è certa: i toni si dimostrano sproporzionati visto che sempre sui quotidiani nazionali si legge che comunque le inidiscrezioni raccolte su Cristiano Di Pietro non mettono in ombra le responsabilità molto più gravi di Alfredo Romeo alla luce delle nuove telefonate intercettate col parlamentare di Alleanza nazionale Italo Bocchino, per il quale i pm hanno sollecitato l’arresto, che rivelano il tentativo di organizzare un pranzo con Gianfranco Fini.

Il tutto nel paese di Pulcinella del presidente del consiglio piduista garantista.

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