
Non ci resta che scendere in piazza a manifestare. Non ci resta che creare occasioni d’incontro per informare. Non ci resta che tenere gli occhi aperti sgombri da lacrime. Non ci resta che reagire e passare parola.
L’8 luglio sarò anch’io a Roma armato di videocamera e ci tornerò anche il 25.
Martedì 1 luglio sarò invece a Dalmine (BG) a moderare un dibattito pubblico sugli inceneritori organizzato dai grillini di Bergamo e provincia.
Gli ospiti della serata saranno lo scienziato Stefano Montanari e Federico Valerio, ricercatore del dipartimento di chimica ambientale dell’Istituto tumori di Genova.
L’appuntamento è al teatro civico di via Kennedy alle 20,30.

Sul libro B. di Gianni Barbacetto (2004, Marco Tropea editore) è riportata l’intercettazione del 31 dicembre 1986 (ore 20.52) momento in cui Berlusconi si agita con Marcello Dell’Utri per le ragazze di Drive In. «B: Iniziamo male l’anno! D. Perché male? B. Perché dovevano venire due di Drive In e ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori della grazia di Dio! D. Ah! Ma che te ne frega di Drive In? B. Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!».
“Avete proprio delle facce di cazzo votare con Rifondazione“. Berlusconi rivolto al leghista Luigi Roscia durante il voto alle Camere per la missione militare in Albania nel 1997.
“Voi ex democratici mi avete rotto il cazzo, tu e il segretario Follini. Conosco i vostri metodi irresponsabili. Fate favori di qua e di là e poi raccogliete voti, ma io vi denuncio. Io le televisioni le so usare e le userò. Chiaro? Mi avete rotto i coglioni!” Frasi di Berlusconi durante la verifica di governo, 6 febbraio 2004.
“Voto a sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni in Italia!” Frase di Berlusconi pronunciata il 4 aprile 2006 alla vigilia delle elezioni politiche in cui vinse Prodi nonostante i brogli al Senato.
“I magistrati sono metastasi della Democrazia.” Parole di Berlusconi pronunciate il 26 giugno 2008. Proviamo chiedere un parere sull’eleganza di questa frase a chi è in cura con chemioterapia, o a qualcuno che ha avuto figli o persone care morte di tumore.
Da un lato è un grande dispiacere, ma dall’altro vi confesso che sono tutto contento: faccio in tempo a tornare da mia moglie a farmi una bella ciulatina“. Berlusconi alla festa dell’80esimo compleanno di un imprenditore di Parma conclusasi anzitempo per un attacco di stanchezza del festeggiato. “Il Diario 30 marzo 2001”.
La verità sul processo Mills è talmente lampante che Berlusconi farebbe impiccare chiunque pur di scampare alla sicura condanna. La magnaccia Berlusconi pronunciato da Antonio Di Pietro è soltanto una verità fin troppo accorta e gentile. Vere volgarità sono lui, i suoi alleati, le sue leggi e il suo rendersi immune. Mi solleva la storia e il suoi insegnamenti sulla fine che di solito fanno i dittatori. Poco elegante intendo, che le frasi, a confronto, diventano proprio manfrine.
Ma c’è un ma. Le intercettazioni pubblicate sull’Espresso che tanto preoccupano il mafioso di Arcore dovrebbero essere soltanto l’antipasto. Dall’intervista che la ministra Meloni ha rilasciato al Corriere nella quale ha detto che “non avendo un fisico da show-girl Berlusconi non può avermi fatto avances” rimane soltanto fra le altre 3 ministre in carica la “merce” scelta dal magnaccio con parrucchino, Viagra e dentiera, che ha puntato senza mezzi termini al telefono. L’intercettazione è nelle mani dei magistrati. E’ solo questione di tempo. Non appena sarà scovata quella chiacchierata finirà subito online. Io la linkerò. Alla faccia di Angelino in Affanno.

il deputato estorsore Roberto Tortoli (Forza Italia)
Sono aumentati a 18 i deputati in carica condannati, sempre più vicini al fatidico “24″ del defunto governo Prodi. Un esercito “maggiorenne” di pochi di buono che legifera sulle nostre capocce, cui si è aggiunto Roberto Tortoli, ex sottosegretario all’ambiente ovviamente di Forza Italia.
Ha preso 3 anni e 4 mesi di galera non indultabili per estorsione perché ha preteso tangenti per la realizzazione di un multisala ad Arezzo, città nella quale sono stati condannati altri 10 politici divisi tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, tra cui il sindaco Luigi Lucherini col figlio Marco, entrambi a 2 anni per abuso d’ufficio. La magistratura ha scoperto un accordo segreto tra lo studio Nencioli e lo studio Lucherini, che si gestivano privatamente progetti pubblici approvati dal consiglio comunale. Un vero e proprio uso privato e in conflitto d’interessi della politica.
Il consiglio comunale di una città capoluogo di provincia è stato decapitato, ora dovrebbe essere commissariato. O ci arriverà il carrozzone di “Veline” a santificare la città?
Ovviamente nessun telegiornale ha dato notizia del deputato condannato. Tantomeno si prevedono dimissioni o imbarazzanti dichiarazioni di scuse da parte del conducator in parrucchino Silvio Merdusconi. Anzi - ora che ci penso - per il governo golpista che rappresenta, il delinquente sono io che ne do notizia!
Nel video che segue si vede un pezzo di consiglio comunale con voce narrante satirica. (sarà stato un presagio?)
Mentre il Cainano accusa Veltroni di aver mandato il comune di Roma in bancarotta, nessun telegiornale ha ricordato la vicenda del comune di Taranto, finito in dissesto grazie al dilapidamento di centinaia di milioni di euro perpetrati dalla precedente giunta di centro destra capiatanata dalla berlusconiana Rossana Di Bello, (la più bella sindaca d’Italia disse di lei Berlusconi) che in attesa di un processo che non si celebrerà mai si è defilata con tutta la sua maggioranza, ubriacata dal malloppo alimentato a suon di appalti fasulli che ora paghiamo noi tutti: 500 milioni di euro di ammanco senza eguali e senza paragoni, che hanno elevato Taranto alle cronache di tutto il mondo.
E poi? Com’è andato il voto a Taranto alle ultime elezioni nonostante l’arrivo di Ippazio Stefàno che fa il sindaco pidino senza stipendio? Il partito di Berlusconi è risultato ancora il più votato! Ma bravi ’sti tarantini che perseverano diabolicamente…

Piero Ostellino
Piero Ostellino nel suo prezzolato editoriale “Squilibrio di poteri” pubblicato sul Corrierone, ad un certo punto affibia sbagli bipartisan a Silviocancroberlusconi per aver attaccato i magistrati al convegno di Confesercenti definendoli metastasi della democrazia e ad Antonio Di Pietro, reo di fare il poliziotto anziché il politico perché concentra tutte le sue energie su Berlusconi.
Ho ancora la forza di stupirmi nel constatare che affermazioni del genere passino per buone sulla prima pagina di un quotidiano nazionale! Segno che sia nel Corriere che in Repubblica sopravvive una quota di massoni che sogghignano, nonostante talvolta su questi giornali si riesca ancora a leggere qualcosa di vero, come l’editoriale di ieri del direttore Ezio Mauro, insolitamente lucido nell’analisi sulla situazione del perfido nanetto corrotto.
Ostellino, invece, dribbla il mostruoso conflitto d’interessi di “dentiera” sotto processo per corruzione, circondato da una squadra di alleati ricattati e ricattabili che violentano la Democrazia con Leggi che non stanno ne in cielo ne in terra, trasformandolo nel vero problema della nazione. Lui! Autentico talento della “faccia di tolla” pur di non essere uguale agli altri di fronte alla Legge. Meno male che c’è un Di Pietro che oppone giustizia alle vicende personali del nano di Arcore nell’interesse di tutti. Anche dei dipendenti Mediaset. Ostellino, ricalca il modus dei massoni. Fa la parte del finto tonto che in realtà si guadagna una sostanziosa pagnotta alle spalle nostre scrivendo cazzate una dietro l’altra.
Il 25 luglio sarò anch’io a Roma alla marcia di Grillo, nella speranza che proprio quel giorno depositi il paio di milioni di firme in Cassazione per chiedere l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Scandaloso come quello che prendono le decine di produzioni cinematografiche che ammorbano Roma. Tanti soldi per film e filmetti in perenne perdita, con attori ed attrici quasi sempre incapaci di trasmettere la ben che minima emozione, vogliosi di passerelle, registi travestiti da artisti col fare dei geni incompresi, raccomandazioni in cambio di prostituzione sessuale promiscua. Col risultato che il cinema italiano degli ultimi 15-20 anni fa schifo. In onore di attrici come Anna Magnani spero che il boicottaggio annunciato al festival di Venezia da parte dei registi italiani incazzati assieme alle loro produzioni perché non hanno avuto sgravi fiscali vada in porto.
Chissà che le produzioni, oltre che pagare le tasse come dovrebbero fare tutti, non prendano più nemmeno un euro e si sappiano arrangiare da sole rischiando la propria pelle. Chissà che si torni a registi e ad attori capaci, che con meno mance pubbliche avranno anche meno concorrenza dequalificata e saranno più credibili.
Non vedo film da anni, l’ultimo spezzone che mi sono sforzato di guardare è stato quello andato in onda su Canale 5 in maggio sulla storia del rapimento di Moro. Un patetico piagnisteo incentrato sui visi degli attori calati nella parte di rapitori affranti dai rimorsi, piuttosto che vedere i retroscena di quella vicenda, con i ruoli degli Andreotti e dei Cossiga, oltre che della Loggia P2 del nano foraggiatore di Bettino Craxi. Niente di niente. Uno schifo di film. Talmente falso che a confronto una riedizione di “Alice nel paese delle menzogne” sarebbe stata più strappa lacrime.
C’è qualche produzione disposta ad investire su un regista pronto a narrare con lucidità ciò che sta combinando la ciurma di pirati di legalità capitanati da Berlusconi in questi giorni? L’Italia è in golpe. Sarebbe uno scoop! Io non ho “troi(s)ette” da raccomandare, potrei tuttavia raccomandare trame, soggetti e vicende riassumibili in sketch di pochi minuti. Chissà che “Mafiaset” le proponga in prime time al posto della Hunziker o di “Veline”.

E’ triste dover assistere a ciò che si era annunciato almeno 8 mesi fa.
Uolter Veltroni e tutta la sua morbida cricca di finti oppositori (fra cui il caro nipotino del magnaccio di attricette in Rai Gianni Letta) sono una delle tante metastasi maligne che dissanguano i portafogli di noi poveri cittadini inermi.
Uolter è l’omino di facciata. I fili del suo fantasma li reggono l’ex tangentaro comunista Massimo D’Alema e il fondo di balera Gianni De Michelis, condannato per tangenti.
Il dialogo non se poffà, il mimo si. D’Alema è stata (ed è tuttora) la mano sinistra di tessera Loggia P2 1816 nel completare il piano di rinascita, intanto quelli del Pd si riuniscono in riunioni a tarallucci e vino per decidere se incazzarsi col plurimputato Cainano, sordo in tema di legalità ma con le antenne alzate verso quegli italiani onesti digiuni di inciuci, tangenti, puttanelle, censura e tessere massoniche. Gli unici rimasti a rischiare davvero la galera!
Lippi che sostituisce Donadoni nella nazionale di calcio è lo specchietto per le allodole. Serve a distrarre mentre devono passare lodo bis ter quater, emendamenti all’illegalità benedetti da Angelino Alfano in “avvocato Ghedini” e altre maialate da far impallidire persino Calderoli.
I giornali, tanto per non smentirsi, schiaffano in prima pagina “Giustizia, è scontro aperto” anziché “Giustizia: Berlusconi la pretende su misura” che sarebbe troppo d’impatto.
Franco Venturini discetta un editoriale su Mugabe, governatore dello Zimbabwe nel quale le mogli degli oppositori politici vengono rapite ed uccise a calci in faccia. Ebbene, siccome in materia di libertà di stampa il paese africano contende all’Italia l’80esimo posto nella classifica freedom, ecco perché trova spazio sulla copertina del Corrierone.
Mentre Giorgio Napolitano asseconda il nano piduista con “basta contrapposizioni” invocando soluzioni condivise da complice del sistema ribaltato che non dice un cazzo, Roberto Maroni vuole le impronte digitali dei bimbi rom. Una pezza a colori per far credere di contrastare illegalità e accatonaggio. Un paese serio che volesse contrastare immigrazione clandestina e criminalità censirebbe tutti con una goccetta di sangue per schedare il DNA di ognuno. Sarebbe un vero deterrente a omicidi, stupri e rapine. Ma siccome gli immigrati clandestini alimentano il mercato delle aziende di allarmi, degli organi spiantati per nosocomi e cliniche santificate, meglio lasciar tutto così e far credere che le impronte di un bimbo siano la panacea di tutti i mali.
Nel frattempo i fili del fantoccio Uolter guidano il mimo della ricerca del dialogo, ben sapendo che i fantocci le impronte digitali non le hanno. Veltrusconi dice ciò che gli dice di dire D’Alema. Inciucio annunciato, conclamato e strapagato alla faccia nostra.

Mi sembra non ci sia bisogno di ulteriori prove. Siamo in dittatura ferrea. Viviamo l’inizio di un lento ed inesorabile passaggio. Da un lato la casta corrotta che si fa i cazzi propri tenendo al guinzaglio la stampa, dall’altra i cittadini che aprono gli occhi grazie alla Rete.
Non si può pensare di uscire indenni da questo sistema. Prima o poi succederà qualcosa. La Rcs editori che stampa il Corriere della Sera nei primi 3 mesi del 2008 ha avuto quasi 19 milioni di euro di perdite. In redazione ci sono acque agitate già da tempo. Spargiamo voce e facciamo in modo che queste passività aumentino. Non compriamo più giornali. Al limite, se proprio volete, leggete i blog di chi non ha vincoli per ridere e contribuire ad accelerare lo spostamento del baricentro dell’informazione su Internet. Se mentre si legge si ride si apprende meglio. Confrontare gli editoriali patacca sui giornali con la nuda e cruda realtà può far ridere per non piangere.
Oggi il Corriere scriveva in prima pagina “Si alla norma blocca processi” e un editoriale di Angelo Panebianco che ha esordito scrivendo che maggioranza e opposizione sono condizionati dalla riapertura del contenzioso fra il premier e una parte della magistratura. Insomma quel poco che basta per invitare Panebianco a un va fan culo.
A metà pagina si leggeva “Il Vaticano contrattacca: infamie su Marcinkus”. E’ vero. Soltanto uno come Marcinkus poteva macchiarsi di tanto. Anche da morto esiliato in una città degli Stati Uniti, lontano dai riflettori e dalla giustizia. Marcinkus era capo dello Ior ai tempi in cui morì Giovanni Paolo I dopo soli 33 giorni di pontificato ed era amico dei furbetti dell’epoca, coi quali riciclava danaro sporco nei paradisi fiscali di mezzo mondo, a partire dal Sudamerica per arricchire i Papi. Marcinkus era un perfetto criminale. Capace di qualunque cosa, anche di far sparire la figlia di un impiegato del Vaticano perché sarà incappata in qualche documento segreto. Emaunela Orlandi scomparve nel 1983, subito dopo i più gravi scandali della Repubblica a partire da Loggia P2, strage di Ustica e crack del Banco Ambrosiano. In pieno regime dei media controllati e con un’Italia attiva con la quinta elementare.
Angelino del premier Alfano ha pronta la Legge per estendere l’impunità anche ai ministri. Ce ne sono un po’ sotto inchiesta a partire da Raffaele Fitto che ha preso 500 mila euro di tangenti dagli Angelucci per dare in gestione 11 cliniche in Puglia, passando per Alterato Matteoli, coinvolto in una vicenda di abusivismo sull’Isola d’Elba e Stefania Prestigiacomo, le cui aziende siciliane sono nel mirino della Procura per figli di dipendenti nati malformati, oltre che per un paio di infortuni mortali.
La casta si fa i cazzi propri. Bisogna affinare le lame del passaparola. Tutto il resto è off-topic, ossia inutile, deleterio e pretestuoso.
Sto leggendo un po’ di commenti fritti di idiozie in questi giorni, ad opera di qualche ipocrita nascosto dietro ai nick che pretende libertà assoluta in nome di chissà quale censura. Siccome chi mi conosce sa che amo essere chiaro, tutti i lettori sappiano che ho incaricato un ragazzo che si riserva di cancellare gli off topic dai commenti. Non ne faccio mistero. Saranno lasciati i commenti attinenti agli argomenti dei post, anche critici. E’ un’esigenza di ordine che intendo dare LIBERAMENTE al mio blog, visto che la visibilità e la credibilità acquisite finora sono frutto dell’impegno che è solo e soltanto mio. Non mi interessa avere migliaia di commenti di cui la metà fuori tema. Meglio meno ma che abbiano un senso e meno male che molti son proprio così. Chi non è d’accordo faccia ciò che meglio creda. Potrà sempre aprirsi un blog e scrivere ciò che vorrà. Non qui per il solo piacere di spargere merda sul mio groppone.
Era proprio rovente il clima davanti al Tribunale di Milano. C’era un sole aggressivo ma anche tanta gente di tutte le età a protestare contro questo governo di Berlusconi e delle sue Leggi ad personam che mirano a immunizzarlo dalle sue gravi responsabilità e da qualunque condanna.
Per disarmare la magistratura si attenta alle basi fondanti della Costituzione: decreti, lodi ed emendamenti senza logica, se non quella di proteggere il presidente del consiglio dalla forca della giustizia.
I cittadini lo sanno, non sono stupidi. Sono sempre di più quelli che se ne accorgono, anche tra coloro che hanno passato gli “anta” e che magari l’informazione di internet la conoscono soltanto per sentito dire.
Sul piccolo palco allestito davanti al Tribunale si sono alternate molte voci, a cominciare da quella di Nando Dalla Chiesa, ideatore dell’iniziativa di “cittadini che scendono in strada per difendere i prinicipi costituzionali, non semplici girotondini” come ha tenuto a precisare al microfono.
Dalla chiesa ha aggiunto che “dopo 6 anni bisogna ancora una volta dimostrare la volontà di difendere i valori fino in fondo. Berlusconi difende i suoi interessi personali con l’ausilio dei suoi avvocati parlamentari che legiferano norme incostituzionali per renderlo impunito, noi difendiamo gli interessi pubblici. Certe cose la televisione non le ha spiegate fino in fondo, noi vogliamo rompere la barriera della disinformazione“.
Salvatore Borsellino ha ricordato il passaggio dal tritolo usato 16 anni fa per ammazzare i giudici servitori dello Stato che aveva provocato una forte coscienza civile, alle “ignomignose Leggi di oggi che servono ad imbavagliare i giudici“.
L’europarlamentare Vittorio Agnoletto ha ricordato che una delle conseguenze di queste norme che congelano i processi e annullano i procedimenti per i reati commessi fino al giugno del 2002, mandano in fumo anche il processo sul G8 di Genova. Perciò chiederà alla commissione di giustizia europea di intervenire.
Nota stonata dell’evento, è che l’occasione per gridare alla legalità sia stata sfruttata in maniera demagogica da sbandieratori di Rifondazione, Verdi e Pd, partiti che contro Leggi vergogna e conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi non hanno mai mosso un dito. Anzi, le hanno sempre assecondate. Che facce toste!

Ricordo l’appuntamento con la manifestazione di protesta oggi alle 18 all’esterno di Palazzo di giustizia di Milano, in corso di Porta Vittoria.
Per i dettagli riporto un comunicato diffuso da Nando Dalla Chiesa, organizzatore con Gianni Barbacetto dell’iniziativa.
Veniamo dunque al presidio di Palazzo di Giustizia a Milano. E alle indicazioni che è utile dare a chi vorrà partecipare, sempre che riesca a leggere per tempo questo post.
Primo: portare tanti cartelli fantasiosi, scritti in proprio, evitando gli slogan più ripetitivi, ma salvando quelli che si sono ormai conquistati una loro forza simbolica, che sono cioè fattori di identità condivisa (il celebre resistere).
Secondo: portate le bandiere di partito. Spesso abbiamo preferito evitarle, per non dare un carattere di partito a manifestazioni che invece volevamo fossero di cittadini e basta. In questo caso però la manifestazione nasce anche in modo critico verso i partiti (Pd specialmente) che hanno giurato sulla folgorazione di B. sulla via di Damasco e hanno messo alla berlina l’dea stessa della manifestazione di piazza. Dunque sarà bene,anzi benissimo, far sapere che i militanti non sono d’accordo, che non si sentono per nulla rappresentati da questa linea politica.
Terzo: slogan creativi. Tanti, il più possibile satirici. Magari da centralizzare agli organizzatori prima che il presidio entri nel vivo dei piccoli comizi che si susseguiranno.
Quarto: proporre idee per allargare il Comitato milanese per la legalità, almeno dal punto di vista degli indirizzari e delle adesioni. Il comitato in effetti è una roba smilzolina, creata in mezz’ora dai militanti piddì (tra cui l’ottantenne Gianfranco Orsini, vedi te chi è più giovane..) che giovedì scorso mi hanno chiesto di metterci la faccia e di aiutarli a scrivere l’appello.
Quinto, ma questo vale per il futuro prossimo. Amici, lasciatemi essere franco. Evitiamo che nascano per decreto movimenti nazionali su questo tema, che poi si mettono a combattere tra loro per la famigerata egemonia, con tanto di sconfessioni, di esclusioni, di gelosie, che hanno già contribuito - e mica poco - a bruciare le energie dei girotondi. Facciamo dei comitati in tutte le città e diamo vita a un network (qui l’inglese ci sta bene) fra tutte le realtà cittadine. I movimenti nazionali ne saranno la sintesi, il punto d’arrivo. I partiti paralleli non ci servono. Augh, ho detto.
Nando Dalla Chiesa