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maggio 30th, 2008 politica 27 Comments

Con la scomparsa della sinistra Stato e re(li)gione copulano (o cupolano) in tutte le pose. Silvio Berlusconi andrà in visita dal pastore tedesco in Vaticano per un primo “blowjob”. La benedizione papale al “clima nuovo della politica” è stato un occhiolino implicito al governo che il filibustiere di Arcore, come un cane in calore, non sa trattenere.
Il Vaticano dovrà dettare l’agenda politica, anima della Chiesa! Ha già messo le mani avanti attaccando la Legge 194 sull’aborto, requisitoria ben amplificata da Raiset e giornali elemosinati dai partiti.
Alla Cei rimbalza che gli elettori sedati abbiano votato i partiti per avere in cambio favori e stipendi camuffati da posti di lavoro. La Cei, quei voti se li fa propri, alla faccia della linea leghista che non depone a favore dell’etica caritatevole dell’accoglienza agli immigrati.

In Italia non c’è più pudore, non c’è più prudenza, non c’è più riguardo. Urge scoraggiare le rivolte, seminare paura, disarticolare gli oppositori per far passare tolleranti le volgari orge sull’altare.
L’alleanza tra chiesa e governo dovrà essere forte e compatta per conservare, nutrire e mantenere il potere. Il recinto spinato sono ancora i media asserviti, portavoce delle prediche che da oltre Tevere rimbalzano oltre pulpito per eccitare i Bondi.
In Italia non c’è spazio per la ricerca, non c’è spazio per persone intelligenti che pensano con la propria testa, non c’è spazio per i giovani, non c’è spazio per il futuro.

Nella Milano della moda e dell’expo il consiglio comunale di zia Maria conciata Moratti ha bocciato il registro delle unioni civili. 100 mila coppie di fatto possono andare a quel paese a patto che paghino l’8 per mille e l’aumento dell’Irpef per ingrassare la giunta semicapitanata da Riccardo De Corato, doppio incaricato incompatibile perché incestuoso deputato e vicesindaco assieme. I ghisa cacciano gli immigrati sugli autobus come fossero lepri.

L’Italia s’indigna perché Marco Ahmetovic ha preso solo 6 anni e mezzo di galera per aver ammazzato 4 adolescenti in motorino. L’Italia non s’indigna se l’italiana Paola Castegnaro, sotto effetto di droghe, ha investito ed ucciso 2 turisti rumeni sulle strisce pedonali in cambio di 22 mesi di condanna.
Vorrei vedere Calderoli o Castelli spiegare agli immigrati di rispettare le Leggi italiane quando Cragnotti e Tanzi messi insieme, per aver mandato sul lastrico decine di migliaia di famiglie, hanno avuto meno mesi di condanna dell’albanese Florian Placu, marito di una ragazza italiana che sta marcendo in carcere per aver tentato di rubare una mucca.
L’assassino di poveri cristi in galera per due piantine di mariuana, Carlo Giovanardi, vuole arrestare i clienti delle prostitute per agevolare i magnacci, la sua alleata Daniela Santa de che? vuole riaprire le case chiuse.
Non c’è più bisogno: l’Italia cresciuta è divenuta un volgare puttanaio a cielo aperto. Benedetto 16 volte dal pastore tedesco. Maledetto.

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maggio 29th, 2008 politica 62 Comments


Angelino Alfano, la giustizia fatta ministro

In attesa di capire se Emilio Fede potrà trasmettere il Tg4 satellitare per le marziane di terza età, il Ministro berlusconiano della giustizia (quale?) Angelino Alfano, ha detto che fra due settimane sarà pronto il Decreto Legge sulle intercettazioni, quello venduto ai telegiornali come “decreto sulla privacy” che vieterà ai giornalisti di dare notizie di cronaca giudiziaria a carico di politici almeno fino alla sentenza d’appello, che con i tempi italiani vuol dire 6 – 10 anni, se consideriamo i tempi di prescrizione MAI!!

Il decreto impedirà di diffondere le intercettazioni telefoniche dei politici in attività che contrattano tangenti e/o mignotte, anche quando, da indagati, ne saranno venuti a conoscenza.
Guai a chi parlerà o scriverà! I giornalisti rischiano centinaia di migliaia di euro di multa e conseguenze da impallidire anche per le testate che amplificheranno queste notizie.
In pratica, io, da operatore dell’informazione, potrò diventare perseguibile durante il mio lavoro perché alcuni mafiosi condannati che scontano la pena in Parlamento avranno votato per mettere fuori legge le notizie. Mi vengono in mente i Dell’Utri e i Cuffaro, senza contare gli scampati alla Raffaele Fitto e compagnia bella. A proposito: che fine avranno fatto i 500 mila euro che l’editore Angelucci ha regalato alla sua lista? Soldi immuni come i parlamentari o gia impiegati in redditizi affari? Mi piacerebbe saperlo…

Insomma, mentre fra 2 settimane potrebbe abbattersi l’ultima scure sull’informazione, io, come già annunciato in passato, DISOBBEDIRO’ a questo decreto.
Tutte le notizie di cui verrò in possesso, CONTINUERO’ A DARLE E A DIRLE, a costo di rischiare il posto in televisione e la multa (centinaia di migliaia di euro che non avrei comunque per pagare). Persa per persa, a questo punto, in questo sistema deviato, uno come me non avrebbe comunque velleità di sopravvivenza da indipendente con questo lavoro.

A ciò aggiungo che l’esposto inviato all’Ordine dei giornalisti su Gianni Riotta e Bruno Mobrici in cui ho denunciato le bugie raccontate in un servizio del Tg1, ha avuto l’effetto di una risposta per farmi sapere che la mia denuncia è stata inoltrata agli Ordini regionali di competenza, dove risultano iscritti i 2 colleghi bugiardi e mantenuti dalla tassa obbligatoria Rai.

QUI quello di Riotta
QUI quello di Mobrici
QUI il testo dell’esposto

Infine, mentre attendo con ansia la querela da parte di Renato Schifani per aver detto e scritto di essere stato socio dei mafiosi Nino Mandalà e Benny D’Agostino, il presidente del Senato non ha dato nessun seguito, nessuna risposta e nessuna spiegazione alla mail che gli ho inviato quasi 2 settimane fa, unita alle oltre 3 mila mail che anche voi lettori avete inviato con copia incolla da questo blog in 4 giorni.
Se il vecchio detto che “chi tace acconsente” è ancora valido significa che è tutto vero e Schifani non ha nulla da aggiungere.

Vi lascio a qualche dichiarazione del “ministro giusto”… e invito tutti a intasare la casella mail di Angiolino Alfano con oggetto NO AL DECRETO BAVAGLIO a questo indirizzo: alfano_a@camera.it

Sig. Ministro, nella Sua intervista rilasciata al quotidiano “Il Giornale” ha dichiarato che entro 2 settimane sarà pronto il decreto sulle intercettazioni.

Mi stupisce che Lei, in qualità di Ministro della Giustizia di questa Repubblica, nominato dal più celebre impunito, autoassolto e prescritto presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del cui partito con decine di condannati mascherati da “Onorevoli” Lei è fiero rappresentante, approvi quel Decreto che sarà un bavaglio alla libera informazione e alla libera circolazione delle notizie, visto che se passerà com’è nelle intenzioni, saranno messi fuori Legge la cronaca giudiziaria, i giornalisti che la tratteranno e le chiacchiere telefoniche penalmente rilevanti dei politici in carica, durante l’esercizio delle loro funzioni.

Sappia che io, libero cittadino di questa Repubblica, sono contrario al Decreto sulle intercettazioni che il Suo Governo si appresta ad esaminare e ad approvare.

E’ doveroso da parte Sua operare affinché quella Legge non precluda il nostro diritto di cittadini sovrani di sapere e conoscere la condotta di Voi amministratori pubblici, non precluda la libertà di parola, di espressione e di critica, sale di ogni Democrazia che si rispetti.

Certo di un cortese riscontro, attendo con ansia chiarimenti in merito sul Suo sito www.angiolinoalfano.it, in risposta a questa mail, o con dichiarazione scritta all’indirizzo danielemartinelli@email.it che sarà riportata sul blog www.danielemartinelli.it da cui ho preso spunto.

Cordiali saluti
Daniele Martinelli

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maggio 28th, 2008 politica 24 Comments

Il governo italiano è al servizio dei porci comodi di Silvio Berlusconi. Ieri la maggioranza è “scivolata sugli uccelli” decreto faunistico bocciato per 2 voti grazie al massiccio numero di assenti del Pdl, tra cui l’avvocato personale berlusconiano Ghedini, il piduista Cicchitto e il pluricondannato Umberto Bossi.

Un Berlusconi infuriato con i suoi attaccapanni assenti, intenti a fare shopping nelle vie romane, brontolava come una padella di fagioli “Invece di stare sui banchi a votare la salvezza di Rete4 per far pagare multe milionarie agli italiani, stanno a farsi i cazzi loro chissà dove!”
Ecco allora i vari Andrea Ronchi ed Elio Vito armati di cellulare a cercare i disertori: è già pomeriggio inoltrato quando in Transatlantico appaiono alcuni gaglioffi servi del nano piduista. La sconfitta sugli uccelli e l’ostruzionismo del morbido Uolter dilatano i tempi della legalizzazione del furto delle frequenze ad Europa7? Non c’è tempo da perdere!

A proposito, mentre Di Pietro protesta coi megafoni per i diritti di Francesco Di Stefano, Silvio ride sotto i baffi puntando già al rinnovo del cda Rai: vorrebbe alla presidenza Alessio Gorla, suo personale scarpone sci per la discesa in politica. Del dipietrista Leoluca Orlando alla presidenza della commissione di vigilanza del canale pubblico non ne vuole sentir parlare nemmeno il piduista Cicchitto! Meglio puntare su un morbido e alleato pidino, magari amico di Gianni Letta no? Perché non ritentare sul pidiellinopidino Claudio Petruccioli? Così mansueto, così ricattabile, così asservito e non così sputtanato come Agostino Saccà, sotto inchiesta per corruzione proprio col presidente del Consiglio per la tratta di 2 mignotte in cambio del governo.

A Berlusconi cosa vuoi che gliene importi di debito pubblico e rifiuti! A lui interessa essere il primo venditore di spot insediato al Quirinale. I suoi “soldati” in doppiopetto devono essere ai suoi piedi. Quelli armati li ha già schierati a Napoli contro i suoi elettori intenti a difendere il proprio diritto alla salute.
E visto che siamo in un paese a libertà vigilata se l’ultimo “Annozero” è stato visto da 5 milioni di paganti, è meglio premiarlo spostandolo a venerdì per dare spazio a Vasco Rossi! Sia mai che i colori della Rai tutta a sinistra - come tuona il beneacculturato Bondi - diano adito a usi onesti e meritati della tv pubblica! Meglio i provvedimenti criminosi avallati dal direttore del tg2 Mauro Mazza, quello dei “grillini terroristi”.

Se Annozero è seguito significa che bisogna moralizzare il Paese! Perciò sta per essere ingaggiato Papa Ratzinger nell’inedito ruolo di conduttore. Il pastore tedesco vaticano è intento ad ottenere una rubrica fissa sulla Rai, forse in più giorni la settimana in cui leggere la Bibbia.
Per tornare davvero all’Annozero.

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maggio 27th, 2008 la nostra storia 50 Comments


Curzio Maltese

Ho una certa stima per il collega Curzio Maltese, cronista della realtà dotato di pungente lucidità e autore di inchieste sulla chiesa con dati alla mano, che ne hanno messo a nudo il lato uman-ladrone del suo appartenere al contesto terreno peccatore, lussurioso, avido e completamente condizionato dai soldi.
Che la chiesa (intesa come stato Vaticano) si intaschi l’8 per mille obbligatorio dietro la manfrina della “libera scelta” da parte del contribuente italiano è cosa arcinota, che la chiesa non paghi l’Ici è cosa arcinota, che la chiesa nasconda lingotti d’oro e miliardi di euro nello Ior anche frutto di attività criminose dietro il paravento dell’extraterritorialità è cosa arcinota, che la chiesa protegga pedofili e pederasti è cosa arcinota, che la chiesa abbia realizzato nei seminari un buon rifugio per molti gay inconfessabili è cosa arcinota, che la chiesa faccia ingerenza politica e ne detti l’agenda è cosa arcinota, che la chiesa si serva e si sia servita di “furbetti” alla Paul Marcinkus dovrebbe essere cosa arcinota, ma forse non lo è, visto che Raiset, della chiesa, ha finora solo trasmesso le prediche pontificie con sante messe “pravda” a rimorchio su Rai 1 a tassa obbligatoria, a cadenza quasi quotidiana.
Insomma, senza averlo ancora aperto sono certo che “La questua” a firma di Curzio Maltese sia un volume che meriti di essere letto, dato che si rifà ad inchieste pubblicate a puntate su “Repubblica” sui costi della chiesa, (pari a mezza finanziaria) a danno delle tasche di tutti: cattolici, testimoni di geova, mussulmani, valdesi, calvinisti, uniati, anglicani, buddisti e atei per vocazione come il sottoscritto.

QUI alcuni post che ho finora dedicato ad argomenti in cui ho trovato in qualche modo implicata la Chiesa.

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maggio 26th, 2008 Società 14 Comments

Ho scoperto una lunga lista di nullatenenti che fanno vita da nababbi in ville da sogno senza risarcire le vittime dei loro misfatti.
Rappresentano una faccia di questa povera Italia, governata da un manipolo di criminali che anziché aiutare le famiglie in difficoltà intendono sperperare denaro che non c’è per costruire il ponte sullo Stretto di Messina.
Della gente malata e in difficoltà che percepisce indennità da miseria non gliene importa niente alla casta.
Il caso che pubblico oggi è soltanto uno dei tanti che non ha bisogno di commenti. Dei “nullatenenti” vi aggiornerò molto presto, molti li conoscerete già.

Caro Daniele

con questa lettera voglio denunciare pubblicamente un atto di ingiustizia sociale che mi riguarda personalmente, un calvario che coinvolge anche i miei familiari.

Mi chiamo Nicola Marotta, abito a Nola (NA), ho 37 anni e sono affetto da sindrome di Pickwick, una malattia cronica che mi provoca apnee ostruttive durante il sonno.
Sono stato riconosciuto invalido con totale e permanente inabilità lavorativa al 100% (codice 04/100%) con decreto n° 1599/05 della II° Commissione del Distretto 73 ASL Napoli 4, riconoscimento confermato dalla Commissione Medica Provinciale di Verifica del Ministero dell’Economia e delle Finanze. (pratica 004934/I del g, 11/01/2007).

Di conseguenza sono titolare di un assegno mensile di 243 euro col quale dovrei sostentare moglie e 2 figlie. Ho chiesto l’indennità di accompagnamento ma non mi è stata riconosciuta in ragione del fatto che posso compiere “gli atti quotidiani della vita”. Una triste esperienza che purtroppo mi ha anche insegnato che la Legge italiana non prevede differenze di quota mensile fra chi è inabile al 75% e chi al 100% come me.

Per fortuna c’è mia moglie che contribuisce a sbarcare il lunario con un lavoro di collaboratrice familiare in nero, altrimenti non so come potremmo fare!

Penso alla condizione di un anziano che prende 500 euro al mese e dico: se ne percepisse altrettanti di accompagnamento potrebbe permettersi qualcuno che lo aiuti senza dover accettare di finire in un ospizio comunale per costare il triplo alla collettività di quanto chiede una badante per poche ore la settimana!

Sorrido quando penso che mantenere un cane in un canile costa 800 euro al mese, 550 euro in più del valore del mio vivere da essere umano inabile suo malgrado.

La mia vuole essere una denuncia che non fa notizia per la “Vita in Diretta”. Nell’ormai inutile speranza che cambi qualcosa, ti ringrazio dell’attenzione e saluto con affetto tutti i lettori di questa lettera, augurando lunga vita in salute.

Per contatti Nicola Marotta, via feudo 163 – 80035 Nola (NA)
Tel. 081 5125751

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maggio 25th, 2008 politica 19 Comments

Soltanto in questa povera Italia esistono le Comunità montane, apparati farraginosi che si accavallano ai piccoli comuni che permettono ai loro amministratori di ricoprire doppie e triple cariche con conseguenti benefici ai loro portafogli.
Ovviamente, visto che la Legge del ‘71 concede la possibilità ai comuni di costituirsi in Comunità montane anche se sono in zona “parzialmente montana”, in alcuni casi è bastata la presenza di conformazioni simili ad un cavalcavia sul territorio per giustificarne l’appartenenza.
Il risultato ha prodotto l’esistenza di 330 realtà, costate finora qualche miliardo di euro grazie al contributo di zone come Sperlonga (LT) a 55 metri sul livello del Tirreno, Sorrento (50 mt) o Palagiano (TA) a soli 39 metri sul livello dello Jonio.
La Legge finanziaria 2008 del defunto governo Prodi ha imposto un drastico taglio che secondo l’Uncem dovrebbe produrre una riduzione di 130 realtà entro il 30 giugno di quest’anno, passando da 330 a 200 Comunità montane sparse in tutte le regioni, a parte quelle a Statuto speciale esentate dall’obbligo.
Ebbene, ad oggi, soltanto il Piemonte è in tabella per il rispetto di questa normativa: la Giunta ha approvato il disegno che ora sarà sottoposto al Consiglio regionale. Altre regioni come Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Molise, Marche, Toscana, Umbria e Lombardia hanno soltanto predisposto un piano, Abruzzo, Lazio e Liguria sono rimaste ferme alle bozze, Veneto e Puglia non hanno proprio fatto niente! Addirittura Campania e Liguria non hanno predisposto nemmeno l’eliminazione delle Comunità dalle località costiere.
Secondo le previsioni la Legge Finanziaria avrebbe dovuto generare il risparmio di un terzo dei fondi stanziati per queste Comunità, ma di questo passo è prevedibile che il termine imposto dal defunto governo Prodi non sarà rispettato.
I portafogli di molti sindaci ed assessori potranno continuare ad alimentare le loro montagne di soldi con deroghe, scuse e censure. Certi che in Italia le regole si possono infrangere senza pena.
Basta essere un po’ furbi e finti allocchi.

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maggio 24th, 2008 politica 35 Comments

L’associazione a delinquere autoincaricata di governare fa di testa matta propria. Impone di ricostruire le centrali nucleari per gli affari di amici e conoscenti propri, ben sapendo che il mondo non si orienta verso quella fonte, della quale non si sa come disfarsi delle scorie mortali.
Siamo in uno Stato di illegalità dove è cominciata la guerra fra Stato e popolo. Quelle montagne di rifiuti in Campania sono una miccia accesa dagli effetti imprevedibili. Chiaiano ed Acerra sono il fronte della lotta. La pazzia ha preso il sopravvento. Chi ha ragione scappi da questo paese moribondo.

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maggio 23rd, 2008 economia, politica 17 Comments

Il Ministero delle Finanze del governo Prodi aveva impostato una buona strada per il recupero di soldi evasi al Fisco. Il tesoretto è stato il primo importante risultato di una politica che, seppur con tutte le critiche derivanti dai massicci controlli anche ai piccoli imprenditori, si stava rivelando efficace.
A frittata girata, nel solo 2003, l’illuminato ministro risorto dell’economia “Tvemonti” firmò la riforma fiscale che detassò le plusvalenze da partecipazione, e attuò ben 12 rovinosi condoni che Berlusconi utilizzò immediatamente per fare colossali affari.

A cominciare dalle pendenze Fininvest il Mafionano se la cavò pagando 18 milioni di euro a fronte dei 104 che reclamava il fisco, passando per la cessione del 16,88% di Mediaset detenuta da Fininvest con un risparmio di 340 milioni di tasse, e attraverso il decreto salva-Milan che permise alle società indebitate di ammortizzare i bilanci in 10 anni, svalutando il cartellino dei calciatori conseguente alla crisi (tra serie A e B il deficit era nel 2002 di 2 miliardi di euro). Il risultato fu ottenuto con doppio conflitto d’interessi: quello tra Berlusconi doppio presidente del consiglio e del Milan, quello tra Adriano Galliani vice del Milan e presidente della Lega Calcio. Il decreto Berlusconi fece risparmiare al presidente del Milan Berlusconi 242 milioni di euro!
Altre pendenze col Fisco attraverso l’immobiliare “Idra” Berlusconi le risolse con un condono da 1.850 euro in 2 comode rate che gli evitarono accertamenti di evasione contestati dalla Procura di Milano nel processo sui bilanci Mediaset. Domenico Siniscalco, successore di Tvemonti abbassò le aliquote per i redditi più alti facendo risparmiare a Berlusconi altri 764.154 euro.
Bella politica no?

Venendo ad oggi, col ritorno della cosca di evasori ad personam, mi chiedo che fine farà la lista di furbetti eccellenti che il Fisco ha accertato esistere negli ultimi 8 anni, tenuto conto che su 32 mila abitanti dell’intero principato di Monaco, ben 1900 sono italiani!
Le contestazioni del Fisco hanno finora riportato nelle casse italiane tasse evase da 32 personalità conosciute residenti fittiziamente a Montecarlo. Questo l’elenco con gli importi in euro:
Luciano Pavarotti 12,9 milioni, Andrea Bocelli 5,7 milioni, l’ex carabiniere Alberto Tomba 5,5 milioni, Gian Carlo Fisichella 3,8 milioni, Ennio Morricone 600 mila, Ricky Tognazzi 375 mila, il violinista Salvatore Accardo 171 mila, Claudio Abbado, Cecilia Gasdia e Michele Pertusi 85 mila, Umberto Tozzi 249 mila, Riccardo Cocciante 228 mila.

Hanno ancora conti in sospeso Max Biaggi, che dopo aver pagato per anni un domestico che gli tenesse la luce accesa nell’attico monegasco gli è stata recapitata una multa da 12 milioni, Loris Capirossi da Imola ha fatto 2 ricorsi distinti ai 13,3 milioni richiesti, Guido Cappellini ha evaso 8 milioni, Maria Grazia Cucinotta 80 mila, Ornella Muti è ricorsa recentemente ad una richiesta di 2,3 milioni di euro. A loro si aggiunge lo stilista Guccio Gucci, pendente per 292 mila euro e i fratelli del tessile Zegna che se la sono cavata con 100 mila euro.

Dopo le multe prese da Stefano Pescosolido e Andrea Gaudenzi, pare meditino di riportare la residenza in Italia Ezio Greggio, i ciclisti Michele Bartoli e Paolo Bettini, i tennisti Omar Camporese, Diego Nargiso e Davide Sanguinetti, tutti “abitanti” nel paradiso off-shore presideuto da Alberto di Monaco, che dopo le richieste dell’Ocse e un incontro col cancelliere tedesco Angela Merkel, ha accettato di avviare scambi di informazioni e alzato le tasse sui depositi dal 15 al 20%.

Sempre e soltanto per quanto concerne Montecarlo, hanno infine ricevuto le cartelle esattoriali lo scienziato Carlo Rubbia, la commentatrice Lea Pericoli e altri. Chissà, magari in attesa di nuovi condoni.

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