
La raffinata Daniela Santanchè
Ad “Annozero” , con rispetto per il gentile e tagliente Michele Santoro, basterebbe la presenza di Marco Travaglio per riempire 2 ore di notizie.
Non per cattiveria, per carità, ma solo per non dare fiato alle sciocchezze pronunciate da Daniela Santanchè predicatrice di valori e legalità quando il leader della sua Destra Francesco Storace, è il primo dei sinistri ad essere stato rinviato a giudizio per spionaggio e frode informatica ai danni del comune di Roma! Aveva pagato alcuni hacker per inserire firme false nelle liste dei candidati Piero Marrazzo ed Alessandra Mussolini per poterli attaccare alle spalle.
Ora, che i valori vadano difesi d’accordo, ma che un politico si arroghi di candidarsi premier con un movimento il cui leader è sotto inchiesta per una vicenda meschina come quella di Storace, andrebbe chiarito e indagato meglio fin da subito con domande a bruciapelo. Invece c’è voluta un’ora e mezza, e a fatica da parte di Marco per far emergere questa memoria!
A parte ciò, personalmente ritengo che trasmissioni preziose come quelle di Santoro siano occasione ghiotta per radiografare meglio il passato e i comportamenti di chi si siede su quelle seggiole in cerca di voti.
Ebbene, assistere ai discorsi e alle espressioni facciali della Santanché, mi son reso conto che di nuovo, in quella figura, c’è poco o nulla.
Poco o nulla di donna che lava e stira dalla mattina alla sera.
Poco o nulla di donna che conosce le difficoltà di arrivare a fine mese con stipendio da operaia o da impiegata.
Poco o nulla di farina del suo sacco perché le sue dichiarazioni sono guidate dai camerati ombra.
Molto si evince, invece, dal lento incedere di quella sua flemma, tipica di quei soggetti cresciuti coccolati tra bambagia e vizi.
Ascoltare la Santanchè pare di sentire Rosanna Cancellieri in versione “figa” (l’ha definita così Storace) dalle cui parole traspaiono tracce di un’esistenza agiata, sorretta da mariti e compagni facoltosi, capaci di assecondare i capricci di una partner in carriera che non rinnega il ventennio fascista e che ha saputo blindarsi in un collegio sicuro come quello lombardo per arrivare al Parlamento a braccetto del “democristiano” Gianfranco Fini.
Da deputata è stata firmataria di numerose proposte di Legge soprattutto in materia di pari opportunità, ma mi lascia di stucco la sua sottoscrizione alle modifiche al codice di procedura penale in materia di intercettazione di conversazioni, ossia il vergognoso decreto bavaglio di Demente Mastella che vieterà ai giornalisti di scrivere di cronaca giudiziaria, pena multe insostenibili anche per il miglior paraculo stipendiato dal Berlusca! (legge 1170 assorbita dalla 1512).
La deputata Daniela Garnero Santanchè di indelebile, rigorosamente di sua iniziativa, ha lasciato quel dito medio alzato, rivolto a un gruppo di studenti che protestavano contro la disastrosa (e fortunatamente defunta) riforma Moratti sulla scuola. Dito medio che la “figa” protettrice dei giovani della Fiamma Tricolore ha ”spudoratamente finto di dimenticare”, lasciandosi alle spalle una bugia che la Rete, a differenza della tv, non cancella.
Prima firmataria della proposta di Legge che vieta alle mussulmane di indossare il velo nelle scuole, Daniela Santanchè si è dimenticata completamente che le mussulmane, a differenza delle “mussoliniane” sono ben contente di indossarlo.
Avrà voluto imitare il suo leader Benito Mussolini che intendeva andare in Abissinia per “civilizzare” i popoli? Non so, tuttavia so per certo che le sue vivaci uscite le sono costate minacce da ambienti fondamentalisti che la costringono a girare con la scorta pagata coi nostri soldi.
Se questa sarà il futuro premier poveri noi.
La casta dei politici e dei giornalisti in quota di partito annaspa, la parabola in discesa di perdita di credibilità è inesorabile, di giorno in giorno, di ora in ora.
Soltanto chi frequenta assiduamente la Rete vive la forbice che allarga la stridente differenza fra i giornali online asserviti alla politica e i blog autogestiti.
I click sul mouse, sbugiardatori senza censura che da un sito all’altro esibiscono le versioni “sanguigne” da quelle prezzolate per la persuasione occulta di massa, inducono a chiedersi con quale coraggio testate controllate come “Corriere” e “Repubblica” riportano in home page le sterili quisquilie di Sanremo senza permettere commenti dei cybernauti dell’antipolitica!
Fa sorridere il patetico risalto dato a quel carrozzone medievale di pattume musicale imploso su se stesso. La defunta rassegna per cantanti è da anni divenuta un distrattivo banchetto di saltimbanchi stonati e nauseabondi, che tengono sotto sedativo un significativo zoccolo di popolazione medio borghese anziana, di bassa scolarità, conservatrice, tradizionalista, priva di senso critico, ma che - ahime - si reca alle urne!
Sanremo, rassegna anni luce dalla musica nel più intimo senso del suo etimo, è divenuto da anni un circo parassita mantenuto dalla tassa obbligatoria Rai del 1938, nascosto dietro un finto mercato musicale avvitato su se stesso che serve in realtà ad evitare rivolte sindacali di tecnici, musicisti, conduttori e colleghi venduti come Vincenzo Mollica che spacciano per casuale il plagio programmato e creano un caso sulle frasi di m…. senza problemi di coscienza del presentatore Pippo Ospizio, nell’inutile speranza di rinvigorire un interesse ormai sopito con la generazione che Sanremo rappresenta.
Un esercito di pensionati autoreferenziati col difetto di costare ai portafogli dei giovani precari, cybernauti disincantati, allergici al piccolo schermo e al costosissimo carrozzone di stampa che se ne nutre.
Il mito è crollato! Nonostante i Cucuzza e i finti scoop dei Riotta non c’è più seguito, niente più interesse, niente più vendite di cd.
Per il festival di Sanremo e i suoi conduttori in coma irreversibile ogni anno potrebbe essere l’ultimo.
Voglio scommettere che una massiccia evasione dalla tassa sulla tv induca i vertici Rai a tagliare questo sedativo senza più effetto, a parte quello che esercita abusivamente sui portafogli degli italiani.
Non ci vuole molto: mandate per raccomandata con ricevuta di ritorno 2 righe di autocertificazione in cui dichiarate che il televisore l’avete rottamato senza più averlo ricomprato. Starà poi ad un magistrato compilare un mandato che autorizzerà la Polizia giudiziaria ad entrare in casa vostra a controllare cosa avete sui mobili come se foste delinquenti mafiosi o spacciatori di droga.
Scommettete che non arriverà mai nessuno? Spargete voce, agiate senza paura e vedrete che i funerali di Pippo Ospizio con la casta dei De Mita saranno imminenti!
Il cittadino sveglio ha già scelto dove investire i propri soldi per abbonarsi a più gli aggrada. Da un lato “Sky” con i suoi 4 milioni di utenti, dall’altro il numero sempre più crescente del popolo internettiano.
Certo, mi stupisce che certi articoli di gossip su un portale allineato come “Libero” oltrepassino i 500 commenti. Ma credo sia solo una fase di transizione, di adattamento e di presa di coscienza delle opportunità di conoscenza e di dialogo che soltanto la Rete offre.
Non distraiamoci dagli orrori della Casta autoreferenziata.
L’orribile Silvio Berlusconi non si è reso conto che esprimere orrore ad Antonio Di Pietro ha solo aumentato i voti all’ex pm.
Mai verità più limpida poteva essere partorita dal Tappo in parrucca! Del resto in quale paese civile un magistrato si butta in politica con un partito che predica legalità? Che orrore l’Italia berlusconiana post-piduista corrotta! La memoria annebbiata dei vecchi italiani avrà cancellato le offerte ministeriali che il plurimputato amico della mafia fece più volte a Di Pietro nel ‘94, ma le pagine elettroniche di internet non scordano nulla!
E’ qui la rivoluzione.
Beppe Grillo è l’unico vecchio avanti di 20 anni che lo stanno rodendo più velocemente, ma che val la pena ascoltare.
L’esperienza vale più di ogni laurea.
Sosteniamolo. V2-Day.
Le voci circolano insistenti. Telecom è piena di debiti, il gruppo telefonico ha urgenza di cedere alcuni suoi comparti. Uno di questi è “Telecom Italia Media”, meglio nota come “La7“, l’emittente televisiva che ha rimpiazzato TeleMontecarlo di cui fa parte anche l’agenzia stampa Apicom.
Il nuovo amministratore delegato avrebbe già incaricato un advisor per valutare l’operazione che potrebbe portare nelle casse aziendali 600 milioni di euro (400 milioni di incasso e 200 milioni di debiti in meno del gruppo).
Ebbene, Mediaset ha già puntato gli occhi sull’affare, ventilando ipotesi di fusione.
Alla faccia del mostruoso conflitto d’interessi che riguarda il plurimputato Silvio Berlusconi, non meravigliamoci se fra poche settimane vedremo il tg di La7 diretto da Vittorio Feltri o da Ferrara (che potrà arrogarsi di essere contemporaneamente deputato o Ministro).
Nel Paese dei ribaltati una soluzione che proceda in direzione opposta al sistema democratico è la più ovvia, scontata e imminente.
Altro che pluralismo! Dopo i 6 canali Rai e Mediaset il 7 rappresenterebbe il numero perfetto!
Altro che riforma Gentiloni! Nella repubblica del presidente del consiglio imputato e alleato con la mafia fa ridere come la Legge sulla par condicio.
Siamo tutti avvisati.
Continueremo ancora per un po’ ad essere un popolo a maggioranza “fritta” almeno fin quando la tv continuerà ad essere il primo mezzo di induzione al consenso politico.
Nel video uno stralcio di “Omnibus” di La7, emittente su cui non mancano mai i ciambellani del piduista.
Anche Sky non si tira di certo indietro a dare spazio a tessera 1816. Sentitelo e valutate un po’ voi il profilo.

In un sol giorno sono uscite notizie su Silvio Berlusconi e su alcuni suoi amici alleati dei carcerati in libertà, da riempire una puntata indignata e satirica di “Striscia la notizia”.
La prima riguarda la decisione dei giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano, che in accoglimento della domanda della difesa del “Bokassa” hanno congelato “per opportunità di campagna elettorale” il processo sui diritti televisivi Mediaset, in cui col leader di Forza Italia è imputato l’avvocato David Mills, destinatario di centinaia di milioni di tangenti pagate da Berlusconi per indurlo a testimoniare il falso nel processo.
La decisione in questo Paese ribaltato non ha sorpreso nessuno perché soltanto nelle civiltà evolute accade il contrario, ossia che un politico imputato congeli la sua candidatura per dimostrare ai giudici di essere innocente! Chissà se Ezio Greggio dedicherà il suo tradizionale pistolotto di apertura di Striscia all’argomento!
Mi aspetto Valerio Staffelli che rincorra il “Cavagliere” atapirato perché citato in giudizio da 60 dipendenti Rai offesi da una sua rara verità “in certe situazioni in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci“. La frase fu pronunciata dal “leader maximo” inviperito dalla pubblicazione della sua chiacchierata telefonica con Agostino Saccà, nella quale intimava di inserire 4 troiette nelle fiction Rai per aggraziarsi alcuni senatori voltagabbana a Prodi. Dovrà comparire il 3 giugno prossimo.
Il senatore Francesco Storace, rinviato a giudizio per frode informatica ai danni del comune di Roma quand’era governatore del Lazio, ha detto che “Berlusconi gli avrebbe offerto 15 parlamentari se fosse stato disposto a correre alle elezioni col Popolo delle libertà”.
“Striscia” potrebbe avere l’imbarazzo della scelta se volesse fare inchieste e satira vere. Basterebbe dare un’occhiata a qualche brevissima e accorgersi che la Procura di Genova ha sequestrato gli atti delle assunzioni avvenute negli ultimi 4 anni al porto cittadino, per cercare di far luce sul ruolo di decine di parlamentari intercettati tra cui gli ex ministri Claudio Burlando, attuale governatore della Liguria e l’ex ministro Claudio Scajola, citato nelle intercettazioni in qualità di “raccomandante” di persone da assumere e di incarichi da assegnare.
Scajola, attuale presidente del Copaco (Comitato parlamentare di controllo dei Servizi segreti), già ministro dell’Interno durante i fatti del G8 di Genova, fu l’acquisto del “Polo delle Libertà” che oggi si chiama Popolo. Con l’aggiunta di un “po” al “Po” di Umberto Bossi è infatti venuto un bel POPO’ di inquisiti corrotti e condannati!
Da ultimo pare svelato il mistero del ritiro dalla gara d’asta per l’assegnazione delle frequenze Wi-Max di Eletronica Industriale, società presieduta da Adriano Galliani riconducibile al Cavagliere.
“Affari e Finanza” di Repubblica svela che è in corso il progetto di fusione fra Mediaset e Telecom.
Insomma, dopo l’acquisto di Endemol di Marco Bassetti e Stefania Craxi, l’uscita dalla finestra di Berlusconi dalla scena di internet è solo momentanea per rientrare di corsa nei giochetti sfondando il portone!
Ce n’è abbastanza di carne al fuoco per Striscia o è meglio perdersi a rincorrere i Casanova e le fattucchiere?
Già che ci sono consiglio anche la sostituzione della sigla col video che segue, censurato da tutte le tv italiane!
O, come dice Antonio Ricci, anche questa tv sarà finzione?

Paola Perego
Il grave conflitto d’interessi di Berlusconi si ripercuote quotidianamente nelle televisioni ancora molto seguite da una larga fetta di popolazione anziana e di bassa cultura.
La campagna elettorale, come già ricordato su questo blog, orienta il consenso politico con l’ausilio di trasmissioni create ad hoc, nelle quali si discutono argomenti da bar o da ritrovi familiari, ma con ospiti popolari fra il pubblico.
La tecnica collaudata fin dai primi tempi del Maurizio Costanzo show, serve proprio a creare simbiosi tra la famigliola e il piccolo schermo, che diventa fonte di informazione e sopratutto modello di emulazione.
Con argomenti banali e contradditori che raccontano castronerie a tutto tondo, si crea l’effetto di tenere sotto controllo le opinioni e dare importanza a gente insulsa come i Signorini, o le fidanzatine ignoranti dei calciatori in veste di conduttrici o prezzemoline perennemente sorridenti.
I tronisti a costo zero guadagnano migliaia di euro ospiti nei locali e nelle discoteche soprattutto del sud, che a loro volta richiamano centinaia di giovani, leve dell’economia del domani.
Accendere la tv in un qualunque momento del giorno e della notte significa imbattersi in programmi banali e modellati a seconda del pubblico che si intende pescare.
Cuochi e fornelli in tarda mattinata per le casalinghe, amori, sentimenti e cazzi altrui per mogli part-time e studentesse frustrate che identificano i loro patemi d’anima con i Milo Infante e le Alde D’Eusanio del pomeriggio, sangue, misteri ed orrori mischiati a starlette incinte coi Cucuzza prima di cena, come se i problemi dell’Italia fossero quelli, quiz spesso a sfondo religioso per il primetime e nei fine settimana, con sigle, scenografie e conduttrici diverse si riparte a tambur battente con identiche scemenze.
Ospite di amici a Siracusa ieri pomeriggio, mi sono bastati 10 minuti di Buona Domenica su Canale5 per imbattermi nella campagna elettorale per il centrodestra che ha gettonato i preti col fondamentale tema “E’ giusto che si sposino?”.
Il dibattito a senso unico doveva servire a orientare le opinioni sulla politica Vaticana che condanna i matrimoni nel clero e protegge i pedofili.
Gli sms a tariffe illegali che Paola Perego esortava a mandare per votare “si o no” ai preti mariti, ha dato il finto risultato atteso: maggioranza moderatatmente a favore della chiesa col 55% di votanti contrari ai preti mariti e il restante 45% favorevoli ai preti mariti.
In studio, l’unico prete a favore era un sacerdote padre con accento veneto che, profumatamente pagato, ha dato in pasto la sua faccia alla dozzina di ospiti prostituti “illustri” tutti indignati per il fatto che avesse ingravidato una donna.
Poverello, si capiva che quel sacerdote non aveva una grande padronanza di linguaggio, del resto basta poco, uno appena appena in grado di parlare con linguaggio appropriato ci avrebbe messo 2 secondi a stroncare le idiozie che uscivano dalla bocca della Zanicchi piuttosto che di altri.
Quelle ospiti, ovviamente prostitute nell’anima senza dignità, pronte a sostenere qualunque tesi strampalata e a farsi trafiggere da cani e porci pur di potersi esibire davanti alle telecamere, rendono servizio al padrone. Il plurimputato Silvio Berlusconi, possibile leader del prossimo governo o al Quirinale, al quale servono opinioni ligie al centrodestra cattolico e conservatore per avere voti alle urne (non in seminario).
Un sondaggio falso a pagamento con soldi estorti con l’inganno dai cellulari dei minorenni sarà servito a una percentuale di telespettatori che “siccome lo hanno detto in tv” avranno cambiato parere sui preti sposati schierandosi contro.
Banale no? Ma tanto efficace.. alla faccia della Legge sulla par condicio.

Ci siamo accorti che la paura di perdere le elezioni ha già fatto scattare crisi di panico con relativa perdita di controllo da parte delle solite facce in lizza per tornare in Parlamento.
Effetto di una sorta di “sindrome prostitutiva” particolarmente diffusa come l’influenza a gennaio che miete anche le più illustri vittime, nonostante le cure palliative dei cambi di nome e di colore, nell’orgia impazzita tra rossi, azzurri, bianchi e verdi, traspare il solito, desolante marrone del “tutto cambiato, tutto come prima”.
Venendo al dunque: il flirt forzoso tra la suora Paola Binetti del Pd e la radicale Emma Bonino sono già i primi estremi in fotocopia della fantoccia “Unione” del recente scomparso governo Prodi.
Di Pietro nei suoi 11 punti ha corretto il tiro al numero 5: non più 2 tv da sottrarre a Berlusconi e alla Rai lottizzata ma “pluralismo dell’informazione”.
Nel partito Democratico di Uolter Veltroni che non ha mai pronunciato una volta la frase “conflitto d’interessi” e dei Pacs già corretti e rivisti, se vorrà guadagnare credibilità non può limitarsi a non candidare inquisiti o condannati, ma dovrebbe liberarsi di figure come i Bassolino e i “Cappeddazzo” in Sicilia, anche se non candidati.
Scendendo tra i “moderati” spunta il comunista vaticano Cammello Ruini, che nonostante si fosse incaricato di “mediare” fra Berlusconi e Casini, quest’ultimo corre da solo senza Giovanardi e Tabacci, col quale però flirta ricandeggiato nella “Rosa bianca” in compagnia dei chierichetti Baccini e Pezzotta, oltre all’Udeur di Demente Mastella inquisito per 7 reati, e il rinviato a giudizio per accesso abusivo a sistema informatico Francesco Storace (!!).
La presa in giro degli italiani non si limita ai cambi di nome ma anche alle recite eroiche, tanto dopo le elezioni questa legge elettorale porcata in vigore consentirà alleanze improvvise a sopresa, e infatti Casini sarà atteso a braccia aperte dal corruttore di giudici in veste di figliol prodigo.
Ne ha già fatte di cotte e di crude il “Cavagliere” per prenotarsi lo scranno di Giorgio Napolitano, tanto che se vincerà la sua coalizione farà fare il premier a Gianfranco Fini.
Infatti, per chi non si fosse accorto, la Quaresima per i credenti del centrodestra è in realtà un prolungamento del carnevale, con i camerati di Alleanza nazionale travestiti da democristiani piduisti di Forza Italia nel “Popolo delle libertà” col continuo, tacito assenso della Lega nord.
Costata 70 miliardi di lire a Berlusconi, Bossi e i portaborse di Roma ladrona campano di rendita! Per questo motivo rimane “Lega” ad Arcore! Rivedere Bossi urlare dal prato di Pontida “noi leghisti mai coi mafiosi e i piduisti” pare di sentire una barzelletta. I leghisti non si ricordano più, hanno la memoria corta, tuttavia alcuni vicini di casa lecchesi dell’ex ministro Roberto Castelli, giurano a telecamere spente di ricordare frenetiche andate e ritorni dalla villa di Arcore del futuro ministro, forse, chissà, per ritirare le rate del gigantesco malloppo.
E infatti uno dei sortilegi dei portafogli di Berluska che tramutano streghe in fate, ha dato il risultato sperato: Lega nord alleata sempre e comunque. Pur di vincere, se potesse, si comprerebbe anche Turigliatto e Diliberto!. (Bondi docet)
A proposito del poeta comunista, il suo versetto “niente inquisiti e condannati a parte le vittime di persecuzione politica” sbandierato ai 4 venti, si è attirato il versaccio del kapò incazzato nero per aver toccato il dolente tasto! (in Forza Italia requisito essenziale per ambire al Parlamento tramite un collegio sicuro è essere inquisiti, rinviati a giudizio o condannati).
Ebbene, in un momento di panico in cui Silvio si spende in solidarietà sperticate a Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri, approffitta dell’ex udicino Raffaele Lombardo per accaparrarsi la fondamentale e misteriosa Trinacria, dove pare che consegnare il proprio documento e commissionare il proprio voto senza sapere che finirà all’Udc o a Forza Italia valga una mancia da 50 euro, ghiotta per molti anziani, disoccupati e giovani siciliani.
Va detto che Raffaele Lombardo rappresenta l’anima dell’autonomia di una regione già assai autonoma e che individua nell’immagine della sindachessa “nordista” di Lampedusa la sua mascotte.
Infatti se la Lega nord presenterà il proprio simbolo soltanto al nord, al sud sarà rappresentata dal Movimento per l’autonomia schierata col Pdl, fondatore Raffaele Lombardo, leader non proprio vergine della politica.
Da udicino ad autonomista “per liberarsi dal cappio al collo dei partiti nazionali centralisti e padronali che hanno fallito” nella Sicilia devota, democristiana, servizievole e anche un po’ babba, Lombardo, già ex vicesindaco e attuale presidente della provincia di Catania, fu arrestato nel 1992 per abuso d’ufficio, condannato in primo grado e assolto in appello.
Nel 1994 fu riarrestato per corruzione nell’ambito dello scandalo dell’appalto dei pasti all’ospedale di Catania.
Destinatario di una parte dei 5 miliardi di lire versati dall’allora deputato Pellegrini, i giudici derubricarono il reato di corruzione a finanziamento illecito ai partiti, bollando la mazzetta un semplice regalo.
Tornato in politica, nel 1999 fu eletto europarlamentare nel “Centro Cristiano Democratico” riconfermato nel 2004 dopo le dimissioni dell’ex compagno di partito Totò Cuffaro.
Lombardo ha lasciato l’Udc nel 2005 accusato di gestione antidemocratica del partito rivoltegli dai colleghi, e alle politiche del 2006 era alleato con la Lega Nord di Umberto Bossi, sotto il logo del “Patto per le Autonomie” che si schiera, appunto, con la Pdl e Silvio Berlusconi.
Tutti in Lega, legati, camuffati e impauriti! Pronti a qualunque scelleratezza pur di amministrare i loro interessi di bottega e di mafia, che a quanto pare temono meno della vittoria alle prossime elezioni.
La legge sulla par condicio, specchietto per le allodole che dovrebbe garantire pluralità di dichiarazioni, la reputo un’inutile manfrina.
Pensate che in questo periodo di campagna elettorale, per ogni diretta che conduco in tv con ospiti politici, sono tenuto a redigere un documento in cui elencare i secondi di discorso concessi ad ognuno degli ospiti, affinché con una semplice somma si possa risalire al tempo totale riservato ad ognuno dei candidati!
Come se le sorti del voto alle urne dipendessero dal minuto più o meno concesso ad un ospite piuttosto che ad un altro!
In realtà dovremmo sapere tutti che le campagne elettorali si fanno con le notizie che elencano i fatti o le favole su chiunque si candidi.
A tal proposito, proprio oggi, Antonio Di Pietro è oggetto di attacchi dalla stampa berlusconiana in cui si parla di un fascicolo d’indagine aperto nei suoi confronti, per stabilire se ci siano stati reati di truffa allo Stato!
La vicenda riguarda i rimborsi elettorali di 22 milioni di euro incassati dall’IDV poi finiti nelle casse di una società formata dallo stesso ministro in qualità di presidente, la sua ex moglie e la deputata Silvana Mura tesoriere.
Disquisire sull’etica degli accantomenti economici che sarebbero all’origine dei dissapori che hanno portato i Chiesa e i Veltri ad abbandonare il partito passi, ma ritenere che un Pubblico ministero, poliziotto e avvocato che predica legalità, si assume il rischio di commettere reati ce ne passa!
Tant’è che lo stesso Di Pietro, sul suo blog. si è affrettato a rendere pubbliche le tappe della vicenda e il temperamento dell’Avvocato Di Domenico, cofondatore dell’Italia dei Valori autore degli esposti in Procura. Grazie all’esistenza di internet il ministro parla chiaramente di attacco indiscriminato per screditare l’avversario politico su questioni lontane mille miglia dai reati.
“Panorama”, settimanale Mondadori di proprietà di Silvio Berlusconi, ha dedicato 2 pagine di frasi ripetute che girano e rigirano sulla vicenda, tutta insaporita di giallo con l’assassino dietro l’angolo da inchiodare! Per chi non lo sapesse “Panorama” è il settimanale su cui scrive il comunista devoto peracottaro Giuliano Ferrara, nonché, apprezzato pataccaro di famiglia è stato anche il senatore forzista Lino Jannuzzi, condannato a 2 anni e mezzo per diffamazione aggravata in merito ad un servizio pubblicato sul settimanale nel 2001, in cui si inventò una riunione a Lugano fra Ilda Boccassini, Carlos Castresana, Carla Del Ponte ed Elena Paciotti intenti a pianificare l’arresto di Berlusconi! Pluriquerelato, Jannuzzi già eletto senatore trincerato dietro immunità parlamentare, è stato poi nominato membro del Consiglio d’Europa protetto doppiamente da immunità!
Di Pietro, “braccio armato di Veltroni” come recita il comunista spoetizzato Bondi paga la colpa di citare le sentenze che denunciano il grave conflitto d’interessi a carico di Berlusconi, lo status abusivo di Rete4 e la relativa occupazione indiscriminata delle frequenze televisive da parte del Cainano.
Ma intanto quest’ultimo ha dalla sua 6 emittenti nazionali, lo sputtanamento di “Panorama” dà il la ai telefilm curati sapientemente dai Mimun i Mulè, i Fede e i Greggio incaricati di colorire di giallo-marrone la notizia di Di Pietro.
E’ la loro campagna elettorale tutta in appoggio al loro editore plurimputato.
Non esiste par condicio per i casi che riguardano il Cainano. I suoi processi e il suo ladrare case editrici dietro corruzione di giudici sono accuratamente taciuti da Raiset.
Non c’è bisogno di par condicio per lui che dispone di interi uffici legali a sua disposizione.
Perciò Emilio Fede, da verme strisciante, si arroga il diritto di condurre il suo notiziario nel modo che segue riservando oltre 7 minuti per il suo kapò, dimenticandosi dei circa 1.000 dipendenti di Europa 7 in attesa di poter esercitare il loro diritto di lavorare.
Quanto al ritiro di “Eletronica Industriale” dalla gara di assegnazione delle frequenze Wi-Max, insinuo ci sia dietro qualcos’altro.
Puzza di bruciato una decisione sbandierata così improvvisamente che comporta il ritiro dal tavolo di decine di milioni di euro! Staremo a vedere.
Quanto ai commenti e ai messaggi, me ne giungono a centinaia, non riesco a rispondere non ne abbiate a male! Li leggo comunque tutti.
Gli inviti ai dibattiti li sto cercando di valutare compatibilmente con gli impegni di lavoro. Cercherò di esserci e prometto di rispondere. Chiedo solo pazienza.
Grazie per i vostri contributi e le vostre preziose segnalazioni.

Notizie taciute dai tg di Raiset?
Il 25 febbraio la cosiddetta “Autodisciplina delle parti” si riunirà attorno ad un tavolo per stabilire un Codice di autoregolamentazione, in merito al diritto di cronaca riguardante processi conclusi con sentenze passate in giudicato.
La delibera dell’Agcom numero 13/08/CSP recepisce i malumori suscitati dalla cronaca che ad “Annozero” Marco Travaglio, ha fatto del processo riguardante l’imminente senatore Totò Cuffaro, condannato in primo grado a 5 anni di carcere per favoreggiamento ai mafiosi, per questo destituito dalla carica di presidente della Sicilia ma già nominato commissario dell’Udc per Catania e provincia. Al tavolo parteciperà l’Ordine dei giornalisti e altre organizzazioni di categoria.
Scommettiamo che sarà emanata una direttiva che anticipa la censura contenuta nel decreto vergogna di Demente Mastella che farà scomparire la cronaca giudiziaria?
Quanto ad internet, tra le 179 offerte presentate al Ministero delle Telecomunicazioni per le 35 frequenze destinate allo Wi-Max, figura quella di “Eletronica Industriale” riconducibile al plurimputato Silvio Berlusconi.
L’azienda in questione concorre all’assegnazione delle frequenze in tutte le 14 macroregioni italiane, tanto da suscitare allarme fra le concorrenti Telecom, Wind, Fastweb, Ariadsl spa e Toto costruzioni.
Ufficialmente Mediaset spiega l’intenzione di concorrere per “diversificare il proprio impegno dalla televisione a internet” ma c’è il concreto dubbio che dietro ci sia l’intenzione di trasportare il segnale per la televisione digitale terrestre che contrasterebbe con gli scopi previsti dal bando di gara.
Infatti “Eletronica Industriale” pare sia in grado di mettere sul piatto cifre da capogiro che le consentiranno di aggiudicarsi agevolmente l’asta.
Non dimentichiamo che Maurizio Gasparri ha dichiarato a “Repubblica” che non appena la sua coalizione tornerà al governo farà un piccolo emendamento alla sua Legge vergogna “Salva Rete4″ al fine di calpestare la recente sentenza della Corte Europea che ha intimato al governo italiano di assegnare le frequenze di Rete4 ad Europa7 e dà diritto al suo editore, Francesco Di Stefano di richiedere allo Stato italiano un megarisarcimento danni.
Che pagheremo noi, alla faccia del Turaciolo di Arcore.
Aggiungo anche un video che mette in luce tutta l’autorevolezza critica di Gianni Riotta, acquisita nelle scuole americane nell’ambito di un’intervista rilasciata per una tv locale. Mi spiace per i soldi che avranno speso i suoi per erudirlo così..