header image

dicembre 31st, 2007 opinioni 9 Comments

massoneria.bmp 

Il sito disinformazione.it riporta un articolo a firma di Marcello Pamio che getta ombre di sapore massonico sul rapporto che lega Beppe Grillo al gestore del suo blog, la Casaleggio Associati di Milano, composta da 5 soci, 4 dei quali ex elementi chiave della Webegg spa, società di consulenza controllata da Telecom Italia.
Il lungo articolo induce a ritenere che uno dei soci, Gianroberto Casaleggio, oracolo ispiratore e miccia di Beppe Grillo per molte sue legittime denuncie, nasconda dietro gli attacchi, in particolare a Telecom, l’obiettivo societario di conquistare l’azienda di telecomunicazioni!
Il video linkato sull’homepage del sito della Casaleggio Associati intitolato “Prometeus, il futuro dei media” che inizia dicendo “L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa…” spingerebbe alla visione illuminata della dimensione umana proiettata in rete. 
Pamio collega la scelta dell’icona satanica simbolo di tutte le logge massoniche alla potentissima famiglia americana dei Rockfeller, che davanti alla propria sede newyorkese ha stagliato una grossa statua proprio di Prometeus.
Perché vi chiederete? Perché il silenzio di Beppe Grillo sul signoraggio monetario sarebbe forzato dal fatto che la Casaleggio Associati è partner della Enamics, società americana che vanta tra i suoi “clienti” la banca d’affari JP Morgan spicchio dell’impero dei Rockefeller.
Premesso che stimo gli articolisti e i contenuti di disinformazione.it, trovo ridicolo parlare di massoneria e di “scalate” alla Telecom da parte di un comico e di una società privata che si occupa di sfruttare internet!
Se tutto ciò fosse vero mi rallegrerei perché con Telecom in mano a Grillo e Casaleggio leggeremmo ogni giorno le conversazioni telefoniche dei nostri politici durante i loro affari privati in veste di funzionari pubblici!
Sapete che divertimento e che prova di democrazia sarebbe? Se questo fosse il loro “umile” obiettivo avrebbero tutto il mio appoggio!
Al di là delle battute l’argomento mi stimola a promettere qualche post in futuro dedicato alla massoneria vera, quella eversiva che ci ha traghettato e ci traghetta ancora nella situazione di oggi.
Ma da domani, che sarà un altr’anno…
Per ora tanti auguri per un 2008 migliore e più libero per tutti!

Articoli collegati

dicembre 30th, 2007 la nostra storia 4 Comments

piersanti-mattarella.gif 

Da oggi, per tutto il 2008 cercherò con puntualità, ogni domenica, di elencare i morti uccisi coincidenti con la settimana entrante per i quali non è ancora stata fatta giustizia o è stata fatta soltanto in parte. Con questo post domenicale che inaugura la categoria “la nostra storia” la storia di vittime italiane: da magistrati a politici, da giornalisti a comuni cittadini un breve profilo di persone sostanzialmente oneste ed incensurate cadute sotto i colpi di mafiosi, estremisti coloriti, sicari o mandanti rimasti ignoti.
Lo farò attingendo i nomi dal calendario dei santi laici pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog.
2 gennaio 2005: Francesco Rossi, incensurato, muore all’ospedale napoletano di Pollena Trocchia dopo 5 giorni di agonia. Vittima di uno sbaglio perché sulla traiettoria dell’obiettivo dell’agguato di camorra, Vincenzo Mauri, 51 anni, pregiudicato caduto a sua volta dentro un circolo ricreativo di Sant’Anastasia. Rossi viene raggiunto al petto da 1 dei 6 proiettili sparati da un sicario in sella ad un motorino. Soprannominato Fravulella, Rossi era assai noto perché capo della tifoseria della squadra di calcio locale.
4 gennaio 1992: Francesco Aversa, sovrintendente di polizia muore in un delitto con sua moglie Lucia Precenzano, in via dei Campioni a Lamezia Terme lasciando nel dolore i 3 figli Walter, Paolo e Giulia. I colpevoli, rei confessi, saranno condannati nel gennaio del 2002, quando davanti al gip del tribunale di Catanzaro ammetteranno le loro responsabilità. Si tratta di Salvatore Chirico e Stefano Speciale, entrambi di Taranto, entrambi esponenti della sacra corona unita. Le colpe di Francesco Aversa quelle di aver rotto il secolare muro di omertà collaborando con l’Autorità giudiziaria e permettere l’arresto di malavitosi ed assassini locali.
5 gennaio 1984: Giuseppe Fava, scrittore, saggista e giornalista già direttore de il “Giornale del Sud” e fondatore de ”I Siciliani” primo giornale antimafia in Sicilia, muore ucciso in un agguato a Catania. Per il delitto sono stati condannati membri del clan mafioso dei Santapaola. È considerato il primo intellettuale vittima di Cosa nostra.
6 gennaio 1980: Piersanti Mattarella (in foto) presidente democrsitiano della regione Sicilia vicino alla corrente politica di Aldo Moro, muore assassinato a Palermo si presume da esponenti di cosa nostra durante la sua opera di modernizzazione dell’amministrazione regionale e per il suo impegno nella ricerca di collusioni tra mafia e politica.
Inizialmente considerato un attentato terroristico, è Tommaso Buscetta ad indicare il delitto di mafia e secondo il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, Giulio Andreotti era consapevole dell’insofferenza della mafia per la condotta di Mattarella ma non avvertì mai né l’interessato né la magistratura, pur avendo partecipato ad almeno 2 incontri con capi mafiosi per discutere della sua politica.
Il fatto è scritto nella sentenza del giudizio di Appello del processo allo stesso Giulio Andreotti confermata dalla Cassazione nel 2004, in cui si afferma che l’allontanamento di Andreotti dal sodalizio mafioso fu dovuto proprio all’efferato delitto.

Articoli collegati

dicembre 29th, 2007 informazione 1 Comments

Prima di rientrare a Milano ho fatto un giro nelle zone periferiche fra Bari e Bitonto che avevo ripreso in agosto piene di pattume.
Ebbene ho notato con piacere che quelle immondizie in molte delle zone riprese sono scomparse.
Non in tutte sia chiaro! A Bitonto di immondizie ne ho viste ancora molte ma un po’ meno rispetto a quest’estate.
Segno che Beppe Grillo, avendo linkato il video che segue sul suo blog, ha sortito il suo effetto.
Segno che se anche nell’Italia del sud si denuncia ciò che non và qualcosa può cambiare.
Insomma, man mano passa il tempo internet sta prendendo piede in tutti i settori. Anche senza Striscia la notizia!
Nel solo 2007 Youtube ha triplicato i suoi visitatori sfondando i 20 milioni di click quotidiani soltanto in Italia e sempre in Italia i cybernauti sono cresciuti del 40% rispetto al 2006 con oltre 3 milioni di nuovi naviganti pressoché sottratti alla tv.
Talmente tanti da indurre per la prima volta nella storia addirittura il presidente della repubblica Giorgio Napolitano a diffondere il suo discorso di fine anno a reti unificate anche su internet!
Di seguito il video realizzato da me in agosto con le zone in parte ripulite.

Articoli collegati

dicembre 28th, 2007 politica 1 Comments

lamberto-dini.jpg

La nostra italietta malata del cosiddetto “grande centro” della politica in palude, si compone ahime di troppi soggetti deboli e debolucci senza dignità personale e politica, ma che in gruppo determinano i destini italiani impantanati nel letamaio di palazzo.
Non ci sono solo i Mastella i Casini i Follini e i Cretini, ma anche i Lamberto Dini!
Senatore da 25 mila euro al mese, marito e compagno di partito di Donatella Zingone condannata a 2 anni 4 mesi per bancarotta fraudolenta già indultati, è uno dei tanti parassiti inutili che ammorbano le nostre vite regolate da un sistema partitico illegittimo e autoreferenziale.
Lamberto Dini starletta di questi giorni natalizi, si è assunto l’onore e l’onere di distrarre giornali e tv dall’indifferenza pressoché totale verso i 5 morti ammazzati sul lavoro a Torino. Fa la parte della preziosa dopo che ha fondato e affossato almeno una decina di inutili partitini, cancro della nostra esistenza di italiani.
Parlamentare senza mandato, senza voti, senza rappresentanza, capriccioso, insolente, viziato, antipatico e pure brutto come un mostro, in carriera ha fatto di tutto senza concludere nulla di buono: il parlamentare il ministro il presidente del consiglio, il banchiere, il margheritino il berluschino il prodino e forse anche il corrotto.
Lamberto Dini pavoneggia col gozzo grosso in questo governo a maggioranza di senatori a vita, facendo sapere a Romano Prodi che gli voterà contro se quest’ultimo non riconoscerà il programma dell’ultima sua fondamentale creatura: il partito Liberaldemocratici che nessun elettore italiano ha autorizzato se non lui e qualche suo stretto amico della casta.
Insomma un buffone dei tanti in questa palude di centro che, come uno sterco, galleggia un po’ di qua e un po’ di la nel letamaio politico romano che temporeggia infischiandosene dei problemi dell’Italia.
Se cadesse il governo Prodi mi auguro un golpe degli italiani affinchè si possa fare un po’ di piazza pulita di questi centristi moderati un po’ a destra e un po’ a sinistra e un po’ cosa nostra.
I fatti sono che questo ennesimo inutile politicante di un governo di cartapesta, non rappresenta nessuno, non ha mai fatto battaglie di nessun tipo, lo manteniamo ormai da un quarantennio e se non cambierà nulla lo dovremo mantenere anche da morto.
Lamberto Dini per il bene della decenza: VATTENE!!

Articoli collegati

dicembre 27th, 2007 attualità 7 Comments

incidente-grumello.jpg

Nel firmamento delle stelle natalizie è scoccata quella di Marco Ravelli, 32 anni, un ubriacone che al volante del suo fuoristrada ha ucciso Antonio Chizzoli 47 anni, la moglie Maria Teresa Bertoli, 43 e la figlioletta Linda, 10 anni. Un tragico impatto frontale contro la Fiat Punto della famigliola su cui viaggiava anche l’altra figlioletta della coppia, Michela, 12 anni, salvata da un miracoloso volo fuori dall’abitacolo e dopo un intervento chirurgico al volto e alle gambe rimediato in sala operatoria.
Ora Michela riposa nel suo letto d’ospedale in attesa di essere consolata da mamma, papà e la sorellina di 10 anni che non rivedrà mai più. Già perché, mentre scrivo, nessuno dei parenti che la assiste ha ancora trovato le parole per dirle che i suoi genitori e sua sorella Linda sono morti.
Per Marco Ravelli invece, uscito dall’impatto solo con qualche graffio, è scattata una denuncia a piede libero, meglio nota come anticamera ai riflettori dello star system riservato ai criminali come lui.
Del suo assassinio è già partita la mercificazione di apparizioni su giornali e tv pronti a seguire tappa tappa tutte le fasi di un eventuale processo “soap opera” adattato alle famiglie italiane che, sgomente, seguiranno i protagonisti delle varie puntate: l’assassino affranto, i dettagli sulle sue lacrime, la sua vita, i suoi amori, le sue aspirazioni e la scelta dell’attico dove scontare la pena, magari con vista sul lago d’Iseo, a pochi chilometri dal luogo dell’incidente.
Un telefilm a puntate che terrà tutti col fiato sospeso con i contributi del macellaio Bruno Vespa, che starà conteggiando il numero di puntate di “Porca a Porca” da dedicare al massacro, gli inviti, le dichiarazioni, le sentenze anticipate sulle arringhe dell’avvocato difensore e un posto d’onore al ministro di casta Clemente Mastella che suggellerà la tragedia col suo ennesimo danno: un indulto, un trasferimento d’ufficio o un giretto in Porsche col figlio Pellegrino per redenzione riservata all’assassino.
Non bisogna dimenticare che un massacro stradale è ghiotta vetrina anche per i politici! Il viceministro dei trasporti Cesare De Piccoli, prescritto per tangenti diessino come il suo simile Massimo D’Alema, fa sapere al Corriere che in questi casi è opportuno accusare il colpevole di omicidio volontario. Talmente rintronato da non essere ancora bastate le migliaia di morti assassinati sulle strade ad opera di ubriachi e drogati per rivedere le posizioni di questi criminali ambulanti.
Ma intanto il mercato fa il suo corso: i coniugi Chizzoli e la piccola Linda esauriranno il loro marketing ai funerali, troppo presto per saziare la fame del gossip impazzito della tv, un assassinio così ha un suo valore distrattivo dalle porcherie politiche e un valore commerciale! Già prezzolato dai pubblicitari e sul piatto delle “Vita in diretta” e dei “Lucignolo” c’è solo l’imbarazzo della scelta, l’imbarazzo al rilancio come in una macabra asta al miglior offerente.
E’ lo star system del parlar d’altro che spreca ore di trasmissioni per elevare a rango di eroi gli assassini che pagano il fio di vivere in un paese di dirigenti corrotti che preferiscono tramare i loro affari mafiosi standosene in disparte, lontano dai riflettori. Meglio i briganti di strada a costo zero per i quali si profilano contratti d’oro nel mondo della pubblicità com’è stato per Marco Ahmetovic.
Marco Ravelli stia pure tranquillo! Nessun ergastolo per lui perché avrà l’attenuante di essere omologato agli ubriachi del sistema.
Per la 12enne Michela Chizzoli invece, unica sopravvissuta all’assassinio, solo umile pietà.

Articoli collegati

dicembre 26th, 2007 Società 2 Comments

divieto-fumo.jpg 

Quanto prendono al mese i senatori? Oltre 20 mila euro per 15 mensilità. Cosa fanno i senatori? Le leggi per lo stato che tutti, loro compresi, devono rispettare.
Ma i senatori le leggi le rispettano? Sembra proprio di no proprio perché espressione della maggioranza di un popolo che col rispetto delle leggi non va molto d’accordo.
Parlare a qualcuno (soprattutto ai giovanissimi) di educazione civica si rischia di essere derisi o presi per femminelle perché in Italia si preferisce chiudere occhi ed orecchi verso tutto e tutti per farsi tutti amici.
Lo si vede in ogni strato della nostra società, dalla carta della gomma gettata dal finestrino fino ai conflitti d’interesse di Silvio Berlusconi.
Al cui governo va riconosciuto il merito di aver saputo approvare una legge fortemente spinta dal ministro della sanità del precedente governo Amato, Umberto Veronesi, che aveva finalmente bandito le sigarette da tutti i luoghi pubblici al chiuso dal gennaio del 2005.
Peccato però che da quando quel governo è cambiato, sigari e sigarette sono tornati a farla da padroni proprio dove quella legge è stata partorita, a Palazzo Madama, in barba ad ogni divieto.
Mentre alla Camera i fumatori sfogano il loro vizio nel cortile esterno di Montecitorio o affacciati alle finestre, in Senato (dove si fanno le leggi) si fuma ovunque, senza limitazioni, tanto che in tutti i corridoi e i locali, anche nel famoso Transatlantico, sono riapparsi i posaceneri!
Nuvole di fumo stazionano nelle aule e lungo i corridoi, pure in quelli in cui albergano alcuni ferrei e battaglieri sostenitori della legge no smoking.
Senza distinzioni, senatori e giornalisti amici, censori a loro volta come finti tonti e veri paraculi, attentano alla regola e alla salute loro e degli altri, senza finire in prima pagina sui giornali ma soltanto con una timida velina, poche righe che svelano questa curiosità senza firma apparse in fondo ad una pagina politica del Corrierone, confusa fra la pubblicità giusto per giustificare la causa persa all’informazione.
Come? I senatori fumano in senato difronte ai divieti esposti dappertutto e il giornale lo scrive in poche righe? Già perché quella stampa vive di finanziamenti dei partiti di quei senatori che l’hanno omologata all’andazzo.
E allora se il buon giorno si vede dal mattino, dovremmo renderci conto di come il marcio dell’Italia venga proprio dal suo midollo!
Quel marcio che ha sostituito il sano ha come unico veleno il ritorno del senso etico e della legalità. Come? Soltanto con una massiccia presa di coscienza e un po’ di teste alzate in grado di alzare la voce! Soltanto così si potrà agire contro i conflitti di interesse, i condannati in parlamento e i furbi che usano la politica come rifugio per continuare a peccare. (e tenere la testa nascosta sotto la sabbia)

Articoli collegati

dicembre 25th, 2007 Società 2 Comments

gabriella-carlucci.jpg

Un modo per ricordare la scarsa presenza femminile nella politica italiana?
Lasciarsi convincere da un’attrice di farsi fotografare come vip del gossip su un calendario in cui ci si racconta e donare i proventi delle vendite all’ Associazione italiana per la ricerca sul cancro.
Un’idea nobile nel concetto ma eticamente discutibile quella adottata dalle 52 parlamentari donne aderenti, di destra e di sinistra, mamme e femministe, laiche e suore mancate, bellocce e racchie, miracolosamente accomunate dal motto “essere anti-dive” come scrive in prima pagina La Gazzetta del Mezzogiorno (mi trovo a Bari ospite di parenti).
Il preambolo di fumo, a metà fra il buffo e il patetico, mira in realtà a pompare una sensibilità di plastica di onorevoli donne apprezzabili se avessero agito davvero, senza riflettori, in silenzio, magari devolvendo gli 8 decimi dei 20 mila euro mensili del loro stipendio per tutto il mandato ad altrettante associazioni che si occupano di ricerca e di sostegno alle persone malate, Airc compresa.
Sarebbe stata una bella lezione di etica, di sana politica al femminile da elevare alla cronaca che invece si è trasformata in un’occasione mancata che non spianerà l’irta del consenso politico, perché le onorevoli sembianze delle amministratrici delle nostre tasche, con graffiante cinismo, appariranno vanitose e sorridenti sulle tristi pareti di famiglie alle prese col dispiacere di un proprio caro che lotta per la vita contro il cancro.
La causa dell’intima vanità da dive patinate supera quella dell’essere eticamente irrepensibili perché le luci della ribalta abbagliano la sensibilità, lo spirito di una missione e annacquano l’essenza di un ruolo, quella del politico, che annega nell’ego dell’apparire facendo sciogliere come neve al sole anni di battaglie femministe in difesa della propria dignità e della propria lecita autonomia dalla cecità maschilista, attratta da bambole e tette senz’anima.
Ecco, credo che l’immagine delle donne italiane in politica su un calendario non darà alcun contributo alla loro causa di avvicinarsi alle colleghe estere, tanto meno a quella delle pari opportunità perché nessun politico estero finirebbe su un calendario.
La politica all’estero è una cosa seria, nulla a che vedere con gli interessi di bottega di attricette e vallette omologate alla perversa triade politica-galera-successo squisitamente italiota.
Insomma, se avevo un buon motivo per donare qualcosa all’Airc questo calendario mi ha fatto passare la voglia.
Spero si rifletta sull’opportunità di soddisfare la vanità di un politico inutile come Gabriella Carlucci (in foto) affinché il volano del rendersi utili verso chi soffre, sia la sensibilità vera, la nostra di caritatevole umiltà, unica legittimata a farci mettere mano al “portaimbrogli”.

Approfitto per contraccambiare gli auguri a tutti i lettori e lettrici di questo blog.

Articoli collegati

dicembre 24th, 2007 Società 2 Comments

anarchia.jpg 

Pubblico la lettera di “Biondo” un cybernauta che si sta accingendo a lasciare l’Italia per disperazione verso altri lidi.

Testo

Io sto emigrando.
Parto lasciandovi in un paese che è fra la bancarotta e la guerra civile. I segnali ci sono tutti. Certo è che tutti percepiamo lo Stato come ladro…e d’altronde come si potrebbe non pensarlo?
Che paese lascio? Che diritti ed aspettative di vita ho qui? Cosa ho in cambio delle tasse che pago?
Un paese dove pago 1300€ al mese (che non guadagno) di fitto per 100mq.
La vicina affianco sorda e la sua cameriera ancor più sorda non mi fanno dormire prima dell’una e mezza di notte starnazzando a tutto volume come due galline stonate, come se ce le avessi dentro camera da letto.
Alle 6 del giorno dopo mi devo svegliare, perchè la vicina del piano di sopra, invece, cammina con gli zoccoli avanti e indietro.
Voi mi direte, va bene ma è questione di educazione, che c’entra! In tutti i paesi ci sono gli educati e gli ineducati. Certo!
Ma se io lamento, spiego e chiedo con garbo di moderare la voce (affianco) e le passeggiate all’alba (sopra) mi si dice che ho ragione, si scusano con me…ma resta tutto come prima.
Negli altri paesi potrei adire le vie legali ed avere giusti indennizzi e riconoscimenti del mio diritto a dormire.
Il diritto qui in Italia? Quale diritto? Il diritto di fare causa a queste persone e, fra 15 anni, avere un pezzo di carta troppo ruvido per pulirmici il c..o dove sta scritto che li si diffida dal proseguire con le molestie?
Io ho bisogno di dormire più di 5 ore per notte adesso non fra 15 anni quando è finita la causa!
E i soldi per fare causa chi li fa anticipa? Ah Certo…mamma, perchè io sono un bamboccione…
E allora il diritto sapete dove sta? Nella forza, non solo comunicativa ma fattiva.
Mi sono alzato all’una di notte e ho bestemmiato a squarciagola per 20 minuti. Ho preso a pugni il muro che separa la mia camera da letto dalla casa dei vicini e che soddisfazione sentire i quadri appesi in quella stanza che cadevano a terra.
Sono andato dalla portiera il giorno dopo e ho strillato nell’androne del palazzo davanti a 10 persone che se non mi fanno dormire gli taglio la gola a loro e ai loro figli.
Ecco che cos’è il diritto ragazzi. Siamo in anarchia, il diritto lo fa il più forte. Sono 2 notti che dalle 10 di sera in poi non vola una mosca.
Qua se non usate la violenza lo prenderete sempre in c..o. A poco altro valgono i blog, se non a unirvi tutti sotto lo stesso proposito di riforma ma, soprattutto, sotto lo stesso metodo: quello violento.
Un cittadino ha diritto a difendersi dai soprusi, e visto che lo Stato è latitante, il cittadino ha il diritto di sostutuirsi allo stato ed esercitare la forza, sia contro altri cittadini che contro lo Stato stesso.

Articoli collegati

« Previous entries 


Cerca
Free Blogger

iniziativa Travaglio



View blog authority

©