Multare i clienti delle prostitute per finanziare i comuni. E’ la sciagurata proposta di Giuliano Amato per “arginare il fenomeno e aiutare i sindaci”
Tradotto: siccome negli ultimi anni abbiamo tagliato i fondi ai comuni dobbiamo accontentarli rivalendoci sui cittadini con qualche scusa e fare in modo che siano multati; motivo in più da quando ci siamo accorti che i giudici di pace annullano le multe per eccesso di velocità comminate per “eccesso di zelo!”
Allora Amato pensa di sguinzagliare i vigili per multare tutti coloro che avranno la malaugurata idea di fermare l’auto: non importa se per caricare moglie e figlia a scuola, al supermercato, all’ospedale o per fare pipì alla piazzola, l’importante è che si fermino.
Tanto potrebbe bastare a un vigile per colpire il “decoro”, secondo questo nostro dipendente che paghiamo circa 20mila euro al mese.
Quindi il vigile potrebbe spedirci a casa un verbale per raccomandata con scritto che abbiamo caricato in auto una prostituta anche se ci siamo fermati a caricare qualcun’altro in autostop o per scendere dall’auto per fare pipì senza sapere chi sia una prostituta capito?
Il folle Amato sostiene che multare il cliente indurrà ad arginare il fenomeno delle prostitute ma sa benissimo che queste spostandosi in luoghi ancora più isolati, aumenteranno il rischio per la loro stessa incolumità lasciando intatto il mondo del racket che se ne alimenta.
La sanzione per atti osceni in luogo pubblico esiste già, non puoi multare un automobilista che si ferma a caricare sulla propria auto qualcuno. Come fai? Su che basi si fonda questa nuova sanzione di Amato se non sull’imbarazzo del povero malcapitato che per evitare noie con moglie o fidanzata pagherà in silenzio e in fretta prima che si venga a sapere o per evitare inutili discussioni? Come potrà spiegare alla moglie che quel verbale arrivato per raccomandata a casa non corrisponde a verità?
Il dipendente Amato non tutela i cittadini ma le casse dei comuni. Ci fa credere di colpire il problema della prostituzione (lo è solo per lui visto che le prostitute sono gettonatissime) e dribbla il cancro della questione, ossia quello di incaricare le forze dell’ordine per ripulire l’Italia di ragazze clandestine vittime di un fiorente racket.
E’ il racket che non è tollerabile non una scopata a pagamento Amato!
E’ la parola “multe” nelle voci di bilancio dei comuni che non è tollerabile Amato!
Con questa sua idea senza decoro e senza giustizia caro ministro Amato lei dimostra di non essere in sintonia col popolo che crede di rappresentare perché è fuori dal mondo, anacronistico e vecchio, pure per il Viagra! Se ne vada subito in pensione per carità!
Ecco l’indirizzo mail del dipendente Giuliano Amato: amato_gln@camera.it
www.ricorsi.net è un interessante sito che offre consulenza e supporto per chi vuole ricorrere a multe di vario genere.
Il 6 ottobre in piazza Farnese a Roma Pancho Pardi, Oliviero Beha ed Elio Veltri organizzano una manifestazione per presentare un manifesto che toccherà temi fondamentali a partire dal conflitto d’interessi per arrivare all’obiettivo di sconfiggere l’oligarchia dei palazzi che da sola non se ne va.
L’inizio si preannuncia ostico questa lista civica data la situazione della legge elettorale attuale che se non cambierà darà poche chanches di affermazione. Ma l’importante è andare in piazza ed informare, parlarne. Il solo obiettivo di aumentare il già diffuso dissenso verso la casta è già un mezzo traguardo.
Di seguito riporto lo scritto di Pancho Pardi e un sito utile all’iniziativa: www.repubblicadeicittadini.it
A tutti coloro che si sono sentiti coinvolti nei girotondi e nei movimenti di questi ultimi anni
La vittoria stentatissima alle ultime elezioni politiche e l’insuccesso davvero preoccupante alle ultime elezioni amministrative rendono ineludibile il problema della rappresentanza politica per quella parte di elettorato che continua a respingere modelli sociali cari al berlusconismo, ma non si riconosce più nei partiti del Centrosinistra.
Il tema è diventato ancora più impellente di fronte alla paralisi dell’attuale maggioranza sui grandi temi etici (laicità, conflitto di interessi, costi della politica, libertà di informazione, abolizione delle leggi ad personam). C’è il fondato timore che il progetto di rimodellare il centrosinistra con la creazione di un Partito Democratico moderato, neocentrista, favorevole a una revisione costituzionale orientata verso il rafforzamento dell’esecutivo, cui risponde una Sinistra da unire vecchia sotto il profilo programmatico ed esitante sulle ragioni stesse della sua virtuale unità, si rivelino insufficienti per battere il centrodestra alle prossime elezioni. Poiché la possibile sconfitta, oltre che dall’immutato strapotere mediatico del “cavaliere”, potrebbe dipendere proprio dall’astensione di una parte degli elettori di centrosinistra, diventa decisivo rendere disponibile una alternativa: una lista che sappia dare voce ai cittadini privi di rappresentanza.
Abbiamo già compiuto il primo passo in questa direzione, e insieme ai nostri interlocutori (Liste civiche, Associazioni, Movimenti, singoli cittadini) abbiamo proposto un Manifesto per la riforma della politica che ha avuto l’appoggio, tra gli altri, di Dario Fo, Franca Rame, Marco Travaglio, Lidia Ravera, Beppe Grillo e che ha già raccolto più di 7000 firme di adesione. Questo manifesto rappresenta la base per una grande manifestazione nazionale in piazza Farnese a Roma il 6 ottobre, che dovrà testimoniare la presenza e l’ampiezza di questa area di democrazia esigente e insoddisfatta.
Il mondo dei “girotondi e dei movimenti”, quello che ha dato un contributo formidabile alla difesa della nostra Costituzione nell’ultimo appuntamento referendario, è chiamato ancora una volta a dare uno straordinario e importante segnale per il risanamento democratico del paese.
Tutti presenti dunque il 6 ottobre a Roma insieme a quanti nutrono le stesse aspirazioni di partecipazione e di protagonismo civile!
Pancho Pardi
La vera antipolitica continua ad arrivare dai palazzi con gli stessi toni arroganti di sempre e senza contradditorio: promesse ed impegni per “arginare l’antipolitica” cui si unisce anche “l’onorevole” Giuseppe Betori del partito della chiesa che dal Vaticano condanna un giudice di Cagliari che con la sua sentenza ha permesso ad una futura mamma di poter praticare il preimpianto (Betori si ricorderà che i giudici emettono sentenze in base alla legge italiana?).
Ma mentre il fenomeno Grillo porta in prima pagina del Corriere cifre di sondaggi sugli indici di gradimento delle coalizioni di Prodi e Berlusconi “di natura riservata in mano ai capi di partito” con tutto il sapore di essere bufale inventate da qualche giornalista in quota partitica perché non vengono citare le fonti, fa uno strano effetto guardare l’immagine in prima pagina del fiume di monaci di Myanmar in protesta perché richiama un ironico collegamento al preludio serpeggiante in Italia dove la casta degli antipolitici dei palazzi teme lo spettro del popolo italiano in marcia verso di loro.
Infine la notizia del rinvio a giudizio di Cragnotti, Fiorani e Geronzi, imputati di aver truffato almeno 12 mila risparmiatori nell’ambito del crac Cirio trova spazio soltanto a pagina 35 su Repubblica e confusa fra il serio e il faceto sul Corriere.
Una sorta di mutismo cui fa eco il rumoroso silenzio della tv nei telegiornali e la conclamata maniacale sete di sangue di Bruno Vespa, che anzichè invitare nel suo salotto qualche famiglia di truffati omaggia il pubblico di paganti del canone con un’indispensabile puntata di “Porca a Porca” sul delitto di Garlasco.
Il giornalista in pensione e incompatibile per il suo cachet da 12mila euro a puntata mantiene il suo impegno da vecchio democristiano mafioso: non parlare dei fatti ma se proprio è opportuno, prego, si parli d’altro.
Un atteggiamento che getta benzina alla rabbia di chi regala 100 euro l’anno a questi talenti del servizio pubblico che comprendono anche presentatori “impegnati” nelle tematiche che contano fra i pettegolezzi come Fabrizio Frizzi, Milo Infante o Alda D’Eusanio tanto per citare qualche porcheria di mantenuti!
Il commento alla strana posizione di questa “tassa di possesso” più identificabile come furto legalizzato di epoca fascista, dalla voce di Vincenzo Donvito dell’Aduc nell’intervista del video che segue.
Bruno Tinti, procuratore aggiunto a Torino ha scritto “Toghe rotte” un compendio che narra la vita di un magistrato nella difficilissima situazione della giustizia italiana che non funziona per via di una legislazione inadeguata creata da una politica che vuole sottrarsi al controllo della legalità.
L’arma usata è quella di stringere la morsa con leggi e leggine che impediscono alla giustizia italiana di funzionare come dovrebbe essere in un paese libero.
Nell’intervista telefonica qualche considerazione e un cenno ai contenuti
La mercificazione del prodotto non guarda in faccia a nessuno si sa’, al punto che una ragazza affetta da anoressia all’ultimo stadio e a rischio di arresto cardiaco accetta di far pietosa mostra di sé sui muri delle città e nelle riviste patinate completamente nuda per pubblicizzare una marca di moda.
Osservare quella povera creatura mi ricorda le immagini dei campi di sterminio della seconda guerra mondiale.
Hanno in comune la dignità umana violata, in questo caso in nome di un consumismo senza logiche, senza rispetto e senza pietà, tolta quella della pubblicità e del profitto incondizionato.
Quello che importa è parlarne. A qualunque costo! Perché Oliviero Toscani e NoLita sapevano che immortalare quella povera malata di 27 anni di 31 chili di peso che esibisce i segni della propria malattia unita a quella di una diffusa psoriasi avrebbero suscitato reazioni. Ma loro se la ridono perché devono solo attendere di essere intervistati da Studio Aperto e dare un’occhiata al conto corrente.
E intanto che tracce lascerà quell’immagine nella suscettibilità di un bambino che si trova suo malgrado a vederla? Che esempio darà? Sarà educativa? Servirà all’armonia dei sensi e al corretto sviluppo psicofisico di un giovane?
E’ un’immagine degna di una campagna pubblicitaria seria? O farà solo ribrezzo?
Non era più stimolante ed educativo esibire una bella modella nuda proibita dalla chiesa?
Dov’è il comitato etico? Dov’è la decenza? Dov’è il rispetto? Dov’è l’etica? Dove sono quei bacchettoni teodem che hanno appena legiferato di proibire alle tv locali di mandare in onda spezzoni di film hard anche censurati in piena notte? Affanculo?
Spero che da questo blog possa partire il boicottaggio dal mercato di Oliviero Toscani e di quella sciagurata marca di moda.
Fabiola De Clercq, presidente dell’ABA nell’intervista che le ho fatto oggi in trasmissione parla di pericolo di emulazione e si chiede che cosa ci faccia una malata in quello stato su un set…
L’idea iniziale di Silvio Berlusconi editore di emittenti televisive fu senz’altro innovativa, diede una ventata di freschezza alla tv Rai di servizio, fritta di tribune stampa documentari caroselli e varietà castigati il sabato sera.
E’ innegabile che programmi come Drive In e tanti altri facciano parte di un periodo televisivo nuovo, frizzante e pieno di allegria.
I problemi sono iniziati dopo questo antipasto, ossia quando si capì la provenienza di quell’editore di nome Silvio Berlusconi! Un massone iscritto alla loggia p2 presentato a Licio Gelli dal “maestro” Maurizio Costanzo che piantando ripetitori in tutta Italia con l’ausilio di Bottino Craxi, tramite fondi misteriosi che gli hanno permesso in poco tempo di trasformare Milano 58, Antenna Nord e Videodelta rispettivamente in Canale 5, Italia 1 e Rete 4 nei primi anni ’80, ha dato il largo al progetto piduista chiamato “piano di Rinascita”.
Tre canali televisivi per mezzo dei quali Berlusconi ha cominciato ad indottrinare il popolo a suon di contenuti leggeri, programmi a base di dibattiti su argomenti banali e ovvi, telegiornali all’insegna di cronache estere, gossip e politica delle dichiarazioni anziché trattare di mafia e massoneria, oltre a continui e sistematici attacchi alla magistratura con diverse calunnie a carico di magistrati, in nome di un diffuso e pericoloso giustizialismo.
Una dottrina talmente efficace che oggi ha prodotto una società assuefatta alla violazione delle regole in tutti gli strati sociali e l’effetto di giungere alla lite se si fa notare a qualcuno che sta scavalcando la fila all’ufficio postale o fa lo gnorri in qualche altra situazione. Lo si vede dall’alto dei Geronzi fino alle piccole situazioni quotidiane, per esempio tra quegli studenti che in gruppi attraversano gli incroci senza rispettare il semaforo o che insultano gli insegnanti. Figli di genitori indottrinati a loro volta e loro malgrado! Sarò un moralizzatore? Un giustizialista? Un pignolo? Un sorpassato? Probabilmente difronte a molti si!
E purtroppo a mio avviso questo ci dovrebbe preoccupare!
Rimane il fatto che Silvio Berlusconi ha usato le sue reti per scendere in politica, nascondere la sua connivenza con la mafia, fondare Forza Italia per non finire in galera e assicurare vita perdurante ai militanti massoni della Loggia p2.
Gli anni del suo secondo governo 2001-2006 sono stati il quinquennio di una rovina di difficile riparo: le leggi vergogna culminate da gravi precedenti di corruzione che hanno coinvolto Berlusconi tramite i suoi parlamentari mafiosi come Previti e Dell’Utri ne sono forse l’espressione più classica, evidente e anche recente!
La casa editrice Mondadori non si capisce perché non torni nelle mani del suo legittimo proprietario De Benedetti dopo la recente cacciata di Previti dal parlamento, seguita alla sua ultima condanna inflittagli dalla cassazione che l’ha riconosciuto colpevole di aver corrotto il giudice Metta e di aver scritto a tavolino la sentenza che nel ‘91 regalò la più grande casa editrice a Berlusconi!
Ci rendiamo conto?
Silvio Berlusconi detiene illegalmente la Mondadori da 16 anni, durante i quali ci hanno scritto fesserie su Panorama gente come Giuliano Ferrara o Lino Jannuzzi (parlamentare forzista in carica, condannato per diffamazione) tanto per citare qualcuno.
Silvio Berlusconi, come ricorda il blog di Beppe Grillo, vanta nel suo partito azienda almeno 10 deputati condannati in via definitiva e svariate decine di parlamentari sotto inchiesta, indagati o con mandati d’arresto.
Una follia tutta italiana nel nome del “liberale” Silvio Berlusconi. Un delinquente trapiantato e liftato che farebbe impallidire perfino Benito Mussolini!
Il malcostume tutto italiano dei parlamentari pianisti, oltre che falsare i risultati delle votazioni, costa tanti soldi alle tasche di noi cittadini.
Almeno 200 euro di diaria per ogni pigiata regalata al collega assente, come se nulla fosse, alla faccia nostra!
Una pessima abitudine tanto diffusa da indurre due parlamentari della rosa nel pugno a far inserire all’ordine del giorno una proposta di legge per introdurre un sistema che abilita al voto soltanto dopo il riconoscimento dell’impronta digitale.
Insomma un po’ come si fa per i delinquenti.
Da Genova, città di Grillo, il comico più temuto dai politici, giunge la notizia che il governatore ligure Claudio Burlando, bloccato dalla polizia per aver guidato per un paio di chilometri su una superstrada contromano, ha esibito il tesserino da ex deputato per evitare di prendere la multa.
L’assurdo privilegio esibito con arroganza da un politico in carica in un periodo particolarmente inviso dagli elettori come non si ricordava dai tempi di tangentopoli, viene già smentito dallo stesso Burlando ancora grazie ad internet.
La convinzione con tutta probabilità arriva dalla rivolta cybernautica a suon di insulti e sberleffi giunti sul suo blog! Quindi pagherà per la sua pericolosa “burla” stradale (ci mancherebbe!).
Nel video che segue riporto l’intervista fatta in trasmissione oggi a Peter Gomez. Il giornalista de L’Espresso dice che Beppe Grillo detiene l’agenda politica italiana in questo momento, parla di “Re nudo”, casta e di gerontocrazia.
Presto vi proporrò anche l’intervista a Maurizio Turco, il parlamentare della rosa nel pugno che col condannato D’Elia (ahime) ha fatto inserire all’ordine del giorno una proposta di legge per introdurre un sistema di rilevazione delle impronte digitali durante le votazioni per sconfiggere il malcostume degli onorevoli “pianisti” ossia quelli che votando anche per i colleghi di partito non solo falsano i risutalti delle operazioni di voto, ma regalano anche le costose diarie di presenza!
Una vergogna sollevata già tempo fa dalle Iene tutta italiana con una proposta e equiparrebbe i parlamentari ai delinquenti!
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