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marzo 13th, 2010 politica 8 Comments


I manifesti abusivi di Carlo Scotti Foglieni (Pdl)

La libertà, per il Pdl (popolo dei ladri) è un concetto assai aperto. Per loro libertà significa calpestare i diritti degli altri, evadere il fisco, non avere rispetto per nessuno, presentare firme farlocche a prova di decreto, pagare tangenti e magari fare pure le vittime in galera.
Fra i requisiti berlusconiani preferiti per i candidati, meglio se c’è qualche condanna passata in giudicato sia in sede civile che penale. Se proprio la fedina penale è pulita è richiesta un minimo di cafonaggine.

Carlo Scotti Foglieni dev’essere tra questi. Sta facendo campagna elettorale con i suoi manifesti invadendo gli spazi altrui. E’ una libertà che si vuole concedere tanto per far vedere di che pasta è fatto. Col senso di legalità e rispetto delle regole che deve avere questo elemento, non oso pensare cosa potrebbe combinare se fosse eletto in regione Lombardia!

Nella dozzina di paesi della bassa bergamasca che ho girato oggi, non solo ho scoperto che col suo faccione, Carlo Scotti Foglieni ha coperto i miei manifesti. Ma ha riempito pure buona parte degli espositori riservati agli altri partiti.
Insomma, come inizio Carlo Scotti Foglieni, o chi per lui, pare proprio un bel CAFONE.
Il suo motto è “Io ci sono”. Già, c’è anche dove non dovrebbe esserci.

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marzo 13th, 2010 opinioni 4 Comments

televisione-barre

Siamo a due settimane dal voto per le elezioni regionali. Soltanto ieri la prefettura di Bergamo (il mio collegio) ha ufficializzato gli spazi della pubblicità diretta: quella dei manifesti. Un numero riservato ad ogni partito in tutta la provincia. Ogni comune mette a sua volta a disposizione ulteriori spazi denominati “pubblicità indiretta” con la stessa funzione della diretta. Con la differenza che cambiano i numeri di assegnazione, di comune in comune. Una sorta di complicazione cose semplici.
In ogni comune vige la propria deregulation. La Lega nord che spadroneggia in molte giunte locali lombarde, è arrivata per prima a tappezzare anzitempo le lamiere, invadendo sia i propri, che gli spazi degli altri. Conscia che tanto le multe non gliele farà nessuno, in nome di un’illegittima prepotenza federale. Ladroni padani, padroni a casa degli altri.

Veniamo ai programmi di governo regionale. Molti di voi si sono lamentati perché in tivù ne abbiamo parlato poco. E’ vero, ma del resto come si fa a parlare di programmi con chi non ha interesse a farlo? Dovete capire che pidiellini e leghisti sanno già di aver vinto, almeno in Lombardia. Non hanno bisogno di promettere nulla alle sciure marie. In tivù ci vengono giusto per passare un’oretta in vetrina. Quei programmi (scusate il gioco di parole) non sono concepiti per parlare di programmi. Sono confronti su discussioni costruite sulla battuta, impossibili da approfondire perché c’è la pubblicità oppure perché c’è la telefonata di quello che ti deve attaccare senza che ha capito quello che hai detto poco prima.

Per esperienza diretta, visto che ho condotto anch’io dibattiti televisivi per anni, posso dire che un confronto sui programmi di governo avrebbe bisogno di almeno un’ora di faccia a faccia, con massimo due ospiti che rispondono alle domande del conduttore su specifici macro argomenti: dalla sanità ai trasporti, dai servizi al sostegno alle famiglie. Oppure, meglio ancora, ci vorrebbe un uno contro tutti. Un’ora a testa per rispondere alle domande ed eventualmente sbugiardare le fesserie dette dall’ospite candidato del giorno prima. Senza inutili comizi. Ritengo che i candidati debbano rispondere ai cittadini e ai conduttori.

Sarebbero buone tribune elettorali ma farebbero i conti con gli ascolti a picco nel momento in cui sappiamo che almeno il 90% dei candidati non buca il video. Le tivù locali vivono di sponsor e di logiche preconfezionate. Ecco allora la formula delle ospitate di massa. Due o quattro individui di varia estrazione raddoppiano o quadruplicano le possibilità di alzare il livello dello scontro, che statisticamente regge meglio alla spietata legge dei numeri catodici.
Potessi io fare un uno contro tutti televisivo, sarei ben felice di espormi al pubblico ludibrio per rispondere meglio possibile ai telespettatori disinformati o finti tonti. Eventualità improbabile per par condicio, tanto cara al governo nazional piduista.

Tuttavia la tivù dà ancora una certa visibilità. Me ne sono reso conto in questi giorni girando per i mercati tra le sciure che mi hanno chiesto dove ho comprato quel maglione viola. Se posso, in tivù ci vado cercando di usarla al meglio per come mi viene imposta. Se sento fesserie rispondo come meglio credo. Non vado in tivù per essere guardato al colore della cravatta. Non l’ho mai portata, la cravatta, e mai la porterò a meno che mi venga imposta. Mi interessano i contenuti.

In queste due settimane che ci separano dal voto spiegherò meglio qui sul blog i miei programmi. Lo farò a puntate e per settori, da domani. Ora vado per mercati con i miei volantini su cui c’è scritta una bozza di programma. Chi volesse aiutarmi a distribuirli nelle cassette postali dei paesi della provincia di Bergamo scriva a danielemartinelli@email.it

Nel pomeriggio andrò alla manifestazione del popolo viola prevista a Milano.

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marzo 11th, 2010 informazione 43 Comments


11/03/2010 - l’assessore Buscemi (Pdl) lascia lo studio ad Antenna3

Rientro dall’ennesimo scontro televisivo col pidiellino di turno. Mi è toccato l’assessore regionale Massimo Buscemi, già socio in affari di lady Abelli, appena uscita di galera dopo aver patteggiato e restituito oltre un milione di euro di tangenti. La trasmissione è “Orario continuato” condotta in diretta da Roberto Poletti su Antenna3.
Mi sono presentato in studio con un maglione viola e una copia della Costituzione. Ho espresso solidarietà a Rocco Carlomagno, barbaramente assalito da quel fascistoide di Ignazio La Russa. Ho espresso tutta l’indignazione per l’approvazione del legittimo impedimento da parte del governo piduista, che agli italiani onesti porterà soltanto noie e nessun beneficio.
Ho cercato di difendere la verità dei fatti dalle calunnie che Buscemi ha cercato goffamente di abbozzare in trasmissione. Alla fine ha scelto di uscire dallo studio. Non aveva argomenti per controbattere. Mi ha deriso senza mai entrare nel merito di quello che ho detto.
Buscemi è uomo del vivaio di Dell’Utri. Ne va fiero. Come me, di entrare e uscire a testa alta da quei confronti televisivi senza confronto.
La cricca formigoniana gode del consenso della massa di lombardi leghisti disinformati. Ecco perché sente di aver già vinto le elezioni regionali.

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marzo 10th, 2010 informazione 12 Comments


10/03/2010 - Telereporter “Indovina chi viene a pranzo”

In tivù il vademecum dei militanti del Pdl prevede di parlare in continuazione, anche dicendo fesserie. Se l’interlocutore argomenta la fesseria del militante del Pdl, il vademecum del Pdl prevede di interrompere, sparlare sopra fino a urlare in modo da creare confusione, ed eventualmente indurre a far perdere il filo del discorso. E’ una forma verbale di “disarticolazione, anche traumatica” degli oppositori già prevista in termini anche violenti nei piani del centrodestra quando furono scoperti i dossier illegali in via Nazionale a Roma, opera dei servizi segreti che anziché proteggere la democrazia schedavano gli avversari politici di Berlusconi e le voci libere del giornalismo italiano.

Se l’interlocutore dice verità giudiziarie sul conto dei militanti del Pdl, il vademecum dei militanti del Pdl prevede ancora l’interruzione del discorso con frasi del tipo “non si può affrontare un dibattito in questi termini…“.
Insomma, il contradditorio, per il vademecum dei militanti del Pdl, deve contraddire. Sempre e comunque. Per far trapelare il meno possibile. A costo di vomitare bugie e calunnie col solo intento di tenere i telespettatori ignoranti e disinformati.

Dopo qualche ospitata in diversi canali televisivi, sto vedendo che un po’ dappertutto c’è più accondiscendenza verso i militanti del Pdl. Hanno più tempo per dire fesserie e hanno il passaporto per interrompere maleducatamente dicendo agli interlocutori che sono maleducati.
Dai vostri commenti leggo che in molti mi consigliate come aggiustare il tiro. Ma di fronte a certe fesserie sparate così, in diretta, è difficile tenere postura dizione ed educazione. Siccome un vecchio detto dice “a mali estremi, estremi rimedi” non mi rimane che cercare di salvare il salvabile. Non ho scelta, in quei rodei televisivi. Nemmeno con quei telespettatori che chiamano. Sembrano tanti invasati. Come quelli che devono obbedire ai vademecum.

PS - Di seguito l’elenco aggiornato degli ultimi sostenitori della campagna elettorale:
Carmine di Isernia € 400, Daniele di Barcellona € 50, Christian di Turate (CO) €10, Luca di Marano di Napoli (NA) €15, Giorgio di Selargius (CA) €40, Paolo di Firenze €20, Simone di Polverigi (AN) €20, Silvia di Villa d’Ogna (BG) €15, Andrea di Cortesano (TN) €10, Silvano di San Francesco al Campo (TO) € 10, Raffaele di Genova € 25, Matteo di Cabiate (CO) € 20, Luigi M. €100, Giovanni B. €20,00, Massimo F. €15,00, Fabio T. €50, Matteo di Civitella Roveto (AQ) € 50.

Ricavo lordo €2.352 al 7 marzo 2010.
Ricavo netto (trattenute Pay pal) € 2.270

Spese:
€ 1.312 per 2 computer portatili, € 60 per il servizio fotografico, € 158 per volantini, € 120 di benzina, € 2.000 per noleggio vela mobile, € 400 per 600 manifesti, € 550 per anticipo quota collaboratori.
Totale spese: € 4.050.

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marzo 9th, 2010 informazione 16 Comments


Aria Pulita (iItalia7 Gold) 9 marzo 2010

La riammissione della lista Formigoni da parte del Tar e l’esclusione del listino di Renata Polverini a Roma, continuano a tenere banco. Ne ho parlato (o urlato) a Italia7 Gold con l’assessore lombardo Stefano Maullu e il consigliere leghista Lorenzo Demartini.

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marzo 8th, 2010 informazione 8 Comments


Appuntamento in diretta alla fine del quale risponderò alle vostre domande via chat. Chiedo di essere concisi e non ripetitivi altrimenti complicherete il mio lavoro di risposta. Gli argomenti sono l’attualità politica, il programma per le regionali e tutto ciò che attiene la sfera del pubblico interesse.

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marzo 7th, 2010 politica 10 Comments


22 feb 2010, a Telenova si discute di mazzette e intercettazioni

La legge elettorale prevede(va) un termine entro il quale depositare in tribunale le firme per la presentazione delle liste. In Lazio le firme sono state portate fuori tempo massimo. In Lombardia non raggiungevano il numero legale perché molte erano fasulle. Se ne è accorta la Corte d’Appello di Milano da una prima passata e da una seconda passata su ricorso di Cappato e Lipparini della lista Bonino-Pannella. Le firme valide non erano sufficienti a presentare la lista di Formigoni. Dunque, fuori dai giochi Pdl e Lega. I giornali del Pdl hanno invocato violenza in piazza. A cominciare dal fascistoide Pansa. Nessun Minzolini indignato per il gruppo di Facebook “Mitraglia contro i magistrati“.

Il corruttore ha detto di voler rinviare le elezioni e si è appellato a Giorgio Napolitano, per concordare un decreto interpretativo da abbozzare in un consiglio dei ministri organizzato a casa sua da fargli firmare in seduta stante. Intanto Formigoni è apparso su tutti i giornali e le tivù locali senza confronti per dire che denuncerà i radicali e i giudici perché secondo lui non potevano spulciare le firme.

Intanto il decreto è passato e il Tar ha riammesso Formigoni. Non perché le firme erano valide ma perché la Corte d’Appello avrebbe dovuto accorgersi da sola delle firme irregolari. “Senza interventi terzi”. Provo a “interpretare”: se non mandiamo leghisti e berlusconiani alle urne torniamo agli attentati fascisti degli anni ‘70. Se confermiamo le sentenze della corte d’Appello smentiremmo Napolitano. Lasciamoli correre. Allo sfacelo…

Lunedì 8 marzo, a partire dalle 21, sarò in diretta qui sul blog per aggiornarvi sulla campagna elettorale e per rispondere alle vostre domande.
Oggi, domenica, alle 18, conferenza stampa di presentazione dei candidati in Lombardia a Bergamo presso l’hotel Cristal Palace con Antonio Di Pietro.

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marzo 6th, 2010 politica 18 Comments

Le firme false del partito dei puttanieri e dei corrotti sono state legalizzate. Con la complicità di Giorgio Napolitano che ha firmato il decreto legge “interpretativo” nel giro di 20 minuti, Pdl e Lega potranno correre alle regionali in Lombardia. I partiti e i movimenti che hanno rispettato le regole sono stati beffati. Disattesi per fare l’ennesimo favore al clan formigoniano, che ha le mani in pasta nella sanità lombarda ma anche nelle infrastrutture.

Aderirò alla protesta di piazza prevista sabato prossimo indetta da Antonio Di Pietro. Ora mi reco in piazza Dante a Milano al presidio di protesta previsto a partire dalle 17.

PS Domani, domenica, Antonio di Pietro presenterà i candidati del collegio di Bergamo alla regione Lombardia presso l’hotel Cristal Palace, in via Betty Ambiveri. Sarebbe una bella occasione per i lettori del blog della Lombardia di incontrarci tutti di persona e di conoscerci. Per proporre, suggerire, e se proprio non ne potrete fare a meno, anche di criticare. Vi aspettiamo numerosi.

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