
Mi chiedo che notizia sia chiudere l’Hollywood di Milano per spaccio e consumo di cocaina. Non vedo che meraviglia debba esserci se Belen dichiara di aver sniffato la polvere bianca assieme alla Canalis o ad altre muse incantatrici del tubo catodico.
A Milano la cocaina si respira nell’aria e scorre a fiumi nelle fogne già da anni. La trovi dappertutto: te la offrono lungo i marciapiedi, all’ingresso di moltissimi locali e anche in stazione centrale. La Milano da bere e da sniffare pervade elite e masse. La Milano “innevata” da Natale a Ferragosto è soltanto espressione della berlusconizzazione di tutti gli strati sociali che hanno volgarizzato e svuotato di sacralità e di valori le istituzioni. Il rifiuto di decine di parlamentari di sottoporsi al test antidroga dietro la foglia di fico della privacy è la prova che la coca è di casa proprio nei palazzi del potere, prima che all’Hollywood di corso Como.
Soltanto due settimane fa il numero uno del Ros Gianpaolo Ganzer è stato condannato a 14 anni di galera per aver organizzato l’importazione e il traffico di cocaina dal Sudamerica, con operazioni truccate vendute alla stampa in qualità di brillanti operazioni contro il traffico di sostanze stupefacenti.
Soltanto l’estate scorsa i giornali scrivevano che in viale Sarca a Milano, c’erano bimbi di 9 anni utilizzati come vedette per avvisare i pusher dell’arrivo della polizia durante lo spaccio della “neve”. La notizia che fece il giro del mondo indusse il celebre autore di thriller Frederick Forsyth a trascorrere il Ferragosto proprio a Buccinasco, periferia di Milano, su consiglio dell’Fbi per lavorare sul suo libro in tema di grande traffico di cocaina. Affare della ‘Ndrangheta padana e vergogna tutta italiana, che portò la sindaca Moratti assai critica con l’inasprimento della Fini-Giovanardi nonché abituale frequentatrice della comunità di San Patrignano, a consigliare gli spacciatori di non patteggiare. Al suo appello si unì il prefetto meneghino Gian Valerio Lombardi.
La Milano da sniffare fa rima pure con Gianpi Tarantini, che oltre alle protesi è anche un trafficante di cocaina. Il filone escort per cui è imputato a Roma si discosta da quello di spaccio. Non soltanto orge e festini con le escort. Gianpi nell’estate del 2008 avrebbe portato alla villa in comodato d’uso all’”amico speciale” premier puttaniere 700 grammi di coca. Almeno secondo quanto riferito da Nico D’Ascola e Nicola Quaranta.
Il puttaniere ufficialmente non ha mai sniffato. Ma fatti due conti c’è da chiedersi dove trova tutte quelle energie a quasi 75 anni per volare dagli States alla Bulgaria, dalle ville alle Bermuda fino dal suo amico Gheddafi con intermezzo di comizio in cui spande merda sulle istituzioni e sulla magistratura. Va bene! Continuiamo a pensare che la droga del puttaniere siano latte miele e particole. Assai diverse dagli intrugli della sua bianca Milano che sbianca addirittura l’Atm. La procura del capoluogo lombardo ha avviato un’inchiesta proprio tra conducenti di autobus tram e metro per giri di cocaina. Alcuni di loro avrebbero guidato dopo aver sniffato coca fornita da due loro colleghi spacciatori definiti nel rapporto dei carabinieri “consumatori abituali da essere un pericolo sociale“.
Ecco, mi chiedo se sia proprio Belen il pericolo sociale.
RSS
Facebook


luglio 28th, 2010







